In allarme Taiwan sulla possibilità di essere scaricata e abbandonata dagli USA


La ritirata americana dall’Afghanistan ha fatto suonare un campanello d’allarme a Taiwan, l’isola contesa dalla Cina dove i secessionisti filo USA si appoggiano al sostegno di Washington per ottenere l’indipendenza dalla Cina.
Sembra conseguente che inizino a sorgere dubbi sulla credibilità delle promesse di politica estera degli Stati Uniti negli alleati che contavano di avere un appoggio importante nella disponibilità dell’Amministrazione USA nel sostenere le rivendicazioni dei secessionisti.
“Saigon di ieri, l’Afghanistan di oggi e Taiwan il prossimo domani?” leggere alcuni post online di utenti di Internet nell’isola di Taiwan, che implicano che la cosiddetta alleanza che Taiwan ha stretto con gli Stati Uniti non è altro che una vuota promessa che alla fine “lascerà inerme il popolo di Taiwan”.

Un editoriale sul sito di notizie taiwanese udn.com ha affermato che la fine inaspettata in Afghanistan ha “scioccato” gli alleati e i partner degli Stati Uniti, che, nel caso di Taiwan, iniziano a diventare cauti nel mettere la sicurezza dell’isola nelle mani degli Stati Uniti, poiché questi ultimi potrebbero tirare gli stessi trucchi giocati a Kabul.

La preoccupazione cresce considerando che non è la prima volta che Gli Stati Uniti hanno abbandonato i loro alleati e le cosiddette alleanze, che vengono utilizzate solo come pezzi degli scacchi nella strategia globale di Washington.
Chang Ching, ricercatore presso la Society for Strategic Studies con sede nell’isola, ha dichiarato lunedì al Global Times:
“Dovrebbero dire l’altro ieri, Vietnam, ieri, Taiwan e oggi, Afghanistan. L’isola non è stata forse abbandonata dagli Stati Uniti nel 1979?”

Taiwan, esercitazioni militari

Come parte dei suoi ultimi sforzi per giocare la “carta di Taiwan” nel contrastare la Cina, l’amministrazione Biden ha recentemente annunciato che terrà un Summit virtuale per la democrazia, che ha entusiasmato l’autorità del Partito Democratico Progressista (DPP) di Taiwan.
Da quando è entrato in carica a gennaio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha adottato varie misure per dimostrare il suo deterrente contro la Cina, come il dispiegamento di aerei militari sull’isola, l’invio di navi da guerra attraverso lo stretto di Taiwan più volte e l’invio di alti funzionari a visitare l’isola, giocando sfacciatamente alla “Carta di Taiwan” per indispettire la Cina su quella che è una questione essenziale per Pechino, l’esistenza di una sola Cina


Tuttavia, il fallimento degli Stati Uniti in Afghanistan dovrebbe servire da monito e far aprire gli occhi ai secessionisti dell’isola, che devono capire che non possono contare indefinitivamente su Washington, poiché l’Afghanistan non è il primo luogo in cui gli Stati Uniti hanno abbandonato i propri alleati, né sarà l’ultimo, avvertono gli esperti.

Credibilità offuscata

Le conseguenze del suo fallimento in Afghanistan peseranno ulteriormente sull’amministrazione Biden, poiché questa sta ancora lottando per contenere l’epidemia di COVID-19, il che metterà il governo degli Stati Uniti in una posizione scomoda non solo in patria ma anche all’estero, poiché la sconfitta totale degli Stati Uniti ha inferto un colpo fatale alla carriera politica di Biden e alla credibilità dei democratici, ha detto lunedì al Global Times, Li Haidong, professore all’Istituto di relazioni internazionali della “China Foreign Affairs University”.

“L’azione di fuga degli Stati Uniti è un avvertimento per i secessionisti di Taiwan, o meglio, una previsione”, ha detto Li. Ha notato che se l’isola di Taiwan continua su un percorso fuorviato dai secessionisti per affrontare direttamente la Cina continentale, gli Stati Uniti, quando sarà il momento, metteranno da parte Taiwan proprio come hanno fatto con il Vietnam e ora con l’Afghanistan.
L’Associated Press ha affermato in un rapporto di domenica che la guerra dei 20 anni in Afghanistan è stata quella più lunga e più costosa degli Stati Uniti, e generazioni di americani dovranno essere gravate dal costo per ripagarla. A partire dal 2020, il costo stimato delle guerre in Afghanistan e Iraq che gli Stati Uniti hanno finanziato con il debito ha raggiunto i $ 2 trilioni, afferma il rapporto.

Mentre gli osservatori dubitavano del valore geopolitico che l’isola di Taiwan potrebbe fornire agli Stati Uniti nel confronto con la Cina, alcuni hanno anche sollevato dubbi su quanto l’amministrazione Biden, che sostiene la politica di una sola Cina, sia disposta a pagare per gli interessi dei secessionisti di Taiwan rispetto a il suo pesante investimento in tempo e risorse in Afghanistan.

“Coloro che hanno le idee chiare dovrebbero capire che i residenti di Taiwan non possono fare affidamento sugli Stati Uniti. Tuttavia, data l’influenza guidata dall’ideologia, alcuni osservatori potrebbero vedere la situazione nell’isola come diversa da quella in Afghanistan, ma c’è una cosa in comune – la vuota promessa dell’America”, ha detto lunedì al Global Times Jin Canrong, decano associato della “School of International Studies” della Renmin University of China.

Aerei cinesi sorvolano Taiwan


Il fallimento dell’America in Afghanistan sarà sicuramente un duro colpo per i residenti di Taiwan, e il campo verde guidato dal DPP potrebbe cercare di minimizzare il suo impatto, ha detto Jin, osservando che il ritiro degli Stati Uniti ha dimostrato che questi mettono sempre i propri interessi nazionali al di sopra di tutto il resto. senza prendersi cura dei propri alleati.

Nota: La lezione dell’Afghanistan permette ai cinesi di Taiwan di iniziare ad essere consapevoli che gli americani non hanno alcuna intenzione di andare in guerra e morire per Taiwan. Meglio capirlo quando sono ancora in tempo prima che la situazione, con le continue provocazioni degli USA, prenda una piega irrimediabile.

Fonte: Global Times

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

10 Commenti
  • Mauro Cipelli
    Inserito alle 12:58h, 17 Agosto Rispondi

    Aggiungiamo anche l’abbandono dell’Iran nel 1978/1979 dello Scia Reza Palewi ai fondamentalisti Sciiti. È abitudine degli Usa …usare e gettare

  • antonio
    Inserito alle 14:44h, 17 Agosto Rispondi

    Formosa è Ciina, yankee-jew go home

    • Niko
      Inserito alle 15:58h, 17 Agosto Rispondi

      Formosa e’ Formosa
      ogni popolo ha diritto di autodeterminarsi, cosi’ come e’ avvenuta con la Crimea……
      O fate come gli yankee due pesi e due misure ??

      • Pippo
        Inserito alle 19:19h, 17 Agosto Rispondi

        Pesce grande mangia pesce piccolo.E’ un assioma che va avanti dalla notte dei tempi. Pertanto Taiwan si metta l’animo in pace e si prepari a diventare un succulento boccone del potente vicino (che sono anche parenti).
        Tanto per loro non cambierà nulla.Anzi, Taiwan diventerà una regione a statuto speciale con molti privilegi rispetto ai cinesi continentali e Il loro reddito rimarrrà pressapoco invariato.
        Altrimenti che altra soluzione vorrebbero i taiwanesi? Diventare come Portorico?Ma per piacere,Qualche loro politico ammattito lo accetterebbe anche,..Assurdo!
        Comunque il Giappone per cortesia se ne stia fuori da questa questione, altrimenti rischia altri due cocomeri in testa come nel 1945, non faccia il fanfarone per niente.Stia in campana, non sono affari suoi.Pensi a recuperare le Curili se ci riesce.Guardi a nord non a sud.

        • Niko
          Inserito alle 21:04h, 17 Agosto Rispondi

          di questo devono essere i Taiwanesi a deciderlo con un referendum …cosi come hanno fatto in Crimea che hanno deciso per la Russia.

          • atlas
            Inserito alle 11:18h, 18 Agosto

            però puoi sempre sboccare sangue niko: tu e i tuoi referendum democratici di merd. Taiwan è Cina Popolare, tagliati arditamente le vene

  • eusebio
    Inserito alle 19:11h, 17 Agosto Rispondi

    Ormai gli yankee sono talmente inguaiati con i loro enormi debiti che degli alleati minori gliene cale assai, visto come hanno abbandonato l’Afghanistan non stupisce che stiano mollando pure un alleato indifendibile come Taiwan, tentando al massimo qualche mossa alla Franceschiello tipo la notizia fatta uscire dal senatore John Cornyn secondo cui a Taiwan sarebbero acquartierati 30000 soldati USA, cosa che se fosse vera farebbe scattare subito l’invasione cinese.
    Tra l’altro la Cina sta mollando l’enorme debito pubblico USA, di cui detiene ancora oltre un trilione di dollari, scendendo solo nel mese di giugno di oltre 16 miliardi di dollari, mettendo una certa fifa negli ambienti finanziari USA.
    L’interconnessione tra l’economia cinese e quelle occidentali è talmente elevata che se l’economia cinese mostra segni di rallentamento nei settori automobilistico e di produzione di smartphone automaticamente ne risentono le economie occidentali più inguaiate tipo quella USA, difatti alla Cina è stato permesso di acquisire attraverso il produttore di microchip Wingtech il produttore di wafer britannico Newport Wafer Fab, la cui tecnologia permetterà ai cinesi di migliorare la loro capacità di produzione di wafer di silicio.
    Ormai nei rapporti economici tra USA e Cina il coltello dalla parte del manico ce l’hanno i cinesi, l’enorme inflazione che colpisce gli USA a causa della colossale deindustrializzazione sta facendo saltare i conti pubblici e una miriade di aziende USA ha chiesto all’amministrazione Biden di togliere i dazi alle merci cinesi per abbassare l’inflazione, ma la cosa servirebbe solo a rilanciare la produzione industriale cinese e a distruggere il residuo tessuto industriale USA senza abbattere per molto l’inflazione, allontanando il default dell’enorme debito pubblico solo di qualche mese.
    La politica di deindustrializzazione degli USA voluta dalla ricchissima e potentissima anche se ormai anziana minoranza ebraica sta arrivando al culmine, il paese ormai multietnico non è più in grado non solo di armare le forze armate ma nemmeno di arruolarle, i bianchi cristiani non vogliono più combattere per le guerre di Sion e piuttosto che arruolarsi o pagare tasse per queste guerre preferiscono scappare all’estero con i patrimoni, i neri anche se si arruolano hanno poca voglia di combattere e non forniscono quadri ufficiali decenti, gli asiatici si stanno facendo strada nell’economia ma non gliene frega iente delle forze armate, gli ispanici sono poco istruiti e sono più fedeli alle loro patrie di origine tipo Messico.
    Ormai per l’oligarchia ebraica che domina gli USA è finita, sono molto anziani e poco numerosi, dopo il default del debito pubblico saranno spazzati via e assieme a loro la transitoria, episodica e temporanea entità sionista.

    • Mario
      Inserito alle 09:41h, 18 Agosto Rispondi

      CONCORDO CON IL SUO INTERESSANTE COMMENTO
      SEGUO CON MOLTO INTERESSE I SUOI SCRITTI

  • Giorgio
    Inserito alle 20:04h, 17 Agosto Rispondi

    E’ più che scontato che la meta finale dell’ex presidente fantoccio Ghani saranno gli Usa ……
    Molto istruttivo leggersi qualche precedente in fatto di fughe precipitose e rocambolesche prima della presa delle capitali e relativi aeroporti ……
    1975 Lon Nol fugge da Phnom Penh per sfuggire ai Khmer Rossi ……
    1978 Reza Pahlavi fugge da Teheran ……
    1986 Marcos fugge da Manila ormai in mano ai suoi oppositori …….
    2012 Saleh il macellaio di Sanaa fugge dallo Yemen …. e i suoi protettori anglo sionisti scatenano la guerra per reinsediarlo ….
    2021 Ghani fugge da Kabul ……..
    Usa = stato terrorista rifugio per criminali in fuga ….. cacciati a furor di popolo ….

    • atlas
      Inserito alle 11:21h, 18 Agosto Rispondi

      gli usa sono uno stato democratico, quindi criminale per eccellenza