"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele segue con preoccupazione l’evolversi della situazione in Siria

Mosca avverte: siamo pronti ad annientare le forze pro USA  dell’SDF (curdi-arabi) se tentano di fermare l’avanzata dell’Esercito siriano. Le forze siane ed Hezbollah hanno guadato il fiume Eufrate ed hanno preso il controllo della foce ad est del fiume.

La situazione strategica di Israle è peggiorata di molto dall’inizio di quest’anno, da quando gli USA si sono dovuti ritirare dalla Siria sotto la minaccia russa, con il permettere che si trasferissero in Siria forze addestrate dall’Iran quali Hezbollah e  unità Popolari Irachene (PMU).


Grande preoccupazione in Israle per l’evoluzione della situazione in Siria. La vittoria delle forze dell’Esercito Siriano e dei suoi alleati Hezbollah a Deir Ezzor viene analizzata dagli esperti militari israeliani come una diretta minaccia per Tel Aviv. Le autorità militari israleane hanno constatato la debolezza delle posizioni delle formazioni SDF (curdi arabi) appoggiate dagli USA che hanno ceduto il passo davanti alla rapida avanzata delle forze siriane che hanno facilmente attraversato il fiume Eufrate e si sono attestate sulle foce orientale del fiume conquistando posizioni prima occupate dall’ISIS .
Quello che più fa paura ad Israele è il fatto che migliaia di combattenti sciiti delle Unità di Mobilitazione Popolare dell’Iraq (PMU) si sono uniti alle forze siriane assumendo il controllo di una vasta area fra Siria ed Iraq per circa 230 Km. , da Abu Kamal alla zona nord di Al Tanf nel triángolo sud della -frontiera Siria-Iraq -Gordania. Le formazioni sciite (e cristiane) di Hezbollah e delle PMU sono sotto i comando del generale iraniano Soleimani, un generale considerato un abile stratega che ha dato prova delle sue capacità nel corso del conflitto aggirando e mettendo fuori gioco  lo schieramento delle formazioni pro USA e GB nella zona sud della Siria, vicino al confine giordano.
Le forze sotto comando siriano ed iraniano sono a pochi kilometri della frontiera con Israele e questa viene giudicata una situazione di grave pericolo dalle autorità di Tel Aviv che non immaginavano di trovarsi in tale nuovo contesto.
Il sostegno dato dal Governo israeliano ai gruppi terroristi in Siria per rovesciare il Presidente Bashar al Assad si ritorce adesso contro Israele con la sconfitta di questi gruppi e per l’intervento di Russia ed Iran nel conflitto.
I campanelli di allarme stanno suonando a Tel Aviv.

Lo scorso Sabato 16 settembre, la Russia ha bombardato le formazioni delle SDF appoggiate dagli USA  nella regione di Deir Ezzor, come per dare un avvertimento a non ostacolare l’avanzata delle forze siriane e loro alleati verso la zona est della regione.

Il Lunedì 18 il comando dei marines USA ha iniziato a sgomberare gli edifici della loro base militare a Zaqaf nell’est della Siria e lo stesso hanno preannunciato con la base installata nella frontiera giordana. Si erano stabiliti in quella zona nel deserto a cavallo della frontiera giordana , all’inizio del’anno per fare barriera ed ostacolare l’avanzata delle forze siriane ed Hezbollah verso quella frontiera. Il giorno seguente, dopo la ritirata dei marines, Hezbollah e le formazioni al seguito hanno preso il controllo della base di Zaqaf.

Forze siriane vicino Eufrate

Il mercoledì 19 settembre, le forze sciite di Unità Popolare (PMU ) sono entrate in Siria e si sono collegate con le forze siriane  e di Hezbollah.  Il PMU si trova sotto il comando diretto del generale iraniano Qassam Soleimani che comanda le operazioni militari in Siria ed in Iraq. Secondo le informazioni della intelligence israeliana, risulta che l’Iran ha fatto entrare in Sira circa 20.000 combattenti inquadrati nelle milizie sciite in appoggio all’Esercito siriano ed Hezbollah mentre dall’Iraq continuano ad arrivare migliaia di combattenti sciiti per sostenere il governo di Bashar al Assad e combattere contro l’ISIS ed i gruppi armati dagli USA ed Arabia Saudita.

Il giovedì 21 Settembre la crescente tensione tra Mosca e Washington sulla Siria è scoppiata all’improvviso con un deciso avvertimento trasmesso attraverso il canale di comunicazione: “la Russia ha informato ufficialmente gli USA che le forze russe colpiranno immediatamente le milizie pro USA e le stesse US Special Forces se queste attaccheranno l’Esercito siriano e le forze alleate (fra cui unità speciali russe) nella loro avanzata sulla provincia di Deir Ezzor. Le forze russe colpiranno con tutti i loro mezzi dall’aria e da terra queste formazioni in qualsiasi punto si trovino”.

Immediatamente dopo sono stati sparati missili Kalibr da un sottomarino russo nel Mediterraneo contro obiettivi dei gruppi terroristi.  Questo insieme di avvertimenti ed azioni indicano la determinazione russa ad appoggiare l’avanzata delle forze siriane-Hezbollah e PMU nella campagna per riprendere il controllo di tutto il territorio della Siria. Alle formazioni curde dell’SDF non viene consentito di intromettersi.

Gli analisti militari israeliani ritengono che una minaccia di questo tipo Israele non l’aveva mai affrontata dai tempi del conflitto del 1956 quando ci fu l’invasione del Sinai  a cui si opposero le cancellerie di USA e URSS congiuntamente dando l’alt ad Israele.

La presenza di truppe di Hebollah e di formazioni pro Iran in Siria a  pochi km. dal confine di Israele mette le autorità di Tel Aviv di fronte ad un fatto compiuto con la Russia che si frappone a qualsiasi ipotesi di ritiro delle forze iraniane dalla zona.

Forze siriane passana il fiume Eufrate sui ponti flottanti forniti dai russi

Il fallimento dei piani di USA ed Israele in Medio Oriente non potrebbe essere più evidente, nonostante i 2,5 miliardi di dollari spesi dalle Amministrazioni USA nell’armamento ed addestramento dei terroristi takfiri, il fronte dei terroristi si sta rapidamente sgretolando sotto i colpi dell’avanzata russo siriana-iraniana. Il piano B di Washington prevede l’utilizzo della carta dei curdi ma anche in questo caso sembra che l’Amministrazione USA ed i generali che dirigono le scelte strategiche militari nella regione abbiano fatto i conti senza l’oste. Il presidente turco Recepit Erdogan ha infatti annunciato l’entrata in campo dell’esercito turco (sembra in accordo con Teheran e Mosca) per prevenire la formazione di una entità curda ai suoi confini.

Fonti:  South Front   Al Amanar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

 

*

code

  1. Anonimo 4 settimane fa

    Si avvicina la resa dei conti. E´ridicolo che i sionisti pensino di farla
    franca, dopo che per quasi un secolo, hanno reso la vita impossibile
    ai paesi confinanti. Israele é stato il cancro della comunitá mondiale
    fin da quando é apparso nella storia. Il fatto che si avvicini inesorabilmente
    il suo annichilimento, é un evento giá scritto ed un sollievo per
    l´intero pianeta, purché si faccia tabula rasa anche di tutti i sionisti
    sparsi per il mondo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Anonimo 4 settimane fa

      Verita’ assoluta

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. mardunolbo 4 settimane fa

      Sarebbe bello, ipoteticamente,eliminare il cancro israeliano, ma il problema sta nel diffondersi dei sionisti nel mondo come al tempo della “diaspora” sotto Roma !
      Da tener presente inoltre che in Israele vivono ebrei che sostengono fortemente boicottaggio dei prodotti israeliani poiche’ grondanti del sangue di palestinesi.
      Per quanto riguarda la “base dei Marines” in Siria, gioisco alquanto della loro evacuazione di fretta, poiche questi luridi servi del potere’ si sono stabiliti in un paese sovrano senza chiedere il permesso e solo per favorire i loro ratti di fogna mercenari dalle ore contate.
      Ben venga la loro evacuazione unita ad una forte evacuazione diarroica dalla fifa di essere intercettati !

      Rispondi Mi piace Non mi piace