Iran-Russia: il corridoio nord-sud come rotta commerciale per competere con il canale di Suez

Teheran e Mosca stabiliranno centri commerciali con sede nei due paesi, stabilendo un corridoio nord-sud in grado di rivaleggiare con il Canale di Suez. Ciò pur mantenendo un coordinamento ad alto livello sulle questioni eurasiatiche e internazionali.

Iran e Russia hanno firmato un protocollo d’intesa per l’istituzione di centri commerciali comuni, come annunciato dal sito di notizie in lingua inglese specializzato in reportage e analisi sul Medio Oriente – Al-Monitor.

Uno dei due centri avrà sede nella capitale iraniana Teheran, mentre il secondo sarà nella seconda città russa per grandezza, San Pietroburgo. I centri in questione avranno la funzione di facilitare gli scambi tra i due Paesi nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’elettronica, dell’agricoltura, dell’alimentazione, dei prodotti farmaceutici e delle costruzioni.

Il memorandum mira anche ad aiutare gli uomini d’affari iraniani e russi a stabilire contatti e condurre transazioni finanziarie. Il progetto cercherà anche di accelerare il progetto del corridoio nord-sud, un corridoio commerciale fondamentale per entrambe le nazioni.

Ricordiamo che i due paesi partecipano a questo grande progetto eurasiatico, collegando l’India a molti altri paesi dello spazio eurasiatico attraverso un sistema di strade, linee marittime e ferrovie. Il suddetto progetto ha assunto un’importanza ancora maggiore a seguito dei problemi vissuti dal Canale di Suez nel marzo 2021, quando una nave portacontainer si è bloccata, provocando gravi disagi per gli scambi marittimi in questa zona strategica a livello internazionale.

Asse Cina Russia Iran

Ovviamente, e parlando di prospettive, questi nuovi orientamenti non fanno che aggiungere ancora più peso alle relazioni strategiche tra Iran e Russia. Dobbiamo ricordare l’adesione della Repubblica islamica all’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (composta da Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, India e Pakistan) – come membro a pieno titolo. Senza dimenticare l’interazione con l’Unione economica eurasiatica (EAEU) considerata anche un orientamento strategico per Teheran o la cooperazione in ambito militare-sicurezza, anche nell’ambito del triumvirato Russia-Cina-Iran.

Ora sta diventando chiaro che l’Eurasia continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nell’ordine multipolare internazionale. E probabilmente ora non solo in un quadro multipolare, ma veramente multipolare post-occidentale, in un momento in cui l’Occidente si è di fatto isolato dalla comunità internazionale, continuando ostinatamente a pretendere di vivere ancora nell’era unipolare del dettato occidentale.

Ovviamente e all’interno del quadro eurasiatico, Russia, Cina e Iran – svolgono ruoli decisivi sia a livello di Iran-Russia: il corridoio nord-sud come rotta commerciale per competere con il canale di Suez, per la civiltà di appartenenza all’Eurasia, ma anche dal punto di vista degli orientamenti geopolitici, geoeconomici e di sicurezza militare a livello regionale e internazionale.
Orientamenti chiamati a rafforzarsi, come conferma il progetto del corridoio Nord-Sud, che si integra perfettamente con il grande progetto cinese delle Nuove Vie della Seta, e al tempo stesso crea ulteriori sfide per gli anglosassoni che da tempo pensavano nella storia contemporanea di essere in grado di dominare senza condividere sugli assi commerciali internazionali.

Di Mikhail Gamandiy-Egorov
Fonte : Continental Observer

Traduzione: Luciano Lago

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