Israele dichiara di essere pronta ad attaccare l’Iran

l ministro della Difesa israeliano ha affermato che le forze armate del paese sono pronte ad attaccare l’Iran se necessario, poiché le tensioni aumentano ulteriormente dopo che un attacco collegato all’Iran ad una petroliera israeliana ha ucciso due persone.
Giovedì, “Ynet News” ha chiesto al ministro della Difesa israeliano Benny Gantz se Israele fosse pronto ad attaccare l’Iran. Gantz ha risposto semplicemente con una parola: “Sì”.

Il ministro ha proseguito affermando che Tel Aviv considera importante mobilitare la comunità internazionale per contrastare l’influenza dell’Iran e la sua crescente assertività. “Non possiamo etichettare l’Iran come un problema unicamente israeliano e assolvere il resto del mondo da questo problema”.
Quando gli è stato chiesto, Gantz ha confermato che stava parlando di nazioni alleate che sostengono un’azione militare contro l’Iran. “Il mondo ha bisogno di trattare con l’Iran, la regione ha bisogno di trattare con l’Iran e anche Israele deve fare la sua parte in questa situazione”, ha detto.


Amir Ali Hajizadeh, comandante dell’aeronautica dell’IRGC, è dietro dozzine di attacchi terroristici nella regione usando UAV e missili”, ha detto Gantz durante un briefing al ministero degli Esteri.
Il ministro della Difesa ha anche affermato che all’Iran mancavano solo 10 settimane per avere abbastanza materiale fissile per produrre una bomba nucleare, nota anche come “tempo di fuga”.

Tel Aviv cerca di convocare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per l’attacco legato all’Iran che ha ucciso un britannico e un rumeno. Anche Gran Bretagna e Stati Uniti hanno dichiarato di ritenere che dietro l’attacco ci fosse l’Iran.

L’Iran ha negato ogni responsabilità e da parte sua ha ricirdato che l’Iran ha subito attacchi alle sue petroliere, circa 12 negli ultimi mesi, tutti riconducibili ai servizi israeliani, e nessuna delle potenze occidentali, ha alzato la voce per chiedere conto a Israele di rispettare la libertà di nvigazione.
Il comandante iraniano della ISGC, in relazione alle minacce di attacco, ha promesso di offrire una risposta “forte” a qualsiasi azione intrapresa contro l’Iran, dopo che il Regno Unito ha dichiarato che non avrebbe lasciato impunita la morte del marinaio britannico.

Petroliere nel Golfo Persico

Tuttavia vari analisti internazionali dicono che la possibiltà di un attacco non supererà la dichiarazione, a causa delle ripercussioni che questa potrebbe avere sull’economia e sulla sicurezza di Israele.

Gli analisti politici ritengono che il tentativo di ritenere la Repubblica islamica responsabile per aver preso di mira la nave israeliana dimostra piuttosto che l’entità occupante ha perso il coraggio di rispondere, cosa che avrebbe fatto se si fosse trattato di palestinesi o gruppi di miliziani.

In realtà quando lo stato sionista accusa l’Iran, significa che non vuole e non può rispondere, perché Israele non è riuscita neppure a fermare i missili da Gaza, quindi non si capisce come potrebbe coinvolgersi in una guerra con un paese importante e super armato come l’Iran.

Gli osservatori sottolineano che l’asse della resistenza sta aspettando con impazienza che gli Stati Uniti o “Israele” facciano un passo avventato in questo campo per rispondere in modo adeguato, spiegando che l’occupazione israeliana è troppo codarda per dare una risposta diretta a la Repubblica Islamica.

Gli analisti politici rispondono all’accusa fatta all’Iran di prendere di mira la nave israeliana, sottolineando che l’Iran ha la capacità, il coraggio e l’altissima efficienza di adottare qualsiasi azione intraprenda, e lo ha fatto quando (dopo l’omicidio del generale Soleimani) ha bombardato le basi americane, non quelle israeliane, e ha annunciato di aver colpito, è stata quella la prima volta che un paese, non una milizia o un’organizzazione, ha osato bombardare l’esercito americano.

Quindi Israele sa bene che la reazione dell’Iran sarebbe devastante per Israele

Fonti: RT.News Al Alam

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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