ILVA e Plastic Tax – Avanza il processo di deindustrializzazione dell’Italia

di Luciano Lago

Si poteva pensare che il Governo giallo rosso avrebbe preso dei provvedimenti per difendere il sistema delle imprese e garantire i posti di lavoro (almeno quelli che ci sono) anche per evitare il drastico calo del consenso ai partiti di sinistra.
La classe politica italiana ed in particolare quella che ha responsabilità di governo si è invece data una “martellata sui piedi” per seguire le direttive della UE e sembra non abbia neanche valutato le conseguenze dei provvedimenti che prende.
Il caso ILVA e la Plastic Tax sono lì a dimostrarlo. Quando l’inconpetenza e la stupidità si uniscono a chi non ha una visione di futuro e tanto meno una capacità di gestire una politica industriale che sia minimamente conforme all’interesse nazionale.

Niente da fare, pur di reperire risorse il governo giallo rosso, abusivo e non eletto, si affanna a mettere tasse sull’acqua e sul latte attraverso le bottiglie di plastica. Peggio ancora il caso dell’ILVA di Taranto che provoca la fuga del gruppo franco indiano che aveva preso la gestione degli impianti e che, grazie ai provvedimenti contraddittori, clausole aggiunte poi tolte e poi rispristinate, ha trovato il pretesto di rescindere il contratto e prendere la via di fuga da una paese come questo dove non esiste certezza.
In presenza di scelte di breve respiro e dichiarazioni del governo che si accavallano e si contraddicono, viene meno l’affidabilità del paese Italia. Tutto questo provoca la sfiducia degli investitori internazionali, disincentivati ad investire dall’incertezza e dall’assenza di interlocutori credibili. Una incertezza che provoca anche la rinuncia delle imprese italiane, che continuano a produrre e lavorare in controtendenza per mantenere i posti di lavoro e rimanere sul mercato, ma che sempre di meno sono intenzionate ad investire, per le scarse prospettive di futuro che si attendono.
Alta imposizione fiscale, enorme carico di burocrazia, sistema giudiziario da terzo mondo, incertezza sulla normativa, sono tutti elementi che spingono anche molte delle imprese italiane a migrare e delocalizzare gli impianti all’estero, questo perchè fare impresa in Italia è ormai un lavoro impossibile.
Procede quindi a ritmo accelerato la deindustrializzazione dell’Italia, un processo che era iniziato in forma massiccia negli anni ’90, con protagonisti personaggi come Romano Prodi, Massimo D’Alema, l’ex presidente Carlo Azelio Ciampi e soci.
Un processo che aveva fatto arricchire i grandi potentati finanziari e che era sospinto dall’Europa e dalle centrali finanziarie transnazionali e che è continuato per forza di cose negli anni successivi con la vendita di decine di marchi del Made in Italy.
Il sistema dell’euro come sistema di cambi fissi ha poi dato il colpo di grazia al paese con le regole europee che stabilivano come prioritario la riduzione del debito pubblico, la stabilità dei mercati, il rispetto del pareggio di bilancio.. Esattamente il contrario di quello di cui l’Italia avrebbe bisogno, ovvero di una politica espansiva di opere pubbliche, di riassetto del territorio, di incentivi alle imprese e riduzione del carico fiscale, il più alto in Europa. Una politica che avrebbe dovuto mettere al primo posto il lavoro e le comunità, piuttosto che i mercati, la finanza e il debito.

Proteste operai all’ILVA


Tuttavia risulta impossibile prendere queste misure con le regole imposte dalla UE e con uno stato privo di una propria moneta e di una banca pubblica, garante di ultima istanza. Si procede quindi così a tentoni, con un gruppo di politicanti improvvisati, privi di competenze e di esperienza. Esemplare il caso di Gigino Di Maio, passato dal Ministero del Lavoro al Ministero degli Esteri per improvvisarsi al gioco del grande statista”.
Mentre però i personaggi della scena politica giocano a fare gli statisti, incapaci di avere una visione che non sia quella imposta dalle oligarchie della UE, il paese affonda, la disoccupazione cresce, le imprese fuggono, i giovani più preparati emigrano per mancanza di prospettive e aumenta (non per caso) il flusso dei migranti dall’Africa e dall’Asia come mano d’opera sostitutiva, a basso costo. Un grande business per le mafie che lucrano sul fenomeno. L’unico business possibile nel paese Italia.

20 Commenti

  • Monk
    6 Novembre 2019

    Il coglione di maio con salvini e tutti gli altri fanno bene a incularci a sangue, un popolo di pavidi deve essere perseguitato, umiliato e poi buttato nella monnezza.

  • G. De Benzi
    7 Novembre 2019

    Guardi monk se lei nota LA pigmentazione di di maio e’ come quella di parenzo l’ebreo , non vorrei fosse ebreo pure lui si spiegherebbe LA tremenda faccia tosta con cui mente , appena 1 settimana prima di mettersi con I sinistri circolava Un video dove Di maio diceva mai con questi depravati di gioventu del PD che a bibbiano si son macchiati delle peggio nefandezze ,questo ragazzino e’ degno di essere un figlio di Giuda ,falso uguale , stavo guardando se il cognome e’ giudeo non sembra ci sta Della Valle del vecchio doerlfles( quel vecchiaccio onnipresente da Mirabella) Della rocca , de Rossi pure poggiolini ebreo !?!??! Bondi ebreo !?!?! ma di maio no ma magari e’ per via maternal che lo e’ troppo marroncino

  • atlas
    7 Novembre 2019

    nel Salento, Due Sicilie, ci sono il 26% di casi di tumori in più rispetto alle altre regioni; si può fare qualcosa anche per quei bimbi che a causa dell’ilva nascono già malati ? O si deve continuare ad accettare passivamente morti e malattie per tenere occupate migliaia di Famiglie perchè a Roma serve l’acciaio

    la soluzione io credo ci sia: produrre non inquinando e danneggiando ambiente e umani. Ma questo, con la sua nazionalizzazione, dovrebbe essere un’interesse dello Stato, solo che magari costa molto, che facciamo ? Profitto contro morti ? Non vince nessun proletario

    • Michael
      7 Novembre 2019

      Sono d’accordo con te!! L’Italia ha quello che si merita povertà in aumento sempre di più

  • carmine
    7 Novembre 2019

    Un articolo senza frumento. In Italia le imprese hanno voluto e fatto affari con sistema di corruzione istituzionalizzato. Ilva è caso eclatante. La svendita voluta dal sistema liberista che ha sostenuto che le imprese vanno affidate alla libera concorrenza dei privati. I privati entrati in possesso dell’Ilva hanno incassato i proventi lasciando che la fabbrica producesse inquinamento. I morti per tumori testimoniano sistema di corruzione che partiva dalle Ausl alla regione allo Stato. Gli indiani se ne vanno perché dicono che i commissari hanno affermato il falso. Lo facevano quando era ministro quel filosofo del nulla che si chiama Calenda. Era il ministro di quel carciofo che si chiama Monti. Il governo per costituzione riceve il mandato dal parlamento. Il parlamento dovrebbe esercitare in nome del popolo la sovranità. Vediamo invece un parlamento di nominati rappresentare le lobbies finanziarie mafie camorre che hanno in ostaggio il paese. Il popolo deve pretendere di essere rappresentato. Una testa un voto. Gli stupidi si agitano senza individuare il difetto. La sovranità appartiene al popolo. Gente come Monti dovrebbe essere processata per crimini contro il popolo. I stelle hanno ottenuto il consenso per scardinare il sistema mafioso di potere. Il fallimento totale non cambia la giusta esigenza, ineludibile del popolo. L’Ilva documenta che cazzo di paese è l’Italia e quale sistema di corruzione gestisce lo Stato.

  • Graaf
    7 Novembre 2019

    Greta Atlas ma si vergogni lei e LA sua Sicilia Terra di traditori vi state facendo invadere come dei mammalucchi , grazie a voi e alla vostra indolenza ignavia accidia apatia secolare conclamata di voltagabbana siete la porta d’ingresso europea dalla quale entra tutta sta teppaglia colorata orda di razze di razze distruttive oggi stamattina parlavo con un americano pensionato che scuoteva LA testa diceva che lo stesso fanno in america con LA differenza che l’italia e’ grande come uno sputo ,ma si vergogni atlas thunberg dei miei cogl….e mi viene a fare LA morale ecologista mi ricorda quel rabbi di blondet ( uguale al rabbino toaff sembran gemelli ) che adesso si mette a fare l’identitario bianco

    • SEPP
      7 Novembre 2019

      Condivido quasi tutto di quello che hai scritto, non sono d’accordo sul fatto che i5*erano stati creati per combattere il sistema. Un partito azienda con a capo come prima tessera Sassoon, famiglia inglese ingrassatasi con la guerra dell’oppio e i traffici della compagnia delle indie. Un comico con idee maoiste del katanga, uomo del britannia, un uomo rancoroso che rifiutato dai radical-chic si è rifatto un partito come san paolo fece con il cristianesimo, i suoi rappresentanti del partito non sono sprovveduti come si pensa, la base crede alla piattaforma che li elegge, ma un partito nato nel mondo della telecomunicazione non è trasparente come sembra, i risultati vengono elaborati e poi a piacere presentati al pubblico come frutto della democrazia. Il primo che ha esposto la verità è stato pizzarotti. Non sono inesperti ma seguiti da un tutor che li affina. I 5 stelle sono l evoluzione della lega di Bossi, i risultati sono alla vista di tutti, nessuno dei due partiti ha prodotto qualcosa di buono.

    • Kaius
      7 Novembre 2019

      Ma almeno noi li buttiamo in mezzo alla via,voi al nord ve li prendete pure a lavorare.

      • atlas
        8 Novembre 2019

        kaius, finchè stiamo in questa situazione è tutto solo molto pericoloso. Indipendenza subito o i graaf/sed inquineranno tutto; si riproducono come i topi (le zoccole)

    • atlas
      8 Novembre 2019

      stranieri irregolari (ma per me lo sei anche tu se vieni nelle Sicilie) entrano anche da Ventimiglia, Trieste, Gorizia, Bardonecchia, Como …

      io piuttosto mi vergognerei se dovessi stare, come te, in mezzo ai transessuali dalla mattina alla sera facendo il cazzo

      il sepp l’avevo già adocchiato in precedenza senza bisogno che si segnalasse da solo

      paro cerca paro e paro piglia

  • Oswald Cobblepot (the Penguin)
    7 Novembre 2019

    La questione ILVA è complessa, per molteplici ragioni.
    (i) E’ una situazione compromessa da decenni, per cui occorre un risanamento ambientale e finanziario costoso.
    (ii) A detta di molti, l’acciaio che esce da quegli altiforni è di ottima qualità, al punto che esporta(va) anche in Germania e negli USA (per il settore ferroviario, ad esempio).
    (iii) I dazi statunitensi, per quanto giustificati dal lodo arbitrale WTO, penalizzano pesantemente l’export italiano, anche in questo. E se non si vende, non si produce.
    (iv) La nostra magistratura non aiuta, poiché decretare lo spegnimento di un altoforno (nr. 2) non è come spegnere la bocchetta del gas domestico. E’ un’operazione complessa. E quel che è peggio, è poi ancor peggio riaccenderlo. Spegnere un altoforno in quella situazione, per quanto possano essere profonde le giustificazioni strettamente giuridiche, comporta l’effetto di peggiorare la crisi.
    (v) La politica, ovviamente, ci mette del suo; nel momento in cui il decreto “sfascia-imprese” eliminava lo scudo penale (che è solo uno dei motivi per cui Archelor-Mittal ha gettato la spugna), DiMaio brindava a prosecco con il presidente cinese Xi per la partecipazione futura dell’Italia al progetto “Nuova Via della Seta”, ottenendo pregevoli risultati.
    a. Come capo politico del M5S affondava la residua siderurgia italiana, favorendo le produzioni francesi e quella turca, ma soprattutto quelle asiatiche, perché oggi la posizione dominante in Europa non ce l’ha un produttore europeo piuttosto che un altro, ce l’hanno le importazioni asiatiche, in particolare quelle cinesi. Un occhi di riguardo verso la Germania perché la Thyssenkrupp ha stabilimenti propri in Cina.
    b. Come Ministro degli Esteri ha provocato l’irritata reazione statunitense, con un Donald che si chiede se ne valeva la pena del celebre “Giuseppi, go! Good luck” di quest’estate.
    (vi) Ma non è detto che finisca così, poiché ser Renzo da Rignano starebbe lavorando per costruire, intorno a Jindal, Arvedi e CDP, una cordata pronta a subentrare al gruppo franco-indiano.
    (Fonti. https://www.ilsussidiario.net/news/caos-ilva-sapelli-azionista-privato-e-sostegno-dello-stato-ecco-come-fare/1945654/ in data 06/11/19 – http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/la-bomba-ilva-un-altro-regalo-alla-cina-esplode-proprio-mentre-di-maio-brinda-con-xi/ in data 06/11/19).
    Un saluto da Gotham, il Pinguino.

  • Giacomo
    7 Novembre 2019

    Il sig. Graaf dovrebbe per coerenza prima di sparare sentenze contro il prossimo farsi un giro nelle zone limitrofe dell’Ilva, magari provare a viverci per qualche anno informandosi sul tasso di persone con malattie gravi presenti in quella zona e magari rendendo loro omaggio per la sua presunzione.
    Lei è il classico esempio di persona che venderebbe la salute altrui per 100 denari. Complimenti! Bella visione di insieme cristallizzata a meccanismi ormai superati di cui possiamo fare a meno con un po’ di sforzo collettivo.
    E non è un discorso politico, anche perché a cristallizzarsi sulla politica in Italia si rischia di diventare allineati alle propagande ora di una parte ora dell’altra e di essere privi di una fonte critica di pensiero e di fare i classici discorsi con slogan da nullità totale già triti e ritriti come “zecche”, “trogloleghisti”, “gretini”, “complottisti”, andando verso l’infinito della mediocrità ed oltre.
    Per andare oltre alla mediocrità galoppante abbiamo bisogno di superare questi motti da bar o da stadio, altrimenti il dibattito perde solo di valore, abbassandosi ai livelli proposti dalla politica, il che non credo sia un bene per la società.
    Dovremmo cercare di andare oltre la politica proprio perché la politica a tutti i livelli in Italia fa schifo ed ha sempre fatto schifo.

    • atlas
      8 Novembre 2019

      vacci piano a scrivere (per non perdere tempo)

      graaf / sed / max, ha un linguaggio terminologicamente limitato, avrà compreso circa un quarto di ciò che hai scritto

      è un consiglio

  • andrea z.
    7 Novembre 2019

    L’acciaio è una materia prima lavorata, con differenti gradi di perfezione. Grazie al lascito della grande industria siderurgica nazionale di proprietà pubblica, gli acciai piani di Taranto sono di altissima qualità, tra i migliori al mondo. E in un Paese caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese, questi sono venduti per circa il 70% a copertura del fabbisogno nazionale. Di fatto le imprese metallurgiche, meccaniche e affini italiane possono acquistare questo acciaio di altissima qualità a un prezzo inferiore rispetto a quello dell’oligopolio internazionale. Quindi la chiusura dell’ultimo impianto a ciclo integrato rimasto in Italia sarebbe oltremodo grave: verrebbe meno uno dei pochi fattori che consente alla nostra piccola e media impresa di resistere.
    https://www.ilsussidiario.net/news/caos-ilva-sapelli-azionista-privato-e-sostegno-dello-stato-ecco-come-fare/1945654/

  • Graaf
    7 Novembre 2019

    Guardi signor Giacomo se passera’ I’ll commento del signor DeBenzi capira’ meglio che il suo stracciarsi le vesti e’ inutile vale tanto come LA Protesta dei gilet gialli a Parigi ! Cos’ e’ cambiato niente , lei signor Giacomo deve solo fare affidamento sui fascisti quelli veri non gli impagliati spaventapasseri che ci stanno adesso cominci lei per primo a pensare da fascists a impuntarsi anche sulle cose piu banali a essere intransigente sembra poco ma lei fara’ tremare I polsi ai padroni giudei e ai massoni xche’ forse non lo sa ma sono dei gran cacasotto I giudei ,vi tengono in pugno solo xche’ voi lo siete ancora di piu causa blondet chiesa mazzucco e gli altri stracciacoglioni che avvilirebbero anche Rambo

  • MDA
    7 Novembre 2019

    grullo katanghista?
    ma quando mai! grullo DC doc!
    messo in rai all’epoca del PSI rampante per sputtanare Craxi in particolare e i socialisti in generale e ridimensionarli, sia mai che fosse riuscito a portare via tutti i voti al PCI unico vero alleato della DC..

    • MDA
      7 Novembre 2019

      e infatti oggi movicesso alleato del PD (DC+PCI)

  • atlas
    8 Novembre 2019

    QUANTI MORTI E AMMALATI DUO SICILIANI CI SONO VOLUTI AI DEMOCRATICI PER CAPIRE CHE ALLA FINE SI DEVE NAZIONALIZZARE TUTTO ?

  • Eugenio Orso
    8 Novembre 2019

    Scontato il processo di deindustrializzazione del paese occupato Italia, deciso anni addietro dagli occupatori/decisori finanz-globalisti-giudaici.
    Ricordiamoci che l’Italia non ha più un’industria automobilistica nazionale dopo che la Fiat è “emigrata” … cosa ancora più rilevante della perdita, prossima ventura, della siderurgia.
    Questo perché si stabilì, a suo tempo, che in continente dovevano restare solo i gruppi automobilistici tedeschi (grosse e medi cilindrate, auto di lusso) e francesi (city car, piccole e medie cilindrate).
    I governicchi collaborazionisti di questi ultimi anni, per quanto starnazzino contro i “gruppi privati” alieni che chiudono stabilimenti, delocalizzano e licenziano, non sono che certificatori della distruzione della struttura industriale italiana.
    cosa che si inserisce in quadro più ampio di sacchieggio della penisola, se pensiamo alla demolizione dello stato sociale, all’aumento della pressione fiscale con il ricatto del debito, alla volontà di mettere le mani sul risparmio privato (superiore di molto a quello tedesco!) e sul cospicuo patrimonio immobiliare nazionale.
    Ilva non è che l’ennesima tappa di questa corsa al saccheggio elitista dell’Italia,

    Cari saluti

  • Mardunolbo
    8 Novembre 2019

    Ogni industria che produce, come ogni umano, produce anche rifiuti ed inquinamento.
    Per questo ,l’industria stessa ha elaborato, in Europa, fior di filtri e meccanismi di controllo/gestione dell’inquinamento.
    Ovvio che questi meccanismi di controllo costano.
    Perchè non vengono applicati all’ILVA di Taranto ? Percjhè ci s scanna sull’inquinamento (verissimo) e non si parla mai di adottare le necessarie misure di abbattimento degli inqunanti ?
    Facile discutere se chiudere o non chiudere…
    Come la facenda degli inceneritori ! Uguale finta diatriba di cui i 5stalle si sono impadroniti nella loro colossale ignoranza. Ogni induistria produce inquinamento…ed ogni inquinamento può essere abbattuto anche fino a quasi ZERO se si adottano filtri e separatori.
    Perchè ormai da decenni i depuratori delle acque fognarie sono adottati e nessuno più fa polemiche ?
    Perchè la popolazione è informata e conosce ormai il valore dei depuratori delle acque.
    Esistono pure i depuratori dei fumi . Perchè gli ignoranti abissali dei governi non ne parlano ?
    Sarebbe ottima cosa avere industrie e filtri/depuratori dei fumi e degli scarichi. Si otterrebbero così lavoro per tutti ed ambiente sano senza grandi problemi.
    Ma valloa chiarire al popolo ed ai politici !

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