Keeler: Gli interventi occidentali in Siria, Iraq e Libia hanno portato a risultati disastrosi

Praga, SANA- Jan Keeler, ex deputato ceco al Parlamento europeo, ha affermato che gli interventi militari dell’Occidente in molti stati del Medio Oriente tra cui Siria, Iraq e Libia hanno causato risultati catastrofici.

In un articolo pubblicato da Bravo Czech Newspaper, Keeler ha affermato che “l’interferenza occidentale in Siria e Libia ha portato a risultati disastrosi a tutti i livelli, mentre la guerra lanciata dagli Stati Uniti all’Iraq ha portato all’emergere di terroristi Daesh (ISIS) come organizzazione e altre organizzazioni estremiste “.

Ha notato che l’Occidente ha più volte interferito nei paesi della regione con deboli pretesti e tutte queste interferenze sono finite in un completo fallimento.

Keeler ha aggiunto che questi interventi hanno anche portato a destabilizzare la sicurezza e la stabilità, oltre a reclamare la vita di centinaia di migliaia di vittime e far sfollare milioni di persone, oltre a un’enorme ondata di rifugiati in Europa.

Ruaa al-Jazaeri

Falluja (Iraq) devastata da bombardamenti al fosforo bianco

Nota: Qualcuno inizia a riconoscere quali siano stati i risultati degli interventi degli USA e della NATO in Medio Oriente ma non basta riconoscere la responsabilità e non trarne le conseguenze. Gli interventi catastrofici possono ancora ripetersi, assistiamo alle minacce degli USA e dei suoi alleati contro l’Iran, contro la Siria  e contro altri paesi. Questo mentre in Iraq e in Siria le truppe USA sono ancora là  e continuano a svolgere un ruolo distruttivo, aggravato dalle sanzioni e dall’embargo con cui si cerca di prendere per fame la popolazione dei paesi sotto embargo.

Un unico risultato positivo di tutto questo: Alle favole raccontate dalla propaganda USA dell’”esportare la democrazia” o del “pericolo delle armi di distruzione di massa”, ormai non crede più nessuno.

Traduzione e nota: Luciano Lago

7 Commenti

  • Farouq
    10 Settembre 2020

    L’ex deputato non ha capito proprio nulla

    I risultati disastrosi ottenuti erano proprio l’obiettivo, cioè la distribuzione di questi Paesi

  • atlas
    11 Settembre 2020

    “la dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù”

  • La soluzione
    11 Settembre 2020

    Atlas complimenti, è il primo commento scritto con un senso vero. Capisci perche ormai siamo definiti Gregge?? Propio perche la gente non se ne rende conto.. Ill Popolo Bue e soddisfatto cosi.

    • atlas
      11 Settembre 2020

      io no. Non lo fui già nemmeno nel 1991. Da persona che aveva avuto una divisa di polizia sentivo sensibilmente una sorta di responsabilità morale e cercavo di organizzarmi e organizzare una reazione contro l’invasione di un regime democratico massone ‘occidentale’, possibilmente con persone che avevano la mia stessa visione delle cose e le mie premonizioni. Premonizioni che oggi credo si siano avverate. Ho un dono ? No, invece l’essere semplicemente se stessi e resistere porta a sofferenze, almeno su questa terra. Fui incatenato e sballato in isolamento nei peggiori carceri, senza soldi e lontano dalla Famiglia che nemmeno sapeva dov’ero, tra sevizie ed abusi. Ma nella sofferenza, a volte c’è gioia. La gioia di non essersi piegati ed essere liberi. La gioia di vedere poi la polizia diventare un nemico palese, un nemico democratico

      Da leggere questo articolo, indirettamente c’è qualcosa che mi riguarda. E per il quale ho combattuto e combatto ancora. Con più attenzione e preparazione

      ” La polizia non interviene, le mani legate dai giudici. Sicché a Bordeaux, a Nantes, in località più piccole, i cittadini, esasperati dal degrado del loro ambiente quotidiano, hanno formato collettivi per farsi carico della propria sicurezza. Fra la condanna unanime dei media e dei politici al governo.

      se è guerra, i metodi da adottare sono diversi da quelli della polizia e della magistratura. E l’autodifesa è legittima. Werner ha scritto Légitimité de l’autodéfense : Quand peut-on prendre les armes ? – In cui si riconosce la specifica chiarezza di pensiero civile del soldato-cittadino elvetico, che ha l’arma di Stato nell’armadio , pronto alla chiamata, e con la precisa nozione che i diritti della libertà collettiva nascono dal dovere di difenderla.

      “La criminalità, in sé, non è guerra. Lo diventa quando diventa mezzo della politica; ma allora lo diventa molto chiaramente. Ci si può chiedere se oggi non sia così”, dice Werner

      “La risposta è resa confusa dal fatto che proprio la questione se si è in pace o in guerra che, oggi, sembra superata. È per una semplice ragione, e cioè che tutto oggi è guerra. La guerra è diventata “Senza Limiti” (per usare il titolo del capitale trattato dei colonnelli Qiao Liang e Wang Xiangsui, Guerra senza limiti. L’arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione). Non c’è quindi più dubbio se si è in pace o in guerra. Perché a priori siamo in guerra. Questo è particolarmente vero all’interno”
      A questo punto va ricordato che nel 1998, Werner aveva pubblicato “L’avant-guerre civile – Le chaos sauvera-t-il le Système?”dove descriveva con anni di anticipo le conseguenze del crollo dell’URSS. Una volta sparito il Grande Nemico, cosa avrebbe fatto il sistema di potere occidentale per legittimarsi? Reinventarsi un nemico, prendendolo se occorre dal proprio pollaio. “Il potere incoraggia il disordine, addirittura lo sovvenziona, ma non per sé; lo sovvenziona per l’ordine di cui è il fondamento, al cui mantenimento contribuisce. Ordine attraverso il disordine, questa è la formula”: governare con la paura ed il caos si dimostra estremamente efficace, come prova la dittatura terapeutica in corso. I jihadisti francesi che coi loro attentati hanno insanguinato la Francia (la cui dirigenza li aveva formati e mandati in Siria) sono lì a dimostrarlo.
      Il punto è che oggi, contrariamente a 20 anni fa, Werner non è più sicuro che il potere ci voglia mantenere nello stato di “avant-guerre civile”. Che punti alla guerra civile vera e propria.

      “Lo Stato sembra non prendere la misura la gravità della situazione, si dice. Al contrario, l’ha capito benissimo, poiché lui stesso è all’origine di questo stato di cose, se non altro per avergli permesso di svilupparsi come lui. Certo è che non ha fatto nulla per impedirne o anche solo frenarne l’instaurazione – mediante un migliore controllo delle frontiere, ad esempio, o garantendo che teppisti, violentatori e delinquenti siano soggetti alle sanzioni previste dalla legge: che, come sappiamo, non è mai il caso.

      “Quanto al patto sociale tra lo Stato e i suoi cittadini, non esiste più da molto tempo alcun patto: lo Stato ha da tempo cessato di proteggere i propri cittadini. Ma questo non è solo il caso della Francia: è anche il caso di molti altri paesi europei” . Il potere non a caso è sovranazionale e detta le regole.

      “Personalmente, non sono un anarchico. Riconosco pienamente l’utilità dello Stato e la sua necessità. Ma non lo considero “amico a prescindere”. Lo è solo se si comporta secondo il patto sociale, che lo obbliga a tutelare il cittadino. Altrimenti no, non lo è. Lo è ancora meno quando mi attacca, come sempre di più oggi. Allora è mio nemico e, che gli piaccia o no, prendo tutte le misure che ritengo utili e necessarie per proteggermi da lui”.

      “Si potrebbe anche dire che lo Stato è oggi il nemico prioritario. Non è l’unico nemico: ce ne sono molti altri. Ma è il nemico prioritario. Se prima non lo escludiamo, non escluderemo nemmeno gli altri, se non altro perché è loro alleato e li protegge “legalmente”

      “Cosa sono diventate le polizie, se aggrediscono i cittadini?”

      Tanto più che un ufficiale superiore della Gendarmeria (ovviamente anonimo), l’8 settembre, ha postato su un sito molto seguito una denuncia contro “la deriva estremamente grave riguardo alla democrazia delle istituzioni di polizia di paesi apparentemente democratici. Dove lo Stato le strumentalizza “usandole per aggredire i cittadini onesti risparmiando teppisti meno docili”.

      Ora, aggiunge il dirigente della polizia, “con l’inizio dell’anno scolastico, si presenta un mondo inverosimile, con un controllo delle maschere da parte di uomini muniti di armi da guerra davanti alle scuole, che traumatizzano bambini e genitori e con minacce di multe di 270 € se negli autobus scolastici la maschera non è usata nel modo corretto o la cintura di sicurezza non è allacciata.“

      “Nell’attuale crisi, in cui sono seriamente messe in discussione le libertà, tra cui quella di respirare normalmente, il principio stesso della vita, dall’obbligo di indossare una maschera la cui inefficacia tutti gli studi dimostrano contro un virus le polizie sono usate contro le persone. L’azione della Polizia e della Gendarmeria sulla pubblica strada legittimamente contestabile, perché martirizza la popolazione innocente vittima di questa crisi – e gradiremmo che lo stesso ardore fosse posto nella ricerca dell’origine del male, dei suoi autori, collaboratori, finanzieri…”

      Se lo Stato è il nemico. Se ne parla in Francia
      https://www.maurizioblondet.it/se-lo-stato-e-il-nemico-se-ne-parla-in-francia/

  • atlas
    11 Settembre 2020

    Da marzo a oggi si sono registrati 71 suicidi e 46 tentati suicidi correlati alla pandemia Covid-19. L’anno scorso nello stesso periodo il numero di suicidi per crisi economica si attestava a 44 e quello dei tentati suicidi a 42.

    È quanto emerge dal Convegno Internazionale sulle tematiche legate al suicidio, organizzato dalla Sapienza Università di Roma e con il sostegno della Fondazione Menarini, in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre.

    Oltre alle conseguenze della crisi finanziaria, pesano l’isolamento sociale, vissuto in modo diverso dal distanziamento fisico necessario, e il peggioramento di disagi psichici preesistenti ma esasperati dalla pandemia.

    https://www.huffingtonpost.it/entry/in-italia-gia-71-suicidi-legati-alla-pandemia-covid_it_5f55fb7ec5b62b3add436776?ncid=other_twitter_cooo9wqtham&utm_campaign=share_twitter

    • atlas
      11 Settembre 2020

      è quello che cercano. Alla fine il loro volere è ridurre la popolazione, il come ha poca importanza

  • atlas
    11 Settembre 2020

    IL VERO UTILIZZO DELLA MASCHERINA

    Sono infermiera di sala operatoria. La mascherina si indossa solo durante gli interventi quando si è direttamente coinvolti sul campo operatorio in un ambiente dove il microclima è controllato come temperatura e come umidità. Le mascherine sono di una certa qualità, non le schifezze che si vedono in giro per farmacie e perfino in cartoleria! Si usano una volta e si gettano NEI RIFIUTI SPECIALI, non si mettono in tasca, in borsa, in fronte, sotto il mento mentre si fuma, appese agli specchietti retrovisori fra un utilizzo e l’ altro. Non si continuano a toccare con le mani per tirarsele su e giù. Infine NON SI USANO COME PROTEZIONE PERCHÈ NON SONO DISPOSITIVI DI PROTEZIONE ma solo per evitare che le gocce di saliva emesse mentre si parla possano contaminare il campo operatorio. Si immagini che in UK la mascherina NON SI INDOSSA durante gli interventi “a cielo chiuso” cioè le laparoscopie perché l’ evidenza scientifica ne ha dimostrato l’ assoluta inutilità.

    PERCIÒ SMETTETELA DI CREDERE AD OGNI GALLO CHE CANTA ED INIZIATE A COMPRENDERE CHE IN REALTÀ IL POTERE STA LASCIANDO PASSARE TUTTE LE INFORMAZIONI ANCHE SUI GIORNALI. SE VOLETE CEDERE ALLA PAURA DELLA MORTE SIETE COI RESPONSABILI DEL VOSTRO DOLORE CHE DA PIGRI E PSICOTICI STATE IMPONENDO ANCHE A COLORO CHE SANNO ANCORA USARE L’INTELLIGENZA
    ( Anna Maria Russo )

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