"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Kadima ! En Marche! Avanti, March!

Kadima ! En Marche! Avanti, March!
I francesi, lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.
«Sotto i nostri occhi» – Cronaca di politica internazionale n°239

di Thierry Meyssan

Dopo aver eletto come Presidente della Repubblica in successione un agente della CIA e un impiegato degli emiri del Golfo, i francesi si son fatti truffare una terza volta, ora da un prodotto israeliano. Credono di avere allontanato lo spettro del fascismo votando per un candidato sostenuto dalla NATO, dai Rothschild, da tutte le società quotate dell’indice CAC40 e dalla stampa unanime. Lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.


In occasione della sua vittoria annunciata, il presidente democraticamente eletto Emmanuel Macron instaura una distanza tra lui e il popolo. Rifiutando qualsiasi bagno di folla, attraversa a lungo, da solo, il cortile del Louvre, dove i suoi sostenitori si sono riuniti.

BEIRUT (Libano) – La squadra del presidente francese eletto, Emmanuel Macron, è riuscita a mettere i francesi sotto ipnosi. Ha eletto il suo virgulto con i due terzi dei voti espressi; un giovane di appena 39 anni, il cui partito è stato creato su Internet, solo un anno fa, e che in precedenza non si era mai presentato ad alcuna elezione.

Steele & Holt
Questa impresa è stata ottenuta dalla squadra di Steele & Holt, una misteriosa società, il cui nome si riferisce alla serie televisiva Remington Steele, un giallo in cui il direttore di un’agenzia investigativa chiede a un ladro (Pierce Brosnan) di interpretare il ruolo del suo capo per servirgli da copertura
Non cercate chi mai stia dietro quest’azienda. Non troverete nulla. Se non che i suoi due principali clienti sono AXA e la famiglia Rothschild. Che Emmanuel Macron abbia lavorato per i Rothschild, lo sanno tutti; che abbiano organizzato il suo partito, è invece un segreto ben custodito. Per quanto riguarda l’assicurazione AXA, è presieduta da Henri La Croix quinto duca di Castries, peraltro presidente del think tank della NATO (il Gruppo Bilderberg), dell’Istituto del Bosforo (il think tank della Turchia ) e, in Francia, dell’Institut Montaigne (un think tank di destra).

Henry Kissinger aveva d’altronde invitato Macron in occasione della riunione annuale del Bilderberg nel 2014 al fianco di François Baroin e Christine Lagarde.
L’Istituto del Bosforo ha consentito di identificare e di corrompere varie personalità di destra e di sinistra che hanno apportato il loro sostegno a Macron.
È all’interno dei locali dell’Institut Montaigne che si sono tenute le prime riunioni del nuovo partito, la cui sede sociale è stata dichiarata presso l’indirizzo di casa del direttore dell’Istituto.

Kadima!
Il nome del nuovo partito, En Marche!, è stato scelto per avere le stesse iniziali del suo candidato. Altrimenti, si sarebbe chiamato Avanti!. In ebraico: Kadima!. Quando fu fatto notare al vecchio generale Ariel Sharon che il nome del suo nuovo partito evocava il giornale diretto da Mussolini (Avanti!), rispose niente affatto. Avanti! era l’ordine che dava a ciascuna delle sue squadre solitarie, ad esempio quando invase Beirut contro il parere del suo stato maggiore militare.

Macro Rothshild

Kadima! e En Marche! sono dei partiti centristi che riuniscono personalità di destra e di sinistra – è noto, Ariel Sharon era un “centrista” -. Aveva creato il suo partito per rompere con Benjamin Netanyahu: Sharon era un colonialista che desiderava creare uno Stato palestinese sul modello dei bantustan sudafricani. L’apartheid era, secondo lui, l’unico modo per preservare Israele. Invece, Netanyahu è uno studioso del Talmud. Si rifiuta di ammettere l’idea di condividere la Palestina con i goyim. Per lui, è necessario espellerli se non li si può sterminare.
Si apprenderà sicuramente in seguito il motivo per cui Macron volesse rompere con il primo ministro socialista, Manuel Valls. Basta osservare per il momento l’insistenza con cui costui cerca di unirsi a En Marche! e la disinvoltura con cui Macron lo respinge per notare che esiste un grave conflitto tra loro.

Il fascismo in marcia

Per lanciare Macron, Steele e Holt – cioè la NATO e i Rothschild – hanno fatto affidamento sulle vecchie reti filo-USA della Fondazione Saint-Simon. Insieme hanno messo in scena il “pericolo Le Pen”, in modo che molti elettori intimamente opposti a Macron votassero tuttavia per lui, per paura di una possibile vittoria della “bestia immonda”. Non avendo molto da rimproverare a Marine Le Pen, l’hanno accusata dei crimini di suo padre e molti altri ancora.
Questa manipolazione conferma che nella “società dello spettacolo” la forma è più importante della sostanza. Quali sono in effetti le caratteristiche del fascismo? La fine della lotta di classe attraverso il corporativismo che riunisce i datori di lavoro e i lavoratori nelle stesse organizzazioni, la fine della dialettica destra-sinistra attraverso un unico partito, e, di conseguenza, la fine di tutte le opposizioni attraverso l’uso della forza.

Allorché la prima di queste tre caratteristiche avrebbe potuto essere applicata alla visione di Jean-Marie Le Pen, nessuna può esserlo a quella di sua figlia, mentre le prime due possono esserlo a quella di Emmanuel Macron. È sostenuto da tutti i grandi padroni dell’indice CAC40, così come dalla CGT. Non mette in discussione la capacità dei partiti di sinistra e di destra a difendere i valori a cui si richiamano, ma invita i leader di questi partiti a unirsi presso di lui per difendere i loro interessi comuni. Senza dubbio, se le elezioni andranno così come Macron spera, la distruzione dell’opposizione avrà inizio. Inoltre, l’unanimismo della stampa al fianco del candidato Macron e la campagna contro i siti web dissidenti danno un assaggio di ciò che si sta preparando.
La Storia si ripete: nel 1940, i francesi sostennero Philippe Pétain per salvarsi dal nazismo, ma fu proprio Pétain a instaurare il fascismo. Nel 2017, hanno votato Macron per proteggersi dal fascismo e sarà lui a instaurarlo.

Macron con Attali

Una campagna falsata

È vero che alcuni elettori sono stati disturbati sia dall’insolita personalità dei candidati sia dall’uso da parte di un campo di metodi di propaganda mai utilizzati in Europa dopo la seconda guerra mondiale.
All’età di 15 anni, Emmanuel Macron ha avuto rapporti sessuali con la sua insegnante di recitazione di 23 anni più anziana, non ha tardato a vivere con lei, e l’ha sposata 15 anni più tardi. Marine Le Pen ha ereditato da suo padre alla presidenza del suo partito che lei ha innanzitutto ripulito, e poi lo ha espulso. In termini psicoanalitici, il primo ha dunque sposato sua madre, mentre la seconda ha ucciso suo padre.
Soprattutto, la squadra di Emmanuel Macron non ha esitato ad accusare i suoi rivali dei peggiori tradimenti, senza alcuna logica, con la sicurezza che i giornali regionali e nazionali – che controlla già nella loro totalità – non avrebbero osato sollevare la minima critica. Il candidato della destra, François Fillon, passa ormai per essere un ladro, sebbene nessuna delle accuse contro di lui sia verificata. Marine Le Pen è considerata come l’incarnazione del fascismo, benché lei non abbia mai tenuto le posizioni che le sono imputate.

Una vittoria solitaria

Al momento della sua elezione annunciata, il presidente Macron ha pronunciato un breve discorso dal suo quartier generale della campagna. Banalità pronunciate con l’aria grave dell’uomo che sente improvvisamente il peso della responsabilità che incombe sulle sue fragili spalle. Poi si è offerto a un nuovo siparietto con i suoi sostenitori nel cortile del Louvre. Ha attraversato Parigi in un corteo di automobili con vetri oscurati. Ha lungamente attraversato, da solo, inaccessibile, la corte del Louvre, per salire infine su un podio eretto in suo onore. Là, ai piedi della piramide, come Bonaparte, ha pronunciato un altro discorso, anche questo fatto di banalità, ma con un tono infiammato, lui che non ha mai combattuto con le armi. Infine, si è circondato della sua famiglia e di diversi militanti per cantare la Marsigliese.
A differenza di tutti i suoi predecessori, in questa serata non ha mai stretto mani. A nessuno è mai stato permesso di avvicinarsi a lui. Non ha lasciato ad alcuna delle personalità politiche che l’hanno sostenuto di apparire con lui e condividere la sua vittoria. Non potranno toccare il prezzo del tradimento dei loro rispettivi partiti, se non tradendoli di nuovo nel sostenerlo in occasione delle legislative di giugno.
Sarà solo quando il presidente Macron terrà nelle sue mani tutte le redini del potere che lascerà che i francesi si risveglino. Sarà troppo tardi.

Avanti, march!

Traduzione a cura di Matzu Yagi.

Fonte: Megachip Globalist

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  1. Mardunolbo 4 mesi fa

    ottimo articolo ! ironico, ma denso di tragiche prospettive per la Francia e per tutti noi europei, di conseguenza !

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  2. Giorgio 4 mesi fa

    Non l’hanno lasciato avvicinare e stringere la mano perché tutti si sarebbero resi conto della frode in quanto si tratta di un robot.
    Macron fa impallidire Edipo.

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  3. Giorgio 4 mesi fa

    Il QI dei francesi si è abbassato di quattro punti in dieci anni, a proposito di evoluzione.

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  4. Eugenio Orso 4 mesi fa

    Continuo a insistere su un punto che ritengo fondamentale sul piano politico: democrazia e elezioni.
    Questa è la trappola dalla quale si dovrebbe uscire, in massa, per non finire come stiamo finendo oggi. Riguarda tutti, francesi, italiani, greci, eccetera.
    Poi ci sono le differenze fra i paesi, nel senso che in Francia c’è il famigerato “patto repubblicano”, che scatta contro l’unico candidato di vera opposizione, che rappresenta il popolo, mentre in Italia, accanto ai collaborazionisti della troika piddini, ci sono le false opposizioni pronte a “coprire i vuoti”, come nel caso dei cinque stalle.
    Il principale errore della Le Pen e del suo FN è stato quello di muoversi soltanto all’interno del circuito democratico, che è sotto totale controllo elitista per non consentire veri cambiamenti di rotta, sul piano politico.
    Bisogna imparare a uscire dal recinto e ad agire contro le “regole democratiche”.

    Cari saluti

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    1. Walter 4 mesi fa

      Quello che proponi, per quanto possa essere condivisibile, non è certo facile da attuare: dall’altra parte c’è l’apparato militare e le forze di polizia. Per ora.

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    2. Giorgio 4 mesi fa

      La sua ingenuità è disarmante, soprattutto in considerazione della sua età anagrafica, come possa un individuo mediamente attrezzato intellettivamente accampare una proposta come la sua sfugge da ogni parametro cognitivo, ed a giusta ragione oltre che condivisibile Walter dissente.

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    3. mimmo 4 mesi fa

      l’unica forma di lotta possibile per il popolo, ed in ogni caso sarebbe sempre una lotta impari, è la disobbedienza civile;
      ma non c’è nessuna possibilità di formare un nocciolo duro, atto ad incrementare e raggiungere una soglia
      critica che servirebbe da rampa di lancio per mettere in crisi il sistema.
      Una disobbedienza civile che comprenda anche una lotta radicale al consumismo, oltre al rifiuto di pagare tasse e balzelli.
      Un piccolo esempio dalla storia ci riguarda ed accadde a Milano quando era oppressa dell’impero austro-ungarico.
      Certo, alla fine gli austriaci reagirono con violenza ma accesero le cinque giornate…
      e fu solo uno sciopero del “fumo”.

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      1. Citodacal 4 mesi fa

        Ci fu la nota Marcia del Sale di Gandhi, a cui presero parte migliaia di persone; ma dubito che vi siano sufficienti soggetti disposti a marciare per 320 km, per poi rischiare di prendersi in testa un duro colpo di sfollagente tale da poterli danneggiare gravemente (e il dubbio si rivolge anzitutto alla mia stessa persona). Certe cose si fanno o per estremo coraggio, o per estrema disperazione (ribadisce Hagakure: “Le grandi imprese non si compiono da sobri”). Attualmente non siamo ancora abbastanza coraggiosi nei numeri (poiché compierlo individualmente non servirebbe a nulla) e nemmeno troppo disperati.

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    4. Mardunolbo 4 mesi fa

      Sono pienamente d’accordo con Eugenio Orso ! Ho trovato che Marcello Veneziani ed altri stanno cercando di uscire dal vischio formato dalle elite di potere, per far fiorire qualcosa di nuovo che possa attrarre tutti gli afflitti dalla pensione instabile, dal lavoro precario ecc. ecc.
      Ma finchè si cerca di attivare un partito che rientri negli schemi in cui ci hanno obbligato, non ne usciremo vivi od illesi…
      Del resto, inutile prendersi in giro, solo delle elite morali e pronte a morire hanno sempre guidato i popoli fuori dalle paludi.
      In Vandea hanno cercato ribellandosi decisamente e la repressione giacobina e statale ha fatto macello di donne, bambini, vecchi e uomini. Per chi non sapesse, voglio qui ricordare che le donne incinte le sventravano a baionettate e trasportavano prigionieri sulle imbarcazioni per farli annegare tutti insieme nei fiumi.
      Un po’ quello che fu fatto con il questore di Roma appena la canea comunista ed antifascista si liberò dalle remore morali. Ed anche quel che fu fatto dai “gloriosi” partigiani contro il fratello della Petacci che cercava di fuggire a nuoto sul lago di Como.
      Ci sono sempre delle analogie illuminanti nelle modalità di agire di certi esseri indemoniati.
      E tali sono sempre ed irrimediabilmente coloro che hanno lasciato perdere la via più conclamata da 2000 anni in qua per scegliere strade arzigogolate di ascesi asiatica oppure, irridendo ogni senso religioso per innato criticismo satanico, si gettano nell’agnosticismo o nell’ateismo pur di non accettare con umiltà una lezione di slancio ad una fede trascendentale.

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  5. maxilib 4 mesi fa

    Ho letto questo articolo come altri ma secondo me si gira intorno al problema di base , come chi indica la luna, vede solo il dito.Come spesso letto in vari articoli , viene ormai dato come fatto certo che il potere che regola il mondo sia in mano a chi detiene il grosso del capitale economico.Come giganti economici sono riconosciute a quanto vedo scritto le grandi multinazionali che sono aziende private che come obbiettivo hanno il fatto di creare utili, per fare cio cercano di divenire leader nel loro settore , partono con grandi capitali e cercano di soffocare la concorrenza , accentrando competenze , risorse, produttivita’, cercando di comprimere i costi , una volta fatto cio e creato il prodotto x creano in maniera simile la distribuzione e la vendita di questo prodotto x.Per fare tutto cio’ sono grandi consumatrici di energia, per reperire materie prime negli angoli piu convienienti del pianeta, per la lavorazione nel paese piu conveniente, per il trasporto e la distribuzione.Quindi credo che una loro priorita sia quella di avere fonti energetiche a basso costo e credo che abbiano politiche aziendali orientate a questo, negli ultimi anni sono state ” fortunate ” per esempio con un costo del petrolio abbastanza basso.Quindi se queste entita vengono viste come troppo prepotenti o con troppo potere, la controparte dovrebbe attaccare questo loro tallone d achille da li in poi il resto arriverebbe quasi in automatico.

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      C’è tuttavia un problema più grande: chi sarebbe davvero la controparte e se sarebbe davvero in grado di svolgere questo ruolo.

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      1. Maxilib 4 mesi fa

        Trovare la controparte e relativamente semplice ,restando nell’ ipotetico simbolismo piramidale ,la base della piramide e’ il punto più basso ,uno può cercare di scalarla o capire che la base in edilizia corrisponde alle fondamenta e senza queste la piramide crolla

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        1. Citodacal 4 mesi fa

          Teoreticamente ineccepibile; dal punto di vista dell’efficacia pratica però il problema rimane, poiché la base di questa piramide sono gli sfruttati medesimi. L’attuale sistema globale è paragonabile all’azione di un virus (interessanti ed oculate considerazioni al merito furono proposte da Salvatore Penzone in un suo intervento di qualche tempo fa); non occorre essere virologi, ma soltanto conoscere i rudimenti biologici con cui un virus – che non è considerato organismo vivente bensì vitale, poiché possiede un ciclo biologico soltanto all’interno di un organismo che lo ospiti – si introduce nel corpo del quale adottare il DNA per replicarsi, alterandone i processi biologici a proprio vantaggio e rendendo la lotta impegnativa, poiché il rischio è anche quello di danneggiare l’organismo infettato (tant’è che i complessi meccanismi difensivi del sistema immunitario terminano la riproduzione del virus uccidendo la cellula infetta e quelle vicine).
          Questo significa che non si possa combattere il virus quando è nella fase esterna, se non – ma non in maniera del tutto efficace e risolutiva – attraverso forme di prevenzione che ne sfavoriscano ingresso e diffusione e che sia problematico il farlo nella fase attiva interna (possiamo comprendere per analogia perché dunque la globalizzazione sia così importante per il capitale; stiamo combattendo contro una sorta di Alien abbondantemente introdotto nei nostri visceri; e i soldi per produrre le munizioni calibro .50 che potrebbero scalfirgli la corazza nella fase esterna li gestisce lui cosicché, acquistandole, lo arricchiamo maggiormente).
          Si deve dunque rifiutare come forma preventiva tutto ciò che ormai dipende dal capitale per sostentare le necessità umane (almeno quelle immediate e basilari)? Ciò sospinge verso la necessità di mutamenti significativi, e realmente interiorizzati, nell’attuale stile di vita, ma verso quale orizzonte effettivo? (evitiamo almeno la banale semplificazione per cui, come mero esempio, il non possedere più l’iPad iperultrapiatto, ma solo agevolmente tascabile, equivalga al ritorno alle caverne, o che si debba per forza di cose riprendere l’uso della legna come combustibile – peraltro risulta che in Grecia le fasce più deboli della popolazione già siano costrette a farlo). Per ora la vedo un po’ male, soprattutto con folle d’individui che il succitato iPad ormai lo usano perfino per annotarsi i numeri corrispondenti alle vivande al ristorante giapponese (visto di persona in miei commensali), oppure finiscono sotto i treni per cacciare Pokemon virtuali.
          È un bel casino, signori.

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          1. Riki 4 mesi fa

            Il ritorno alla legna è garantito. – Quello che ci sarebbe da comprendere è che molti anni fa l’Elite ha pianificato di metterci tutti in rete. Questo processo ci ha letteralmente distrutti e siamo diventati scollegati tra di noi; Internet è stato ideato dall’Elite per renderci completamente innocui. Il piano ha funzionato alla grande visto che siamo diventati tutti delle star….del nulla – il nulla più assoluto. E anche depressi. Da notare che, Internet non è l’unico piano della cupola per annientarci – è uno dei molti, che insieme formano la medicina che ci rende tranquilli! Incredibile ma vero

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          2. Riki 4 mesi fa

            matrix 1 è un film – ma la realtà è peggio

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          3. Giorgio 4 mesi fa

            Ma con che commensali si accompagna?
            La piramide è un tetragono quindi non necessita di fondamenta.

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          4. Riki 4 mesi fa

            microsoft – google- facebook..etc hanno miliardi di dollari grazie a chi? A noi. Siamo nella gabbia che ci hanno costruito – non ne verremo mai fuori, solo che, essendo avidi e ottusi, nella legge universale “batteri” .. torneremo al legno e alla pietra..se ci sarà rimasta. Altrimenti quello che sarà..

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      2. Riki 4 mesi fa

        Giorgio, Citodacal è un uomo, ma in una vita passata era una donna giapponese così stupenda che molti uomini si sono suicidati per lei. Destino…Karma…ahahahah.

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        1. Citodacal 4 mesi fa

          Più probabile un trascorso da ronin; cosa che in qualche modo mi è rimasta attaccata ancora adesso.

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          1. Riki 4 mesi fa

            non so cosa vuol dire ronin – comunque è sempre bello quello che scrivi – comunque, siamo a trastullarci nella rete. Non succede e non succederà un cazzo di niente…questo è il destino

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          2. Riki 4 mesi fa

            siamo delle triglie nella rete

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          3. Riki 4 mesi fa

            ah si… samurai senza katana; ma con la tastiera! ahah

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          4. Riki 4 mesi fa

            …pensa un po: se ti inscrivi a meetic (macron guadagna) le donne vogliono un principe azzurro! se chiedi a una donna di lottare con noi: pensa che vuoi scopare! pensa come siamo ridotti… interbet è una rete di ebeti – ma non darmi retta sono ubriaco

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          5. Citodacal 4 mesi fa

            Prego: un ronin è e resta un samurai, che però non presta servizio ad alcun signore. La katana continua a portarla, così come la wakizashi.

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        2. Giorgio 4 mesi fa

          Mi sfugge perché giapponese!?
          Il destino ed il karma oppure il negativo fotografico funzionano come un pendolo ed anche questo mi sfugge.
          Non importa se non mi risponde, Riki, tanto in questo luogo nessuno lo fa, proprio per il motivo che lei adombra nei suoi successivi commenti.

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          1. Riki 4 mesi fa

            Come scrive bene anche lei sig. Giorgio! Esprimersi e farsi capire con meno parole possibile è cosa giusta, secondo me. Ed essere aperti, senza timore, affettuosi, rende questo “non luogo” ..un luogo. Infondo se levi il linguaggio (cosa che faccio fatica) – cosa rimane nel mondo? I pensieri e i costumi globalizzati! meglio morire

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          2. Giorgio 4 mesi fa

            Riki, la parola contraddistingue l’uomo da ogni altro essere vivente, come è scritto nel vangelo di Giovanni: “In principio era il verbo…” perché ci sono anche le aure che arrivano prima del linguaggio.

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          3. Riki 4 mesi fa

            Il Karma, è la somma del tempo che abbiamo vissuto in passato (infinito) – manifestarsi adesso: aspetto fisico e interiore. In una condizione di vita “normale” come la nostra, quello che ci fa soffrire, possiamo trasformarlo noi stessi con la consapevolezza innata che abbiamo. La cosa più difficile è farla emergere! Ma è anche facile, nel momento in cui abbandoniamo la nostra collera (tempo passato manifestarsi adesso) .. e proviamo amore per il prossimo. A partire da noi stessi .. espandersi alle persone vicino a noi. Il samurai lo sa! Niente turba la sua meditazione

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          4. Giorgio 4 mesi fa

            GOOGLE: “karma
            kàr·ma/
            sostantivo maschile
            Nella terminologia religiosa e filosofica indiana, il frutto delle azioni compiute da ogni vivente, in quanto determina una diversa rinascita nella gerarchia degli esseri e un diverso destino nel corso della susseguente vita”.

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          5. Riki 4 mesi fa

            Si, e anche quello che abbiamo visto con i nostri occhi, abbiamo provato, rimane impresso nella memoria. Sia le emozioni positive, che quelle negative: L’umanità si è macchiata di crimini inenarrabili nella storia – il nostro karma collettivo è sofferenza totale. Sta a noi cambiarlo. .Nessun governo può farlo..anche perchè, come si scrive su questo blog: I fantocci dell’elite sono i nostri governi

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          6. Riki 4 mesi fa

            Il fiore di loto non tocca la melma dove cresce. Rappresenta la nostra purezza innata. Chiamala come vuoi: Dio, Buddha, è illuminazione. Il nichilismo dominante è fango sulla faccia. Ciao

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