"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Immigrazione: ciurlano nel manico per non andare al nocciolo del problema

di Enrico Galoppinoi

Lo scandalo del “magna magna” è finalmente scoppiato.

Ong nient’affatto “indipendenti” che fungono da “taxi”; “filantropi” che si precipitano a Palazzo Chigi; mafie e ‘ndranghete che d’improvviso si scoprono “accoglienti”; preti che cascano dal pero e non s’accorgono (?) in che giro sono finiti.

Ormai si sa di tutto e di più, senza doversi informare per forza da Radio Padania. Perché finalmente c’è un giudice della Repubblica, anzi più d’uno, che vuole vederci chiaro.

Così, gli uni (i contrari all’immigrazione) gongolano e gli altri (i favorevoli) tremano.

Ma come al solito la polarizzazione che ci viene propinata è falsata in partenza. Hanno già deciso anche stavolta come dobbiamo schierarci, come quando hanno scelto di propinarci il tormentone della “casta” e dei “costi della politica”. Il problema essenziale non era infatti quello degli sprechi e delle ruberie, ma un altro: che la democrazia parlamentare non può che funzionare in questo modo (una selezione dei peggiori “dal basso” estorta con tecniche di manipolazione), cosicché il risultato è stato semmai quello di un’ulteriore svalutazione della categoria del “politico”, vista come un qualche cosa d’indegno e di sudicio, che tanto vale riformare coi “governi tecnici” o un’ulteriore fuga in avanti dell’ideale democratico, e cioè “l’uno vale uno” dei grillini.

Migranti, mappa Donadoni

Questa volta, invece, dove sta il depistaggio? È chiaro come il sole, anche se la massa di coglioni cui piace essere coglionata non lo vedrà: l’attenzione viene portata sulle Ong poco cristalline, le associazioni in odor di mafia, gli abusi e le malversazioni di quelli che avrebbero trasformato “l’accoglienza” in un business. È questo che si contesta ad alcuni, posti alla gogna mediatica; ma non ad altri, quelli cioè che “lavorano bene”, onestamente, aiutando chi “scappa della guerra e della miseria” e dunque va “accolto” sempre e comunque.

Ora, dati Wikipedia alla mano, l’Africa ha oltre un miliardo e duecento milioni di abitanti. Di questi, la sola Africa sub sahariana ne conta circa ottocento milioni (e l’Onu prevede che entro il 2050 arriverà a un miliardo e mezzo). La Nigeria ha più di centottanta milioni di abitanti. “Guerra” e “fame” sono due capisaldi indiscutibili della propaganda immigrazionista, ma nessuno dei suddetti “operatori” (“onesti” o meno) ci fornisce un quadro veritiero della situazione, poiché vengono tutti, indistintamente, descritti come “profughi”, perché così ha deciso chi ci comanda e mette a disposizione la Marina Militare, la Guardia Costiera e quant’altro per andare a prendere chi, in base alle norme vigenti, trovandosi in difficoltà nel Canale di Sicilia (ormai fatto arrivare di fronte alle coste libiche), dovrebbe essere sì salvato (primariamente dai libici, che invece angariano oltre ogni decenza quei poveracci) ma condotto al più vicino approdo sicuro, che è la Tunisia.

Dove sta dunque il depistaggio mirato a polarizzare per l’ennesima volta la gente su posizioni inconcludenti e dunque innocue per il potere? Che mentre ci s’accapiglia sulla questione dell’“onestà” o meno di chi opera nel settore, non viene minimamente messo in contestazione l’assunto di fondo di tutta la faccenda: possiamo, vogliamo ancora “accogliere” o no?

La domanda da fare è questa, e non c’è legge Mancino che tenga né alcun Papa Bergoglio che può andare a Lampedusa anche tutti i giorni per convincerci di una “favola” che oramai è evidentemente senza senso: non è in alcun modo possibile “accogliere” tutta l’Africa, quand’anche non vi fosse alcun “magna magna” e tutti i soggetti coinvolti si limitassero semplicemente ad aiutare, senza lucrarci, chi è “più sfortunato di noi”.

Gli africani devono stare in Africa, così come gli europei in Europa. Ed anche se siamo disposti ad ammettere una misurata mobilità in questo pianeta che – se non altro per evidenti ragioni storiche – non può essere concepito come perennemente statico anche sotto l’aspetto demografico, questa storiella dei “migranti” in Europa della quale non s’intravede alcuna fine (tanto a casa loro ci sono sempre “la guerra e la miseria”) ha fatto sinceramente il suo tempo perché la misura, anche solo per una questione di quantità, è stata già superata da un pezzo.

Se ci sta tanto a cuore che gli africani stiano meglio, che li si aiuti laggiù, nel modo più semplice e meno dispendioso di tutti: lasciandoli in pace dove sono. Sì, perché da quando s’è mossa, dopo la fine ufficiale del colonialismo, l’armata della “cooperazione allo sviluppo” con la relativa ideologia sviluppista, gli africani non hanno cessato di stare sempre peggio. Insomma, delle due l’una: o si entra nell’ordine d’idee che si governino come meglio credono (ma non glielo lasciamo fare) oppure la si finisce con quest’ipocrisia della “indipendenza africana” e si ricomincia col colonialismo, quello vero, però, rioccupando direttamente l’Africa, così anche là ricominceranno a stare un po’ meglio e, soprattutto, non emigreranno (ma questo invece non si può più fare perché è “politicamente scorretto”, mentre invece va bene il neocolonialismo più subdolo).

La verità è che qualcheduno ha pianificato per l’Europa un futuro da Stati Uniti d’Europa. Che devono adeguarsi in tutto e per tutti a quelli d’America. Il capitalismo selvaggio made in Usa che qui hanno deciso d’imporre, per funzionare al massimo dell’efficienza (cioè della spietatezza e della disumanità) deve agire su una massa di manovra il meno possibile coesa. Per questo, e non per altro, ci vengono cantate le lodi della “società multirazziale” e del meticciato.

Il resto è puro orpello: da chi si arrocca su un “razzismo” grottesco (ed anch’esso di stampo anglo-sassone) in stile Ku Klux Klan a quelli per i quali il massimo della vita è la scomparsa di ogni “forma” (gli pseudo-alternativi che combattono un fantomatico “fascismo” e pretendono le stesse cose del sistema, ma in maniera più spedita).

L’Europa occidentale, poi, è la parte del mondo più densamente popolata, quindi non si capisce quale esigenza vi sia nel promuovere un’immigrazione di massa dal resto del mondo se non quella di farla scomparire puramente e semplicemente. E se proprio il problema fosse quello degli europei che non fanno più figli, la soluzione non è certo quella di una sostituzione di popolazioni a questi livelli.

Perché non s’imprime una decisa svolta culturale tra le popolazioni europee ed in specie tra i giovani? Perché si alimenta ad ogni piè sospinto un modello edonistico e individualistico che non induce a fare figli? Perché non si aiutano programmaticamente (non una volta tanto con un bonus elettorale) le famiglie italiane ed europee?

Perché non esistono politici che amano la loro gente? Perché alcuni di essi sembrano addirittura morsi dalla tarantola dell’odio di sé?

Le famiglie italiane, poi, sono, tra quelle europee occidentali, le più bistrattate. Non c’è campagna elettorale che non sfrutti il tema della “famiglia”, ma a conti fatti questa classe dirigente coloniale amerikana è nemica acerrima della famiglia, in tutto e per tutto. Anzi, sembra essere messa lì apposta per creare dei problemi alle famiglie.

L’immagine del neonato africano salvato dal naufragio accompagna immancabilmente i servizi televisivi sugli “sbarchi” (in realtà “accompagnamenti”). Un quadretto edificante per una storia a lieto fine preparato dalla fabbrica del consenso. Chi potrà mai contestare l’aiuto portato ad una partoriente in balia dei flutti? Ci mancherebbe altro. Ma bisogna cominciare a farsi furbi, e alla svelta, e capire che dietro tutto questo zucchero e miele c’è solo l’amaro calice che noialtri, per menefreghismo e dabbenaggine, stiamo sorbendo col passar del tempo.

Fonte: Il Discrimine

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  1. Alessandro 4 mesi fa

    Quando ci sarà un tribunale di Norimberga contro questi tradìtori della patria voglio sedere al fianco del giudice pet incoraggiarlo nel giudizio affinché non indietreggii dai lupi.

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  2. paolo 4 mesi fa

    Finchè gli uomini non si riprenderanno il potere (e intendo gli uomini con i testicoli e non con la vagina) non si va da nessuna parte. Fuori dalle balle donnette nell’esecito, nelle forze dell’ordine, nelle istituzioni, financo nelle più alte sfere del governo. FUORI DALLE PALLE!!!

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  3. Fabrice McFab 4 mesi fa

    Se nella società europea non si metterà un serio freno definitivo all’immigrazione diventerà totalmente una società multietnica come quella americana ( USA ) dove ci sono da una parte tante etnie, ognuna di esse chiusa in se stessa e focalizzata solo sui suoi particolari interessi e dall’altra parte invece ci sono potentissime lobby private che si comprano i politici e fanno il bello e il cattivo tempo sentendosi sicuri del fatto che una società multietnica del genere essendo molto divisa al suo interno non oserà mai ribellarsi veramente e quindi loro potranno continuare ancora a farsi beatamente i ca… loro per moltissimo altro tempo!!

    In poche parole:

    “Oligarchic power grows exponentially among the confusion of diversity”

    by Paul Craig Roberts

    ps = “Il potere oligarchico cresce esponenzialmente fra la confusione della diversità”, Paul Craig Roberts.

    In particolare:

    The ruling oligarchy hates Trump because he disavows war with Russia, questions the purpose of NATO, opposes the offshoring of Americans’ jobs, and opposes the uncontrolled immigration that is transforming the United States into a multi-cultural entity devoid of unity. The oligarchs are replacing the United States with a Tower of Babel. Oligarchic power grows exponentially among the confusion of diversity.

    Fonte: http://www.globalresearch.ca/trump-vs-hillary-if-hillary-gets-into-the-oval-office-i-predict-nuclear-war-before-her-first-term-is-over/5542397

    E guarda un pò, che strana coincidenza, le oligarchie della UE hanno demonizzato pesantamente Orban, il premier ungherese, l’unico leader in Europa che finora ha messo seriamente in discussione il folle progetto delle oligarchie europee di inondare l’Europa di immigrati extracomunitari ( africani o mediorientali ) senza arte e nè parte e l’unico leader in Europa che ha messo in discussione l’appartenenza alla Nato che come lui giustamente ha sottolineato porta solo caos in giro per il mondo!!

    Ma proprio delle strane coincidenze……!!

    Cordiali saluti.

    Fabrice

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    1. Lorenzo 4 mesi fa

      Non ci sarà mai un tribunale di Norimberga perché rientra nel progetto stesso dell’europa: vedi piano Kalergi e tutto va a posto. vedi qui https://www.youtube.com/watch?v=30D4AR9WUog
      Se la verità rende liberi cosa può fare la menzogna?

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  4. Torrido 4 mesi fa

    Condivido e aggiungo dati 2016 in I/taglia 6 milioni di minori non accompagnati, retta (giornaliera) pro capite varia da regione dai 80 a 120 euro!da aggiungere spese assistenza medica scolastica e per percorsi di assistenza varia,per inserimento,|affidata ai soliti amici della coop.Precisiamo non accompagnati cosi ce li accompagnamo noi fino alla maggiore età.

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  5. maxilib 4 mesi fa

    Continuo a leggere molti articoli che stigmatizzano varie situazioni problematiche dove la politica dovrebbe porre rimedio, ma… forse io sono matto ma avvolte non capisco proprio.Non capisco come le persone non vedano la verita che e’ li in bella mostra, trovo anche difficoltoso spiegare tanto e’ lampante la cosa , ora provero’ con un parallelo tra il mondo animale e la cosi detta umanita’.In natura molte specie sono sociali e usano la socialita’ per preservare loro stessi e la loro genia, parliamo delle sardine che si muovono in gruppo , creano spettacolari movimenti per sfuggire o demotivare i predatori, di questo comportamento ne beneficiano tutte le sardine e la loro specie.Ora parliamo dell uomo anch’esso animale sociale che usa la socialita per migliorare le proprie condizioni di vita e difendere la propria genia, pero in questa situazione si verifica una singolarita’ nell branco degli umani si decide chi verra’ dato in pasto ai predatori, si decide che gli ultimi 100 uomini sardina sono spacciati e che dalla posizione subito sopra la centesima per un numero di 100 si salveranno i piu forti( che in realta sono stati gia selezionati dai vertici)questo gruppo crea regole, grandi discorsi, grandi filosofi, e intanto il ciclo si ripete.Quindi strano a dirsi , reputo piu inteligenti le sardine , che non accettano di fare da vittime sacrificali, ma aspettani il fato.

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      Motivo per cui continuo a considerare l’uomo un essere socievole, ma non sociale. Che sia punto sociale, è una favola rafforzata ad arte per condizionarne viepiù il pensiero e le attitudini, secondo i dettami per l’appunto “sociali”, che mutano a seconda del contesto. La socialità dunque dipende spesso dalle convenzioni, la socievolezza invece dal relazionarsi tra uomini liberi che esercitino la facoltà della consapevolezza; un uomo sociale abbisogna della massa tanto per essere gregario e non sentirsi perduto, quanto per essere protagonista e indirizzarne le decisioni; un uomo socievole invece sa scegliere anche la solitudine quand’è il momento di analizzare e riflettere con maggior profondità e indipendenza di giudizio, dopodiché si confronta socievolmente, e non socialmente, con altrettanti individui che hanno operato il medesimo lavoro: la sua socievolezza gli consente di interagire con chiunque, mentre la sua assenza di socialità gli consente di non dare importanza ai meccanismi sociali forzati, né di esserne condizionato – del pregiudizio della massa non gli importa nulla, nemmeno di avere o non avere un rango nella scala sociale.
      L’uomo-massa è dunque sociale, l’uomo-individuo (ma non l’individualista) è socievole.

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      1. Giorgio 4 mesi fa

        “…la sua socievolezza gli consente di interagire con chiunque,” ed ai frequentatori di quest’ospite manca totalmente.
        “L’uomo-massa è dunque sociale,..” ed anche quest’aspetto è assente. Citodacal le corre l’obbligo di proporre la terza via.

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  6. Walter 4 mesi fa

    Vi invito a leggere un articolo (di oggi) di M. Bottarelli ed, in particolare, il primo grafico ed il concetto che esprime (poi vi spiego cosa c’entra con l’immigrazione incontrollata):
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/5/18/SPY-FINANZA-La-bomba-dei-derivati-nelle-banche-Usa/764600/
    Il concetto che esprime è semplice e agghiacciante: la correlazione tra crisi geopolitiche nel mondo e ansietà del mercato si è letteralmente invertita. Significa che gli investitori confidano, per i loro profitti, in un futuro di guerra e caos e vedono con ansia (mancati guadagni) la pace e la stabilità mondiale. Una delle conseguenze è che non ci sarà alcun freno all’immigrazione da paesi afflitti da fame, guerre e malattie perché i motivi per cui queste persone scappano (e continueranno a scappare) dai loro paesi per venire in Europa si acuiranno.

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      Pensa: nel caso d’invasione militare, riempiendo due bottiglie di benzina e armandosi di tanto coraggio si potrebbe mettere fuori uso un carro armato. Nell’attuale situazione invece, nemmeno quello ci riesce di fare.

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      1. Walter 4 mesi fa

        E’ vero e disarmante ma non smettiamo di ragionarne e di cercare una possibile soluzione. Se ci arrendiamo all’ineluttabile, siamo fregati non solo noi ma anche tutte le generazioni future.

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        1. Giorgio 4 mesi fa

          Anche questo commento non lo capisco.

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  7. Torrido 4 mesi fa

    X Maxilib ha dimenticato, l’esempio dei polli, cioè noi che tra darsi da fare per il sostentamento e tutti i problemi sempre di più economici,fiscali,ecc..in aggiunta la delinquenza straniera impunita, sempre più dilagante, che ti costringe a stare in disparte sempre in attenzione e diffidenza per difendere il tuo territorio,ci sono politici ingordi che ne approfittano fregandoti alla grande.Ricordiamoci che se votando potessimo cambiare le cose, non ci farebbero votare!!

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    1. Maxilib 4 mesi fa

      Ottima considerazione torrido,continuo a dire che la uomo e fondamentalmente sociale per bisogno e chi regola lo stare insieme dovrebbe ” sfruttare” questo aspetto e ampliarlo al massimo rendendo tutti felici.Spesso le comunità in difficolta sono corse.Vi faccio un esempio io conosco poco i miei vicini ma sono sicuro che in caso di calamità che colpisca indiscriminatamente in una settimana entrerei in confidenza molto di più di anni di vicinato.Perche questo?La società e’ costruita su un fondamento la competizione che allontana le persone,rifiutare qualsiasi competizione rende liberi,lo so e’ molto faticoso e quasi da pazzi però vi invito a provare anche per un giorno

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