Israele offre ad Hamas una tregua di 2 mesi

Iniziativa del governo Netanyahu per una tregua a Gaza. Spinto dalle forti pressioni della sua opinione pubblica, il governo di Tel Aviv ha tirato “fuori dal cilindro” la sua proposta.

Israele ha offerto, attraverso intermediari del Qatar e dell’Egitto, una cessazione temporanea delle ostilità contro Hamas per due mesi in cambio del rilascio graduale di 136 ostaggi nella Striscia di Gaza. Lo riporta il portale Axios.
La proposta non riesce a porre fine completamente alla guerra promossa da Hamas, ma rappresenta un passo avanti rispetto ai precedenti accordi israeliani.

La proposta prevede il rilascio di tutti gli ostaggi viventi e la restituzione dei corpi dei morti in più fasi. Nella prima fase verranno rilasciati donne, uomini di età superiore ai 60 anni e ostaggi in condizioni critiche. Segue il rilascio del personale militare femminile, degli uomini civili sotto i 60 anni, del personale militare maschile e la restituzione dei corpi delle persone uccise.

Prigionieri palestinesi nelle mani di Israele

Israele insiste per un accordo preventivo sul numero di prigionieri palestinesi che saranno rilasciati in cambio di ogni ostaggio israeliano in ciascuna categoria. Tuttavia, Israele ha dichiarato chiaramente che non porrà fine alla guerra né rilascerà tutti i 6.000 prigionieri palestinesi.

L’offerta è arrivata durante una visita nella regione dell’inviato speciale della Casa Bianca Brett McGurk, che stava incontrando le controparti egiziane e del Qatar per raggiungere un accordo sulla questione degli ostaggi, ha detto un funzionario americano.

Si attende la risposta di Hezbollah che al momento non sembra ancora pervenuta.

Fonte: Agenzie

Traduzione: Luciano Lago

7 commenti su “Israele offre ad Hamas una tregua di 2 mesi

  1. il demone che cova in tutti noi mi chiede se, dopo il massacro di 4260 persone nei campi profughi di Sabra e Shatila (16-18 set 1982), non sarebbe stato meglio che qualcuno avesse fatto ad Israele il servizietto “delenda Cartago” che Israele sta facendo adesso a Gaza. Dice, il demone, che potremmo avere un mondo più pacifico senza questi soldatini della finanza internazionale, assetati di potere e di sangue. E non esitano a fare proposte insultanti, l’isola di detenzione, un perioduccio di tregua per i loro soldatini stanchi.

  2. Da una rivista americana:
    “Gli Houti potrebbero aver dato scacco matto a Biden nella situazione di stallo del Mar Rosso”.
    Ha ha ha ha ha! Tu chiamali, se vuoi, godimenti.

  3. Gli ebrei hanno catturato molti civili a Gaza e in Cisgiordania, dove di fatto controllano circa i tre quarti del territorio, e saranno questi ad essere scambiati con i pochi ebrei nelle mani dei combattenti di Hamas e degli altri gruppi della resistenza … ma non tutti , credo, e se per cado li rilasciassero tutti, rastrellerebbero altri civili palestinesi innocenti, non armati, per tradurli in prigionia, perché sappiamo che la barbarie e l’istinto assassino degli ebrei non hanno limiti.

    L’offerta di tregua – forse sollecitata dagli ebrei al comando in usa, manovratori del cadavere ambulante biden – serve per cercare di “ripulire” un po’ l’immagine di genocidi che hanno gli ebrei nel mondo e può servire anche a netanyahu, che comunque riprenderebbe il massacro dopo la tregua, ma così allungherebbe – gettando fumo negl’occhi – anche la sua permanenza al potere.

    Non dimentichiamoci che dopo la fine, o il completamento, del genocidio e il completamente della distruzione di Gaza, gli altri ebrei, quelli dell’entità sionista e quelli che comandano in usa, hanno già deciso di usare netanyahu come “capro espiatorio”, addossando a lui tutti i crimini commessi dagli ebrei con il pieno appoggio usa …

    Cari saluti

    Cari saluti

  4. La situazione dell’entità sionista si fa sempre più precaria, pure il gabinetto Biden insiste, senza fare sul serio, per la soluzione dei due stati, però i sionisti, dopo aver dovuto sgombrare la Galilea ed aver visto Eilat, che normalmente ha circa 100000 abitanti, praticamente svuotarsi, non può permettersi di abbandonare pure la Cisgiordania, con il rischio che i 3 milioni di palestinesi che ci abitino vengano riarmati magari dall’Iran, e poi vengano pure raggiunti dai circa 2 milioni di connazionali che sono adesso accampati tra le inabitabili macerie di Gaza.
    Il regime di Tel Aviv potrebbe essere tentato di lanciare un’offensiva contro le milizie di Hezbollah, per poi magari cercare di arrivare alla pulizia etnica della Cisgiordania, ma non sembra avere la forza militare per farlo, nemmeno gli USA, che hanno un esercito ridotto a circa 400000 uomini, perlopiù gay, donne o amministrativi di colore, oppure il Regno Unito, le cui forze di terra sono scese sotto le 70000 unità, hanno le truppe necessarie per invadere il Libano.
    Gli altri paesi della NATO, con le enormi minoranze islamiche che li abitano, non si azzarderebbero mai.

  5. non credevo si potesse rendersi ridicoli fino a questo punto: vogliono due mesi di pausa per andare in licenza poverini….pazzesco, e questi sarebbero quelli che ci tengono in scacco attraverso l’invenzione del denaro?

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