"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Israele ammette il piano di assassinare il leader di Hezbollah

Nasrallah è un bersaglio’ privilegiato nel prossimo conflitto fra Israele-Hezbollah, lo dice il portavoce dell’IDF (Esercito israleiano).
L’esercito israeliano sta attualmente conducendo una guerra psicologica e mediatica contro Hezbollah, aggiunge il portavoce.

Il leader di Hezbollah , Hassan Nasrallah, sarebbe un bersaglio per l’assassinio in qualsiasi guerra tra Israele e Hezbollah, ha detto oggi il portavoce principale dell’esercito israeliano.
Ronen Manelis ha anche affermato che l’ IDF sta conducendo una guerra psicologica e mediatica contro Hezbollah per contrastarne l’influenza.

Manelis ha fatto le sue osservazioni durante una tavola rotonda in una conferenza per giornalisti a Eilat, in risposta a una domanda di un altro relatore su come l’esercito ha gestito la guerra dei media contro i suoi nemici e come ha cercato di influenzare il nemico attraverso i media mainstream e i social media.

“Una delle cose di cui parliamo è la transizione dal consumo dei media tradizionali ai social media”, ha risposto Manelis. “Anche noi siamo attivi in ​​questo teatro, ed è un teatro operativo sotto ogni aspetto. Proprio nelle ultime settimane abbiamo preso molte azioni che hanno causato costernazione dall’altra parte.
“Non ci sarà una chiara immagine della vittoria nella descrizione della guerra , anche se è chiaro che Nasrallah è un bersaglio”, ha aggiunto.

Sebbene il Capo di Stato Maggiore Gadi Eisenkot abbia detto la stessa cosa nelle interviste ai media in passato, le osservazioni di Manelis potrebbero essere viste come una provocazione per Hezbollah alla luce delle attuali tensioni di Israele con la Siria e il Libano. Fonte: Haaretz.com

Hezbollah, reparti in parata

Washington Post: Hezbollah ha elevato il suo status di attore regionale

Secondo un articolo riportato dal “The Washington Post”, a firma dell’analista libanese Suzan Haidamous, Hezbollah, a seguito della sua vittoria su Daesh,  ha occupato le pagine della Stampa mondiale ed ha elevato il suo status in attore regionale.

A suo giudizio, mantre altri paesi arabi hanno incrementato le loro pressioni su Hezbollah per causa dei suoi legami con l’Iran, il movimento libanese consolida il suo status di potenza regionale ed espande il suo potenziale militare al di fuori delle frontiere del Libano.

L’analista rileva che il Movimento di Resistenza di dimostra all’altezza delle sue missioni. L’Arabia Saudita lo considera come il fattore più possente dell’Iran nella regione e la scorsa settimana ha tentato di minarne la stabilità utilizzando il caso Hariri ma ha fallito nel suo intento.

L’operazione saudita di indurre il premier libanese alle dimissioni era diretta a indebolire Hezbollah e provocare una crisi nel paese dei cedri.  Hezbollah non è caduto nel tranello, ha sostenuto Hariri assieme al presidente, il cristiano maronita Michel Aoun, tanto che il movimento si è dimostrato come la vera forza stabilizzatrice del paese.

La partecipazione al conflitto in Siria ha enormemente rafforzato Hezbollah che oggi ha guadagnato in popolarità e prestigio presso tutte le comunità libanesi, sia quella sciita che sunnita, cristiana e drusa,  e viene visto come una essenziale difesa contro le aggressioni saudite e dei gruppi terroristi takfiri pilotati da Rijad, quelli che già in passato avevano colpito il Libano.

Fonti:  The Washington Post   Al Mayadeen

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. MauriZIO 3 settimane fa

    assassinare il leader di Hezbollah crea il martire… proprio il modello venerabile, che aggrega e rende più forti (complimenti per l’idea = la zappa sui piedi) 🙂

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  2. Mardunolbo 3 settimane fa

    Quando si delineerà un complotto per assassinare el Bibi o qualche altro individuo israeliano, fomentatore di crimini , sarà un buon giorno e vedremo costoro aumentare la loro scorta di sicurezza.
    E’ ora di finirla con questa nazione che deliberatamente se ne fotte delle risoluzioni Onu e procede come fossero padroni del mondo !
    Spero proprio che l’Apocalisse intenda riferirsi ad Israele, come la “bestia che viene dal mare con sette corna di cui uno ferito e guarito”. Ma l’Apocalisse precisa che la bestia finirà e le nazioni del mondo che avranno fornicato con essa, rimarranno sgomente al vedere la sua rovina !
    Grazie a Dio !

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  3. Marco 3 settimane fa

    Han fatto un bell’affare gli israeliani a destabilizzare la Siria sostenendo l’isis. Si trovano un nemico ancor più forte di prima sull’uscio. Bravi. Complimenti.

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