In Medio Oriente si incrociano dichiarazioni e minacce reciproche tra Israele e l’Iran

di Luciano Lago

Al di là delle tante dichiarazioni bisogna capire che la strategia dell’Iran è quella della dissuasione e questa spiega le dichiarazioni ultime del premier iraniano, Raisi, il quale ha avvisato Israele che, in caso di un nuovo attacco, la reazione dell’Iran sarebbe micidiale per Israele dove non rimarrebbe niente, soltanto rovine.
Il governo israeliano non è da meno ed è disposto a violare qualsiasi limite, come già ha dimostrato con l’attacco contro il consolato iraniano a Damasco.
Ciascuno deve mostrare la faccia più feroce per dissuadere l’altro dall’attaccare.

Il punto chiave è quello che gli USA e il Regno Unito attivano o disattivano quei conflitti che sono rentabili per loro ma, dato il contesto elettorale, gli USA non considerano vantaggioso per i loro interessi attivare in questo momento una guerra con l’Iran visto che questa richiederebbe grossi investimenti, trasferimento di truppe, di armamenti ed effetti negativi sull’economia, sull’inflazione e sui costi del petrolio che non sono compatibili con la campagna elettorale interna.
In questa fase, chi si trova avvantaggiato è il regime iraniano che può sfruttare le debolezze dell’avversario ma non conviene neppure all’Iran calcare la mano. Un conflitto con Israele porterebbe grandi rischi e possibilità di effetti disastrosi, considerando una offensiva aerea che sarebbe portata avanti in tandem da Israele e dagli USA.

Nel frattempo, mentre a Teheran e a Tel Aviv si rilasciano dichiarazioni e si minacciano a vicenda, a Gaza e in Palestina si muore e sempre di più si contano le vittime del massacro portato avanti dalle forze israeliane. Queste ultime applicano il sistema della Intelligenza Artificiale per uccidere qualsiasi persona che capiti a loro tiro, che sia uomo, donna o bambini, chiunque è per Israele un terrorista e va eliminato. Il numero delle vittime civili, come dichiarato dall’ex commissario dell’ONU, è il maggiore di tutte le guerre disputate negli ultimi 70 anni.

Sotto gli ospedali distrutti di Gaza si trovano fosse comuni ed affiorano i resti di centinaia di cadaveri con mani legate, tracce evidenti del genocidio a cui sono stati sottoposti i palestinesi. L’occidente civilizzato si rifiuta di guardare e di criticare Israele, chi protesta viene tacciato di antisemitismo.

Nessun altro conflitto aveva visto un tale livello brutale di genocidio come avviene nella guerra in Gaza. Si contano, oltre alle vittime civili, tra gli altri, 160 operatori delle Nazioni Unite assassinati e 150 installazioni dell’ONU attaccate e distrutte, senza contare gli ospedali, le scuole e i campi profughi. La situazione attuale ricorda molto gli antecedenti alla prima guerra mondiale.

Israele ècome un cane rabbioso che morde chiunque trovi alla sua portata e non è escluso che voglia utilizzare le armi atomiche di cui dispone in caso di guerra con l’Iran. I pazzi esaltati della cerchia di Netanyahu sono disposti a tutto ed invocano teorie bibliche per giustificare i loro massacri.
Risulta chiaro l’interesse del regime di Netanyahu di prolungare il conflitto e mantenere il potere, così come per l’amministrazione Biden è importante mantenere la presa sul Medio Oriente e non abbandonare le vecchie posizioni acquisite con l’occupazione illegale di basi in Siria, in Iraq e negli altri paesi, quelli che hanno concesso le basi agli USA ma che oggi pongono limiti all’utilizzo di queste per attaccare l’Iran.

Le masse arabe sono in agitazione per sostenere la Palestina anche nei paesi arabi collegati con l’Occidente, come Giordania, Egitto e Arabia Saudita, questo induce i governi arabi a prendere le distanze.
Con la sua spettacolare azione offensiva, l’Iran ha rivelato il suo potere militare e si è affermato come superpotenza regionale che gode dell’appoggio della Russia di cui risulta oggi un alleato strategico.
Questo impone cautela ad Israele che non ha remore nell’attaccare il Libano, la Siria, l’Iraq e lo Yemen ma si è dovuta fermare nel caso dell’Iran per non incorrere nella reazione iraniana.

Missili iraniani

Netanyahu ha dovuto forzatamente rivedere il suo piano di coinvolgere gli USA in un conflitto con l’Iran, su cui contava per distogliere l’attenzione dal fallimento della sua guerra con Hamas. Gli statunitensi lo hanno fermato ed indotto a rinunciare per il momento. Non è detto però che l’occasione non si presenti più in avanti, dopo le elezioni negli USA.

4 commenti su “In Medio Oriente si incrociano dichiarazioni e minacce reciproche tra Israele e l’Iran

  1. Israele cane rabbioso? Israele (non il solo Natanyau) ha iniziato una guerra di sterminio che può comprendere chiunque. E badate bene, musulmani palestinesi, protestanti o cristiano cattolici a loro poco importa. Per loro il nemico da uccidere è chiunque decidano.

  2. Sono sotto shock tutti gli onnipotenti del regime americano e c. , la Storia è loro avversa e la jella li corrode. Le armi atomiche vetuste israeliane sono come quelle anglosassoni ……… possono scoppiargli in mano ………. (mi viene da ridere). Gli onnipotenti con le loro grandi idee da 4 soldi sono in profonda crisi, e come si sa, sono pavidi con i forti …………… hanno paura fino alle ossa ………………….. non si spiega altrimenti come mai gli americani e c. non hanno più usato le armi atomiche …… ma perché all’EST ne hanno di più grosse.
    L’Iran è guidato da una vera élite, di intelligenti, non come gli idioti e inferiori dell’occidente, vanesi e incompetenti oltreché molto negativi.

  3. I fatti documentati, questo s’ ostina a rifiutare di riconoscere l’ occidente. Sterminio e fosse comuni. Un teatrino inutile oltre che repellente. Nelle due guerre in corso, che poi sono la stessa, i SioNato non hanno speranze di vincere. Nessuno userà le armi nucleari. Vero che esistono bunker, ma in un mondo bruciato e rispedito al neolitico non garantirebbero lo stesso la sopravvivenza s lungo termine. Quindi una volta perso prima o poi i criminali ed i loro alleati, saranno processati e condannati per genocidio e crimini di guerra.

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