Iran e Venezuela i due stati sotto la pressione di Washington per non uniformarsi all’ordine Globale Statunitense


di Luciano Lago
I paesi che perseguono una politica propria e d autonoma , senza uniformarsi alle direttive degli USA, sia in termini economici che politici, sono ritenuti una “minaccia” da parte della elite di potere di Washington in quanto possono costituire un esempio negativo per altri stati che volessere emanciparsi dalla dipendenza dei nordamericani.

Questo elemento accomuna oggi l’Iran ed il Venezuela che, se pure in contesti diversi, rappresentano entrambi una “minaccia” per il potere USA in quanto perseguono una politica indipendente ed autonoma.


Questo spiega la pressione, le minacce e le sanzioni sempre più pesanti che gli USA ed i loro alleati esercitano su entrambi i paesi con la minaccia di un intervento armato per ottenere un cambio di regime, esattamente nella stessa forma in cui gli USA hanno attuato in passato contro paesi come l’Iraq, la Libia e la Siria. Interventi che possono essere diretti o indiretti attraverso la sobillazione e l’utilizzo di gruppi terroristi e mercenari.
Sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump, gli Stati Uniti hanno assunto un atteggiamento sempre più aggressivo nei confronti dell’Iran. Questo approccio ostile si è intensificato lo scorso anno, quando Trump ha ritirato unilateralmente l’America da un accordo nucleare multilaterale del 2015 fatto con l’Iran. Washinton ha anche ripristinato le sanzioni relative al nucleare sull’Iran. Da allora sono state introdotte ulteriori sanzioni per isolare il paese ma, fino ad oggi, con scarsi risultati.

Allo stesso modo gli Stati Uniti hanno anche imposto una serie di sanzioni contro il governo venezuelano ed hanno messo in questione la legittimità del governo di Maduro, procedendo a far autoproclamare un proprio fiduciario, Juan Guaidò. Caracas ha indicato le sanzioni come “illegali” e un tentativo di interferire negli affari interni del paese.
In realtà l’Iran non è una minaccia per gli Stati Uniti, il Venezuela non è una minaccia per gli Stati Uniti, ma sono entrambi paesi che costituiscono un esempio di nazioni che perseguono una politica indipendente in termini di utilizzo proprio delle loro risorse, evitando di dare queste risorse in concessione di sfruttamento alle mutinazionali anglo USA, come fanno altri paesi satelliti di Washington.
Questa politica si pone in contrasto con gli interessi di una ristretta élite economica in Europa e negli Stati Uniti … Rappresentano quindi “un cattivo esempio “.
In questo contesto, una ulteriore arma della elite di potere USA è costituita dall’apparato mediatico controllato dalle centali atlantiste che entra in azione con una massiccia propaganda dei mega media controllati per diffamare i governi di questi paesi, criminalizzare la dirigenza e attuare ogni tipo di manipolazione di notizie per dare la sensazione all’opinione pubblica che questi stati rappresentino un pericolo.
I capi si stato o presidenti di questi paesi vengono indicati come autori di efferati crimini, come uccidere i propri cittadini, uso di armi chimiche, esecuzuoni di massa, torture, ecc..
Questo viene indicato come il “processo di Hitlerizzazione” e fu attuato con successo contro personaggi cone Saddam Hussein, Moahmed Gheddafi, Bashar al-Assad e, in passato, contro il presidente serbo Milosevic.


Alla fine di questo processo, generalmente si achitetta una provocazione o “false flag”, che diventa il fattore scatenante per procedere all’aggressione. La provocazione può essere una finta insurrezione realizzata attraverso agenti provocatori oppure un falso attacco di armi chimiche, predisposto da agenti provocatori sul posto (vedi i “White Elmets” in Siria).
Esite un apposito manuale delal CIA che spiega queste tecniche e che è stato tempo addietro desecretato e reso pubblico da Wiki Leaks. Naturalmente i media controllati si sono guardati bene dal divulgarlo.
Tuttavia nel caso dell’Iran e del Venezuela, non è ancora chiaro quando queste procedure saranno arrivate al punto chiave, in modo da poter prevedere le prossime aggressioni degli USA per sottomettere questi paesi che comunque potrebbero rappresentare una sfida non indifferente per il potere statunitense. Si fermeranno?

1 commento

  • Marco
    30 Marzo 2019

    Gli Stati Uniti saranno a breve bruciati da 1500-2000 bombe all’idrogeno, forse gli unici esseri viventi superstiti saranno i batteri, la sconfitta militare occidentale sarà molto rapida e risolutiva!!! Non faranno in tempo neanche a rifugiarsi nei rifugi anti atomici!!! A che sarà servito????

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