Israele nel panico: l’accordo strategico tra Russia e Iran è pronto

Russia e Iran sono sul punto di firmare un accordo strategico. Si tratta di un accordo globale che copre diversi ambiti di collaborazione a lungo termine, dalle tecnologie militari alla sfera economica. È probabile che questo accordo cambi radicalmente la mappa geopolitica del Vicino e Medio Oriente e crei seri problemi agli Stati Uniti e al suo satellite israeliano.1

Un accordo di partenariato strategico globale tra la Russia e la Repubblica islamica dell’Iran sta per essere firmato ”.

Era il gennaio 2023, durante un incontro tra Vladimir Putin e il presidente iraniano Ebrahim Raïssi2 , che i due Paesi hanno avviato i lavori per la stesura di un accordo strategico comune.

Come possiamo vedere, questo accordo è in lavorazione già da più di un anno.

La cosa più importante non è la sua firma o la durata delle discussioni al riguardo, ma il fatto che la parte iraniana controlli attentamente ogni punto e proponga regolarmente alcune modifiche. Come vediamo, grande attenzione è posta alla scrittura del suo contenuto.

L’accordo viene preparato attentamente prima della firma. In effetti, la Russia è diventata l’unico partner centrale dell’Iran.

In effetti, la Persia non conosce un partner così importante come la Russia.

Nel 2021 Teheran e Pechino hanno firmato un accordo. Non si trattava di un trattato globale ma di un semplice accordo che copriva vari punti. In diplomazia, la differenza tra questi due tipi di trattato è importante. Le relazioni tra Pechino e Teheran sono buone e amichevoli, ma non sono relazioni tra alleati.

Questo accordo prevedeva qualcosa come 15 punti principali, 15 direttive necessarie per lo sviluppo della cooperazione tra i due Paesi, soprattutto in campo economico e commerciale.

La situazione è abbastanza diversa con la Russia.

L’accordo tra Russia e Iran non affronta solo questioni economiche, commerciali o di investimenti, che sono comunque punti importanti che le parti stanno studiando attentamente.

L’accordo copre anche la collaborazione in politica estera, geopolitica, organizzazione delle Nazioni Unite e cooperazione nelle tecnologie militari. Ciò è molto importante nel contesto della situazione prevalente nell’Europa orientale e nel Medio Oriente.

L’accordo dovrebbe essere firmato a breve e vorrei sottolineare un punto importante.

Oggi il mondo è in piena trasformazione, stiamo passando da un sistema globale di relazioni internazionali a un sistema di macroregioni.

In questo, l’Iran capisce che non ha altra scelta se non quella di legarsi ad una macroregione.


L’Iran ha due opzioni.

O ci si rivolge verso la macroregione cinese, che Pechino vorrebbe moltissimo, oppure verso la macroregione russa.

Per la parte cinese la situazione è chiara: la Persia non sarà mai altro che un possibile partner su piccola scala. La Cina funziona in modo diverso e ha le proprie opinioni sui partenariati. È sempre stato debole in termini di politica estera, debole in geopolitica. È il contrario nel campo della geoeconomia. Sappiamo che in ogni tempo, in tutti i secoli, la Cina rappresenta una civiltà chiusa in se stessa.

Nel campo della politica estera, le sue azioni non sembrano molto positive, sembra che lavori solo da una posizione di forza con i vassalli a lei subordinati.

In Russia la situazione è completamente diversa. La nostra storia nella politica internazionale è molto ricca, padroneggiamo bene questo aspetto politico, che stiamo sviluppando con un certo successo. Questa è una tradizione per la Russia.

Con l’Iran possiamo costruire rapidamente relazioni reciprocamente vantaggiose.

La Persia lo capisce ma anche la civiltà persiana è molto ricca, dal punto di vista storico o sociale. Se i persiani comprendono benissimo che devono essere legati a una macroregione, difficilmente riescono ad accettarlo dal profondo del cuore. Soprattutto, sono concentrati sulla costruzione della propria civiltà.

In questo contesto, l’Iran oggi vuole avere accesso a ulteriori risorse geoeconomiche e geopolitiche alle quali non ha accesso.

Attualmente, la situazione in Medio Oriente con gli Houthi nello Yemen, intorno alla Palestina, con Israele è in gran parte determinata proprio dal fatto che l’Iran cerca di beneficiare di queste risorse geoeconomiche e geopolitiche che non ha per poterlo fare, eventualmente per formare una propria macroregione.

La Persia non può essere altrimenti, l’Iran non può fare diversamente, deve restare onesto con se stesso dal punto di vista morale, rispettare la sua storia, rispettare il suo popolo. Fare una scelta anticipata che ha poche possibilità di successo non è usuale per la civiltà persiana.

Resta il fatto che l’Iran ha scelto di spostarsi verso la macroregione russa.

In realtà, l’integrazione tra i due Paesi è in evoluzione dal 2018, 2019. Nel 2023, questo processo sarà ulteriormente rafforzato.

Corridoio trasporto Russia Iran

Assistiamo così allo sviluppo (tra Russia e Iran – ndr) di ottimi rapporti sul piano della politica internazionale. La partnership non sta evolvendo così velocemente in termini economici e commerciali, anche se importanti progetti sono già in fase di realizzazione.

  • vedi le città lungo il percorso del canale (arancione sulla mappa) che evita il Mar Mediterraneo e il Canale di Suez e collega la Russia all’Oceano Indiano (da nord a sud: San Pietroburgo, Mosca, Astrakhan, Makhachkala, Baku (Azerbaigian), Teheran ( Iran), Bandar Abbas, Mumbai (India))

È il caso del corridoio internazionale di trasporto “Nord-Sud”, che rappresenta senza dubbio l’esempio più suggestivo di partenariato in ambito economico. Non c’è dubbio che l’Iran, prima o poi, si unirà alla nascente macroregione russa.

Ovviamente dovrà poi entrare anche nell’Unione economica eurasiatica (EAEU), nell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (CSTO) (parallelamente ai BRICS che si stanno sviluppando rapidamente e solidamente – ndr). Questo accadrà presto, il processo è in corso, direi addirittura che sta avvenendo a un ritmo relativamente sostenuto, progressivo e per fasi.

In conclusione, le cose si stanno evolvendo positivamente in questa direzione.

Nikita Komarov

Fonte: Tsargrad

traduzione Bertrand Hédouin

  1. Questo accordo potrebbe mettere definitivamente in discussione l’evoluzione del favoloso progetto del Grande Israele, nel quadro del quale oggi, attraverso un’assurda opera di marketing, dobbiamo creare l’intesa religiosa abramitica che lega alcuni cristiani, alcuni ebrei e alcuni musulmani attorno alla parola d’ordine del monoteismo. religioni che sarebbero le uniche a poter decidere per il mondo. Ciò si adatta perfettamente alla creazione e alla promozione di una religione moralistica pseudo-globale sostenuta da uno stato mondiale. La favola di Abramo è stata promossa nel 2017 in Medio Oriente da Donald Trump accompagnato dal genero Jared Kushner. L’immagine di Moshe sul Sinai non basta più per far accettare nel mondo il racconto dei popoli eletti e la centralità della civiltà euroamericana.
    2)Il 5 gennaio 2023 V. Putin riceve E. Raïssi al Cremlino.

10 commenti su “Israele nel panico: l’accordo strategico tra Russia e Iran è pronto

  1. Il destino di un Popolo è legato ai propri capi. Se i capi sono intelligenti e probi non può che crescere, prosperare e durare.
    Viceversa, se i capi sono scadenti, negativi, tonti e ladri, il popolo va in rovina e in prostrazione, e finisce tutto, in tempi brevi. Un Paese sano deve avere una vera élite onesta e seria, per evolversi. Le “élite” dell’occidente, arroganti, non sono all’altezza dei propri popoli, sono proprio inferiori e negative; sono estemporanee, improvvisano a ripetizione, senza criteri scientifici, dato che sono ignoranti.
    La Russia e l’Iran hanno la positività dalla loro parte, l’ovest blasfemo è in rovina. c.v.d.

  2. L’Iran, che non si chiama Persia e non vuole essere chiamato così, è comunque il (lontano) erede dell’impero persiano e questo orgoglio si fa sentire, nella politica estera e nelle alleanze soprattutto, nel senso che l’Iran non accetterà di essere subordinato ad altra potenza, neppure se fosse la Federazione Russa, con la quale ha buoni rapporti consolidati.

    Durante la guerra per salvare la Siria martire attaccata dall’esterno con il terrorismo, gli aerei russi sorvolavano lo spazio aereo iraniano, scortati da jet militari iraniani, per andare a bombardare i tagliagole in Siria, ma in una occasione sorvolarono lo spazio aereo dell’Iran senza avvertire le autorità della Repubblica Islamica e per questo motivo gli iraniani protestarono con la Federazione Russa, che pur era un loro alleato sempre più importante … Dopo di che, non ci furono più sorvoli di aerei militari russi senza avvertire per tempo gli iraniani e questo “aneddoto” dice molto, rivela che l’Iran vuole alleati fidati – soprattutto i russi – ma non padroni, esattamente l’opposto dell’Italia, per come è ridotta oggi.

    Cari saluti

  3. Per questo chi pensava che gl’ iraniani non hanno alleati si sbagliano. Già da un anno hanno firmato l’ accordo di cooperazione a tutto campo. Cio’ non vuole dire che vedremo truppe russe a sostegno di Teheran, ma verranno aiutati con armi, uranio, soldi e knowhow militare. Ecco perché i bastardi sionisti cercano di provocare uno scontro diretto, cercando pateticamente una soluzione finale per il medio oriente. Forse bruciando tutti gl’ arabi del medioriente nel loro meschino cervello guazzo.

  4. Non facciamoci illusioni. Se l’Iran dovesse essere attaccato la Russia non farà un’emerita cippa.
    Putin,per quanto sia forte, non farà mai nulla contro Israele. Infatti gli vuole cosi bene che gli permette di bombardare la Siria ogni volta che vuole e senza tanti cippi di permessi. Anzi,è lui,Putin che si mette agli ordini di certi signori oligarchi con due o piu’ passaporti etc. che prima di sentirsi russi sono israeliani. Ma non l’avete ancora capito? Abbiate pazienza non nascondiamo certe cose che sono fin troppe evidenti,
    Altrimenti la partita in Ucraina l’avrebbe chiusa al massimo,ma proprio massimo,in due settimane. Quindi…

    1. Ciao Ubaldo, su alcune parti del tuo ragionamento concordo. Partiamo però dal fatto che l’ Ucraina, come Israele, non è certo sola. Già prima dell’ arrivo delle truppe Waimeriane a Kiev in questi giorni, oltre 10 mila mercenari e truppe d’ elite straniere combattono in Ucraina dal 2022. Con tutte le migliori armi che l’ intero occidente ha potuto utilizzare. Il campo di battaglia è uno dei più vasti ed impegnativi della storia recente e passata. Impensabile vincere in poche settimane, ci hanno provato nei primi mesi del 2022 ma i russi hanno fallito. Sono dunque passati, giustamente, ad una strategia diametralmente opposta. Avanzamenti lenti ma consolidati e definitivi. Detto questo con la pressione di un tale enorme conflitto la Russia non può permettersi d’ aprire un altro scenario operativo in Siria. Farebbe un errore come quello americano. Gl’ iraniani dovranno farvi fronte da soli, e lo faranno appena pronti. Saluti

  5. Intanto, per chi pensa che a Gaza gl’ israeliti hanno sconfitto ed estirpato Hamas, le brigate hizzedin al aqsa il 6 aprile a Khan Yuonis hanno attaccato una pattuglia israeliana. Uccidendo un sottufficiale e tre soldati, danneggiando inoltre due Merkava e ferendo altri sionisti giunti in soccorso. Tutto documentato su video, fonte southfront di oggi. Ancora non hanno vinto un bel niente, e senza soluzione finale perderanno!

    1. Ma davvero ci credi? Che Israele possa essere sconfitto da quattro straccioni male armati, x me vedi film alla radio.
      Anch’io sarei contento che accadesse, ma purtroppo la realtà è un altra è inutile illudersi.

      1. Ciao Sarabanda, a prescindere da cio’ che credo io parlano i fatti. Hanno sterminato 34 Mila circa civili inermi, di cui oltre 10 mila bambini. Quelli recuperati, quindi sono di più. Ed Hamas attacca ancora. Non hanno raggiunto l’ obbiettivo vero, né hanno liberato gl’ ostaggi, più sconfitti moralmente di così! Militarmente ancora non del tutto, ma lo saranno presto. Saluti

  6. Hai! Hai! Che male!
    Un accordo tra due paesi
    mastodontici che devono levarsi un sassolino nella scarpa ognuno. E quei sassolini sono 1) l’attacco al Crocus 2) l’attacco missilistico contro la missione diplomatica Iraniana che gode di immunità, sul territorio di un Paese terzo.
    Peccato (per
    NATO e Usa) che
    Iran e Russia sono anche
    i paesi con la maggior potenza di fuoco del pianeta.

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