Immagini reali del “giardino d’Europa” idealizzato da Borrell

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di Luciano Lago

L’assassinio di un adolescente di 17 anni per mano della polizia in Francia mette in discussione “la metafora del giardino/giungla” del capo della Diplomazia dell’Unione Europea.
Joseph Borrel, massimo rappresentante della UE, aveva dichiarato che “l’Europa è un giardino mentre il resto del mondo è una jungla”.

L’omicidio di un adolescente di 17 anni di origine algerina per mano di un ufficiale di polizia francese ha trasformato il paese francese nel teatro di proteste senza precedenti sfociate in violenze e rivolte estese in tutte le città.

L’indignazione francese per la violenza della polizia non è molto coerente con il punto di vista di Joseph Borrell, capo della politica estera dell’Unione europea (UE), che ha paragonato l’Europa a “un giardino” e il resto del mondo alla “giungla”.

Almeno 2.000 persone sono state arrestate e migliaia di auto date alle fiamme, assieme a negozi e strutture pubbliche e private, durante le proteste in Francia in seguito all’assassinio del giovane da parte delle forze dell’ordine.


Il presidente Macron cerca di minimizzare e tenta di scaricare le responsabilità sugli altri, sulle famiglie che non controllano i ragazzi che sono in strada, sui social che aizzano le rivolte e se la prende persino con i videogiochi troppo violenti che influenzano i ragazzi. Nessuna autocritica sulle responsabilità del suo governo che ha attuato politiche neoliberiste nel paese che hanno acuito le differenze sociali e l’emarginazione delle periferie degradate.
Macron si preoccupa soltanto della sua immagine e continua ad ammantarsi di retorica mentre la situazione gli sfugge di mano.


Lo stesso Macron era molto abile a criticare gli altri, come criticava l’Iran quando avvenivano disordini in quel paese (sobillati dagli occidentali), criticava la Russia per la repressione di manifestazioni di protesta, criticava la Cina e il Venezuela e via dicendo. Evidente che Macron non possiede uno specchio all’Eliseo per guardarsi lui stesso per quello che è in realtà: un oligarca che appartiene alla cerchia della elite dei banchieri detentori del potere esercitato per conto degli interessi del grande capitale.

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