In Israele avanza la psicosi del bombardamento: boom di consumo degli psicofarmaci


La popolazione israeliana, in particolare le generazioni nate dopo le guerre contro i paesi arabi (l’ultima nel 1973 ), erano abituate a considerare la guerra come un fatto lontano, riguardava i soldati dell’Esercito israeliano (IDF) e le popolazioni palestinesi, siriane o libanesi che subivano gli effetti degli interventi militari di Israele, quali occupazioni militari, bombardamenti, repressione delle rivolte, rastrellamenti casa per casa, tiro a segno del palestinese che manifesta la sua rabbia (Gaza ).
Con l’ultimo miniconflitto scoppiato a Gaza ad opera dei palestinesi, quando questi si sono ribellati alle uccisioni di loro concittadini, presi di mira dalle truppe israeliane durante i venerdì di protesta, lanciando centinaia di razzi contro il sud di Israele, in risposta ai bombardamenti indiscriminati fatti dall’aviazione israeliana, qualche cosa è cambiato bruscamente.
I cittadini di Israele e i coloni che risiedono nelle aree del sud di Israele e che hanno subito il martellamento dei vari razzi, al di là delle quattro vittime registrate e delle decine di feriti, si sono trovati di fronte ad un nemico che ha avuto la capacità di colpire case, fabbriche, edifici degli insediamenti dei coloni, installazioni militari e veicoli in movimento.
Per la prima volta in 70 anni Israele si è sentita vulnerabile, esposta alle ritorsioni di quella gente, disprezzata ed assediata perchè diversa e che si trova a Gaza, un luogo di rovine e miseria sotto assedio da 11 anni dove vivono quasi due milioni di persone in condizioni infraumane.. I palestinesi di Gaza sono persone che gli israeliani considerano come una razza inferiore che non merita di essere presa in considerazione, se non per essere presa di mira dall’aviazione e dall’artiglieria dell’IDF. Si tratta di gente disperata e irrecuperabile, affetta da risentimento e fanatismo, priva di diritti e indicata dagli israliani come quelli al di là del muro, “tutti terroristi” (inclusi i bambini).
Tuttavia la preoccupazione per i razzi che ricadono su Israele è diventata palpabile, come riferiscono gli inviati delle agenzie stampa, la sensazione di pericolo di trovarsi da un momento all’altro sotto il fuoco e di subire esplosioni ed incendi che possono colpire tutti indistintamente, mentre si trovano nell’intimità della propria casa, della propria bottega o a bordo della propria auto, un fatto nuovo per gli israeliani, sempre vissuti all’ombra della protezione del loro forte esercito..
Una sensazione di paura che può diventare panico, quasi simile a quella a cui i palestinesi sono ormai abituati da anni, conoscendo bene il sibilio delle bombe, il fragore delle esplosioni che può arrivare di notte o di giorno accompagnato dal crollo degli edifici, delle case, delle scuole, degli ospedali, dei mercati con danni e lutti ben più gravi ed estesi di quelli che sporadicamente hanno subito gli israeliani.
Per una volta israeliani e palestinesi sono accomunati da una stessa sensazione di paura, da una parte una paura nuova dall’altra una paura divenuta assuefazione.

Gaza distruzioni per i bombardamenti

Secondo un rapporto informativo, i coloni che vivono nel sud di Israele e la popolazione civile israeliana, stanno continuando a subire le coseguenze di questo trauma causato dalle giornate di confltto con una diffusione di malattie mentale e nervose, stati d’ansia e psicosi. Non a caso è aumentato in modo esponenziale il consumo di psicofarmaci tra la popolazione. La cosa preoccupante per le autorità è che questi stati di alterazione psichica si stanno diffondendo anche fra il personale militare con un deciso aumento dei tassi di suicidio.
In questa situazione non basta la propaganda per nascondere la realtà delle cose: la autorità e i media di Israele possono raccontare ai propri cittadini e al mondo tutte le storie che vogliono. Possono parlare di ‘escalation’ solo quando i razzi cadono nel sud o inicare il terrorismo solo quando i suoi cittadini pagano un prezzo ma sanno perfettamente che tutto continuerà nello stesso modo fin quando Israele non toglierà il barbaro blocco su Gaza, causando la fame interminabile della sua popolazione, le malattie e la disperazione. Fin quando seguiranno i cecchini israeliani ad uccidere manifestanti disarmati, i tiri contro pescatori, la mancanza di acqua potabile, l’elettricità, le infrastrutture, l’economia e la disoccupazione, l’odio e il fanatismo continueranno a diffondersi ed i razzi palestinesi continueranno a cadere anche sulla popolazione israeliana.
Questo il prezzo che Israele deve pagare per la sua intransigenza. Qualcuno anche in Israele, fra le persone più sensibili e meno invase dal fanatismo, inizia a chiedersi se ne vale la pena e se non esista una strada diversa per trovare un modus vivendi con “quella gente disperata”.


Fonti: Haaretz Al Manar
Traduzione e sintesi
di Luciano Lago


3 Commenti

  • Lisa
    9 Maggio 2019

    Fare la pace no?

  • Mardunolbo
    9 Maggio 2019

    Che provino anche gli israeliani a vivere sotto le bombe e la paura ! E’ il minimo che spetta a loro per tutte le uccisioni di civili e di bambini effettuiate da quando Israele è nato: nel sangue altrui.
    Proveranno pure cosa significa essere stanati dentro le case, quando oseranno , sicuri e strafottenti, ad attaccare Iran e Libano…Credo che questa volta gli Hezbollah forniranno una lezione che farà aumentare suicidi nei soldati e psicofarmaci a vagonate nella popolazione civile che ha continuato a votare politici razzisti.

  • Teo
    9 Maggio 2019

    … Come non darti perfettamente ragione.

Inserisci un Commento

*

code