Iran: l’attacco al Santuario di Shah Charagh a Shiraz non rimarrà senza risposta

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha annunciato oggi, mercoledì, che l’attacco al santuario “Shah Chirag” non passerà senza una risposta, invitando “i servizi di sicurezza a conoscere gli autori e le menti di questo atto terroristico”.

In un messaggio di cordoglio, Raisi ha sottolineato che “i nemici dell’Iran si stanno vendicando della loro disperazione e del loro fallimento”, rilevando che “i nemici dell’Iran, provocando divisioni tra il popolo, vogliono vendicare lo sviluppo del Paese”.
In questo contesto, il presidente del Consiglio iraniano della Shura, Mohammad Baqer Qalibaf, ha affermato che “i nemici non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi infausti, quindi sono ricorsi al metodo dei terroristi Takfiri”, commentando l’attacco terroristico.

Qalibaf ha sottolineato che “questa tragedia è il completamento dell’argomento per tutti coloro che hanno preparato il terreno per le rivolte nelle ultime settimane”.

Anche il ministro dell’Interno iraniano Ahmad Vahidi ha commentato l’atto terroristico a Shiraz e ha ritenuto che “questo atto abbia rivelato le trame del nemico” e che questo sia “un altro esempio dei suoi crimini”.

Wahidi ha affermato che “le rivolte di oggi sono entrate in percorsi pericolosi pianificati dal nemico in altri modi”, osservando che “il movimento terroristico ha approfittato dell’atmosfera delle rivolte e ha portato a termine le sue azioni, e i funzionari della sicurezza dovrebbero monitorare più da vicino”.

Oggi, mercoledì, 15 martiri sono stati uccisi e 40 feriti, in un attacco terroristico al santuario “Shah Chirag” di Shiraz.

Luogo dell’attacco

Il corrispondente di Al-Mayadeen a Teheran ha spiegato che “uomini armati sono entrati nella città di Shiraz in auto e hanno aperto il fuoco sui visitatori e sui servitori nel santuario religioso”.

Il nostro corrispondente ha citato fonti iraniane che affermano che “gli autori dell’attacco terroristico al santuario di Shiraz sono terroristi estremisti di nazionalità non iraniana”.

Fonte: AL Mayadeen

Traduzione: Fadi Haddad
Nota: L’attacco terroristico di oggi in Iran si dimostra come il culmine di una campagna di destabilizzazione dell’Iran pianificata ed eseguita dai servizi di intelligence di USA e Israele. La sobillazione delle rivolte iniziate con il pretesto del velo della giovane uccisa e gli atti terroristici successivi non sono un caso ma fanno parte dell’attacco all’Iran attuato con il concorso dei media occidentali che hanno dato il loro contributo ad attizzare le rivolte di piazza.
Il copione è sempre quello applicato in Siria, in Iraq, in Libia, in Venezuela e in tanti altri paesi presi di mira da Washington. Non è detto che questa volta abbia successo.

Nota di Luciano Lago

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