"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

INIZIA LA COPPA DEL MONDO IN RUSSIA E GRANDE GUERRA IN SIRIA QUESTA SETTIMANA

di  Arkady Savitsky

Le forze siriane sono pronte a lanciare un’offensiva nel Sud per liberare l’area di Daraa-as-Suwayda-Quneitra. I volantini che chiedono ai miliziani di deporre le armi sono già stati fatti cadere. La scadenza è stata fissata per il 14 giugno – il giorno in cui la Coppa del Mondo prende il via a Mosca. Le forze armate siriane stanno andando a difendere la loro patria e cacciare le bande terroristiche invasori.

Le preoccupazioni per la sicurezza espresse da Israele e Giordania sono state prese in considerazione. Il governo siriano ha promesso che nessuna forza iraniana o filo-iraniana prenderà posizioni vicino ai confini israeliani o giordani. Tutti gli altri problemi possono essere affrontati e negoziati. Se necessario, Mosca può agire da mediatore come ha fatto con successo.

A prima vista, avere le forze governative che prendano il controllo del territorio sembrerebbe un’opzione molto migliore che lasciare queste strisce di terra ai terroristi. Ma no, le prospettive della sconfitta dei miliziani hanno sconvolto alcuni degli attori coinvolti. Gli Stati Uniti hanno già avvertito la Siria dal lanciare un’offensiva, dicendo al governo nazionale cosa può e cosa non può fare sul proprio territorio. Ma le misure adottate per ostacolare la liberazione della parte meridionale del paese non si limitano a esprimere avvertimenti e preoccupazioni.

Era passato molto tempo da quando lo Stato islamico (ISIS) era stato descritto dai media come una forza da non sottovalutare. Era stato ridotto a qualcosa di insignificante e conteneva solo piccole aree. C’erano altre bande jihadiste che rappresentavano una minaccia più grande. Pochi giorni fa, sembrava chiaro che la terra detenuta dal terrorismo nel Sud era l’unica area relativamente grande ancora al di fuori del controllo del governo e che la vittoria finale sui jihadisti era a portata di mano. Ora la situazione è drasticamente cambiata. Guardando la mappa in continua evoluzione, ci si chiede come potrebbero verificarsi tali sviluppi. Senza dubbio c’è un piano per dirigere la situazione mentre questa si evolve e nulla viene fatto senza uno scopo.

Tutto ad un tratto le forze dell’ISIS, evidentemente rinforzate e ben fornite, sono riapparse per attaccare Sukriah e Al Hamdan . Il 7 giugno, i militanti ISIS sono avanzati ad Abu Kamal. In un giorno hanno preso il controllo di 90 km2, inclusa la strada che collega la stazione di pompaggio Т2 a Mayadin, consentendo loro di tagliare le forniture da Deir-ez-Zor che riforniscono le forze siriane posizionate nella stazione T2. Questo spiana loro la strada per bloccare l’autostrada Palmyra-Abu-Kamal. Questo progresso non si limita a deviare gli sforzi delle truppe governative da altri fronti.

Forze d’elite siriane nella zona giacimenti di gas

I militanti dell’Isis sono stati attaccati il ​​4 e 5 giugno dalle forze della SDF sostenute dall’aviazione degli Stati Uniti presso As Shahaf, costringendoli a ritirarsi verso ovest, attraversando il fiume Eufrate vicino ad Abu Kamal. Non c’è nulla che impedisca ai jihadisti di ricevere rinforzi da Deir ez-Zor e El Haseke e dalla provincia irachena di Ninive. I loro movimenti non sono ostruiti dalla forza sostenuta dagli Stati Uniti. Questo è esattamente ciò che il ministro degli esteri della Russia Sergey Lavrov ha detto a fine maggio – QUELLE forze sono ricomparse nelle aree controllate dagli USA in Siria. Molti di loro si uniscono alle cosiddette unità dell’esercito della Nuova Siria che operano nei pressi della città di Deir ez-Zor. Altri si spostano nell’area in cui si trova la base americana di al-Tanf. Il signor Lavrov ha sottolineato questo fatto e ha messo in guardia sulle terribili conseguenze.

Quasi nello stesso momento le operazioni di combattimento sono divampate inaspettatamente nella zona desertica tra As Suwaydah e Damasco. Un’enclave si è materializzata, controllata da jihadisti e comprendente diversi villaggi e aree di alta quota, da cui iniziarono a sorvegliare l’area e sparare dalle colline al nemico in avvicinamento. Se i militanti dell’IIS vengono cacciati – e presto lo saranno – il Free Syrian Army (FSA), che è posizionato a circa 35 km. dalla zona di battaglia, otterrà più soldati per riempire i suoi ranghi.

La domanda è: da dove vengono le forze ISIS, consentendo loro di apparire all’improvviso nelle posizioni dell’esercito siriano? L’unica risposta potrebbe essere dal confine siriano-giordano, che è regolarmente attraversato da militanti addestrati nel campo profughi di Rubkan sul lato giordano della frontiera. E hanno dovuto attraversare più di 40 km. di terra controllata dall’esercito siriano. Ovviamente, i ribelli erano ben informati sui passaggi segreti esistenti e hanno approfittato abilmente dei punti deboli nell’organizzazione delle difese dell’esercito siriano.

La loro missione è chiara: deviare le truppe d’assalto siriane e guadagnare tempo per le forze ribelli nel sud di erigere fortificazioni e prepararsi per una controffensiva. Il numero delle forze ribelli lì è cresciuto considerevolmente di recente, superando le 12.000 secondo alcune stime.

Le forze ribelli del Fronte meridionale posseggono piccoli missili balistici tipo Omar Scud e Zelzal-2 non guidati, razzi a artiglieria a lungo raggio che sono in grado di infliggere gravi perdite. Il gruppo riceve rifornimenti dalla Giordania che arrivano sotto forma di “aiuti umanitari”.

I rinforzi continueranno a venire fino a quando le unità dell’esercito siriano non bloccheranno l’autostrada M5 Aleppo-Damasco e la strada che collega la città siriana di Daraa con Ar Ramtha in Giordania. Ma il nuovo fronte aperto con l’aiuto dell’esercito americano sta mantenendo le forze siriane impegnate che sono necessarie per lanciare un’offensiva nel sud. Se l’Esercito Siriano Libero cattura la città di Mahajja, la grande armata siriana di Daraa sarà accerchiata.

L’11 giugno, il ministero della Difesa russo ha avvertito che i combattenti dell’FSA assistiti dalle forze speciali americane si stanno preparando a inscenare una provocazione sotto forma di un attacco chimico al cloro, al fine di fornire un pretesto agli attacchi aerei statunitensi contro le forze governative siriane. Ci aspetta una grande guerra in Siria che inizierà quasi contemporaneamente alla partenza della Coppa del Mondo in Russia. È importante sapere in anticipo chi ha avviato l’intera operazione e chi dovrebbe essere ritenuto responsabile delle conseguenze.

Fonte: South Front

Traduzione: L.Lago

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  1. Fabio Franceschini 1 mese fa

    Le cose si sanno e sono evidenti.avvertire che
    Se gli usa faranno questo i russi risponderanno intanto colpire pesantemente con missili da crociera le basi dell’fsa.e far capire agli usa quello che rischiano.se no
    si può continuare a piagnucolare sulla slealtà e cattiveria degli usa. Ha senso arrabbiarsi se Satana fa il mestiere di Satana?

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