Israele scopre le carte e rivela quale era il piano in Siria

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Alla fine la verità viene fuori inesorabilmente e questo vale anche per Israele e tutte le menzogne che sono state diffuse dalla propaganda USA occidentale sulla Siria.
Adesso che la sconfitta è cocente, Bashar al Assad è saldamente al potere a Damasco, con l’appoggio dei suoi alleati (Russia, I’Iran, Hezbollah), con i terroristi foraggiati da USA Israele e loro alleati (Arabia Saudita e Turchia) che sono ridotti a difendere l’ultimo bastione sul nord di Idlib, al confine con la Turchia, Israele rivela il suo piano.


Questo si deduce dalle rivelazioni dei media israeliani che ritornano a scrivere e proporre il vecchio piano di “balcanizzazione” della Siria come ancora possibile soluzione alla crisi siriana. Naturalmente loro parlano “perchè suocera intenda”, ovvero in modo che il presidente Biden prenda in mano la situazione e cerchi di riportare la Siria al vecchio progetto sionista americano.
La crisi siriana può finire solo con la divisione del Paese, come è accaduto con l’ex Jugoslavia dopo le guerre degli anni ’90, suggerisce un media israeliano.
” La soluzione deve essere la separazione: uno stato alawita nella Siria occidentale e uno stato sunnita a est, come il Kosovo (…) che si è separato dalla Serbia in circostanze simili “, ha scritto in un comunicato il quotidiano israeliano The Jerusalem Post , una voce ufficiale vicina al governo.

Il quotidiano proponeva di cedere parte del territorio siriano alla Turchia, un’altra parte a Russia e Stati Uniti, oltre a lasciare il resto, fino al 50% dell’attuale area, alla Siria.

Militari russi in Siria

Il sito web russo Avia.Pro , citando l’articolo, ha sottolineato questa domenica che la parte russa è poco interessata a una simile proposta da Israele, soprattutto perché la Russia non riconosce ancora il Golan siriano come territorio israeliano dopo la sua occupazione.

Il governo siriano, presieduto da Bashar al-Assad, ha già messo in guardia in diverse occasioni sui tentativi di generare una disintegrazione territoriale nel nord della Siria, ma i sionisti insistono. Questa per loro era la soluzione nell’interesse di Israele.

La Russia, come partner chiave della Siria, ha accusato varie volte gli Stati Uniti di violare l’integrità territoriale del Paese levantino e ha denunciato che Washington sta cercando di impadronirsi di vasti territori nella Siria orientale, dove le milizie curde operano con il suo sostegno.

Netanyahu sul Golan siriano occupato da Israele

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth , in un rapporto pubblicato il mese scorso, ha stimato che i militanti curdi, con l’aiuto di meno di 1.000 soldati statunitensi, controllano un quarto del territorio siriano, nel nord del paese.
Inoltre, ha affermato che l’inizio della crisi in Siria ha dato a Israele l’opportunità di rovesciare il presidente Al-Assad, tuttavia, il tentativo di questo regime non ha avuto successo.

L’occupazione USA saccheggia le risorse della Siria, il petrolio ed il grano e li porta all’estero. L’oro nero della Siria l’ha resta un luogo attraente sia per gli Stati Uniti che per il loro alleato israeliano, tra gli altri, in modo tale che il greggio potrebbe essere il fattore più importante all’inizio e al prolungamento della crisi in passato.
La delusione di Israele per l’esito della guerra in Siria spinge l’autorità sionista a cercare un rimedio in extremis, visto anche il rafforzamento dell’Iran e con questo dell’asse della resistenza, quello alleato della Siria che turba i sonni del sionisti a Tel Aviv.

I siriani non hanno dimenticato il sostegno fornito da Israele ai terroristi di Al Nusra, con le armi e munizioni fornite loro, le attrezzature logistiche e persino l’assistenza medica con il ricovero dei miliziani feriti nei loro ospedali. Tutto documentato e perfino apertamente riconosciuto da vari esponenti del governo israeliano. Non dimenticano le incursioni dell’aviazione israeliana contro gli obiettivi delle Esercito siriano per aiutare i terroristi nello sfuggire all’accerchiamento delle forze governative. Il popolo siriano aspetta il momento di presentare il conto allo stato sionista e questo momento sembra non essere poi così lontano.

Luciano Lago

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