"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Iraq, le forze di Baghdad prendono il controllo di Kirkuk: via bandiera curda

Le forze governative dell’Iraq hanno preso il controllo della città di Kirkuk sottraendolo ai curdi, in risposta al referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno che si era tenuto lo scorso 25 settembre.

Secondo quanto riferiscono alcuni residenti, un convoglio di veicoli blindati delle forze d’elite irachene anti terrorismo addestrate dagli Usa è intervenuto per prendere il controllo del quartier generale del governo provinciale nel centro di Kirkuk oggi pomeriggio, a meno di un giorno dalla decisione del governo di procedere a riprendere possesso della zona (la più ricca zona di giacimenti petroliferi del paese).

Una decina di blindati è arrivata all’edificio: è stata tirata giù la bandiera curda, mentre è stata lasciata sventolare soltanto quella irachena. Il premier dell’Iraq, Haidar al-Abadi, aveva ordinato di issare la bandiera irachena a Kirkuk e nelle altre zone contese rivendicate sia dal governo centrale che dai curdi nel loro referendum.
Baghdad ha definito l’avanzata priva di opposizione e ha invitato le forze di sicurezza curde, note come peshmerga, a collaborare nel mantenimento della pace. I peshmerga, dal canto loro, hanno detto che l’Iraq dovrà pagare “un prezzo alto” per avere “fatto guerra al popolo curdo”.

La zona di Kirkuk non è compresa nelle zone abitate tradizionalmente dai curdi e risulta che le milizie curde hanno obbligato con la forza a sloggiare buona parte dei residenti arabi.
Gli Stati Uniti hanno invitato alla calma entrambe le parti, provando a evitare un conflitto totale fra Baghdad e i curdi che aprirebbe un nuovo fronte nei 14 anni di guerra civile nell’Iraq e potrebbe potenzialmente trascinare potenze regionali come Turchia e Iran.

Forze irachene a Kirkuk

Israele, unico stato che si è pronunciato in modo favorevole alla secessione del Kurdistan, sta fornendo aiuti militari ai curdi per facilitare la creazione di una enclave indipendente dal Governo centrale.

Nel frattempo la Turchia ha comunicato la chiusura del suo spazio aereo ai voli per il Kurdistan iracheno, come ha comunicato nella giornata odierna il portavoce del Governo turco, Bekir Bozdag.
Non sarà permesso ad alcun aereo di attraversare lo spazio aereo turco diretto in Kurdistan come anche saranno interdetti i voli provenienti dagli aeroporti del Kurdistan.
Inoltre il governo turco ha ammonito che la presenza di milizie del PKK, che Ankara considera terroristi, non sarà tollerata nelle vicinanze delle frontiere turche.

Fonti: Hispan Tv   Pars Today

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  1. mardunolbo 1 mese fa

    E questa e’ altra buona notizia ! Via i peshmerda da Kirkuk !

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    1. animaligebbia 1 mese fa

      Hanno fatto presto gli americani a scaricarli,proponendosi come mediatori di buona volonta’,i pompieri che vogliono spegnere il fuoco che loro stessi hanno appiccato.Il botolo ringhioso sionista trama dietro le quinte e manda avanti i goym,come nelle sue abitudini; li’ si parla di Iran,Turchia,Siria e Iraq,sostenuti da russi e cinesi,il piccolo botolo ringhioso volerebbe via come una scorregia al vento.

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  2. Eugenio Orso 1 mese fa

    Gli Usa escono dall’Unesco mostrando la tendenza inequivocabilmente filo-sionista, filo-giudaica e filo-israeliana di questa penosa amministrazione federale.
    I curdi irakeni, o almeno una parte di loro, proclamano l’indipendenza sobillati dagli israelo-giudeo-sionisti.
    Con l’isis che sta diventando militarmente irrilevante in Siria, gli Usa giocano subdolamente la carta dei curdi Ypg-Fds, che calano da sud senza combattere, tentando di strappare all’esercito siriano avanzante ricchi pozzi e giacimenti di petrolio, a est di Deir Ezzor.
    Sia gli Usa sia gli ebrei sionisti israeliani giocano la carta delle milizie curde nell’area, in Irak con l’indipendenza del locale kurdistan e in Siria per occupare territori abbandonati dall’isis senza combattere.

    A questo punto, non mi spiego il perché i peshmerga si siano ritirati da Kirkuk e da molti centri minori senza combattere, davanti agli armati irakeni, mentre Trump, prigioniero della consorteria finanziari-globale e sionista, abbia dichiarato di non prendere posizione a favore dei curdi di Barzani né del governo irakeno, a differenza dei suoi compari israeliani che appoggiano l’indipendentismo curdo.
    Cosa c’è sotto?
    Forse sono un po’ arrugginito, causa età e sopraggiunta malattia, ma ci devo pensare sopra …
    Di certo, la geopolitica è una cosa sporca, talora imprevedibile e sicuramente complessa.

    Cari saluti

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