In arrivo Una sorpresa di ottobre in Medio Oriente da parte del regime di Trump ?


di Stephen Lendman

Tema: Agenda di guerra della NATO e degli Stati Uniti
Seguendo Biden di una media di 6,8 punti – secondo Real Clear Politics alla fine di settembre – gli strateghi di Trump intendono una sorpresa di ottobre per migliorare le sue prospettive di rielezione?

Lunedì, in risposta alle false operazioni antiterrorismo del Medio Oriente degli Stati Uniti, il ministro degli Esteri iraniano Zarif ha dichiarato quanto segue:

“Dici di aver eliminato Daesh. Hai ucciso il nemico numero uno di Daesh in un atto miserabile e con la massima bestialità. “

Zarif ha fatto riferimento all’omicidio da parte del Pentagono di un temibile combattente anti-terrorista, comandante della Forza Quds iraniana, il generale Qassem Soleimani, a gennaio.

Il comandante delle Unità di mobilitazione popolare (PMU) appoggiato da Teheran, Abu Mahdi al-Muhandis, è stato ucciso nello stesso momento, provocando attacchi missilistici di ritorsione in Iraq contro la presenza statunitense nel paese che gli americani continuano a mantenere nel paese, nonostante le richieste di ritiro pronunciate anche dal Parlamento iracheno.

Domenica, due convogli statunitensi sono stati attaccati con ordigni esplosivi. Gli iracheni rivogliono il loro paese libero, l’occupazione del Pentagono deve finire.

All’inizio di settembre, il comandante del CENTCOM degli Stati Uniti, il generale Kenneth Mckenzie, ha detto che la forza delle truppe del Pentagono in Iraq sarebbe stata ridotta a circa 3.000 unità.

Il Medio Oriente è il luogo più probabile dove potrebbe arrivare (se arriva) una sorpresa di ottobre .L’Iraq sarà preso di mira dal Pentagono avendo l’Iran in mente come obiettivo finale?

Gli analisti scrivono che sono possibili più ostilità preventive statunitensi nella regione prima delle elezioni di novembre, cosa molto probabile.

Insieme a Cina e Russia, l’Iran è un obiettivo chiave degli Stati Uniti per il cambio di regime (il nemico n. 1 degli USA e di Israele nella regione).

Secondo Bloomberg News, citando fonti anonime, il regime Trump intende emettere nuove sanzioni su oltre una dozzina di banche iraniane, insieme a processori di rimesse e il sistema informale di trasferimento hawala.

L’azione mira a cercare di isolare il settore finanziario del paese dalla comunità mondiale e rendere più difficile per Biden rientrare nel JCPOA se verrà eletto presidente a novembre.

Nonostante tutto ciò che gli Stati Uniti hanno lanciato contro l’Iran per oltre 40 anni, inclusa la guerra di sanzioni a tutto campo, in particolare dal regime di Trump, la Repubblica islamica rimane resistente ed anche meglio armata di prima.

Politiche imperiali statunitensi controproducenti. I rischi della guerra globale?
Insieme ad altre sanzioni che non hanno validità legale ai sensi del diritto internazionale, ci si chiede se gli intransigenti del regime di Trump (i neocon della Casa Bianca) vorranno provocare il confronto con l’Iran nelle prossime settimane.

Forze USA in Iraq sotto assedio

Con il falso pretesto di combattere l’ISIS, che gli Stati Uniti hanno invece creato e appoggiato, usando i loro jihadisti come forze per procura in Siria, Iraq e altrove, il 23 settembre il Pentagono ha bombardato l’Iraq.

Secondo Rebecca Rebarich, portavoce della Fifth Fleet con sede in Bahrain, due Super Hornet F / A-18F della USS Nimitz hanno condotto gli attacchi.

Prima dell’attacco, un comunicato stampa della Quinta Flotta ha detto che CVW 17 “fornirà (e) supporto aereo ravvicinato e missioni difensive contro-aeree per la lotta della coalizione” contro le forze Daesh – il gruppo terroristico sostenuto dagli Stati Uniti e dai suoi partner imperiali che è rimasto inspiegato .

Separatamente, secondo i resoconti dei media statunitensi di domenica, il regime di Trump ha minacciato di chiudere la sua ambasciata di Baghdad e di evacuare il suo personale a meno che le autorità irachene non agiscano per porre fine agli attacchi missilistici sulla Zona Verde fortemente fortificata in cui ha sede.

Secondo il Wall Street Journal, Pompeo ha informato il presidente iracheno Barham Salih e il primo ministro Mustafa al-Kadhimi di un possibile ritiro diplomatico dalla città, non però dal consolato di Erbil.

Mohammad Reza, capo della Commissione per la sicurezza e la difesa del parlamento iracheno, ritiene che il regime di Trump stia bluffando.

Nella sua ultima conferenza stampa, Trump “non ha affrontato questo problema”, ha detto, aggiungendo:”Non mi aspetto che l’ambasciata degli Stati Uniti venga chiusa”.

Milizie sciite irachene sul confine Iraq -Siria

“La questione è usata come una sorta di pressione sul governo iracheno, (relativo alle imminenti elezioni presidenziali di novembre) di cui gli Stati Uniti si preoccupano … Niente di più, niente di meno.”

Che il regime Trump segua o meno la sua minaccia, intensificherà gli attacchi contro le milizie sciite irachene con stretti legami con l’Iran?

Con l’avvicinarsi delle elezioni statunitensi di novembre, gli strateghi di Trump provocheranno uno scontro con l’Iran per cercare di aumentare il sostegno al DJT?

Nel tentativo di rilanciare la sua campagna di rielezione in ritardo, l’Amministrazione Trump potrebbe avviare un incidente sotto falsa bandiera (false flag) contro l’Iran come pretesto per il confronto.

Le false bandiere sono una lunga tradizione degli Stati Uniti sin dalla metà del XIX secolo.

Dopo l’11 settembre, la madre di tutte le false flag statunitensi, il grado di approvazione di GW Bush è salito da circa il 50 all’85% in pochi giorni, raggiungendo il 90% il 21 settembre.

Gli strateghi di Trump hanno in mente uno schema simile, sperando che questo fornisca una spinta all’approvazione per sconfiggere Biden e ottenere un secondo mandato.

*L’autore pluripremiato Stephen Lendman vive a Chicago. Può essere contattato a [email protected] . È Research Associate del Center for Research on Globalization (CRG)

Il suo nuovo libro come editore e collaboratore è intitolato “Flashpoint in Ukraine: US Drive for Hegemony Risks WW III”.

http://www.claritypress.com/LendmanIII.html

Traduzione: Luciano Lago

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9 Commenti
  • atlas
    Inserito alle 11:06h, 02 Ottobre Rispondi

    l’ho già scritto ma lo ripeto: le politiche militari Socialiste e Nazionali sono diverse da quelle democratiche e internazionali

    MA in testa a dei regimi democratici ci sono un numero ristretto di persone, massoni, non quei popoli. Che assicurano l’ordine pubblico sempre più con le ff.aa., Composte della parte peggiore di quei popoli. Che a loro volta tendono ad assicurare il democratico ordine mondiale. I bellimbusti dei cc ad es., con altri etc. in Kosovo, in Iraq … si fottono letteralmente più di 10.000€ al mese. Per cosa. Mangiano benissimo, hanno palestre, tutto. Non fanno missioni nelle condizioni in cui le facevo io, veramente penose e sacrificate, per 4 soldi. Le cose sono cambiate, il regime è cambiato.

    Con dei reparti ‘speciali’ che s’inframmettono fra i servizi di sicurezza e le polizie, creando ‘legalità’ all’illegalità delle loro prerogative fattuali. E’ il caso dei ROS, dei GOM … etc. fino all’eurogendfor. Ecco quindi che anche solo il salutare uno di questi, ed anche i suoi famigliari quando si pregiano di avere un figlio o un parente in questi, (eh certo, perchè hanno poteri discrezionali enormi e guadagnano tanti soldi) diventa un reato. Un reato di Leggi non scritte, ma validissime

    in Egitto ad es., gli Egiziani AMANO il loro Esercito. Perchè sono coloro che li difendono non che li aggrediscono. O difendono l’Eni e non i cittadini. Amano la polizia, perchè combatte i guerriglieri salafiti che portano terrore, non che gli portano via i soldi o ti percuotono e seviziano se esci da casa

    noi non siamo l’Egitto, nè la Russia, tanto meno la Siria

    siamo solo gruppi disomogenei di porci bastardi che hanno alla fine, quello che si meritano

    • Mardunolbo
      Inserito alle 15:06h, 02 Ottobre Rispondi

      concordo in pieno con questo pensiero dell’apostata Atlas, escluso l’ultimo pensiero !

      • atlas
        Inserito alle 04:24h, 03 Ottobre Rispondi

        amico …… se aposteggiare vuol dire non mangiare il maiale ne sono più che felice. Chi mi ha tolto dal porcile è Dio e ognuno ha il suo. Io posso essere libero umanamente, ma non sono in grado di sfuggire al mio Destino. Ovvio che al tuo non pensi mai

      • atlas
        Inserito alle 14:11h, 03 Ottobre Rispondi

        poi vorrei sapere da te cosa c’entra un Napoletano con uno di Novara …

  • atlas
    Inserito alle 11:42h, 02 Ottobre Rispondi

    ” In riferimento alla capacità di manipolazione, si potrebbe dire che le reti social stanno ai media mainstream come l’ingegneria genetica sta all’agricoltura tradizionale.
    Ma c’è dell’altro: i social network fungono da moltiplicatore dei messaggi che il potere innesta nel dibattito pubblico attraverso il controllo manu militari dei media generalisti.
    Funziona più o meno così: i centri di potere dettano la linea; i think tank (pensatoi in italiano) confezionano la campagna; i messaggi promozionali vengono consegnati ai rappresentanti delle istituzioni che li ripetono pari pari ai reggimicrofono dei media mainstream; i media generalisti diffondono sui social la propaganda attraverso le loro pagine; gli influencer di riferimento raccolgono questi messaggi e li rilanciano sui loro account, fungendo da centralina di smistamento nella loro lista contatti.
    In tal senso i cosiddetti influencer, per usare un termine caro ai virologi, agiscono come superdiffusori del pensiero unico, sono l’arma di persuasione di massa perfetta.

    Per questo motivo in televisione vedremo sempre e soltanto i soliti cinque “virologi” (che poi spesso virologi non sono: alcuni sono parassitologi-zanzarologi, altri veterinari, altri ancora igienisti…), gli ormai stranoti dieci giornalisti, i consueti venti politici. Insomma la visibilità catodica, per utilizzare un termine ormai obsoleto, è garantita esclusivamente alle personalità affidabili, ovvero a coloro di cui si è certi che neanche una parola uscirà dal frame precostituito del dibattito pubblico.
    Questo perchè la TV è l’anticamera del successo sui social.
    Ognuno di noi vive nel retaggio dell’autorevolezza del passaggio televisivo. Il poter interagire direttamente, attraverso messaggi e commenti, con il cosiddetto Vip ci rende in qualche modo partecipi del mondo dello spettacolo, ci fa sentire ad un passo da quell’Olimpo un tempo considerato inavvicinabile.
    Tv e social è una combo micidiale.
    Ovviamente in Tv ci capitano anche voci discordanti, ma sono macchiette, opposizione controllata, personaggi squalificati e squalificanti anche di cause sacrosante, legittime e ben attrezzate dal punto di vista contenutistico.

    Ovviamente l’essere affidabile comporta anche il privilegio di godere della protezione da parte del sistema.
    Accade per esempio che Michele Serra e il Fatto Quotidiano si prendano la briga di difendere la Ferragni dagli attacchi del Codacons.
    La Ferragni ha prestato la sua opera di influencer per la causa covidista, immagino a titolo gratuito (anche se l’ingaggio da parte dell’OMS di Kompton&Hill lascia adito a più che ragionevoli dubbi

    Pertanto il sistema contraccambia mettendole a disposizione i suoi avvocati d’ufficio alla bisogna.
    I gatekeeper (o influencer, come dir si voglia) sono prodotti ingegnerizzati creati ad arte con tecniche di marketing.
    Si brandizzano su un aspetto per poi vendere altri prodotti.
    Sia Saviano che Travaglio, per fare un esempio a caso, hanno fidelizzato il loro pubblico con la legalità, per poi vendere alla medesima audience l’atlantismo e il sionismo.
    Si sono fatti un nome e una reputazione su un aspetto che coagula consenso trasversale e poi in seguito hanno iniziato a spacciare il prodotto che erano incaricati realmente di vendere, ovvero la propaganda atlantica.
    Vi siete mai chiesti come mai Saviano pontifichi sempre senza contraddittorio e Travaglio pur avendo attaccato quasi tutti i suoi colleghi, sia un intoccabile?
    Questo avviene perchè intorno a loro è stato creato un cordone di sicurezza che impedisce alle critiche di raggiungerli.
    Sono personaggi “contro” (e questo al pubblico piace), ma nello stesso tempo sono al sicuro.

    Tuttavia gli influencer e i media cosiddetti ufficiali, di fatto risultano essere l’unico strumento di indagine veramente efficace a nostra disposizione.
    Essendo tutti indistintamente controllati, direttamente o indirettamente, dai centri di potere politici e finanziari, la loro voce corrisponde a quella di chi li possiede o gli garantisce visibilità come nel caso degli agenti di influenza.
    Siccome i media e gli influencer che sono particolarmente seguiti sui social, operano, o più precisamente manipolano, per conto dei loro controllori, la direzione che questi soggetti intendono imporre alle masse è esattamente la direzione voluta dai padroni del discorso.
    Se è abbastanza semplice intuire la direzione, più complicato è intravedere il punto di arrivo.
    Ci si può provare letterariamente, un po’ come tentò di fare Pasolini con Petrolio, ma ci sarà sempre qualche intelligentone che taccerà questa impostazione di complottismo.

    “Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
    Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
    Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
    Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il “progetto di romanzo” sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile.
    Tale verità – lo si sente con assoluta precisione – sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio.”

    Ebbene, lo ripeto per l’ennesima volta, chi ammazza il dibattito ripetendo come un tragico pappagallo il termine “complottista” non ha la minima idea (o finge di non averla) di come agisca il potere.
    I padroni del discorso operano su tempi lunghi, a volte lunghissimi, seguendo punto per punto agende che di fatto possono essere considerate vere e proprie “sceneggiature” del futuro.
    Per questo motivo l’unico strumento che abbiamo a disposizione per intuirne le trame è fare ipotesi basate sul ragionamento, ed è proprio per questa ragione che si sta cercando di squalificare il suddetto modus operandi bollandolo come “complottismo”.
    Oggi anche Pasolini verrebbe probabilmente tacciato di “complottismo” e forse anche di “negazionismo”

    Riguardo l’utilizzo distorto di questo termine e all’inquinamento sistematico della cosiddetta controinformazione con fake news create ad arte, ho scritto un post dal titolo LA VACCINAZIONE DELLE COSCIENZE:

    I think tank per chi non lo sapesse sono camere di compensazione all’interno delle quali i gruppi di potere stipano quante più teste d’uovo riescono a concentrare, affinché da quella spremitura dei cervelli escano quelle famigerate analisi che dovrebbero essere utilizzate per governare i processi.
    Nei paesi normali a sovranità limitata (scegliete a caso un qualsiasi paese europeo) queste analisi partono dallo studio della situazione presente e passata per generare ipotesi per il futuro.
    Per i padroni del discorso, abituati a Hollywood ma soprattutto al controllo di tutti i parametri che possono innescare o disinnescare eventi, queste analisi si tramutano in sceneggiature.
    In sostanza i pensatoi, seguendo le linee guida fornite dai loro datori di lavoro, scrivono sotto forma di vero e proprio soggetto il mondo che verrà.
    La bozza, redatta sotto l’attenta guida dei cosiddetti gruppi di potere, una volta realizzata viene sottoposta all’assemblea dei soci e quindi distribuita ai quadri intermedi per l’attuazione.
    Questi soggetti sono i soli al mondo a potersi permettere un approccio di questo tipo, in quanto hanno la possibilità di governare le più importanti variabili che determinano la verificabilità degli eventi.
    IN SOSTANZA E’ COME DIRE CHE PUR NON POSSEDENDO L’INTERA RETE FERROVIARIA, HANNO Il CONTROLLO DI TUTTI GLI “SCAMBI” E QUESTO GLI CONSENTE DI GOVERNARE AGEVOLMENTE IL “TRAFFICO FERROVIARIO”.
    Faccio un esempio per chiarirmi.
    Molti anni prima che scoppiasse lo scandalo denominato “Calciopoli” una mia carissima amica aveva la sciagurata abitudine di rivelarmi in anticipo chi sarebbe stato il vincitore del campionato di calcio italiano.
    Per almeno sei anni ho saputo immancabilmente il nome della squadra vincitrice della massima serie italiana alla prima giornata di campionato.
    L’informazione arrivava da un suo parente chirurgo di fama internazionale introdotto in uno di questi gruppi di potere.
    Lo so direte voi, perché allora non ci scommettevi sopra?
    Perché, come voi starete pensando ora, credevo fossero tutte balle.
    Il gioco purtroppo per me è durato solo sei anni perché poi la nostra deepthroat è morta di infarto.
    Dopo qualche anno scoppiò lo scandalo Calciopoli.
    In pratica si scoprì che esistevano nel mondo del calcio figure in grado di controllare molte delle variabili che possono determinare il risultato di una partita: arbitri, guardalinee, designatori, procuratori, giocatori (che facevano capo a determinati procuratori) e via discorrendo.
    Non è un caso che uno di loro, Luciano Moggi, in passato fosse stato un ferroviere.
    In pratica Moggi da buon casellante poteva controllare la quasi totalità degli scambi della rete ferroviaria del campionato di calcio.
    Immaginiamo soltanto di avere la possibilità di manovrare un difensore (che fa capo ad un procuratore amico) e di sapere che in caso di necessità mi può procurare in qualsiasi momento un rigore al 90° (o in qualsiasi altro minuto di gioco)
    Poi magari l’anno successivo quel giocatore fa uno straordinario balzo in carriera e finisce nella rosa di una buona società con un ottimo stipendio.
    Ecco i padroni del discorso globale hanno a libro paga centinaia di migliaia di Moggi, controllano senza eccezioni tutta la stampa, gran parte degli uomini di governo, dei funzionari, dei militari, dei magistrati…
    Come i calciatori di cui sopra, anche questi soggetti vanno incontro ad avanzamenti di carriera sulla base della loro fedeltà al sistema.
    Ricordate la loggia P2 ?
    Ecco, a quei tempi si diceva che Licio Gelli fosse al vertice della piramide italiana, ma che a sua volta fosse uno degli elementi inferiori una ulteriore piramide di potere.
    Le menti raffinatissime come Giovanni Falcone ebbe a definirle con una felicissima locuzione.
    Non è un caso se oggi in Italia si ha l’impressione che il famigerato Piano di Rinascita Democratica sembri finalmente giunto a compimento.
    Giuseppe Conte e i grillini sembrano i prototipi dei politici ipotizzati da Gelli; Travaglio, Scanzi, Mentana e il resto della cricca di La7, i cani da guardia di questo nuovo (straniero ?) sistema di potere.

    Chiudo con uno scritto su Scanzi che riepiloga quanto detto sopra e che pertanto condivido anche nella punteggiatura:

    “Andrea Scanzi non è semplicemente un pessimo giornalista. E non vale nemmeno descriverlo come “un mediocre a cui non dare importanza”. E’ qualcosa di molto peggio: un personaggio pericoloso. Un organo di controllo del consenso riguardo ogni tema portante della società dominante a cui apparteniamo.
    Perché Andrea Scanzi è pericoloso?
    Andrea Scanzi è un pericolo per un motivo molto semplice: viene seguito da centinaia di migliaia di lettori. Non solo: viene approvato da centinaia di migliaia di lettori. E andiamo avanti: ordina quasi cosa pensare a centinaia di migliaia di lettori.
    E non venitemi a raccontare di quanto siano idioti costoro, oppure di quanto sia impossibile venire influenzati in quanto ciascuno di noi sarebbe sempre libero e indipendente: sono entrambe sciocchezze.
    Esiste l’idiozia ed esiste la libertà di pensiero. Ma entrambe non sono mai assolute, e vi assicuro che questo discorso può valere per tutti noi, sottoscritto compreso. Comunque, nel caso di Andrea Scanzi, parliamo di una enorme fonte di controllo e condizionamento delle idee: ovviamente, tutte in senso pro-sistemico.
    Certamente, Scanzi è solo uno dei tanti giornalisti che svolge questa operazione: ma è sicuramente uno dei più noti e, di conseguenza, influenti. Da qui la ovvia considerazione: “non diamogli importanza”, “è un mezzo cretino” più varie ed eventuali, sono affermazioni inutili.
    La vera consapevolezza da assumere è che personaggi come lui, come Enrico Mentana, come Roberto Saviano e tantissimi altri, sono pericolosi. Per il modo in cui spacciano i diktat ideologici che ci tengono in catene, e soprattutto quando cercano di scatenare le folle contro chi è colpevole solo di non essere dalla loro parte”. Spero per lui che il caldo e il cappellone di lana cotta non facciano colar giù la tinta dei capelli. ”

    Giorgio Bianchi

  • giorgio
    Inserito alle 10:06h, 03 Ottobre Rispondi

    Frase e concetto che meritano di essere ribaditi:

    “Sia Saviano che Travaglio, per fare un esempio a caso, hanno fidelizzato il loro pubblico con la legalità, per poi vendere alla medesima audience l’atlantismo e il sionismo.
    Si sono fatti un nome e una reputazione su un aspetto che coagula consenso trasversale e poi in seguito hanno iniziato a spacciare il prodotto che erano incaricati realmente di vendere, ovvero la propaganda atlantica.”

    • atlas
      Inserito alle 14:07h, 03 Ottobre Rispondi

      rimaniamo solo noi Giorgio: ‘sovranisti’ e ‘negazionisti’ …… da rimettere in galera. Non scoppieranno le carceri, non certo per noi. Siamo talmente pochi

  • Giorgio
    Inserito alle 19:19h, 03 Ottobre Rispondi

    Caro Atlas ….. mi aggrappo alla speranza che i pochi possano sconfiggere o portare dalla loro parte i molti ……. in fondo nel corso della storia è successo più volte …….

    • atlas
      Inserito alle 20:57h, 03 Ottobre Rispondi

      ma la storia è alla fine, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato HA GIA’ dato. Non posso dimenticare il passato ma vorrei vivere al meglio il presente: mi facciano tornare libero di andare e venire da dove più mi piace e i molti che abbiano solo quello che si meritano, non sarò io a giudicare

      ‘il polipo si cuoce nella sua stessa acqua’

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