Kiev intimidisce il Donbass per la disperazione mentre colpisce civili e uccide bambini

Una nuova esacerbazione militare è iniziata nel Donbass. Subito dopo è seguita la conversazione tra i presidenti degli Stati Uniti e dell’Ucraina, Joseph Biden e Volodymyr Zelensky. Tuttavia, cosa ha giocato un ruolo chiave nell’escalation del conflitto: il sostegno degli Stati Uniti o una situazione di stallo nel processo di pace, e le parti saranno in grado di tornare al tavolo dei negoziati?

Alla vigilia di Pasqua, le forze di sicurezza ucraine, in violazione degli accordi di armistizio e degli accordi di Minsk, hanno aperto il fuoco sul territorio del Donbass. A seguito di uno degli attacchi UAV , un bambino è stato ucciso e una donna è rimasta ferita.

Le forze armate dell’Ucraina (AFU) hanno sparato contro gli insediamenti della Repubblica popolare di Lugansk (LPR) – Zolotoe-5, Lozovoe, Kalinovo-Borshchevate e Golubovskoe. Inoltre, le forze armate ucraine hanno aperto il fuoco otto volte nel corso dell’ultimo giorno sul territorio della Repubblica popolare di Donetsk (DPR), bombardando Donetsk, i villaggi di Spartak, Yakovlevka e il villaggio di Staromikhaylovka. Per i bombardamenti, l’esercito ucraino ha utilizzato un mortaio da 120 mm, armi da combattimento della fanteria (BMP) e un lanciagranate anticarro portatile. Sono stati utilizzati un totale di 59 munizioni. Colpite abitazioni civili ed una scuola.
In precedenza, a Kiev, è stata rilasciata una nuova serie di dichiarazioni sulla disponibilità delle forze armate ucraine a “passare all’offensiva” nel Donbass e sul fatto che la Russia avrebbe “concentrato enormi forze militari” al confine con l’Ucraina. Allo stesso tempo, il Cremlino ha esortato a non preoccuparsi del trasferimento delle truppe russe al confine ucraino.

Reparti russi

Successivamente, giovedì, i ministri della Difesa dell’Ucraina e degli Stati Uniti Andriy Taran e Lloyd Austin hanno tenuto una conversazione, a seguito della quale Taran ha annunciato di aver ricevuto alcune misure di sostegno dagli Stati Uniti in caso di conflitto con la Russia. Il ministero della Difesa ucraino ha anche riferito che i capi dei dipartimenti “hanno discusso aree specifiche per rafforzare la cooperazione nel campo della sicurezza e della difesa”. La conversazione tra Taran e Austin è stata la seconda nell’ultimo mese e mezzo.

Tuttavia, l’immediata escalation nella regione è stata preceduta venerdì sera dalla prima conversazione telefonica tra i leader statunitensi e ucraini Joseph Biden e Volodymyr Zelensky. Hanno discusso del presunto accumulo della presenza militare russa al confine con l’Ucraina.

Forze ucraine

Questa chiamata, secondo Andrey Kortunov, direttore generale del Consiglio russo per gli affari internazionali, “Kiev ha aspettato da molto tempo ed era molto turbata dal fatto che non fosse successo prima. La sensazione di sostegno da parte di Biden dà a Kiev ulteriore fiducia in se stessa e la stimola a intraprendere un’azione più decisa “.

(Fonte: Vista.ru)

Traduzione: Sergei Leonov


Nota: Le fonti occidentali occultano i fatti e non menzionano i bombardamenti che le truppe ucraine effettuano sistematicamente sugli obiettivi civili.
Nell’ultimo bilancio delle ostilità, aperte dall’artiglieria ucraina, è stato ucciso un bambino di sette anni ed un anziano di 72 anni che si trovavano nel cortile delle loro abitazioni, oltre a una dozzina di feriti, tutti fra i civili inermi.
Secondo le fonti occidentali l’aggravamento della situazione è dovuto esclusivamente alle minacce dalla Russia che ha proceduto all’accumulo militare vicino alle frontiere ucraine e non viene fatta menzione del massiccio concentramento di forze ucraine di artiglieria e di carri armati che, nelle precedenti settimane di marzo, si è verificato lungo la linea di demarcazione ed in violazione degli accordi di Minsk. Da notare che i colpi di artiglieria ucraina contro le abitazioni delle Repubbliche del Donbass non sono soltanto di questi giorni ma durano da mesi e mesi e tutto è stato documentato con foto e video anche sul nostro sito.
Il pubblico occidentale non deve conoscere la reale situazione e deve credere che il problema sia esclusivamente quello della “minaccia russa”.

Nota di Luciano Lago

15 Commenti

  • Ubaldo Croce
    4 Aprile 2021

    Stanno riservando alla Russia, per chi ancora non lo avesse capito, lo stesso trattamento usato per la Germania di Hitler. Uguale. Stesso cliché. Allora alla Germania gli fu scagliata contro la Polonia, mentre alla Russia gli hanno scagliato contro l’Ucraina. Con la differenza che la Germania abboccò all’amo polacco, mentre la Russia non abbocca affatto all’amo ucraino. Ed è questa la chiara differenza… Putin conosce la storia anche se in pubblico certe cose non le dice…

    • atlas
      4 Aprile 2021

      contrapposta alla civiltà (Kultur), fase ascendente in cui predominano i valori spirituali e morali che danno il senso all’esistenza e improntano l’arte, la politica, l’economia, la letteratura, è la “civilizzazione” (Zivilisation). In essa, al principio della qualità si sostituisce la quantità; all’artigianato, la tecnica; la massificazione dei gusti e dei costumi travolge le differenze; alla città e alla campagna organizzate a misura d’uomo si sostituiscono le megalopoli, forme estreme di indifferentismo, termitai senza più umanità; le società sono livellate, l’edonismo e il denaro sono i soli valori riconosciuti.

      Questo è il ritratto fotografico dell’America, negazione dell’Europa, come dimostra la folle corsa a disfarsi del pensiero, dei costumi, della scienza, dell’intera eredità del Vecchio Continente.

      Attraverso l’equivoco atlantista, gli Usa mantengono il dominio e ci impediscono di crescere, riflettere su noi stessi e guardare a est, a cominciare da quelle parti di Europa che sono il mondo slavo e la Russia, gigante binario con il corpo in Asia ma il cervello e il cuore in Europa. Ciò corrisponde a un interesse geopolitico di lungo periodo degli Usa ma non alla nostra vocazione storica.
      Sta di fatto che tutte le idee, i tic, le mode, le visioni che sono alla basi dell’autodistruzione in atto provengono dall’ Occidente/Usa.

      Vanno rifiutate come estranee, straniere, nemiche.

      Abbiamo ammesso la paternità “biologica” di alcune di esse, ma senza l’America, il suo potere di influenza, la sua imposizione politica, storica e culturale, l’Europa forse avrebbe sviluppato anticorpi per assorbirne gli effetti. Parliamo delle “culture del sospetto”, la psicanalisi, il marxismo diventato cultura di massa attraverso la Scuola di Francoforte, l’indifferenza spirituale, il relativismo, il narcisismo, il liberismo che ha soppiantato il liberalismo, l’arte figurativa e la musica separate dal rapporto con l’uomo, la “decostruzione”, ovvero il metodico smantellamento di tutti i principi fondanti dell’anima
      europea, la separazione radicale tra la sfera pubblica e la dimensione religiosa. Sono frutti avvelenati dell’Europa, ma non sarebbero diventati senso comune, cultura di massa, potere diffuso senza l’attivo consenso degli Stati Uniti.
      Ciò che ci ha travolto nell’ultimo secolo – con particolare veemenza da cinquant’anni a questa parte e con il moto accelerato impresso dal Terzo Millennio, è farina del sacco europeo, ma il mulino, il mugnaio e il fornaio sono americani.

      Gli esempi sono molti: uno riguarda la psicanalisi e le equivoche scienze dell’inconscio. Nascono nell’Europa di lingua tedesca e ascendenza ebraica, ma diventano fenomeni mondiali solo dopo il trionfale viaggio di Sigmund Freud in America. Il marxismo nasce nello stesso humus, poi si distanzia dall’esperienza sovietica, diventa “occidentale” attraverso la terapia-abisso della Scuola di Francoforte. Adorno, Marcuse, Horkheimer, Fromm e altri ne sterilizzano gli esiti collettivisti in economia e lo schierano sul versante della lotta all’autorità e alla tradizione. Contro il padre, la Famiglia, contro Dio, la trasmissione dell’eredità culturale, in nome dell’“immaginazione” e del divieto di vietare.
      I francofortesi, anch’essi di origine ebraica (tenace identità dell’erranza !), inizialmente sostenuti dall’Internazionale Comunista, emigrano negli Usa dopo l’avvento di Hitler. Sarà dalle cattedre delle università americane che diffonderanno il nuovo verbo, il logos negativo della teoria critica.

      Da quei pulpiti scaturirà una lotta di classe non più centrata sul proletariato, classe conservatrice che aspira a farsi borghese, secondo lo sprezzante giudizio di Adorno, ma sulle cosiddette minoranze oppresse. Guerra di sessi dunque, con il femminismo della parità sconfitto dal radicalismo anti maschile; guerra di “generi”, attraverso la rivoluzione sessuale e la lenta emersione della teoria gender; lotta etnica, per smantellare, attraverso il senso di colpa (la coscienza infelice di Hegel) la civiltà europea in quanto bianca, patriarcale e da ultimo “etero-patriarcale”, assumendo il patrocinio dei movimenti omosessuali.
      L’arte europea delle avanguardie della prima parte del secolo XX aveva già detronizzato l’uomo. Gli Usa hanno definitivamente sdoganato ogni forma di astrattismo, inventato l’industria culturale e imposto con la potenza delle loro aziende multinazionali, forme musicali estranee alla tradizione europea, basata sull’armonia, la melodia e la bellezza.

      Americano è il pacifismo sorto negli atenei degli anni Sessanta, americana la cultura alternativa della droga e dei paradisi artificiali. Anche la banalizzazione del divorzio e la diffusione di pratiche come l’aborto (vero e proprio totem para religioso femminista) è di ascendenza statunitense.
      La vittoria più grande è aver convinto la gente, attraverso l’intronizzazione della scienza e soprattutto della tecnologia, che il comportamento umano non è una miscela di natura e cultura, ma un’imposizione dei gruppi dominanti. Di qui è nata la storiella dell’orientamento sessuale opposto al sesso biologico-naturale, l’idea della maternità come obbligo patriarcale e non come dato biologico ineludibile. Il resto lo ha fatto la società dei consumi: nulla deve essere definitivo, tutto è revocabile, “liquido”, passeggero, soggetto
      alle scelte del momento.
      Poiché l’uguaglianza è un dogma indiscutibile, con l’eccezione individualista del portafogli, non si può giudicare, valutare, preferire: sarebbe un’imposizione e un’offesa. Questo ha condotto al vittimismo di massa, figlio del linguaggio della correttezza politica che bandisce ogni distinzione e vieta il dibattito delle idee.

      Tutto questo e il resto che verrà, l’officina lavora a ciclo continuo, non è Europa, ma Occidente, concetto che si oppone all’Oriente, a differenza dell’Europa che fu portata a integrare nella diversità, come la pax romana di aratro e di spada. L’Europa si salverà, o potrà tentare di farlo, se si libererà della camicia di forza dell’Occidente, riacquistando la sua specificità e sovranità culturale, condizione preliminare per il recupero dell’indipendenza economica, politica e militare. I suoi popoli devono tagliare il nodo gordiano che l’America ha stretto per assoggettarla; deve guarire dal torcicollo che le impedisce di guardare nelle altre direzioni. Verso se stessa, innanzitutto, poiché i popoli
      dell’Europa centrale e orientale non sono meno europei degli altri, verso la Russia dalla quale il gigante d’oltre Atlantico ci vuole separare per ragioni che non sono le nostre e il mondo mediterraneo con cui abbiamo condiviso millenni di vicende storiche. Roberto Pecchioli

      • rossi
        4 Aprile 2021

        Atlas ci delizi con perle di saggezza, un forte abbraccio, CIAO AMICO

    • Valerio T
      5 Aprile 2021

      Ma dove ha studiato storia, alla CEPU?

      • atlas
        6 Aprile 2021

        personalmente non mi piace proprio tutto di Roberto Pecchioli, ma in questo caso sì

        però neanche a te dovrebbe piacere che tua mamma ha fatto la prostituta per camparti

  • Anonimo
    4 Aprile 2021

    I Massoni giudeo-americani non hanno imparato nulla dalla storia: chi stuzzica l’orso russo nella sua tana finisce sempre col rompersi le corna.

  • Mario
    4 Aprile 2021

    MI AUGURO CHE LA RUSSIA POSSA ELIMINARE LE FORZE UCRAINE E AMERICANIE .che stanno ASSASSINANDO TANTI CIVILI INERMI
    SOPRATTUTTO TANTI BAMBINI.
    W IL POPOLO RUSSO W PUTIN

  • Ben
    4 Aprile 2021

    Il pubblico occidentale, e non, può anche conoscere la reale situazione di checchéssia, perché ignobile e disgustoso com’è, come l’umanità, è pronto ad accettare qualunque nefandezza, sia contro gli altri ma anche contro sé stesso, a quel che si sente dire tra un pò si farà anche inserire un microchip con il quale potrà pure essere telecomandato, ma io dico che si può anche risparmiare la spesa, è già tranquillamente telecomandabile e telecomandato.

  • Eugenio Orso
    4 Aprile 2021

    Probilmente le bestie ujrainofone rabbiose aizzate dagli usnato sperano che i civili russi del Donbass Libero fuggano in massa nella Federazione Russa, sotto la pressione degli attacchi indiscriminati contro i civili e la minaccia di un’improvvisa invasione dei tagliagole ukrainofoni + mercenari turchi e altri.
    Ciò mostra effettivamente disperazione, accompagnata da esaltazione e ferocia.
    Anche qui devono “far presto”, nella fattispecie prima che l’ukragna stato-fallito collassi definitivamente sui suoi pezzi.
    Deve far presto anche il boia biden, pungolato dall’élite, per timore di una “mancata tenuta” degli usa, per il rafforzamento rapido e progressivo della Russia (e della Cina) e anche perché il great reset ha una tabella di marcia ben precisa ….

    Ha ragione Pecchioli riportato da Atlas, il quale mette bene in evidenza la differenza (oggi ignorata o mistificata) fra l’Europa e l’occidente.
    A tale proposito possiamo affermare che oggi l’Europa, con la notevole eccezione della Russia, è imprigionata nell’occidente elitista e per tale motivo assistiamo alla sua sconcertante decadenza e perdita di peso (non solo demografico!) a livello mondiale.

    Cari saluti

    • Paolo
      4 Aprile 2021

      Grazie Atlas per il testo riportato. Sarebbe possibile per gentilezza sapere quale è l’articolo da cui è tratto? Buona Pasqua a tutti!

  • Giorgio
    4 Aprile 2021

    Perfetto Pecchioli riportato da Atlas ……
    Gli ideologi della scuola di Francoforte, moderni marxisti di nome, liberisti nella sostanza, visto che emigrati negli usa, per conto dei loro nuovi padroni hanno “ripulito” il marxismo dagli aspetti più anti mercantili come soviet, nazionalizzazioni e dittatura del proletariato, per inserire concetti come relativismo, globalizzazione, minoranze ecc. …….
    Una ripulitura ideologica per sviare le masse occidentali del secondo dopoguerra, ancora affascinate da prospettive rivoluzionarie ……

    • atlas
      5 Aprile 2021

      molla il marxismo. Buttalo al cesso

      la Sardegna ti guarda

  • Vecchio storico
    4 Aprile 2021

    Smettiamola di complicarci la vita con il marxismo e tutto ciò che ne é derivato.
    Se vogliamo fare Filosofia della Storia prendiamola per le corna e dall’origine: la scoperta delle spezie, i flussi di capitale di fine ‘500 e ‘600 in Olanda e Inghilterra. Allora nacque il moderno capitalismo, con l’acquisto delle azioni decennali nelle spedizioni navali nelle colonie da parte di ricchi ma anche di operai, piccoli proprietari. Come adesso. Da chi credete che sia formato il 70 % del capitale dei fondi e delle banche? Da risparmi delle commesse dei grandi magazzini, dei pensionati, degli operai, degli impiegati. Siamo noi stessi la base del capitalismo. La direzione di tale accumulo non ci appartiene. Con il covid 19 tutti proprietari dei suddetti capitali sono stati espropriati pur mantenendo la nominalità del capitale perché NON TE LO FANNO SPENDERE. L’accumulo di capitale nel 2020-2021 é più che raddoppiato rispetto al 2019. Ma questo capitale nessuno lo può toccare. Solo chi lo detiene ne fa l’uso più disparato e senza controllo. IL PROPRIETARIO NON RIESCE PIU’ A SPENDERE-INVESTIRE I PROPRI SOLDI IN ATTIVITA’ PRATICHE E CONCRETE. Può solo trasferire il capitale da un istituto all’altro. NULLA DI PIU’. Volete fare qualcosa di pratico? Costruire una casa, un’azienda? VE LO IMPEDISCE LA BUROCRAZIA STATALE. Magari ci fossero ancora i “lacci e lacciuoli” degli anni ’70 di Calvi. Oggi c’un possente sbarramento alla spesa nel PICCOLO e LOCALE. Tutto deve restare nei grandi centri finanziari ed essere speso altrove. SARANNO QUESTI GRANDI CENTRI FINANZIARI A SCATENARE LA PROSSIMA GUERRA UCRAINA-RUSSIA. E’ l’unica carta che resta agli USA-GB per bloccare il Nord Stream.

  • Anonimo
    4 Aprile 2021

    L’ampia dissertazione di Atlas illuminante e condivisibile, conferma il mio pensiero che per l’Europa questo connubio con gli Usa non è normale. Tante le cose che non ci uniscono. Primi fra tutti gli interessi strategici. Non occorre essere particolarmente lungimiranti per comprendere di come l’Europa con gli Usa stia degradando mentre la ricchezza e il potere stiano trasferendosi in oriente. Ci potremmo salvare con accordi forti con la Russia e invece ci comportiamo in modo dissennato esattamente contrario a quelli che dovrebbero essere i nostri interessi primari.

  • eusebio
    5 Aprile 2021

    L’Ucraina è veramente alla disperazione, le angherie inflitte alla popolazione dalla cricca sionista di Zelensky sono arrivate al limite, hanno proibito la lingua russa, non hanno più nemmeno il carburante per scaldarsi, produrre elettricità e per le semine di primavera, grazie all’embargo sui derivati del petrolio imposto da Russia e Bielorussia, misura che sta colpendo pure gli stati baltici che si spopolano e vedono le minoranze russofone maltrattate ma sempre più rilevanti, insomma l’Eurasia sta slittando su di un occidente dominato dalla speculazione sionista che non ha i soldi per soccorrere i suoi sudditi.
    L’Ucraina ormai è in piena dissoluzione come stato, tutte le province marginali dell’impero anglosionista sono in dissoluzione, l’ultima è la Giordania, il centro dell’impero non ha più soldi distrutto dalla pandemia, negli USA l’unico stato che si è salvato è la Florida perchè è rimasto tutto aperto, ma è rimasto aperto perchè ci vivono centinaia di migliaia di anziani ebrei e quindi non volevano penalizzarli, questo da il senso della falsità di questa pandemia e del dominio assoluto dei sionisti sull’occidente.
    In Ucraina ormai a causa della mancanza di carburante degli ucraini sono alla guerra di trincea tipo Prima Guerra Mondiale, mentre la guerra vera c’è in Birmania dove gli anglosionisti stanno organizzando un “esercito federale”, magari pieno di islamisti ex ISIS, pronto ad invadere sia la Cina che la Thailandia.
    L’esercito cinese è alla frontiera pronto ad intervenire, ufficialmente per proteggere i gasdotti ed oleodotti che partono dal Golfo del Bengala e finiscono nello Yunnan, in realtà per prevenire l’aggressione militare anglosionista
    organizzata da ONG atlantiste.
    Da scommettere che lo scontro tra Cina e occidente si inasprirà, tipo in Afghanistan dove dagli inizi di maggio inizieranno gli attacchi dei talebani contro le truppe NATO che non hanno evacuato, e Taiwan con la sua preziosa industria dei microchip sull’orlo dell’occupazione cinese.

Inserisci un Commento