Iran, corso strategico eurasiatico e trattamento mediatico


L’alleanza con la Cina, l’annuncio della prossima firma del partenariato strategico con la Russia, la più importante influenza regionale nella sua storia contemporanea e la piena integrazione nella SCO – confermano ancora una volta l’idea che tutti i tentativi delle politiche occidentali di isolare l’Iran – rappresentano un fallimento assolutamente evidente.

I grandi sconvolgimenti in corso in campo internazionale, specifici dell’era multipolare, stanno avvenendo mentre l’establishment occidentale e gli stati affiliati li guardano solo come osservatori, senza alcuna capacità di poter cambiare la situazione.
Questo è del tutto logico, del resto, visto che da un punto di vista, anche se solo numerico, la vera comunità internazionale è proprio nello spazio eurasiatico, senza dimenticare i sostenitori del concetto multipolare in altre parti del mondo.

Il caso della Repubblica Islamica dell’Iran è ancora una volta molto rivelatore di tutta la contraddizione politico-mediatica in Occidente, che da un lato si trova costretto a riconoscere l’attualità, pur mantenendo una linea di descrizione che non corrisponde alla nuove regole internazionali.

“Iran e Russia firmeranno una partnership strategica”, annuncia RFI . Indicando nello stesso articolo che Teheran guarda ad est e che la firma del suddetto accordo è attesa nei prossimi mesi, dopo un analogo accordo siglato con la Cina.

Il media esagonale in questione, orientato molto principalmente al grande pubblico africano (che rappresenterebbe poco più dell’80% del suo pubblico), cita però nello stesso articolo che essendo “soffocato dalle sanzioni occidentali, e mentre la ripresa dei negoziati in Vienna sul nucleare sta scivolando via, l’Iran sta cercando di uscire dal suo isolamento dall’est”.

Ministri della Difesa di Cina e Iran

Questo passaggio merita qualche commento. Innanzitutto, sarebbe giusto ricordare che l’Iran non guarda ad est, ma anzi ha scelto, ed è ormai da tempo, l’orientamento strategico incentrato sull’alleanza con Cina e Russia . Così come nell’ambito dell’integrazione nel grande spazio eurasiatico, in particolare all’interno della Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Parlando inoltre di “isolamento”, sono invece gli USA, i principali iniziatori con Israele di questi tentativi nei confronti di Teheran, che si sono trovati in gran parte isolati all’ONU quando hanno cercato di estendere l’embargo sulla vendita di armi a Iran. Dovendo affrontare il doppio veto sino-russo. E anche con l’astensione dei loro alleati dell’Europa occidentale.

Riguardo alla questione nucleare iraniana – anche qui Teheran si è posizionata in forze, avendo imposto condizioni alla parte Usa per un eventuale ritorno all’accordo in questione.

Inoltre, riusciamo perfino a rilevare una chiara contraddizione proveniente da RFI con i suoi colleghi di France 24 , il canale televisivo che promuove gli interessi esagonali orientati sull’internazionale, che pubblica praticamente contemporaneamente un articolo che parla di un Iran “inevitabile” negli affari del vicino Iraq, in particolare nel contesto delle elezioni parlamentari anticipate in quel paese. Gli stessi media parlano addirittura di una “presa soffocante” iraniana sul suo vicino.

Non sarebbe un po’ troppo per un paese apparentemente “isolato”? Alleanza con due delle tre principali potenze mondiali, Cina e Russia, adesione all’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai che riunisce metà della popolazione mondiale, onnipresenza negli affari regionali, in particolare in Iraq, sviluppo attivo delle relazioni con altre regioni del mondo, tra cui America Latina e Africa, solo per citarne alcuni…

La preoccupazione di questa contraddizione nel trattamento dei media occidentali è che abbiamo raggiunto uno stadio più che interessante nella geopolitica internazionale e nel trattamento dei media occidentali che ne deriva. Da un lato – i vecchi demoni dell’unipolarismo si aggrappano alla fine nella scrittura dell’Occidente – mantenendo la ripetizione di nozioni schematiche promosse dalle élite politiche interessate. D’altra parte, i grandi cambiamenti globali degli ultimi anni semplicemente non possono passare inosservati.


Resta da vedere come i media occidentali, soprannominati mainstream, continueranno a trattare la realtà in modo semplice e risolutamente multipolare negli affari internazionali.

Mikhail Gamandiy-Egorov

Fonte: Observatour Continental.fr

Traduzione: Gerard Trousson

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