"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele ha effettivamente colonizzato gli Stati Uniti?

Normalmente pensiamo ai colonizzatori come a grandi paesi, e ai colonizzati come nazioni più piccole e più deboli. Ma non è sempre così. La colonizzazione non necessita dell’occupazione. Serve semplicemente l’assoggettamento del colonizzato. Con ambizione, informazioni e pianificazioni migliori, e la giusta mentalità, nazioni più piccole possono (e in passato hanno potuto) colonizzare e dominare paesi più grandi e sulla carta più potenti.

L’India è stata colonizzata con successo dalla piccola Gran Bretagna nel diciottesimo secolo. Il veicolo per la colonizzazione fu la Compagnia delle Indie Orientali. Fu solo a seguito dei moti indiani che la Gran Bretagna agì direttamente e mandò truppe per instaurare l’impero anglo indiano. Nei due secoli seguenti l’India è stata svuotata della propria ricchezza, la sua economia fu ristrutturata per sostenere le necessità e le ambizioni globali dell’Inghilterra, e il sui popolo militarizzato per combattere e morire agli ordini della corona britannica. I leader indiani che vollero prendere parte a quest’avventura restarono al potere; quelli che non condividevano questi piani vennero distrutti o emarginati.

In modo simile, Israele oggi sta seguendo la stessa procedura per colonizzare gli Stati Uniti, un’azione che è cruciale ai fini della sua proiezione globale e dell’espressione della propria potenza. I passi che Israele sta compiendo sono visibili a tutti (come lo erano i progetti britannici riguardo all’India) e tuttavia è estremamente difficile unire tutti i puntini nel momento in cui questa conquista è in corso. O riuscire a farci qualcosa.

Colonizzazione non vuol dire controllo totale di tutto

Vuol dire controllo totale di ciò che conta. I Britannici erano interessati alla ricchezza dell’India, e ad un esercito permanente di Indiani disposti a morire per le proprie guerre. Non potevano essere meno interessati ai piccoli affari di politica interna che non incidevano direttamente o indirettamente sulla loro missione. Una strategia molto efficace di “divide et impera” metteva gli Indiani gli uni contro gli altri, e scoraggiava qualunque genere di risposta coordinata, o di sedizione. I Britannici fecero leva sul loro “vantaggio esterno” per raccogliere dati obiettivi con cui calcolare e coordinare quali principi indiani sostenere in battaglia, e quali farsi alleati.

Come i pezzi di una scacchiera, i leader indiani si esaurirono in battaglie interne, e vennero sopraffatti per cercare la copertura fornita dagli Inglesi. Piccole leve possono cambiare i risultati (come la lobby israeliana AIPAC [American Israel Public Affairs Committee, Comitato degli Affari Pubblici Israelo-Americano, in italiano] ha dimostrato, nel suo percorso di controllo del Congresso e della politica locale/regionale statunitense), e negli anni gli Inglesi furono in grado di controllare l’India e di allinearla alla corona britannica. Meno di diecimila Britannici controllavano l’India coloniale, che a quel tempo aveva una popolazione di trecento milioni di persone.

È istruttivo notare come, sebbene ci fosse un numero relativamente piccolo di Inglesi bianchi, venne sviluppata una classe di “brown sahib” locali [dirigenti indiani, in inglese] per l’efficace realizzazione dei piani. Questa classe di élite venne educata alla maniera inglese, e premiata con denaro e con un’elevata posizione sociale. La Gran Bretagna era un paese troppo piccolo perché potesse essere preso di per sé in considerazione, ma facendo leva sull’India, gli Inglesi potevano perseguire le proprie ambizioni globali. L’India era il “Gioiello nella Corona (britannica)”.

Oggi, Israele ha l’effettivo controllo della politica USA in Medio Oriente, e non solo. È stato già scritto molto circa il controllo sul Congresso da parte di Israele, che si avvia ora al controllo dell’Esecutivo statunitense, in cui due candidati sono entrambi sostenuti da miliardari, il cui primo punto del programma è Israele (Saban e Adelson). La Corte Suprema sarà per un terzo ebraica, e i giudici hanno legami con la comunità e con le famiglie. Come Israele ha già dimostrato con il successo avuto nell’intimidazione nei confronti del Giudice Goldstone [in italiano], i giuristi sono umani e ciascuno ha il suo prezzo.

Della “forza di occupazione” israeliana negli USA fanno parte da gran tempo l’AIPAC, ma anche una densa rete di organizzazioni comunitarie a livello locale e statale. Tramite le relazioni sviluppate negli anni grazie ai fondi illimitati a propria disposizione, la “Lobby Israeliana” assicura che i voti vadano nella giusta direzione, e che gli avversari vengano schiacciati quando Israele richiede unità. Nel 2003, all’inizio della guerra contro l’Iraq di George Bush, questa forza d’occupazione si è moltiplicata grazie all’inclusione dei Cristiani Sionisti.

Le critiche alla Lobby Israeliana sono marginalizzate con tutti i mezzi possibili, compresa l’accusa di antisemitismo. La Lobby è stata efficace nell’assicurare massicci aiuti ad Israele, nonostante il suo PIL pro capite superi quello di svariate nazioni europee. Addetti ai lavori israeliani hanno infiltrato il governo USA, e la politica americana è che “non ci sia luce” tra i due paesi, cosicché quando si parla di Israele non c’è alcun dibattito. Le priorità di Israele sono in cima ai programmi statunitensi. Ci sono ovviamente esempi in cui ciò non avviene (come con l’Iran) ma la direzione punta verso una stretta del cappio coloniale negli anni a venire.

I media contano: stabilire credenze e narrazioni

Il colonizzatore deve essere un “Oggetto Sacro” al di sopra delle critiche e di riesami obiettivi, chi lo critica è pericoloso e dev’essere distrutto o emarginato. Nessun Inglese in India parlava della madrepatria e delle sue azioni in toni che non fossero reverenti, perfino quando, al tempo dell’impero anglo indiano, l’Inghilterra era in subbuglio. In Inghilterra c’erano stampa libera e pubblico dibattito; ma questo non era permesso in India, per ciò che riguardava la Gran Bretagna. La sola posizione accettabile era quella della reverenza.

Oggi Israele ha libera stampa, ed è facile leggere traduzioni di articoli in ebraico. I commentatori israeliani paragonano Netanyahu a Hitler, Israele è definito uno stato razzista e di apartheid sulla base di prove, e l’estrema violenza e i continui abusi contro i Palestinesi sono ben documentati. Ma questi argomenti sono proibiti in USA. Nessun giornale vi darebbe spazio, né sono argomenti di conversazione socialmente accettabili. Chi trasgredisce viene definito antisemita, che sia ebreo o no.

Negli USA di oggi, i boicottaggi sono considerati come una forma non violenta di libera espressione. I cittadini hanno il diritto di boicottare tutto ciò che vogliono senza rischiare alcuna penalizzazione. L’unica eccezione è Israele.

Eccezionalismo

Le conquiste britanniche avvenivano “in nome di Dio e della nazione”, e pertanto erano giustificate. I britannici erano superiori, i nativi inferiori. Questa mentalità generava la giustificazione morale per il caos che i Britannici hanno creato quando hanno colonizzato l’Asia e il Medio Oriente. A quei tempi, gli uomini non erano nati tutti uguali, e c’è voluta la Costituzione degli Stati Uniti per istituzionalizzare questo fatto evidente.

Israele sta tentando di tornare a quei giorni, agendo come se le vite degli Arabi fossero inferiori, e (nel periodo più recente) promuovendo l’islamofobia per servirla alla propria ala cristiano-sionista. Nel 2003, l’ultra sionista Bernard Lewis, si propose come “esperto di Arabi” suggerendo al presidente Bush che la sola lingua che gli Arabi comprendevano fosse la forza. Ciò contribuì a giustificare l’attacco all’Iraq, come parte di un piano neocon per la “distruzione creativa” degli stati arabi vicini di Israele, per consentirgli il dominio sull’area. Ai nazisti a Norimberga venne dimostrato più rispetto che a Saddam e alla leadership baathista: il disprezzo nei confronti degli Arabi era palese.

Oggi gli ebrei israeliani stanno impunemente distruggendo la società palestinese e cancellando la sua cultura. Vengono distrutte chiese e moschee, anche se Israele preferirebbe che l’attenzione venisse concentrata solo sulle moschee, per alimentare una guerra di religione tra l’Islam da una parte e i cristiani e gli ebrei dall’altra.

Mentre la stampa israeliana riporta e consente il dibattito sulle malefatte della propria parte, agli Americani è proibito dibattere pubblicamente e criticare i comportamenti israeliani.

Tre Esempi Recenti:

1/ Durante un dibattito al Congresso sull’accordo che il presidente Obama aveva negoziato con l’Iran, il Senatore Chuck Schumer ha dichiarato che avrebbe votato “contro” … non a causa di qualche analisi indipendente, ma perché questo era ciò che Netanyahu voleva. In altre parole, ha affermato pubblicamente che avrebbe seguito le indicazioni del Primo Ministro israeliano piuttosto che quelle del suo presidente. Perché, come ha detto, lui era “un guardiano di Israele”.

Un senatore statunitense dichiara fedeltà ad un paese straniero, e nessuno gli chiede di dimettersi!

2/ Il Primo Ministro israeliano fa un discorso al Parlamento degli Stati Uniti contro l’accordo sul nucleare iraniano. Quando l’accordo viene concluso, Israele richiede ulteriori aiuti USA! Si può scegliere tra le varie definizioni di “ricatto” per vedere quale si adatti meglio.

Il presidente degli Stati Uniti è impotente quando ha a che fare con Israele. La cosiddetta “lobby pro Israele” funziona effettivamente come un suo agente. La lobby di Israele gioca lo stesso ruolo che aveva la Compagnia delle Indie Orientali nella colonizzazione britannica dell’India.

3/ La Lobby Israeliana interferisce massicciamente nella politica estera americana nella regione. I suoi spin doctor [in italiano] usano i media “mainstream”, come il New York Times, per propagandare le ragioni di Israele (i loro capi ufficio sono tipicamente ebrei e residenti in Israele). La guerra in Iraq è costata mille miliardi di dollari e migliaia di vite americane, ha creato l’ISIS ed è stata promossa dalla Lobby. Israele si avvantaggia della distrazione.

La colonizzazione degli USA da parte di Israele sta diventando sempre più esplicita. Ora sembra “normale” che ci sia un doppio standard: uno per Israele, un altro per il resto del mondo. Il movimento boycott-Israel ne è un esempio: puoi boicottare tutti e tutto, ma non Israele. Questo è il vero potere e il volto della colonizzazione.

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Articolo di Badruddin Khan

Fonte:  Counterpunch

Traduzione in italiano a cura di Mario B. per SakerItalia.it

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  1. Umberto 12 mesi fa

    Israele geografico è un avamposto. Israele esecutore materiale sono gli Stati Uniti. Israele “menti raffinatissime” sono nella nebbia londinese, con l’ “oppio” della chiesa romana e i suoi tentacoli al suo servizio.
    In linea di massima.

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  2. Mardunolbo 12 mesi fa

    eccezionale articolo che pone paragone calzante tra l’Inghilterra e l’India di allora. Ora gli Usa sono la colonia ebraica.Aggiungo che Ariel Sharon, disse apertamente al suo segretario che titubava sulla risposta degli Usa ad una richiesta d’Israele:”ma non sai che siamo noi a tenere gli americani per le p…e !”.Beh, allora era già molto, ma ora ancor di più…Anni fa uno studente americano, ebreo, volle indagare sulla conoscenza popolare degli americani sulla capacità ebraica di controllare i mezzi di comunicazione. Fece tutto come indagine chiedendo se si sapesse che Hollywood è tutta in mano ebraica, così come la maggior parte dei giornali e riviste. Non solo il popolo americano nulla sapeva, ma non vollero nemmeno credere all’intervistatore quando mostrava la realtà! A questo è arrivato il popolo americano, frutto di una mancanza di cultura di base condita con un grande orgoglio nazionale:ignoranza condita con orgoglio di essere al di sopra di tutti. Cosa produce? Cecità e stupidità !

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    1. Anna 12 mesi fa

      Hai centrato il punto! Il popolo americano è fortemente ignorante (pensiamo alla massa), senza alcun genere di cultura generale. Quelli che riescono in qualcosa è perché si specializzano in una determinata materia, ma fuori dalla quale c’è l’abisso più assoluto! Quei pochi che si salvano saranno meno dell’1% della popolazione.
      Ricordo esperienze personali che ebbi diversi anni fa, quando decisi di provare un’esperienza “americana” a Manhattan… Ne rimasi talmente inorridita che capii subito che quello era un paese dove non avrei mai e poi mai potuto vivere!! (Ed ero a Manhattan non in Minnesota!!) La gente americana non sa niente! Non conosce niente! Sono noiosi fino al mal di stomaco! Ne parlai con delle signore di una certa età al MET, mi spiegarono che il livello di istruzione nelle scuole americane era il più scadente tra i paesi del primo mondo e che se si agognava ad una formazione decente servivano decine e decine di migliaia di dollari. E questo è il primo punto. Il secondo è che anche da adulti esistono molti argomenti tabù di cui non si parla, di politica in particolare. Quindi sfido io a riuscire a capire qualcosa di quel che succede nel mondo, se a scuola non ti insegnano niente, tra le persone non si parla di argomenti rilevanti, e i media mentono spudoratamente o tengono all’oscuro la gente.
      Ci lamentiamo tanto degli italiani (tanto li definiscono “italioti”), per carità non brillano certo per acume (a livello di massa), ma gli americani stanno messi peggio anni luce!!!
      Io che “li ho vissuti” francamente li compatisco…

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  3. Manente 12 mesi fa

    Non solo l’America, anche l’Italia dopo il “provvidenziale” assassinio di Moro e la distruzione “manu militari” della prima repubblica, è stata colonizzata da Israello che ha l’effettivo controllo della politica, dell’economia ed anche della pseudo-cultura mondialista italiana. Napolitano, Monti e Renzie, sono solo la punta dell’iceberg di una pletora di personaggi, in massima parte pidioti, che ubbidiscono agli interessi di Israello, non a quelli dell’Italia, in una realtà dove perfino la Chiesa di Bergoglio è stata piegata alle logiche di potere delle lobby sioniste. I risultati di tutto questo sono sotto gli occhi di tutti, una crisi senza fine che sta portando in nostro Paese al collasso economico, culturale e morale. Reagire ad una tale rovina è la priorità assoluta per tutti.

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    1. Mardunolbo 12 mesi fa

      Israello comanda anche in Italia, come in altre nazioni europee (vedi Germania o Francia)per interposte persone, suscettibilissime se solo velatamente si parla di sionismo.Del resto la ADL (anti defamation legue) ha sede ovunque ed ovunque allunga occhi arcigni per scoprire “malelingue” secondo la loro visione.Il B’nai-B’rith presenzia pure in Vaticano da decenni, da quando l’egregio” Roncaglio ha voluto rivoluzionare la chiesa (nonostante i pareri avversi di centinaia di papi, dato che la Chiesa Cattolica non è altro che la custode della Parola,non l’interprete adattata alla temporaneità momentanea del mondo).Non solo ma i “papi” da Roncalli in poi non hanno fatto altro che omaggiare in vario modo tale massoneria razzista (spero si sappia che il B’Rnai-B’rith è esclusivamente riservata alla razza ebraica…)accogliendone rappresentanti con tanto di sorrisi e scambio di regali! Dunque la Chiesa cattolica ora è controllata da forze estranee al cristianesimo, anzi da sempre nemiche, con l’avallo di papi eletti da cardinali evidentemente ignoranti o massoni, quindi consapevoli di quanto fatto…
      Insomma una gran papocchio che prende chiesa e governi. Il popolo? Viene pian piano scattolicizzato, reso amorfo,ignorante e, quindi ateo per poterlo manovrare per “finalità” ideali volta per volta introdotte (anni fa il marxismo; ora aspettiamo qualcos’altro oltre chè aborto, omosessualismo, omicidio istigato[eutanasia] e tutte le altre “belle” invenzioni contronatura). Al Male non c’è fine, il pozzo è infinito nelle sue aberrazioni e quando un uomo o gruppi di uomini si votano a Satana per ottenere potere, tutto l’anti-umano diventa possibile!

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      1. Umberto 12 mesi fa

        Esatto.

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      2. the Roman 12 mesi fa

        Mardunolbo, hai parlato chiaro e hai fatto centro.Cominciamo ad essere in tanti a vederci chiaro e questo e’ un bene,purtroppo molti come l’autore dell’articolo focalizzano la loro attenzione su temi storici azardando paragoni improponibili.Israele non e’ una nazione colonizzatrice,non e’ neppure una nazione nel senso stretto del termine,in quanto non e’ delimitabile entro confini geografici ma si estende dovunque esista un nucleo anche minimo di “eletti”. piu’ che una nazione e’ un egregora ,u n entita’ che acquisisce forza e potere dal perseguimento del comune obiettivo degli adepti al dominio . Come una setta gli “eletti ” fanno quadrato attorno ai loro simboli tra i quali c’e’ in primis il”sacro” israele.Essi non espletano nessuna missione colonizzatrice,perche’ al contrario degli inglesi o dei francesi ,spagnoli etc. ,e nauralmente dei romani,non costruiscono strutture od ordinamenti volti ad avanzare il livello di civilta’ dei popoli sottomessi ,ne impongono apertamente ña propria autorita’. La conquista delll’occidente da parte dell’ebraismo e’ avvenuta per infiltrazione e contaminazione, per sovversione e deformazione socioculturale, che negli ultimi anni si e’ resa opprimente con i detami del politicamente corretto. La chiave di volta di questa diabolica architettura e’ la falsa lettura degli avvenimenti storici e la mitizzazione dell olocausto ormai elevato al rango di religione. A difesa di questo tragico inganno vengono elette barriere giuridiche che portano a persecuzioni ed incarcerazioni. Ursula Havenback a 88 anni affronta la prigione per aver dubitato dei mitici 6 milioni di ebrei gassati nei lager,fatto storico definito inoppugnablie a rigor di leggi liberticide che impediscono qualsiasi indagine al riguardo. L’avvento dell’era informatica con l’accesso al pubblico di un illimitata fonte di informazioni ,rende la narrativa politicamente corretta particolarmente odiosa in quanto insulta l’intelligenza di chiunque osi rifiutare di uniformarsi al pensiero unico,scatenandogli contro tutta la canaglia mediatica e aizzando contro i dissidenti l’odio di coloro che ignorando o volendo ignorare la realta’.rifiutano ogni dibattito basato sulla logica e cedono all’emozione suscitata ad arte dai manipolatori. Naturalmente nessuno vuol vedere l’evidenza e tutti continuano a cercare erronei riferimenti storici ,attribuendo a coloro che in passato si opposero all’infiltrazione e alla distruzione delle civilta’ europee,colpe immaginarie basate su falsita’ storiche. La capacita’ di distorcere la percezione degli eventi da parte dell’elite ostile ebraica e’ tale che quasi nessuno e’ in grado di focalizzare la propria attenzione su quelli che sarebbero i giusti riferimenti storici. Prima di Libia ,Iraq,Jugoslavia , Siria ;Ucraina, etc., furono l’Italia e la Germania ad essere “liberate” ,affinche’ potesse proseguire indisturbata l’infiltrazione e il susseguente dominio degli “eletti”.Ora quello che rappresentava il nostro piu’ grande orgoglio come nazione ,rappresentato dall’antica grandezza di Roma, e’ ridotto a ridicola caratterizzazione turistica com e a testimoniare la totale servitu’ del nostro popolo el’adesione incondizionata a modelli castranti che servono solo a renderci adatti a ricevere le briciole del sistema mercantilistico mondiale nel quale le elites finanziarie mondialiste detengono le leve del potere.Detenendo de facto il monopolio del sistema monetario , e dell’informazione ,gli ebrei tengono in scacco i popoli dell’occidente e continuano a svolgere la loro opera di distruzione degli stessi mediante immigrazione e ingegnieria sociale ,gli stessi metodi applicati nella vecchia Urss. Questi “eletti” non sono poi cosi’ geniali come vogliono far credere. Il loro ruolo preominante non deriva da superiori capacita’ ,ma si basa sulla staordinaria volonta’ di persegure la propria supremaziae sulla complicita’. Omerta’ e poco altro.

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  4. andrea z. 12 mesi fa

    E’ un’ipotesi interessante, ma esistono anche altre teorie sul rapporto Israele-USA e sul ruolo della minoranza ebraica negli States.
    Secondo alcuni studiosi lo “Stato profondo” americano sarebbe ancora saldamente nelle mani delle grandi famiglie WASP, che hanno aperto le porte della ricchezza e del potere alla comunità ebraica a partire dalla fine degli anni ’60, quando gli USA, dopo aver per decenni ignorato Israele, che doveva la sua sopravvivenza all’aiuto francese, decisero di usarlo come Paese alleato nello scacchiere mediorientale, per il controllo delle risorse petrolifere.
    Chiaramente, quella decisione comportò anche l’apertura dell’establishment americano all’ascesa interna della comunità ebraica, che fino a quel momento, nella gerarchia sociale americana, era posizionata poco sopra gli afroamericani e al livello degli italiani.
    Fino al 1970 gli ebrei americani rappresentavano il 3% della popolazione e possedevano il 2,5% della ricchezza nazionale; nel 2006 erano arrivati al 7% della stessa.
    Secondo questi esperti di geopolitica l’ascesa della comunità ebraica sarebbe dovuta a ragioni puramente pratiche di potere e strettamente sorvegliata dalla classe dirigente calvinista protestante USA.
    E’ anche questa una teoria, difficilmente dimostrabile come quella dell’articolo, vista l’impossibilità di sondare i segreti della potenza americana; però l’esame della composizione dei funzionari e dei ministri degli esecutivi che si sono succeduti negli ultimi anni dimostra una stretta alleanza dei calvinisti e degli ebrei, dovuta forse all’importanza che entrambe le confessioni danno agli stessi passi dell’Antico Testamento, in particolare quelli che identificano la benevolenza divina con il successo terreno.

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