Israele teme la saldatura tra le forze siriane e quelle iraniane nel sud della Siria

Si è saputo che i recenti attacchi israeliani sulla Siria miravano all’Ufficio del comandante senior siriano.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno preso di mira l’ufficio del generale Akram Hawija, comandante della 7° Divisione dell’ Esercito arabo/Siriano , durante i recenti attacchi contro la Siria, questo ha riferito il 19 novembre la sede a Washington della Alhurra TV , citando una fonte israeliana che ha familiarità con la situazione.

All’inizio del 18 novembre una serie di attacchi israeliani hanno preso di mira numerose basi siriane e presunte iraniane nelle regioni centrali e meridionali della Siria sulla linea di separazione Israele-Siria nelle alture del Golan occupate.

L’ufficio personale del Magg. Gen. Hawija è stato distrutto negli attacchi che hanno spazzato via l’intera sede del 7 ° Divisione.

Hawija era uno dei cinque alti ufficiali siriani che sono stati recentemente minacciati da Israele. L’IDF ha avvertito gli ufficiali siriani di non cooperare con l’Iran o con Hezbollah libanese in volantini lanciati lungo la linea di separazione il mese scorso.
La fonte israeliana senza nome ha detto ad Alhurra che l’Iran sta approfittando delle pessime condizioni nel sud della Siria per reclutare combattenti.

Ufficiali siriani sul fronte

“Israele è pronto a fornire loro [i civili nel sud della Siria] gli aiuti necessari attraverso organizzazioni internazionali come la Croce Rossa o le forze delle Nazioni Unite nel Golan”, ha detto la fonte.

Israele è preoccupato che l’Iran ei suoi alleati stiano costruendo una “resistenza” nel sud della Siria. I tentativi di Tell Aviv di spingere le forze iraniane fuori dalla regione attraverso l’uso della forza sono stati finora un fallimento.

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

3 Commenti

  • eusebio
    20 Novembre 2020

    Sembra che nell’attacco sia rimasto ferito anche un’alto ufficiale russo, mentre Mike Pompeo è andato in modo arrogante a visitare un insediamento askenazista sul Golan siriano.
    Si spera che dietro le linee i pasdaran stiano affilando le armi….

  • antonio
    20 Novembre 2020

    chi la fa l’ aspetti, è dal 1960 che truffano e ammazzano a tradimento,, un pò di timor di Dio non lo sentono ?
    se la prendono coi maiali, ma i maiali si comportano in modo più GIUSTO di loro

  • eusebio
    21 Novembre 2020

    Le autorità israeliane pur di giustificare la loro presenza nella Palestina occupata raccontano pure balle statistiche, secondo il loro ufficio centrale di statistica alla fine di aprile in Israele la popolazione era di oltre 9 milioni di persone di cui 6,8 milioni ebrei, in realtà la popolazione di Israele supera di poco gli 8,5 milioni e gli ebrei sono poco più di 6,5 milioni, mentre i palestinesi tra Cisgiordania, Gaza, e Israele stesso sono quasi 8 milioni, senza contare la diaspora che vuole rientrare a casa sua.
    Oltre all’illegalità permanente in cui si trova la situazione istituzionale dei palestinesi, bisogna considerare che i cittadini israeliani di origine ebraica spesso vivono all’estero, almeno 300000 negli USA, circa 100000 in Russia, almeno 30000 in Germania e molti altri tornati in Francia, nonostante le aggressioni dei musulmani francesi, in Canada etc.
    Quindi gli ebrei residenti in Palestina forse sono sotto i 6 milioni, tra l’altro non hanno più minoranze in giro disposte a spostarsi in Palestina, in Francia sono poco più di 400000 e sono straricchi, negli USA sono 5 milioni, arciricchi e ormai sono quasi tutti ebrei per metà o un quarto, insomma il milione scarso di anziani ebrei europei può al massimo inviare soldi e controllare banche aziende e media, i 5 milioni degli USA sono troppo impegnati a fare soldi e governare il paese, per l’entità sionista circondata da decine di milioni di nemici si mette molto male.

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