L’ Impero Anglo USA sta arrivando alla sua fase finale, i segnali ci sono tutti

di Luciano Lago

La Storia ci insegna che ogni Impero ha un periodo di espansione, raggiunge il culmine della sua potenza in uno spazio e un tempo salvo poi contrarsi e crollare dopo eventi inarrestabili. Dall’Impero Romano a quello Asburgico (Austro Ungarico), da quello Spagnolo (Carlo V) a quello Napoleonico, la dura legge della Storia segna le vicende del potere temporale.

Anche nel caso dell’Impero Americano i segnali indiretti ci sono tutti e si possono trarre le conclusioni, ovvero che anche questo Impero si avvia all’epilogo della sua parabola storica.
Riepiloghiamo qui i principali segnali:

  1. Nonostante il Golpe a Kiev del 2014 (pilotato dagli Stati Uniti), la Russia ha recuperato la Crimea e, dopo il crollo dell’URSS, approfondisce l’integrazione nella Shanghai Cooperation Organization (SCO), un club economico e di sicurezza in Asia che esclude gli Stati Uniti e include circa il 40% della popolazione mondiale (Cina, India e Pakistan ne fanno parte). Nel contempo Mosca realizza uno stato dell’Unione con la Bielorussia, anche se lentamente. In queste circostanze gli Stati Uniti non possono impedire la continua espansione della Russia.
  2. In Medio Oriente ed in Asia gli Stati Uniti sono stati sconfitti in Siria, il loro progetto di balcanizzazione è stato impedito grazie all’Intervento russo e iraniano e lo stesso Iran, resistendo alle sanzioni, si è avvicinato all’arricchimento dell’uranio al livello oltre il quale inizia il possesso di armi nucleari. L’Iran sta per entrare a far parte del club delle potenze nucleari e la sua influenza si è allargata in tutto il Medio Oriente.
  3. Nonostante tutte le pressioni degli Stati Uniti, la Cina si è avvicinata all’integrazione di Taiwan e procede nel suo mega progetto della “Belton Road” a cui hanno aderito oltre 140 paesi. Questo significa il crollo del mondo unipolare sotto gli auspici degli Stati Uniti, che non possono né fermare né invertire questo processo di forte espansione della Cina che oggi possiede tecnologie e produzione industriale che collocano il paese asiatico al vertice delle super potenze mondiali.

Questi cambiamenti dell’ordine mondiale significano che la sfera in cui gli Stati Uniti possono cercare, se non l’espansione, almeno la conservazione del loro dominio si sta restringendo. Ovviamente tale processo comporta modifiche sostanziali nella ripartizione degli equilibri di potere mondiali che saranno di vasta portata e di lungo termine.
In paralleo gli Stati Uniti stanno subendo una forte crisi interna dovuta alle loro contraddizioni, diseguglianze sociali, conflitti razziali, emergenza immigrazione, radicalizzazione dell’ala estrema di una parte dell’elettorato statunitense, fattori questi che porteranno ad un indebolimento della nazione americana e allo scoppio di tumulti sempre più frequenti. A questo si accompagna il crollo del modello americano divenuto sempre più paragonabile ad un sistema oligarchico delle elite del denaro, travestito da democrazia.

La sfera di influenza degli Stati Uniti si va restringendo malgrado i patetici tentativi di Washington di creare un “fronte delle democrazie” da contrapporre agli stati autoritari, nell’affannoso tentativo di impedire il consolidarsi di nuove alleanze che sfuggono al controllo degli USA.
Tutta l’influenza che gli Stati Uniti perdono viene sostituita dalla Cina, che investe nei mega progetti della Belton Road in Eurasia come in Africa, coinvolgendo in questi la Russia e l’Iran. Questo asse provoca contraccolpi anche nella UE, che ha di fatto ampliato il suo commercio con la Cina e la dipendenza energetica dalla Russia. La UE rimane un gigante economico ma un nano politico controllato dagli USA ed allineato alle politiche di Washington.
Gli Stati Uniti mirano a prevenire possibili scatti di autonomia aumentando la pressione sull’Unione Europea e fomentando l’ostilità verso Mosca.

Base aerea russa in Siria

L’Impero americano sta perdendo il controllo del Medio Oriente, dove la Russia si è inserita a pieno titolo e questo rende più forte l’influenza russa nell’area strategica che era una volta dominata dagli USA e consente a Mosca di avere maggiore peso sulle quotazioni delle risorse energetiche. Nello stesso Medio Oriente si è inserita anche la Cina con accordi economici di cooperazione con i principali paesi, soppiantando in molti casi gli USA e le potenze occidentali.
Gli Stati Uniti, inpantanati per anni in guerre senza fine, stanno dimostrando la loro impotenza, che si tradurrà immediatamente nell’attivazione di tutti i pretendenti all’eredità americana. L’Impero USA è come un leone indebolito ma è ancora vivo, mentre la sua preda è già contesa da altri protagonisti.
Gli Stati Uniti dovranno competere e lottare con la Cina, con la Russia e l’Iran per preservare ogni briciolo della loro influenza.
Il dramma per gli Stati Uniti è rappresentato dal fatto che non possono fermare nessuno processi di erosione del loro potere sopra descritti. Questi proseguiranno a svilupparsi e faranno arretrare il dominio degli Stati Uniti, spartendosi una parte importante di questo. Washington ne è consapevole e i falchi della Amministrazione Biden stanno cercando freneticamente di trovare degli escamotage per risalire la china.

Cian Russia Alleanza Militare

Questo spiega i continui proclami bellicosi e le minacce contro gli avversari da contrastare, considerati un pericolo per la sicurezza. Ucraina, Taiwan, Iran sono i tre settori aperti di potenziale conflitto.
Non riuscire a prendere il controllo di queste aree del mondo, imponendo i loro interessi di dominio, per gli Stati Uniti significa il fallimento delle pretese di egemonia. D’altra parte il fallimento dei progetti maturati dagli strateghi USA ha determinato l’arretramento dell’influenza USA e della perdita di territori.

L’elite di potere USA sta maturando la pericolosa idea che solo una nuova guerra potrebbe favorire un ritorno dell’influenza americana nelle aree dove Washington si trova in difficoltà e questa idea viene appoggiata dall’apparato militare industriale USA che vede nelle guerre la fonte dei suoi profitti. Il grande capitale si regge su un processo di espansione continua e la guerra è il suo naturale sviluppo tendenziale.
Lo scontro sembra quindi inevitabile e con questo l’ultimo sussulto di un Impero che si trova sulla china discendente e che può ancora determinare un disastro di proporzioni immani causato dalla sua cupidigia di dominio e di guerre.

8 Commenti
  • luther
    Inserito alle 22:23h, 15 Dicembre Rispondi

    ottima analisi ampiamente condivisibile. Gli elememti della caduta USA , e con essa quella dell’occidente, non si possono più nascondere a nessuno daltronde. Sono plateali, e, irrevocabili. Ci sarà un nuovo corso o great reset come lo chiamano quegli stupidi ciccioni degli americani, ma, non sarà quello che loro si aspettano e questa già di per se è una grande notizia. Tuttavia, come si dice sopra, anche se il leone è indebolito, è ancora vivo. Serve ancora un po’ d’attenzione dato che, come è noto, le belve ferite sono le più pericolose perché, ti prendono alla sprovvista. Non so cos’altro si inventeranno Putin e Xi, per… “aiutare” gli eventi ma c’è da scommettere che non se ne staranno a guardare…. per fortuna. Beh, alla fine resto convinto che assisteremo ad un futuro prossimo molto interessante, e sarà un bene. Non trovate? .

    • Bobo merenda
      Inserito alle 03:27h, 16 Dicembre Rispondi

      Si, sono d’accordo con te, sarà molto interessante…. A meno che quei deficienti di Yankees non decidano di tirare atomiche (e loro non hanno remore nel fare certe porcherie), nel qual caso le cose prenderebbero una bruttissima piega. Per loro non cambierebbe nulla, anticiperebbe solamente il loro annichilimento e se lo meritano, ma per altri poveretti che non c’entrano nulla sarebbe terribile

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 04:14h, 16 Dicembre Rispondi

    analisi che non condivido su due punti : non vedo dove la cina “si sia avvicinata a Taiwan” se non forse mandando gli aerei a invadere il loro spazio aereo, la Belt Road e’ tutt’altro che in ottima salute, la situazione in Afghanistan e’ caotica ed ora c’e’ pure il nodo turco dove pare gli yankee vogliano fare un altro tentativo per destituire Erdogan : cio’ non metterebbe ancora di piu’ i bastoni tra le ruote al progetto cinese ma servirebbe pure a gettare altra benzina sul fuoco nel Mar Nero, un governo vicino agli yankee potrebbe creare problemi sul passaggio del Bosforo visto che loro non hanno mai riconosciuto la convenzione che permette alla Russia di entrare nel Mediterraneo attraverso esso.
    Si continua a spernacchiare gli stati uniti per la fuga dall’Afghanistan quando invece ad una attenta analisi si dovrebbe capire che e’ stata solo una tattica per creare ulteriore scompiglio in una zona gia’ abbastanza calda, in pratica han passato di mano la patata bollente; io l’avevo fatto gia’ notare a tempo debito, ma lascio perdere visto che non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire, continuate con la favoletta dell’america fuggita ed a fissare il dito invece di guardare la Luna…
    secondo voi un esercito che fugge lascia armi munizioni e mezzi ?? non ci si arriva che era tutto voluto ? bah

    • Redazione
      Inserito alle 08:32h, 16 Dicembre Rispondi

      Egregio Arditi,
      forse ti è sfuggito che personalmente sono stato fra i primi ad osservare che, dietro il ritiro degli USA dall’Afghanistan, era presente un calcolo geopolitico che rientra nella strategia del caos messa in atto dagli strateghi di Washington in Medio Oriente come in Asia.
      Basta rileggere quanto da noi pubblicato allora:
      https://www.controinformazione.info/dietro-la-ritirata-usa-dallafghanistan-un-calcolo-geopolitico/

      Luciano Lago

      • atlas
        Inserito alle 12:15h, 16 Dicembre Rispondi

        Luciano. Buttalo direttamente nella cartella spam

  • Giorgio
    Inserito alle 08:23h, 16 Dicembre Rispondi

    Analisi precisa dell’attuale declino usa ….. nonostante lo scetticismo di Arditi che pare dispiacersene ………
    E’ incontestabile che il dominio anglo americano abbia preso una parabola discendente …… e che la velocità della sua dissoluzione stia accelerando …….

  • Aldo Ammendola
    Inserito alle 12:18h, 16 Dicembre Rispondi

    La decadenza della geopolitica USA (la Siria ne è un punto centrale) comporterà anche la crisi della loro ideologia, divulgata dagli economisti di regime e dai media (TV, Hollywood, etc.): il mainstream è la quinta colonna USA per sanzioni giustificate dalla diffamazione, ma per quanto tempo ancora? Il mal di pancia tedesco per il metanodotto North Stream 2 è indice dell’impossibilità, per l’Europa, di continuare a sopportare le imposizioni USA. In questa fase. storica il commercio e la libertà (quella vera, compresa quella dei media) sono gemelli monocoriali.

  • antonio
    Inserito alle 18:41h, 16 Dicembre Rispondi

    aspettiamo che crepino gli orchi : Zoros – Gattes – Schwab – Rockfy – Rotschy – e compagnia cantante Ladra e bombarola

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