"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

ISRAELE, GEOPOLITICA DI UNA PICCOLA GRANDE POTENZA

di  Luciano Lago

Sono trascorsi esattamente cento anni dagli accordi di Balfour tra la Gran Bretagna (rappresentata da Arthur J. Balfour) e il barone Lionel Walter Rothschild, che acconsentirono alla creazione di uno stato ebraico in Palestina.
Israele come “focolare domestico” per il popolo ebraico fu creato sulla base del mito religioso di un ritorno del popolo ebraico alla “Terra Promessa”.

Un ritorno che è costato molto caro alla popolazione palestinese che risiedeva in quelle terre: espulsione, confisca dei territori, stato d’assedio e guerre.


Dalla creazione effettiva dello Stato di Israele sono passati circa 70 anni, le vicende storiche si sono intrecciate con il crollo dell’URSS, i tentativi di accordi di pace (sempre falliti) e la nascita di nuove potenze nella regione. Tuttavia Israele, di questi tempi, non è più soltanto il piccolo Stato incastonato nel contesto dell’area mediorientale e minacciato dai paesi arabi vicini, al contrario oggi è lo Stato sionista la potenza regionale maggiormente armata nella regione, quella che possiede l’arma atomica e che ha da tempo rotto i vecchi schemi e si trova in alleanza con l’Arabia Saudita e le altre ricche monarchie petrolifere del Medio Oriente.

Israele e le monarchie arabe sunnite/wahabite ( tutti paesi in stretta alleanza con gli USA) devono fronteggiare la rinascita dell’Iran, principale potenza sciita emergente posizionata fra Medio Oriente ed Asia.

Il ruolo provocatorio e geostrategico che il governo di Netanyahu ha svolto, nella guerra in Siria (con l’appoggio fornito ai gruppi terroristi di A- Nusra), costituisce una prova indiretta ed indiscussa dell’ influenza esercitata dalla piccola e super armata nazione nello scenario caotico del Medio Oriente.
I responsabili politici israeliani ritengono che l’Iran stia vincendo il suo tentativo di dominazione in Medio Oriente e si stanno mobilitando per contrastare il riallineamento regionale che minaccia di alterare gli equilibri preesistenti. La campagna militare e diplomatica di Israele è imperniata sulla Siria .

Israele ha colonizzato ed occupato i territori palestinesi e quelli della Cisgiordania, ha creato centinaia di insediamenti di coloni illegali sulle terre occupate, ha isolato la striscia di Gaza e creato un blocco totale da circa dieci anni che costringe quella popolazione alla pura sopravvivenza (un blocco condannato a più riprese dall’ONU ) sempre trincerandosi dietro il pretesto della propria sicurezza ma oggi questo non regge più.

Le speranze di pace sono ormai molto labili fra l’intransigenza di entrambe la parti (Governo di Tel Aviv e palestinesi ), la soluzione dei due Stati è sempre più lontana e le fazioni più radicali ed estremiste prevalgono dalle due parti, fra il movimento Hamas che non riconosce Israele e i gruppi sionisti che sognano la “grande Israele”.
La situazione è talmente critica che da varie fonti si fa il conto alla rovescia e si lanciano le previsioni per indovinare quando sarà la prossima guerra fra Israele, la Siria, l’Iran ed Hezbollah libanese.

Il quadro della regione si è fatto più complicato e, con l’intervento della Russia e l’Iran in Siria, il primato militare di Israele è minacciato e la ragione richiederebbe accordi di pace che nessuno, nè Israele nè gli altri, sono disposti a sottoscrivere. La voce passerà nuovamente alle armi e gli effetti potrebbero essere questa volta distruttivi.

 

Giacomo Gabellini presenterà  il suo libro su “ISRAELE, una piccola grande potenza”,  presso il Circolo “La Terra dei Padri di Modena” il giorno 11 Novembre alle 17,30.

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  1. Idea3online 1 settimana fa

    Non Israele, ma Gerusalemme è il Centro del Mondo.

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