Inevitabile e prossimo lo scontro fra gli USA e la Cina, come enunciato nei rapporti del Pentagono

di Luciano Lago

I neocon della Casa Bianca, non hanno ormai più dubbi: la Cina è la principale minaccia esistenziale per gli Stati Uniti e deve essere contrastata prima che sia troppo tardi.
Nella descrizione delle attività della Cina, elaborata dalle “teste d’uovo” che siedono nell’ufficio ovale di Washington, emerge la visione paranoica e distorta di queste attività che attribuiscono alla Cina un precipuo interesse all’espansionismo, al rovesciamento dello “stato di diritto”, alla conquista dei paesi deboli del Pacifico e al sorpasso degli Stati Uniti come potenza egemonica globale, sia militarmente che con la loro “Belt and Road Initiative”, vista come un progetto di colonizzazione cinese degli altri paesi interessati agli investimenti cinesi.
Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto militare pubblicato del Pentagono sulla Cina lo scorso 1 ° settembre (vedi: media defense.gov )che dimostra come la mentalità della guerra fredda sia quella prevalente nella testa dell’establishment di Washington e come qualsiasi progresso di paesi non allineati agli USA venga interpretato come una espansione minacciosa che mette in pericolo la supremazia statunitense sul mondo.


Questo vale per la Cina ma vale anche per la Russia di Putin come per l’Iran che si è emancipato dalla colonizzazione USA. L’Amministrazione USA concepisce soltanto le leggi della forza e del dominio, mentre qualsiasi prospettiva di sviluppo pacifico e di normale competizione economica è totalmente estranea alla mentalità paranoica dei neocon della Casa Bianca.
In particolare i riflettori degli strateghi della Casa Bianca sono puntati sull’area del Pacifico dove Washington vanta una sua veccchia supremazia nell’area che oggi viene messa in questione dall’espansione cinese.

Secondo gli USA è la Cina che manifesta intenzioni espansioniste ed aggressive, minimizzando il fatto che Washington sta sforzandosi di chiudere accordi con i principali paesi rivali della Cina per creare un cerchio di contenimento che si arriva a definire una NATO Asiatica, che dovrebbe includere Taiwan, la Corea del Sud, il Giappone, Singapore, il Vietnam, l’Indonesia, la Malesia, laTailandia, Maldive, Sri Lanka e Bangladesh e naturalmente l’Australia.
In realtà alcuni di questi paesi hanno espresso riserve o hanno perfino fatto resistenza a sottomettersi al grande fratello USA che ha molto meno da offrire rispetto alla Cina, escludendo armamenti e protezione militare. La Cina offre sviluppo, partnership, investimenti in infrastrutture, accordi commerciali vantaggiosi, gli USA offrono soltanto armi e sostegno finanziario basato sul debito e sul signoraggio del dollaro, quest’ultimo utilizzato come arma di ricatto.
In realtà la Cina offre condizioni molto più vantaggiose ai paesi in via di sviluppo e i paesi coinvolti, quelli che accettano di fare parte della Belt and Road Initiative, vanno a beneficiare di investimenti di lungo periodo finanziati a tassi vantaggiosi e senza imposizione di modelli politici e culturali, ipoteche politiche sui governi locali che sono invece una costante negli interventi occidentali. Questo ha portato a un sensibile progresso e uno sviluppo autonomo che organismi come il FMI e la Banca Mondiale, con i loro interventi il più delle volte fatti con tassi usurai e condizioni vincolanti, non hanno mai consentito. Tale fattore spiega perchè la partnership con la Cina è considerata un modello attraente per i paesi in via di sviluppo, non solo in Asia ma anche in Africa e in America Latina.

Esercito cinese

Nel lanciare le accuse alla Cina di espansionismo e di aggressività militare, qualche osservatore ha scritto che gli strateghi del Pentagono soffrono profondamente di un disturbo che Freud chiamava “proiezione” (nell’attribuire le tue ossessioni nevrotiche agli altri).
Precisamente basta osservare la frenetica attività del goffo segretario di Stato, Mike Pompeo, il quale ha svolto missioni diplomatiche continue fra le varie capitali asiatiche per convincere e coinvolgere i vari paesi nel programma americano di forniture di armamenti e di cooperazione militare economica, con l’impegno a rifiutare gli accordi e le offerte dalla Cina. La cosa ha dato molto fastidio a Pechino, in particolare quando una missione diplomatica USA è arrivata a Taiwan, considerata un propaggine della Cina, ed ha stabilto accordi per la fornitura di armamenti in funzione anticinese.


Gli USA accusano la Cina di espansionismo ma dimenticano di essere loro la superpotenza che dispone di circa 850/900 basi militari in tutto il mondo e che ha circondato la Cina (e la Russia), fra Asia e Pacifico, con un numero impressionante di basi militari che danno la sensazone di un accerchiamento. Una sola è la base militare della Cina allestero, quella di Gibuti, sulla rotta vitale del petrolio.
Gli USA accusano la Cina di aggressività militare ma trascurano il fatto che da oltre 40 anni la Cina non ha mai aggredito alcun paese sovrano e non si è imbarcata in avventure militari all’estero con sobillazione interna per cambio di regime e rivoluzioni colorate.
Basta fare il confronto con le tante guerre fatte dagli USA, con gli interventi militari distruttivi contro paesi sovrani (dall’Iraq, all’Afghanistan, alla Libia, alla Somalia, alla Siria, ecc..), senza considerare i golpe e cambi diregime pilotati da Washington su alttri paesi e la sobillazione di terrorismo e rivoluzioni interne che è una costante nella storia degli USA.


In sostanza Washington accusa Pechino di quello che gli Stati Uniti fanno da decenni con pretesti ormai divenuti poco credibili, come “portare la democrazia” o difendere i “diritti umani” dai cattivi dittatori.
Che la Cina stia ampliando il proprio apparato militare in modo accelerato è un fatto ma questo non è dovuto, come sostengono i neocon, ad una forma di ambizione di Pechino di sostituire gli Stati Uniti e prendere il dominio globale.
In realtà la Cina deve rispondere al programma di contenimento / dominio sui mari e sulle vie di navigazione strategiche d’interesse vitale per la Cina, che gli Stati Uniti hanno scatenato negli ultimi anni.
La Cina ha osservato con attenzione i giochi di guerra lanciati in tutto il Pacifico in Asia da parte degli USA che hanno fornito sistemi missilistici avanzati, come i Thaad, alla Corea del Sud, le basi militari USA potenziate in Giappone (Okinawa) come nell’isola di Guam o Diego Garcia, tutte infrastrutture che possono essere utilizzate come basi di un primo attacco contro la Cina per eliminare i suoi centri vitali di comando e di controllo.
Basta sentire i discorsi dei neocon di Washington come quelli di Pompeo o di Mark Esper con le accuse farneticanti alla Cina di ” minare l’ordine internazionale mentre cerca di destabilizzare lo stesso ordine libero e aperto, che ha un impatto su ogni nazione che sostiene e beneficia di questo sistema “.
Alla grande campagna di propaganda mediatica lancata da Washington per convincere il mondo della minaccia cinese, i massimi responsabili di Pechino rispondono con toni moderati ma fermi nel respingere le accuse.
E’ interessante leggere il messaggio che l’inviato da Xi Jinping ha trasmesso a Putin il 3 settembre, nell’anniversario della fine della II Guerra Mondiale, dicendo che “tutta la comunità internazionale dovrebbe unirsi a Cina e Russia per promuovere la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità, in modo da consentire alle generazioni future di godere di un mondo caratterizzato da pace duratura, sicurezza universale e prosperità comune ”. Xi ha continuato “i popoli cinese e russo hanno combattuto fianco a fianco e hanno forgiato un’indistruttibile grande amicizia con il sangue, ponendo una solida base per lo sviluppo di alto livello delle relazioni bilaterali”.
Altri messaggi di Xi Jimping sono caratterizzati da una volontà di pace, di coesistenza e di sviluppo, esattamente il contrario dei messaggi bellicosi e aggressivi di Washington.
La saggezza confuciana che proviene da millenni di civiltà è un dato caratteristico delle autorità cinesi anche quando si prodigano nell’inviare aiuti internazionali alle nazioni in difficoltà, come avvenuto in occasione della pandemia. “Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”, recitava il messaggio.

Navi cinesi in Siria


Tuttavia la Cina si prepara al peggio, da un lato consolidando il suo potere militare che utilizza l’ultima tecnologia avanzata cinese, dall’altro lato rafforzando i legami di alleanza strategica con la Russia di Putin, che consente alla Cina di essere parte di un blocco che mette in scacco l’egemonia USA e della NATO sulla terra come sul mare.
Nel frattempo proseguono le accuse e le minacce dei vari plenipotenziari americani che vantano l’incremento delle forze per bloccare la crescita del “drago cinese”.
Queste accuse e farneticazioni fanno suonare un campanello di allarme e la Cina non vuole farsi sorprendere impreparata ed è determianta nel difendere i propri interessi e e la propria sicurezza. L’esperienza insegna che gli USA iniziano con le sanzioni e continuano con gli interventi miltari.
La saggezza confuciana suggerisce ai dirigenti di Pechino di non molestare l’aquila rapace ma preparare le armi per abbatterla.

6 Commenti

  • Monk
    25 Settembre 2020

    Sono sopravvissuto al primo attacco nucleare di ieri grazie alla dritta di Indiana Jones: mi so’ buttato dentro un frigorifero. Al prossimo potrò mettere in salvo anche la vecchina del borgo che dista a pochi km da me: ho rubato un congelatore da un Bar chiuso per covid, intanto ho iniziato a fare il predone come the walking dead e in fondo ‘sta cosa mi piace assai. Pregherò per voi che non avrete nessuna speranza al prossimo attacco nucleare.

    • morto che cammina
      26 Settembre 2020

      Prega prima di tutto per te mongoloide. La CINA vi farà assaggiare le prime bombe nucleari sia ad est che a ovest. BASTARDI SUCCHIATEMI IL CAZZI

  • nicholas
    25 Settembre 2020

    Sarà un 2021 molto caldoooooo

  • eusebio
    25 Settembre 2020

    Siamo di fronte ad uno scontro epocale, tra un impero in declino e spaccato al suo interno e alcune potenze in ascesa in ottimi rapporti tra loro, la Cina ormai è la maggiore potenza industriale del mondo e anche la seconda potenza militare, mentre la terza potenza militare ovvero la Russia che è anche la sesta potenza per PIL per PPA svolge un ruolo sempre più egemone in Europa orientale e in Medio Oriente, mentre gli USA hanno perso ogni credibilità con tutte le guerre che hanno portato, con il giogo insopportabile che impongono all’Europa, e la Merkel ha comunque riconfermato che il North Stream 2 si fa, e con le rivoluzioni colorate ormai demenziali che non riescono più da nessuna parte.
    Del resto l’oligarchia finanziaria sionista che controlla l’occidente si sta dissolvendo, apposta è così aggressiva, con il blocco sciita sempre più forte e gli alleati wahabiti dei sionisti in bancarotta.

    • giulio
      25 Settembre 2020

      sicuro che la merkel intende fare il south stream? a me sembra che abbia cambiato idea!

      • morto che cammina
        26 Settembre 2020

        Questo lo si vedrà strada facendo. ……. come diceva CLAUDIO BAGLIONI

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