In Che Modo La Nuova Via Della Seta Aumenterà La Crescita Della Cina Nei Prossimi 40 Anni?


Di Paul Antonopoulos
Secondo gli esperti, l’ambiziosa Cintura cinese e la”Route Initiative”, popolarmente conosciuta come la “New Silk Road”, offrirà probabilmente opportunità commerciali significative per le economie di molti paesi.

Secondo i partecipanti all’8th China Business Forum tenutosi a Londra, Pechino è la seconda economia più grande al mondo e con questa iniziativa economica è pronta a crescere fortemente nei prossimi due o quattro decenni.

“La crescita continuerà a venire dalla Cina per i prossimi 20, 30, forse 40 anni … La più grande opportunità di crescita al mondo è sicuramente l’iniziativa Belt and Road”, ome ha detto Stephen Perry, presidente del 48 Group Club, in una nota chiave discorso all’8a “Business School China Business Forum di Londra”, come citato da China Daily.

Durante il suo discorso al forum, Perry ha detto che il Paese asiatico sta cercando di “liberare la capacità produttiva e la domanda dei consumatori dalla Cina, dall’Asia centrale, dall’Europa centrale e fino in Africa”, ha detto, aggiungendo che questo è negli Interessi del Regno Unito di prendere parte all’iniziativa.

Xie Weishan, presidente e co-fondatore della “Kmind Consulting”, ha parlato della saggezza cinese e del ruolo svolto dai classici cinesi come “The Art of War”, scritto da Sun Tzu, nell’intenso ambiente di lavoro di oggi.

Weishan ha citato esempi di marchi di successo come Firmus, un marchio di latte per bambini in Cina, e “Bosideng”, un marchio di piumini con una storia di oltre 40 anni in Cina, per illustrare come queste aziende sfruttano la saggezza di The Art of War per sviluppare le proprie possibilità.

“Per vincere la feroce competizione del business, l’approccio migliore è ‘Vincere senza combattere’, e l’essenza di questo approccio è conquistare il cuore delle persone e ottenere il potere da loro”, ha detto Weishan.

“Se riusciamo a sfruttare la potenza generata dal riconoscimento dei consumatori attraverso le mosse operative, la strategia e la forma di comunicazione dell’azienda, possiamo ottenere il nostro vantaggio competitivo quando affrontiamo qualsiasi concorrente in qualsiasi situazione.”

Annunciato sei anni fa dal presidente cinese Xi Jinping, il megaprogetto commerciale della Belton Road è destinato a coprire 152 paesi in Europa, Asia, Medio Oriente, America Latina e Africa.

Belton Road

L’iniziativa intende aumentare significativamente il commercio globale e dimezzare i costi commerciali per i paesi coinvolti.

Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente definito la rotta commerciale un “contributo molto importante” all’economia mondiale, affermando che promuove la cooperazione e la connettività regionali nel campo degli investimenti commerciali, della mobilità umana e della finanza.
Nel corso degli anni, l’iniziativa del Belton Road si è evoluta e consolidata come una strategia molto più ampia, traformadosi nel cuneo centrale della politica economica e della politica estera deò premier cinese Xi, il quale si prefigge l’obiettivo di trasformare Pechino in un leader internazionale alla pari con Washington e che reclama il riconoscimentio della propria grandezza nello scenario mondiale.
L’iniziativa è stata anche consacrata nella Costituzione del Partito comunista nel 2017 assieme con il pensiero politico di Xi, come base della politica della Cina odierna.
Secondo quanto espresso dal principale diplomatico di Pechíno, Yang Jiechi, membro del Politburó ed ex Ministro degli Esteri, più di 120 paesi dell’Asia, dell’Europa, dell’Africa, dell’América Latina e dell’area dei Caraibi, hanno sottoscritto gli accordi di sviluppo con la Cina. ( Fonte: FRN )

Nota: Una gran parte dei diplomatici di lungo corso e analisti internazionali osservano che l’evoluzione di questa iniziativa cinese, che ancora non è stata esaminata e dibattuta a fondo, coincide con un rapido cambiamento dell’ordine politico ed economico mondiale, includendo in questo l’ascesa della Cina, una maggiore integrazione dell’Europa con l’Asia e il declino dell’egemonia statunitense.
A prescindere di come si voglia giudicare l’iniziativa della Belton Road, se questa sia stata sospinta da motivazioni economiche interne cinesi, come l’eccesso di capacità industriali o se si ritenga che la Cina abbia mediante questo progetto l’obiettivo di sviuppare una sua via cinese di globalizzazione, non ci sono dubbi che la Cina è risorta come un grande potere euroasiatico che insegue il suo obiettivo prioritario di ristabilire il suo status mondiale di “superpotenza”, come nell’opinione di vari analisti.

Cina Nuovo potere mondiale


Gli obiettivi immediati della Cina sono sicuramente quelli di assorbire la sovra capacità produttiva domestica; ampliare i mercati esteri e le relazioni commericali; consolidare le relazioni politiche con i paesi che sono oggetto degli investimenti; oltre a stabilire cooperazione militare e di sicurezza. In definitiva tutto questo è finalizzato a dare forma ad un nuovo ordine mondiale multipolare con la Cina che esercita un ruolo determinante. Un tale programma spiega l’ostilità e la contrarietà di Washington al grande progetto cinese e i suoi tentativi di sabotare l’ascesa economica cinese.
D’altra parte non solo gli Stati Uniti, che aspirano a mantenere o restaurare un potere egemonico unilaterale che sta ormai franando, ma anche altri paesi come il Giappone, l’India, l’Australia e la Germania hanno manifestato inquietudine in quanto la Cina sta guadagnando potere economico ed influenza a proprio discapito.
Al contrario la Cina ha offerto occasioni di emancipazione e di investimento non solo a paesi in via di sviluppo dell’Africa e dell’Asia ma nella stessa Europa a cui la Cina ha presentato una gamma di opportunità di investimenti e di sviluppo economico per paesi che si trovano in gravi difficoltà finanziarie, come l’Italia e la Grecia.
Per questi paesi il FMI e la Banca Mondiale già non sono visti come una possibilità di salvezza mentre l’aiuto della Cina può essere determinante.
La Cina è l’unico paese che è disponibile ad offrire risorse concrete e con quasi nessun impegno collaterale, al contrario della politica degli Stati Uniti basata esclusivamente su sanzioni e minacce verso i paesi concorrenti e obbedienza e subordinazione per gli stessi paesi alleati.
Questo rende le offerte della Cina una opportunità da non perdere.

Nota di Luciano Lago

1 commento

  • eusebio
    26 Maggio 2019

    La Cina sta pensando di chiudere completamente il proprio mercato alle aziende hitech americane, il che ammazzerebbe Apple, oltre a proibire l’esportazione di terre rare negli USA, il che ammazzerebbe l’industria USA dei semiconduttori, che esporta(va) 400 miliardi di dollari di merce, quelle della difesa e aerospaziale.
    Viceversa l’enorme mercato cinese permetterebbe alle giovani aziende nazionali del settore di decollare a razzo, basti pensare al settore aerospaziale, che sta vedendo i successi cinesi tipo lo sbarco di sonde sulla faccia nascosta della luna, o della difesa, con gli ottimi aerei della classe Chengdu o le moderne portaerei in costruzione, paragonati ai cessi volanti F-35 o alla portaerei colabrodo Gerald Ford riportata subito in bacino dopo il varo a fare riparazioni.

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