Israele colpisce il campo profughi di Gaza, uccidendo 400 persone

Un comunicato ufficiale israeliano conferma l’attacco al campo profughi di Jebaliya a Gaza, dove, secondo il ministero degli Interni palestinese, il numero dei morti e dei feriti ha superato le 400 persone, la metà dei quali erano bambini. Un portavoce dell’IDF (Forze di difesa israeliane) ha definito l’evento una “tragedia di guerra”.

Il tenente colonnello Richard Hecht, in una conversazione con la CNN, ha chiarito che l’attacco è stato effettuato con l’obiettivo di distruggere uno dei comandanti chiave del movimento radicale Hamas. Nei commenti alle domande sulla possibile morte di civili, Hecht ha sottolineato la complessità delle operazioni militari in tali aree:

“Questa zona è un campo di battaglia molto difficile. Potrebbero esserci infrastrutture, tunnel”, ha detto.

La situazione è motivo di profonda preoccupazione a livello internazionale, poiché l’attacco al campo profughi e il gran numero di vittime civili, soprattutto tra i bambini, sollevano interrogativi sulle regole della guerra e sui principi dell’umanità.

Anche il canale televisivo Al Hadath conferma un gran numero di vittime civili.

Fonte: avia.pro/news/

Traduzione: Mirko Vlobodic

4 commenti su “Israele colpisce il campo profughi di Gaza, uccidendo 400 persone

  1. Suvvia…Mi sembra ovvio che gli ebrei si ispirino ad un Dio satanico che li rende peggio delle bestie. Non si può conviverci!

  2. Su di un account Twitter filoiraniano è apparso un video di parlamentari sionisti della Knesset in lacrime dopo un incontro con una delegazione dell’esercito oppressore sionista, si vede che stanno cadendo anche figli di pezzi grossi del regime sionista.
    Il governo giordano ha ritirato l’ambasciatore dall’entità sionista, dopo tutti i morti arabi di Gaza non lo aveva ancora fatto.
    Speriamo che perlomeno questa guerra cambi la geografia politica del Medio Oriente facendo sparire le monarchie arabe, regimi corrotti creati o sostenuti dagli anglo-sion, ed attualmente tenuti in piedi, spiace dirlo, anche dalla Cina, la quale sta venendo meno alla sua natura di regime progressista fornendo aiuto economico e militare a monarchie assolute come i sauditi e gli Emirati.
    Il rafforzamento dello Yemen a guida zaydita, con l’annessione delle province saudite vicine di fede analoga, la trasformazione del Bahrain in una repubblica sciita, la nascita di uno stato sciita ricco di petrolio nella provincia saudita dello Hasa, la scomparsa del piccolo Qatar che galleggia letteralmente su di un’immenso giacimento di gas condiviso con l’Iran, porterebbe all’egemonia sciita in Medio Oriente e all’impossibilità per l’entità sionista di sopravvivere.

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