Israele sta perdendo la guerra contro Hamas, ma Netanyahu e il suo governo non lo ammetteranno mai

di Paul Rogers

I recenti incidenti, come le imboscate del gruppo Hamas e gli episodi inquietanti che hanno coinvolto ostaggi israeliani, sollevano preoccupazioni sulla strategia militare di Israele. L’elevato numero di vittime umane all’interno dell’IDF solleva dubbi. La narrazione ufficiale è che Hamas è indebolito, ma in realtà la dottrina della forza massiccia dell’IDF sta fallendo.

Fino a poco tempo fa, la narrazione della guerra di Gaza era largamente influenzata dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) e dal Ministero della Difesa del Paese. Sebbene Israele abbia subito un declino della sua reputazione internazionale a causa dell’uccisione di oltre 20.000 palestinesi, del ferimento di oltre 50.000 persone e della vasta distruzione a Gaza, l’esercito israeliano riesce ancora a presentare una visione di Hamas seriamente indebolita.
Sostengono addirittura che la guerra nel nord di Gaza è in gran parte finita e che presto seguirà il successo nel sud di Gaza.

La formazione della narrazione è stata aiutata dalle gravi difficoltà affrontate dai pochi giornalisti ancora attivi a Gaza, compresi i rischi per la loro sicurezza personale. Allo stesso tempo, la stampa internazionale, bloccata a Gerusalemme, dipendeva in gran parte dalle informazioni fornite dalle Forze di difesa israeliane (IDF).

Questa dinamica si è evoluta man mano che ha cominciato ad emergere un quadro diverso. In primo luogo, mancavano prove a sostegno dell’affermazione dell’IDF secondo cui un quartier generale di Hamas era situato sotto l’ospedale Al-Shifa. Inoltre, l’IDF non è stata in grado di identificare la posizione degli ostaggi israeliani, nonostante disponga di uno dei servizi di intelligence più avanzati al mondo.

Molto recentemente, il 12 dicembre , si sono verificati due incidenti distinti. I paramilitari di Hamas hanno teso una tripla imboscata in una zona di Gaza presumibilmente sotto il controllo delle forze israeliane. Un’unità dell’IDF è rimasta intrappolata e ha subito vittime. Quando sono stati inviati rinforzi per aiutare questa unità, anche loro sono caduti in un’imboscata.

Secondo quanto riferito, dieci soldati dell’IDF, tra cui un colonnello e tre maggiori della brigata d’élite Golani, sono stati uccisi e altri gravemente feriti nell’imboscata. Questo incidente solleva dubbi sui sostanziali progressi di Israele nella guerra, poiché sembra improbabile che Hamas, apparentemente indebolito, possa organizzare un’operazione del genere in un’area che si presume sia sotto il controllo dell’IDF.

Esequie per i caduti delle IDF israeliane

Un altro sviluppo inquietante si era verificato pochi giorni dopo, quando tre ostaggi israeliani riuscirono a fuggire dai loro sequestratori. Tuttavia, invece di essere salvati, sono stati uccisi dai soldati dell’IDF, mentre erano a torso nudo e sventolavano una bandiera bianca. Ciò che ha amplificato il risentimento, provocando notevole rabbia in Israele, è stato il fatto che le richieste di soccorso degli ostaggi erano state captate da un cane da ricerca dell’IDF dotato di un sistema audio cinque giorni prima della loro esecuzione.
Ci sono altri segnali più generali di problemi all’interno dell’IDF. I dati ufficiali riportano più di 460 soldati uccisi a Gaza, in Israele e nella Cisgiordania occupata, con circa 1.900 feriti. Tuttavia, altre fonti mostrano un numero di feriti molto più elevato.

Dieci giorni fa, il principale quotidiano israeliano, Yedioth Ahronoth , ha diffuso informazioni ottenute dal dipartimento di riabilitazione del Ministero della Difesa. Il capo del dipartimento, Limor Luria, avrebbe affermato che più di 2.000 soldati dell’IDF erano stati registrati come disabili dall’inizio del conflitto. Di coloro che ha curato, il 58% ha riportato lesioni gravi alle mani e ai piedi, suggerendo un bilancio delle vittime molto più alto rispetto alla cifra ufficiale. Separatamente, il Times of Israel ha riferito che il numero totale dei feriti dell’IDF, della polizia israeliana e di altre forze di sicurezza ammonta a 6.125. Sono state inoltre segnalate numerose vittime del fuoco amico, con 20 morti su 105 attribuibili a tali incidenti o ad incidenti avvenuti durante i combattimenti.

Nel complesso, l’esercito israeliano persiste nell’applicazione della dottrina Dahiya [La dottrina Dahiya e l’uso sproporzionato della forza da parte di Israele], una strategia ben consolidata che favorisce l’uso massiccio della forza in risposta alla guerra irregolare. Questo approccio provoca notevoli danni sociali ed economici, indebolisce la volontà degli insorti di combattere e allo stesso tempo scoraggia future minacce alla sicurezza di Israele. La situazione sembra però seriamente peggiorata. Le critiche emergono da fonti inaspettate, tra cui l’ex ministro della Difesa britannico Ben Wallace, che ha avvertito di un potenziale impatto che potrebbe durare 50 anni. Anche l’amministrazione Biden comincia a esprimere preoccupazioni.
Tuttavia, Benjamin Netanyahu e il gabinetto di guerra restano determinati a far durare il più a lungo possibile il conflitto.

È fondamentale capire perché questa situazione persiste. Gli attentati del 7 ottobre e la conseguente brutalità hanno scosso profondamente il concetto stesso di sicurezza di Israele. Finora, la stragrande maggioranza degli ebrei israeliani ha continuato a sostenere la risposta di Netanyahu. Tuttavia, anche questo sostegno sta diminuendo, aggravato dall’uccisione dei tre ostaggi da parte delle truppe dell’IDF.

Soldati israeliani feriti e soccorsi

Una conseguenza di questa situazione è che i comandanti dell’IDF si trovano ad affrontare un’enorme pressione per mantenere gli impegni presi, e si spingeranno fin dove il gabinetto di guerra lo consentirà. Molti di questi comandanti sono molto intelligenti, anche se determinati, e ora credono che, nonostante la retorica di Netanyahu, Hamas, o almeno le idee di Hamas, non possono essere sconfitte con la forza militare. Sono anche consapevoli che, anche se i colloqui sono in fase di stallo, la pressione delle famiglie degli ostaggi potrebbe presto portare a un’altra pausa umanitaria. Il loro obiettivo sarà quindi quello di danneggiare Hamas il più possibile, il più rapidamente possibile, qualunque sia il costo per i palestinesi. Tale inclinazione è dimostrato dall’intensità dei raid aerei di questa settimana.

Quello che rende tutto questo possibile è la dipendenza di Netanyahu da una minoranza estremista di fondamentalisti religiosi e sionisti intransigenti all’interno del suo governo. Non avrebbero goduto di un sostegno più ampio in Israele senza la tragedia del 7 ottobre, eppure stanno danneggiando sempre più la sicurezza a lungo termine di Israele.
Non solo Israele rischia di diventare uno stato paria, anche tra i suoi alleati, ma alimenterà anche una generazione di opposizione radicale da parte di Hamas ricostituito o del suo inevitabile successore.

Israele ha bisogno di essere salvato da se stesso, ma questo dipenderà soprattutto da Joe Biden e dal suo entourage. Spinti forse dai rapidi cambiamenti dell’opinione pubblica in Europa occidentale, devono riconoscere il ruolo che devono svolgere nel porre immediatamente fine a questo conflitto.

Fonte: The Guardian

Traduzione: Gerard Trousson

4 commenti su “Israele sta perdendo la guerra contro Hamas, ma Netanyahu e il suo governo non lo ammetteranno mai

  1. STIMA:
    Ebrei in armi eliminati dal 7 ottobre a oggi da 700 a 800 almeno, con tendenza ad arrivare rapidamente a 1.000 e oltre, se continueranno le battaglie urbane in Madina Gaza e Khan Yunis, le più insidiose, in cui la schiacciante superiorità di mezzi militari che vanta gli ebrei servirà di meno …
    Ebrei in armi feriti dal 7 ottobre a oggi da 4.000 a 5.000, con tendenza all’aumento nel caso le operazioni sioniste di morte e distruzione continuino fra le rovine di Gaza, dove i coraggiosi miliziani palestinesi di Hamas in certe occasioni annulleranno la superiorità numerica e di sistemi d’arma degli ebrei invasori, combattendo fra le macerie delle loro città.

    A parte questo, l’entità sionista sta rendendo la Striscia di Gaza inabitabile e continua ad eliminare più civili palestinesi possibile, con particolare accanimento su bambini, neonati e donne incinte, per distruggere le generazioni future.

    Per ora nessuno interviene e la “copertura” dei complici usa (diretti dagli ebrei interni ed esterni) sembra funzionare, ma non credo che distruzioni e massacri potranno andare avanti “ad libitum”, senza alcuna reazione internazionale.

    Cari saluti

  2. Quello che dite è verissimo , del resto sono gli stessi che fanno atti terroristici co copertura usa/nato in Crimea e la chiamano azioni di guerra….sono gli stessi che sono due anni e passa che dicono che stan vincendo ed ora a corto di uomini attaccano su suggerimento usa…
    Resta sempre il fatto che hamas o non hamas i signori Stellati hanno eliminato massacrato 10.000 palestinesi che come dice il theguardian 70& civili…

  3. Palestina Libera e Sovrana se ebrei buddisti atei pagani e cristiani voglino viverci lo facciano rispettando la Nazione Palestinese Araba Islamica … come è sempre stato fino al 1920

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