ITALIA: UN MANDARINATO GIUDIZIARIO

di Marco Della Luna

Come il parlamento serve a creare un’apparenza di democrazia, così i tribunali servono a creare un’apparenza di legalità.

Nella scia del caso Palamara e di altri analoghi, oggi da più parti, anche da parte di magistrati non intruppati, si lamenta che il potere giudiziario da decenni è finito nelle mani o nei tentacoli di una organizzazione illegittima di magistritati-capi, un’organizzazione

-che lo usa per interessi privati e politici, per sostenere la sinistra (particolarmente il PCI-PD) colpendo (talora) arbitrariamente la destra,

che si è presa il ruolo spettante della politica, svuotando così la democrazia elettorale,

che tollera nella magistratura il turpe business sulla pelle dei minori,

che copre le colpe dei suoi adepti togati,

che gestisce il concorso di magistratura in modo truccato o truccabile, facendone un sistema di cooptazione massonica.

Questo è ciò che ha denunciato Il Riformista, e il CSM ha aperto un’inchiesta, che, come tutte, come quella del caso Palamara, ovviamente sarà trasparente e indipendente[ii]. Invero, la legge istitutiva del concorso niente specifica su come rendere irriconoscibili i compiti scritti, e lascia così agli esaminatori ampia facoltà di scegliere chi promuovere e chi non promuovere in base a criteri diversi dal merito.

Che il concorso di magistratura era truccato, l’avevo denunciato 18 anni prima de Il Riformista, nella prima edizione de Le Chiavi del potere (e allora nessuno si mosse), scrivendo[iii]: “Ma se su una cosa si può scommettere in un paese dove gare e concorsi pubblici sono sistematicamente truccati, è che il concorso che più zelantemente si cercherà di pilotare, sia quello di magistratura [che è gestito dal Consiglio Superiore della Magistratura; e, visto quel che è stato divulgato sul CSM, ci sarebbe da mettere in questione tutte le nomine dei magistrati in carica!].

E truccare quel concorso è facilissimo: tutte le buste sono numerate, basta cercare quelle il cui numero corrisponde al candidato che deve passare… io uno volta lo provai – una volta sola, perché (oltre a prendermi un colpo di calore a causa della mancante climatizzazione nell’aria stagnante e tropicale del Centro dei Congressi dell’Eur e a non essere assistito dall’apatico medico del concorso, privo dei necessari farmaci) vidi certi signori, forse commissari, davanti a tutti, dettare il compito a certi candidati.”

Magistrati italiani all’inaugurazione anno giudiziario

Da più parti, si fa altresì notare che siamo di fronte a una struttura illecita di controllo e potere dall’alto sui magistrati, sulle indagini e sulle decisioni giudiziarie, sicché a poco vale che la maggior parte dei magistrati siano persone per bene o perlomeno non siano complici volontari, per tornaconto o semplicemente per paura. A poco vale: l’effetto di insieme sarà una devianza di insieme. E il conseguente dato di realtà è che il potere giudiziario italiano, assieme alle sue decisioni, è complessivamente inattendibile e delegittimato, e che solo un babbeo o un bugiardo può dichiarare, oggi, di aver fiducia in esso e di demandare ad esso l’accertamento della Verità. Difendersi dal processo anziché nel processo, per contro, è pienamente giustificato – soprattutto se sono in causa interessi importanti e/o politici. Ma chi lavora nei tribunali non ignora i quotidiani rapporti di amicizia e affari tra certi giudici, certi avvocati, certi imprenditori – soprattutto in ambiti come quello fallimentare, dove si vendono beni a frazioni del loro valore di mercato. E tutto ciò è inevitabile, è la genuina espressione della mentalità del potere in questo Paese, identica in giustizia, politica, amministrazione.

Grottesco appare, infine, approvare, in base a una supposta superiorità morale dei magistrati sui politici, il fatto che il potere giudiziario si è appropriato del ruolo politico: in Italia, potere politico e potere giudiziario sono gestiti nel medesimo modo, ossia da comitati di affari, che portano di fatto avanti interessi e programmi propri e del capitalismo finanziario globalizzato, il quale (anche questo scrivevo nel 1992) preferisce affidarsi, per il controllo dell’Italia, al potere giudiziario perché esso in mano a persone che non dipendono dal consenso popolare, dalle elezioni, bensì sono funzionari tecnici nominati per concorso e che restano in carica a vita, salvo interventi dall’alto, proprio come i mandarini cinesi; mentre i politici italiani sono mutevoli, instabili, inaffidabili e mediamente molto ignoranti.

Avete mai guidato un veicolo cingolato? Al posto del volante, ha due leve, che comandano ciascuna un cingolo: avanti, fermo, indietro. Quando vuoi sterzare, fai avanzare un cingolo e blocchi l’altro. Similmente dirige il corso politico colui che controlla il potere giudiziario, perché può colpire, anche arbitrariamente, senza subire conseguenze, gli uomini politici della parte che disturba i suoi piani, e al contempo coprire i lucrosi traffici illeciti della parte che gli è funzionale, che porta avanti la sua agenda. Dato che la politica si fa con le clientele, ossia prendendo e distribuendo ‘utilità’ prese dalle risorse pubbliche,  perlopiù in modo illecito, per direzionarla basta evitare o insabbiare le indagini sull’affarismo delle formazioni politiche che sono utili, e indagare quelle che disturbano, passando informazioni alla stampa. Figuriamoci se la ‘giustizia’ vorrà risanare la politica, o la politica normalizzare la ‘giustizia’!

L’atto di instaurazione del mandarinato giudiziario può essere individuato, psicologicamente, con la campagna di distruzione giudiziaria di Enzo Tortora, l’innocente che fu perseguitato pervicacemente con prove inventate, e poi nessuno pagò, anzi ci furono promozioni. Fu un chiaro messaggio terroristico agli Italiani in generale e specialmente ai politici: “badate bene a ciò che fate, vi possiamo distruggere anche se siete innocenti e anche se non ci sono prove”.

pool di Mani pulite

L’operazione più importante del mandarinato giudiziario fu invece Mani Pulite, che servì, oltre ad eliminare le forze politiche popolari diverse dal PCI-PDS da poco alleatosi col grande capitale mondialista, nonché a coprire la campagna di privatizzazioni e svendite decisa il 2 Giugno 1992 nel famoso Britannia Party, e pure a coprire l’insider trading intorno alla svalutazione della Lira nel Settembre 1992. Tale operazione fu completata dall’insabbiamento di indagini e denunce su molti ‘aspetti’ delle grandi privatizzazioni, le quali hanno portato alla privatizzazione-esterizzazione persino della Banca d’Italia. Da quei gloriosi ed eroici tempi ad oggi, la reputazione popolare della ‘giustizia’ è crollata, ma il potere politico del mandarinato non ne ha risentito.

L’operazione oggi in corso, è quella di insabbiare i recenti scandali giudiziari e in particolare consiste nel gestire la vicenda Palamara in modo appropriato.

Marco Della Luna


[i]Quanta cenere sotto al tappeto!

Il Csm ha deciso così: niente processo Palamara, sarebbe stato troppo pericoloso.  Basta la sentenza. Che sarà letta fra tre settimane ma è stata già scritta. È di condanna perché è la cosa più semplice per tutti. È la via cubana, o venezuelana alla giustizia. È rapida e indolore. Un processo vero e proprio a Palamara, e al sistema Palamara, avrebbe comportato delle conseguenze dolorosissime. 

Sarebbe stato necessario prendere atto che tutta la struttura della magistratura italiana è illegale, costruita solo dallo strapotere del partito dei Pm che è in grado di nominare, spostare, rimuovere, decidere i nomi dei Procuratori, dei vice, dei presidenti dei tribunali, dei giudici, e capace anche di influenzare pesantemente le sentenze per favorire o danneggiare questo o quel Pm. Si poteva accettare una cosa così? Il Csm ha detto di no. Meglio nascondere tutto sotto un enorme tappeto, rifiutare a Palamara il diritto alla difesa, negargli l’ascolto di un centinaio di testimoni che lui aveva chiesto, e ridurre il processo ad una formalità, limitandosi all’esame della famosa riunione all’Hotel Champagne alla quale Palamara partecipò insieme a un paio di parlamentari e che fu del tutto illegalmente intercettata.

Quanto vale una magistratura che si governa in questo modo, arrogante e illegale? È inutile ogni volta dire: “sì ma ci sono tanti magistrati per bene”. Ovvio che ci sono. Quello che non è perbene è la magistratura stessa. Palamara ha dimostrato largamente che è una struttura illegale. Con in più l’orrore di essere una struttura illegale ma non criticabile, non processabile e non riformabile. Un po’ com’era il Pcus di Breznev. Al di sopra di tutto e che si fa beffe delle regole, della democrazia, del diritto.”  (Piero Sansonetti)

[ii] https://www.ilriformista.it/concorso-magistratura-truccato-il-csm-apre-uninchiesta-ma-solo-dopo-lo-scoop-del-riformista-163623/ : Il Riformista evidenzia “un ricco florilegio di strafalcioni, “orrori” giuridici e segni di riconoscimento come, ad esempio, lo “schemino” redatto dal candidato numero 2814 e che, peraltro, aveva conseguito un ottimo risultato. Il primo ad attivarsi sul dossier, indirizzato anche al ministro della Giustizia, era stato all’inizio di questa settimana l’avvocato civilista Stefano Cavanna. Il laico in quota Lega a piazza Indipendenza aveva subito depositato una richiesta di “apertura pratica” al Comitato di presidenza del Csm. “

[iii] Pag. 195 della terza edizione.

13 Commenti

  • Renato
    6 Ottobre 2020

    Con una magistratura cosi, votare non serve a nulla.

  • nicholas
    6 Ottobre 2020

    Ci vorrebbe creare un gruppo dell’esercito, come i pasdaran iraniani, in modo da controllare la repubblica.
    Appena qualcuno, esagera via da questo mondo!!!!

    • atlas
      6 Ottobre 2020

      si deve costituire la milizia popolare, Sociale e Nazionale. Ogni grande Famiglia deve averne dei suoi componenti all’interno, in ogni Comune; e se nell’italia democratica nemmeno sanno più cos’è la famiglia fatti loro

  • giuseppe sartori
    6 Ottobre 2020

    va riscritta la costituzione.
    propongo: ” l’italia è un comitato di affari fondato sulla corruzione. la sovranità appartiene ai capobastone che la esercitano nelle forme e nei limiti propri delle organizzazioni mafiose.”

  • atlas
    6 Ottobre 2020

    Weltanschauung Italia

    ” Dopo i vari casi di “assembramenti” di Berlino, Londra, ecc.
    Dopo le spiagge affollate in Italia e altri eventi come la vittoria della coppa Italia da parte del Napoli, casi nei quali migliaia, decine di migliaia di persone sono state a stretto contatto e senza mascherine, e nessuna conseguenza è apparsa nelle due settimane successive, periodo ipotetico di incubazione, eccone un altro: il gran premio di Russia di formula 1.

    La cosa ancora più eclatante, in questo caso, è quanto riportato da RadioRadio: un insider riporta che è stata data raccomandazione, alla regia internazionale, di non inquadrare il pubblico senza mascherine.”

    In Russia, cosí come in altri paesi, la farsa ha un limite di decenza e la gente non va in giro mascherata con pezze luride.
    E cosa fanno? Non inquadrano il pubblico, la gente che ha ancora un volto va censurata! “

  • giulio
    7 Ottobre 2020

    è evidente che il potere “globalista” ha buoni canali di diffusione anche in russia tant’è che, a parte non far inquadrare la gente senza mascherina, però è riuscito a imporne l’uso … mi domando se anche in cina la gente continua a portare queste stupide, inutile “mascherine” simbolo non di prudenza sanitaria ma di acritico assoggettamento al potere!

    • atlas
      7 Ottobre 2020

      Giulio, ancora non ho capito bene da che parte stai, posso solo leggere i tuoi commenti. Però so bene da che parte sto io e, anche se contro un pò tutti, sono soddisfatto di così come sono: i fischi sono fischi e i fiaschi sono fiaschi

      tutto ciò io lo vedo applicato dalla democrazia. W il Baàth, W Saddam anche in Paradiso, a me molto difficilmente si riesce a fare il ‘lavaggio del cervello’. Musulmano (Sunnita), Siciliano (MAI italiano) e Nazional Socialista (e W il RE Borbone), sempre

      “Il lavaggio del cervello, noto anche come Brainwashing, è un nome generico per indicare diverse tecniche di mutamento non consensuale di idee.
      Kathleen Taylor, una ricercatrice di fisiologia presso l’Università di Oxford ha pubblicato un libro dal titolo Brainwashing dove sostiene che l’utilizzo continuo e sistematico di 5 tecniche di manipolazione equivalgono a quello che molti chiamerebbero lavaggio del cervello o Brainwashing.
      In un articolo collegato al libro, apparso sul quotidiano The Guardian, la Taylor scrive: “fatto sorprendente del lavaggio del cervello è la costanza con cui si presentano le sue caratteristiche.”
      Il contesto può riguardare un campo di prigionia, la sede centrale di una setta o una moschea fondamentalista ma saltano sempre fuori le 5 tecniche di base:
      Isolamento
      Controllo
      Incertezza
      Ripetizione
      Manipolazione emotiva
      La Taylor aggiunge che in psicologia lavaggio del cervello è una locuzione che sta diventando sempre più superflua.
      Può essere fuorviante per la sua associazione con storie come quella del film The Manchurian Candidate dove cittadini apparentemente comuni si trasformano in assassini di presidenti ascoltando una specifica frase scatenante.
      Come dice la Taylor, questo tipo di lavaggio del cervello è un mito.
      Studi analitici indicano che non c’è procedimento “magico” detto “lavaggio del cervello”, nonostante siano stati in molti (governo USA compreso) ad aver consumato tempo e denaro alla sua ricerca.
      Gli studi invece dicono che è meglio considerare il lavaggio del cervello come un nome collettivo per indicare tecniche diverse e sempre meglio comprese di mutamento non consensuale di idee.
      Vediamo le 5 tecniche di base per il lavaggio del cervello descritte da Stephen Law nel libro “Credere alle cazzate”
      1. Isolamento
      Una persona isolata è più vulnerabile a varie forme di manipolazione psicologica. Se vuoi che qualcuno creda a qualcosa che è in contrasto con le credenze di amici e famiglia, è una buona idea fargli passare un po’ di tempo in un luogo appartato o in un campo d’addestramento lontano, dove sia più agevole allentare i suoi legami con altre idee.
      Spesso le sette isolano così i loro membri. Il santone “Reverendo Jim Jones” si trasferì fisicamente con tutti i suoi seguaci nella giungla della Guyana (dove poi si suicidarono tutti).
      L’isolamento è consigliato anche da alcune religioni più tradizionali. In molti stati americani le scuole religiose chiuse ermeticamente alle influenze esterne sono pratica comune.
      2. Controllo
      Se vuoi che le persone accettino il tuo sistema di credenze non è saggio lasciarle a contatto con sistemi alternativi. Mettiti in condizione di controllare il tipo di idee a cui hanno accesso e con le quali sono a contatto.
      Censura le credenze e le idee che minacciano di scalzare le tue. Spesso si giustifica questo genere di controllo dicendo che diversamente le persone si corromperebbero o rimarrebbero confuse.
      I regimi totalitari tolgono sovente dalle biblioteche i libri “malsani” se si oppongono al sistema politico vigente e tutti i tipi di media sono soggetti a limitazioni con la motivazione che altrimenti “porterebbero sulla cattiva strada”.
      Nei regimi rigidamente religiosi le scuole a volte sono legittimate a impedire ai bambini di scoprire o esplorare punti di vista diversi, in base all’idea che altrimenti “confonderebbero le idee” o li “corromperebbero”.
      Segui l’esempio di questi regimi e restringi la visuale dei tuoi seguaci in modo che tutto sia interpretato attraverso una sola lente ideologica, la tua.
      Se vuoi che le persone abbandonino le loro credenze e scelgano le tue, o se vuoi assicurarti che non scartino le tue per altre, è utile anche suscitare quanti più dubbi e incertezze possibili sulle credenze concorrenti.
      3. Incertezza
      L’incertezza è una grande fonte di tensione per cui più associ le credenze alternative all’incertezza meglio è. L’ideale sarebbe offrire un insieme semplice di certezze geometriche, formulate e ricordate con facilità, destinate a comprendere ogni aspetto della vita e a dargli significato.
      Tornando costantemente sugli imprevisti, le incertezze e l’assenza di senso di una vita esterna al tuo sistema di credenze, quelle semplici e concrete che offri possono iniziare a sembrare sempre più invitanti per chi ti ascolta.
      4. Ripetizione
      Incoraggia la ripetizione. Fai in modo che la gente reciti continuamente quello che vuoi che creda, come se fosse un mantra, che le credenze vengano pronunciate senza neanche pensarci.
      Non ha importanza che i soggetti ritengano giusto quello che stanno dicendo o, prima ancora, che lo capiscano completamente: resta una concreta possibilità che alla fine la credenza attecchisca.
      La ripetizione ottusa funziona bene soprattutto quando si applica in situazioni in cui i soggetti avvertano una forte pressione a dare la loro conferma.
      Per esempio, mettere in fila gli alunni nel cortile della scuola per la recita quotidiana, come se fosse un mantra, dei tuoi principi dottrinali unisce la ripetizione a una situazione nella quale ogni scostamento ad opera di un singolo avrà l’effetto di tirarsi subito addosso lo sguardo di cento paia di occhi.
      5. Manipolazione Emotiva
      Particolarmente utile a questo scopo è l’emozione della paura. Nel romanzo 1984 di George Orwell il regime cerca di controllare non solo il comportamento delle persone ma, cosa ancora più importante, ciò che esse pensano e sentono.
      Quando alla fine lo sventurato oppositore Winston viene catturato i suoi “educatori” dicono esplicitamente che ciò a cui sono interessati in definitiva sono i suoi pensieri:
      “E secondo te perché portiamo la gente in questo posto?”“Per farla confessare”.
      “No, non è questo il motivo. Riprova”.
      “Per punirla”. “No!” esclamò O’Brien. La sua voce era straordinariamente mutata e improvvisamente la sua faccia si era irrigidita e animata.
      “No! Non solo per tirarti fuori una confessione o per punirti.
      Vuoi che ti dica perché ti abbiamo portato qui? Per curarti! Per farti ragionare! Lo capisci, Winston, che non lasciamo andare via nessuno di quelli che abbiamo portato qui senza che sia guarito?
      Non ci interessano quegli stupidi delitti che hai commesso. Al Partito non interessano le azioni palesi: tutto quello che ci importa è il pensiero”.
      È naturalmente la paura (lo spaventoso contenuto della Stanza 101) che alla fine costringe Winston a cedere. Finisce col credere sinceramente che se il Grande Fratello dice che due più due fa cinque allora due più due fa veramente cinque.
      Molti regimi reali sono stati preparati a utilizzare metodi brutali simili per il controllo di ciò che avviene nella mente delle persone. Ma la manipolazione emotiva può assumere forme molto più lievi ed essere pur tuttavia efficace.
      Per esempio, potresti sfruttare la potenza emotiva di musica e immagini rappresentative. Assicurati che la gente si trovi abitualmente di fronte a ritratti del Nostro Leader accompagnati da bambini sorridenti e raggi di sole che si irradiano dalla sua testa (balzano alla mente le pitture murali di Saddam Hussein a Baghdad).
      Assicurati che nelle raffigurazioni i tuoi avversari e critici siano sempre accompagnati da immagini di catastrofi e sofferenze, e magari anche di una visione dell’inferno nello stile di Hieronymus Bosch.
      Rendi le persone emotivamente dipendenti dal tuo sistema di credenze. Accertati che l’autostima e il senso di rilevanza, determinazione e appartenenza che hanno derivi il più possibile dal loro legame col tuo sistema di credenze.
      Fai in modo che si accorgano che se abbandonano queste credenze perderanno cose a cui tengono moltissimo.
      Non c’è bisogno di dire che questi cinque meccanismi di controllo del pensiero sono comuni in vari regimi totalitari e costituiscono anche gli elementi principali di molte sette religiose estreme. Applicati con determinazione e sistematicamente possono essere efficacissimi per il lavaggio del cervello.
      Sono particolarmente potenti quando sono applicati su bambini e adulti giovani, che hanno difese critiche deboli e la tendenza ad assorbire come spugne tutto ciò che viene detto loro. Talvolta anche l’educazione religiosa tradizionale, la più diffusa, ha fatto pesantemente ricorso a molti di questi cinque meccanismi di lavaggio del cervello, a volte a tutti.
      RIFLETTETE BENE … E GUARDATEVI INTORNO PER CAPIRE SE C’E’ QUALCUNO CHE VI VUOLE SCIACQUARE PER BENE IL CERVELLO!” Samuele Corona

      • giulio
        8 Ottobre 2020

        “Giulio, ancora non ho capito bene da che parte stai,”

        di sicuro non sto dalla parte del “nazionalsocialismo” e quindi neppure dalla parte di “Alba dorata” greca (ma se indispensabile mi alleerei almeno momentaneamente anche con dei nazionalsocialisti…come fece un molotov russo)
        Sto dalla parte di chi lotta contro l’imperialismo e l’unilateralismo americano e dei suoi sgherri (tipo la germania della merkel) o dei suoi sciuscià (tipo un di majo).
        Quindi sto dalla parte della russia, dei cinesi, dell’iran, della corea del nord, del venezuela e di chiunque altro si oppone a quell’imperialismo che peraltro ha assunto caratteri da gangster!
        Questo essere dalla parte degli antimperialisti non significa, però, che io sia un’adulatore di nessuno degli stessi antimperialisti nè un adulatore di tutti quelli che governano in uno qualsiasi di questi paesi antimperialistici.
        Tanto per fare un esempio, non mi astengo dal criticare il governo russo e in particolare qualche suo personaggio (tipo Lavrov) per qualche scelta che ritengo sbagliata.
        Sostengo in particolare l’iran ma questo non mi impedisce di ritenere che anche nel governo iraniano ci sia una frangia che, se non filoamericana, ritengo che sia – diciamo – quantomeno “accomodante” e fa capo a quel Hassan Rouhani che ha sostituito Mahmud Ahmadinejad che consideravo molto più fermo nelle sue posizioni antimperialiste.
        In russia credo che quel lavrov – che lei invece, sig. Atals considera un genio – faccia parte della componente “accomodante” .
        Da che mondo è mondo non esiste nessun governo “puro” che deve scontrarsi solo contro i suoi nemici esterni….i governi stessi sono impuri al loro interno e la lotta va fatta anche contro la parte interna che fa da freno o addirittura ostacola e sabota la parte migliore…un pò come faceva stalin o Mao in Cina …anche se forse, specie il primo, esagerava!
        In altre parole non sono un “tifoso” sempre acritico verso la propria squadra.
        Spero che ora le sia più chiaro da che parte sto!

  • atlas
    7 Ottobre 2020

    L’OMS per il biennio 2016-2017, ha utilizzato un budget da quasi 4,5 miliardi di dollari per l’80% (fonte BJM) finanziato da contributi di aziende private che hanno coperto la graduale ritirata dei finanziamenti degli Stati; questi fondi sono stati in larga misura vincolati alla realizzazione di progetti commissionati dagli stessi donatori.
    Tra i finanziatori dell’Oms, a fare la parte del leone è la creatura di Bill Gates: la Bill & Melinda Gates Foundation (che vanta un patrimonio da 40 miliardi di dollari) ha destinato all’Oms quasi 444 milioni nel 2016, di cui circa 221 vincolati e quasi 457 milioni nel 2017, di cui 213 vincolati a programmi specifici. Risultando il secondo donatore singolo dopo il governo degli Stati Uniti e davanti al Regno Unito.
    Jean-Marie Kindermans, presidente dell’Agenzia Europea per lo Sviluppo e la Sanità, ha affermato che “se c’è un vero problema, all’Oms, riguarda il modo in cui vengono destinate le risorse” e la scelta delle priorità.

    Il 18 ottobre, la Gates Foundation insieme al World Economic Forum e in collaborazione con la Johns Hopkins School of Public Health organizzano una simulazione di una pandemia da coronavirus, intitolata Event 201.
    Quella simulazione ha visto la partecipazione di persone provenienti principalmente da istituzioni finanziarie private, dirigenti aziendali, fondazioni, Big Pharma, CIA; c’era anche un rappresentante del CDC, ma non c’erano funzionari sanitari per conto dei governi nazionali o l’OMS.
    Le organizzazioni coinvolte nella simulazione (che era una simulazione dettagliata che prevedeva cosa sarebbe successo ai mercati finanziari, cosa sarebbe successo ai media, ai media indipendenti e così via) sono state anche coinvolte nella gestione effettiva della pandemia, una volta che è stata messa in atto.
    Quindi le persone che stavano simulando [teoricamente] in realtà sono andate in diretta [praticamente] il 30 gennaio 2020, il giorno in cui è stata lanciata [l’emergenza sanitaria globale] [Ufficialmente la pandemia è stata lanciata l’11 marzo].
    Il Comitato di emergenza dell’OMS è un comitato composto da specialisti. Quando si sono incontrati il 30, l’incontro ha avuto luogo poco dopo il Forum Economico Mondiale di Davos, che si è tenuto dal 21 al 24 gennaio. E a quell’incontro ci furono importanti discussioni tra i diversi partner tra cui il World Economic Forum, la Bill and Melinda Gates Foundation e varie entità collegate a Big Pharma.
    Tali consultazioni al World Economic Forum sono state fondamentali per la decisione presa il 30. È successo circa una settimana dopo.
    Si sospetta che le decisioni siano state prese in quei giorni, perché quando si sono incontrati il 30 gennaio a Ginevra non si è praticamente discusso. Il direttore generale dell’OMS, che era stato a Davos pochi giorni prima, ha stabilito che il cosiddetto focolaio costituiva un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale e che la decisione era stata presa sulla base di 150 casi confermati fuori dalla Cina.

    Non sto suggerendo alcun tipo di relazione cospiratoria, ma sto solo dicendo che c’è stata una simulazione e un paio di mesi dopo l’intera cosa va in diretta con gli stessi attori coinvolti nella simulazione che ora sono coinvolti nel salvare il mondo dal coronavirus.
    Questa simulazione non è stata svolta da un organo indipendente di scienziati, ricercatori ed economisti. No, non lo era.

    È stata condotta da Big Money e Big Pharma.

    Giorgio Bianchi

  • atlas
    7 Ottobre 2020

    chi indossa la mascherina andrebbe arrestato. Ma non perchè è un cretino che crede in un’influenza mortale inesistente, ma perchè c’è una legge (non che io creda a leggi italiane …) che vieta di coprirsi il volto in pubblico !

    • giulio
      8 Ottobre 2020

      e ora, purtroppo, c’è un’altra legge o qualcosa (DPCM) che fanno passare per legge, che DEROGA a quell’altra legge citata…e sembra che nel “nostro” ordinamento le deroghe sono ammissibili!
      Ma la questione più grave è che nessun partito della cosiddetta opposizione di destra vi si oppone!
      L’unica possibilità rimasta è la disobbedienza civile ma ci dovrebbe essere qualche partito o organizzazione che la organizzi …e purtroppo anche su questo fronte non si muove foglia!
      Allora rimane solo la ribellione individuale sperando che poi sia seguita da altri. nonostante la minaccia di multe salate.
      Ma sono sicuro che ci saranno solo 4 gatti a farla.
      Questo paese è ormai in mano a dei mafiosi e degli aspiranti dittatorelli ai quali si contrappone solo una minoranza mentre la maggioranza non sa fare altro che adeguarsi e, anzi, lo fa anche con reale accondiscendenza credendo che in alto agiscano per tutelare la salute!

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