In Iraq le forze del “Hashid al Shaabi” si preparano a rendere la vita difficile alle truppe USA presenti nel paese

Le forze di mobilitazione popolari irachene (Hashid al Shaabi) hanno riferito della loro decisione di aumentare il potere di combattimento delle loro unità per affrontare meglio le minacce e le ostilità contro la sicurezza nazionale irachena che provengono dalle truppe USA e dai loro mercenari presenti nel paese.

Il portavoce della Hashid al Shaabi ha annunciato in una dichiarazione che recentemente si è tenuto un incontro di sicurezza al comando della 26a brigata Hashid al Shaabi per riesaminare le operazioni di sicurezza a Najaf e Kerbala (le città sacre dello sciismo) e per stabilire un piano per migliorare e aumentare il potere di combattimento delle unità.
L’operazione congiunta dell’Esercito e di Hashid al Shaabi è iniziata il 22 gennaio.

Dopo l’assassinio all’aeroporto di Baghdad del comandante della forza Al Quds del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, il generale Qassem Soleimani e il vice comandante dell’Hashid al Shaabi, Abu Mahdi al Mohandis,così come tutti i gruppi politici iracheni hanno chiesto all’unanimità l’immediata espulsione delle forze militari statunitensi dall’Iraq.

Con il crimine commesso il 3 gennaio all’aeroporto di Baghdad, secondo gli iracheni, gli americani hanno attraversato tutte le linee rosse della missione della coalizione internazionale anti-Daesh. Anche i media occidentali, come la BBC, credono che la continua presenza militare americana in Iraq stia diventando una minaccia per gli iracheni, poiché ormai risulta evidente che la missione delle forze statunitensi non ha nulla a che fare con la lotta contro il terrorismo.

Operazioni contro i resti del Daesh

Inoltre, il generale di brigata Ali Hamdani, comandante dell’undicesima brigata Hashid al Shaabi, a capo dell’operazione nella regione dell’Eufrate centrale, ha affermato che l’operazione antiterroristica al di fuori della capitale irachena chiamata “Cintura di Baghdad” si dovrebbe estendere nel deserto di Al Muzanna.

La regione dell’Eufrate centrale comprende cinque province nell’Iraq meridionale (Najaf, Kerbala, Diwaniya, Babilonia e Al Muzanna).

Il generale Hamdani ha aggiunto che i resti dei terroristi del Daesh continuano i loro sforzi per destabilizzare la regione del Medio Eufrate, dove si trovano i luoghi santi sciiti e cercano di utilizzare le strade e i passaggi del deserto di Al Muzanna per accedervi.

Milizie sciite del Hashid al Shaabi

“Le nostre forze sono installate in tutta la regione e rassicuriamo i residenti di Najaf e Kerbala sulla sicurezza delle loro città e dei loro dintorni”, ha detto.

https://spanish.almanar.com.lb/395727

Fonte: Al Manar

Traduzione: Luciano Lago

1 commento

  • Mardunolbo
    28 Gennaio 2020

    Spero ardentemente che eliminino i ratti di fogna annidati in Iraq col consenso dei Serpenti Uniti !
    Intanto sono partiti dei razzi che hanno incenerito una mensa in campo americano.
    Sarà soltanto un assaggio di quel che gli americojons dovranno assaggiare per lungo tempo, finchè non leveranno le tende dalle nazioni medio-orientali che NON li gradiscono (fanno bene a non gradirli affatto !)

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