ILVA e ALITALIA sono solo l’emblema della crisi di deindustrializzazione di cui soffre l’Italia


di Luciano Lago

Se dobbiamo analizzare sinteticamente quali siano state le cause dell’attuale crisi industriale che sta attraversando l’Italia, dobbiamo fare un passo indietro. Tutti ormai sappiamo o dovremmo sapere che, dal 1992 in poi, in Italia si era svolta la maggiore campagna di privatizzazioni di aziende pubbliche mai verificatasi in Europa.
Gli esponenti politici dei Governi di Centro Sinistra (e Centro Destra) di quel periodo, da Romano Prodi a Massimo D’Alema, Giuliano Amato, Carlo Azelio Ciampi, Lamberto Dini, Silvio Berlusconi, ecc.. si erano impegnati al massimo per tale campagna di privatizzazioni delle aziende pubbliche italiane, quelle che costituivano il patrimonio nazionale e che doveva essere venduto a investitori privati (quasi sempre esteri ) per consentire allo Stato di far cassa, di liberarsi di oneri di gestione, per guadagnare efficienza e per abbattere il debito pubblico, così ci raccontavano.
Presi dal fervore ideologico di aderire quanto più possibile al sistema economico predatorio neoliberista, quello inaugurato dalla Thatcher in Europa, i politici di cui sopra decisero di smantellare il sistema delle partecipazioni statali e di cedere ai privati quelli che erano alcuni fra i principali asset di produzione industriale e finanziaria e quindi fonti di ricchezza nazionale.
Non è un caso che, in quel periodo, arrivarono in Italia le multinazionali anglo-americane, francesi, olandesi per fare shopping, ovvero per acquistare a prezzi di saldo (considerando che c’era appena stata la svalutazione della lira nel 1992) le società industriali italiane nei settori quali meccanica di precisione, agroalimentare, elettromeccanica, alluminio, ecc.. La lista sarebbe lunga ma furono esemplari i casi della Nuovo Pignone passata alla General Electric USA, o la ItalGel acquistata dalla Nestlè, come le aziende manifatturiere del gruppo EFIM messo in liquidazione nel 1993 e durata diversi anni.
Da notare l’intervento delle grandi entità finanziarie, i famosi “contractors” – che hanno accompagnato i processi di privatizzazione, ottenendo compensi, attraverso ruoli plurimi tra le funzioni di advisor, valutatore, intermediario, collocatore e consulente, pari ad oltre 2,2 miliardi: si tratta, fra le altre, di Societè Generale, Rotschild, Credit Suisse First Boston, JP Morgan, Merril Lynch, Lehman Brothers, ovvero del gotha finanziario a livello internazionale, lo stesso che aveva fatto pressioni per accelerare il processo di privatizzazioni.

Schema privatizzazioni


E se l’obiettivo ufficiale dichiarato era quello di operare per una liberalizzazione dell’attività economica, favorendo la libera concorrenza, il risultato più evidente è stata la consegna a monopoli privati di attività e servizi gestiti precedentemente dal settore pubblico, con l’effetto di trasformare queste attività da una funzione sociale a funzione unicamente finalizzata alla redditività economica.
Se consideriamo la questione della politica economica dei governi succedutisi dal ’92 in poi, è palese che le privatizzazioni hanno prodotto anche il nefasto risultato di segnare per il nostro Paese l’ultimo passo del processo generale di deindustrializzazione, che già era stato avviato da anni prima, arrivando a un risultato di uno specifico processo di destatalizzazione.
Con lo slogan “privato è bello, il mercato prima di tutto”, sono stati consegnati nelle mani di alcuni grandi monopoli privati, importanti settori strategici come quello bancario ed assicurativo, delle telecomunicazioni, siderurgico ed alimentare, sebbene i politici giustificavano questo processo affermando che questo riguardasse primariamente l’industria pubblica in difficoltà, quando per la verità tutti i dati economici dimostrano il contrario: il 64,8% delle aziende privatizzate apparteneva ai settori bancario assicurativo e delle telecomunicazioni, finanziariamente remunerativi già sotto la gestione pubblica.

Romano Prodi e l’ing. De Benedetti, uno dei beneficiati della svendita dell’IRI

Neppure il debito pubblico ha ricevuto sostanziali riduzioni per effetto della svendita del patrimonio pubblico, anzi ha continuato inesorabilmente ad aumentare anche per effetto del peso degli interessi, come esiziale carattere di un sistema di usura.
Tuttavia i dati sono nulla di fronte del fondamentalismo ideologico, alla adesione ai principi del neoliberismo più sfrenato che ha attraversato e permeato tutte le culture politiche ed amministrative dell’Italia di quegli anni.
I principali protagonisti di quella campagna sono stati soprattutto gli esponenti della sinistra, caparbiamente convertitisi al liberismo, pur di far dimenticare la colpa di aver avuto in passato una visione collettivista della società.
Con questo processo e le varie leggi fatte approvare di conseguenza, di fatto è stato distrutto il precedente sistema economico produttivo, quello di stampo keynesiano che era peraltro sancito dalla nostra Costituzione.
Determinante è stata l’influenza della Unione Europea che non ha mancato di opporsi a qualsiasi intervento di Stato, ed ha reso ancora più difficile qualsiasi soluzione delle varie crisi industriali verificatesi negli ultimi trenta anni.
Senza una struttura industriale degna di un paese avanzato, con lo Stato privato del potere di emettere una propria moneta, in assenza di un Banca Statale garante di ultima istanza, nella gabbia del sistema europeo del Fiscal Compact, è facile prevedere che l’Italia dovrà soccombere rispetto a tutti i paesi avanzati ed è destinata a diventare il terreno di caccia delle entità finanziarie, propensa a perdere anche gli ultimi asset pubblici, dall’ENI a Finmeccanica e pochi altri.
Peccato che sia ormai tardi per un possibile risveglio dei cittadini italiani, eredi di un grande paese e di una grande cultura, svenduta ai potentati finanziari transnazionali per bassi giochi di interesse da una classe politica infame.

16 Commenti

  • Sed Vaste
    19 Novembre 2019

    Qusti Del PD e Del M5S sono degli emissari di Satana Bugiardi Rinnegati ladri traditori depravati ecc non si fanno mancare niente dei veri ministri di Satana ,vi Hanno riaperto I porti , agisono per conto del loro padrone satana di certo non agiscono per I’ll bene degli italiani ,ora rivogliono lo ius Soli , tirano giu I crocifissi dalle scuole hanno sdoganato I sodomiti e tutti I pervertiti ma che si decidessero una buona Volta a Farsi da parte e a far sedere I’ll loro Padrone che venerano in Segreto Belle loggie massoniche Lucifero ( tutti I politician sono legato alla massoneria sono dei massoni) Il PD E I’ll m5stelle devono smetterla di fare il katecon , che si mostri finalmente l’anticristo tanto e’ gia’ presente basta vedere internet uno tsunami di depravazione , un porcile digitale a cielo aperto ma nemmeno I maiali soffrono di pudicizia a confronto con quel che si vede sul Web , e poi vengono a starnazzare le prefiche Ebriche come l’ebrea Segre per qualche comments che li critica,,pouah ! LA giudaglia proprietaria di internet andrebbe presa in blocco messa sul Titanic con Al Timone Schettino e via destinazione inferno

    • Sandro
      19 Novembre 2019

      Si, quello di cui ti lamenti è indiscutibile, ma lascia stare Satana. Questo poveretto non può star dietro a tutto ciò che deve essere sbagliato. Tieni presente di Dio, essendo un megalomane – non lo si può negare – , ha creato un universo infinito e infiniti saranno anche le sue creature sparse non solo nella nostra terra. Pertanto il povero Diavolo avrà ben altro da fare che qui in terra.
      Dovresti essere più disponibile a pensare che, come dicono le “sacre” scritture, essendo gli uomini creati ad immagine e somiglianza del Padre, siano essi stessi a dare una mano, per solidarietà, al Diavolo per compiere quel male che Egli non sarebbe in grado, per l’ampio lavoro di cui sopra, di svolgere

  • G. De Benzi
    19 Novembre 2019

    “La finanza Mondiale e’ in mano agli Ebrei .Chi possiede le casseforti dei popoli dirige la loro politica .Dietro i Fantocci di parigi sono I Rothschild i Warburg gli Schiff i Gugghenheim i quali hanno lo stesso sangue dei domitatori di Pietrogrado e di Budapest , la Razza non tradisce la Razza ” 4 giugno 1919 Di Benito Mussolini ,100 anni fa il Duce aveva capito quel che voi fingete di non capire , E poi chiedere l’emissione Della moneta come no ! E’ come chiedere ad un ladro indietro LA refurtiva ma figuriamoci ,gli Ebrei dopo Secoli di Strozzinaggio Usure Truffe Scandali e ladrocinii various hanno trovato LA pietra filosofale I’ll sistema di trasformare LA carta straccia in oro manco a Cagliostro pure lui ebreo riusci’ cotanta impresa , figuriamoci se vi danno l’emissione piuttosto credono in Gesu e LA Madonna ,

    • atlas
      19 Novembre 2019

      c’è tanto oro nostro negli usa. Non mi ricordo dove l’ho letto, sono ancora un pò stanco, nè chi fu a fare l’accordo e a mandarlo lì e non ho voglia di fare ricerche. Fu a causa del timore d’invasione sovietica decenni fa, ma quell’oro è perso per sempre, non credo nessuno ce lo ridarà mai indietro

      • Monk
        19 Novembre 2019

        Traditore meschino, scrivi ancora?

        • Sandro
          19 Novembre 2019

          Certo è che Atlas si è espresso in modo alquanto vago. Ma, ammesso che offendendo si risolvono i problemi, per dargli del meschino, non dovresti incorrere nel suo stesso errore. Dovresti documentare in dettaglio il motivo.
          Personalmente non credo che parte del “nostro” oro sia espatriato nel timore che altri, a qualcuno non graditi, se ne appropriassero. La ferocia politica di dissuasione nei riguardi dei non graditi a mettere le mani sull’Italia, nei decenni addietro, è stata magistrale anche se non originale.

          • Monk
            19 Novembre 2019

            A prescindere è un meschino traditore, non ce l’ho con lei., ergo, non faccia l’avvocato

          • atlas
            20 Novembre 2019

            non fare il guappo con persone civili monko.

            Tratta con me che con te di civile non ho nulla

  • eusebio
    19 Novembre 2019

    In Italia ed Europa sono mancati i grandi gruppi privati industriali, quelli che oltre a fare servizi come Suez facevano anche industria tecnologicamente avanzata come Apple e HP negli USA o Sony e Samsung in Giappone e Corea.
    Oltre ai colossi dell’auto franco-tedeschi che ora risentono del riitardo tecnologico dei loro rispettivi paesi in Europa non c’è rimasto niente, oltre a Siemens e Ericcson..
    La mano pubblica nei servizi serve a far ripartire gli investimenti e a far sviluppare di nuovo un processo virtuoso di climax tecnologico avanzato che permeta all’economa europa di nuovo di essere competitiva.
    La UE è controllata dalla grande finanza ma ora questa comincia a risentire del declino industriale delle società occidentali e dall’assenza dai grandi mercati dell’Asia, almeno quello cinese.
    In Europa dopo aver manovrato le sinistre ora cerca di scimmiottare i sovranisti, con Macron che fa il finto anti NATO o Renzi che mette su un inesistente partitino con parlamentari e slogan falso sovranisti.
    Il declino economico di euro ed UE preannunciano il ritorno alla socranità politica ed anche economica dei singoli stati.

  • Max Dewa
    19 Novembre 2019

    Lei atlas e influenzato a una certa eta’ certe fatiche uela ma non e’ mica piu un ragazzino 2 mogli poi ! E adesso che lei e’ qui queste 2 disgraziate cosa fanno da sole si ammazzano a colpi di dildo ,scusi ma non ci credo , e poi non mi parli d’oro l’unico Oro che e’ stato nelle mani degli italiani e’ stato l’oro Dei fascist I quello raccolto Da Mussolini e che I comunisti si sono inculati a Dongo per aprire LA sede del PD In via delle botteghe Oscure Nome omen

    • atlas
      20 Novembre 2019

      ti ripeto che da almeno dagli anni ’50 dell’oro nostro (abbastanza) è custodito negli usa. Ma sono convinto che non lo riavremo mai indietro. Non fare il monko che quando vuoi quel cervello malato lo fai funzionare

      diverso invece il fatto suo, lì è proprio la materia prima che manca

  • Graaf
    19 Novembre 2019

    Sentivo il presidente Conte un vero miracolato e’ passato dall’anonimato di una meretrice da strada qualunque ad essere presidente in Italia, minkia anche a me farebbe battere I’ll cuore la giudaglia ,LA giudaglia paga profumatamente I propri burattiini come conte ,conte deve accendere una Bella candela votiva quotidian a per LA Segre e LA sua setta di rinnegati del Golgota , le pappate e I manicaretti che si fanno alle vostre spalle del popolo bue voi che continuate a votare ! ,almeno I gilet gialli si sfogano a parigi ma voi manco quello siete solo capaci di prendere sferzate truculenti sulle natiche e sul muso con LA legge bavaglio Della salma ebrea LA Segre siete Pronti da mettere sotto naftalina ,finiti ,spacciati!

  • Eugenio Orso
    19 Novembre 2019

    Io lo chiamerei “Progetto criminale elitista finanz-globalista-giudaico per distruggere il manifatturiero in Italia”, per il quale dovrebbe esserci un corposo dossier, ormai ultradecennale.
    Si cominciò liquidando l’IRI con l’aiuto determinante del criminale Prodi (in seguito Goldaman Sachs), al quale imputiamo una cosa vecchia, molto vecchia, cioé la tentata vendita a De Benedetti, a un prezzo troppo basso, di Cirio Bertolli De Rica nell’alimentare (da qui il soprannomedato all’epoca al boia Prodi).
    Poi, si raggiunse il clou nei primi novanta (1992) con la celebre “gita” sul Panfilo Britannia (messo a disposizione da SM britannica!) con accordi per le privatizzazioni in Italia ..
    In seguito, il collasso della tanto celebrata PMI del nord, che funse per un po’ di tempo come “palliativo” alla distruzione dell’IRI e al ridimensionamento delle grandi fabbriche …
    Il resto lo conoscete ancor meglio, dato che ora il processo di distruzione del manifatturiero è già “a buon punto” (in ultimo, la siderurgia) e stimao entrando nelle fasi finali.
    L’importante è cogliere la sostanza, con uno sguardo dall’alto attraverso gli anni, comprendendo che si tratta di un progetto criminale organico, la cui realizzazione ha richiesto decenni, dagli anni ottanta a oggi..

    Cari saluti

  • Graaf
    19 Novembre 2019

    Ahh no Sandro ,poche storie Gesu chiama I’ll diavolo Principe di questo mondo carta canta e fascists non dorme e’ scritto ! ,che si prenda le sue responsabilita’ il diavolo almeno lui ! Gia’ ci sono I suoi figli prediletti gli Ebrei che eludono, su atlas e’ sconfortante mi dispiace vederlo abbacchiato malaticcio la vacanza al freddo ,ma gliel’ho detto di venire a busto arsizio qui 30 -32 gradi acqua calda sempre pieno di lolite adesso ad esempio un cirlino mi ha cucinato un gang kiew wan me l’ha portato fin in camera roba da mangiarlo col cirlino dentro ,invece Emanuele reho alias atlas va da quei baffoni alla Saddam mezzi zingari mezzi afrikani non lo capisco ,Posso capire crocetta o malgioglio o fico o anche vendola gente a cui piacciono le sciabole tunisine ma lei atlas ha sbagliato posto se lo lasci dire ha cannato

  • Max Dewa
    19 Novembre 2019

    Digitate” avete mai sentito parlare del parlamento ebraico europeo” ci sta il video 7,34 roba da rabbrividire si soon gia’ organizzati come una razza a parte, ai musulmani 40 milioni di musulmani non e’ stato concesso fare un parlamento europeo musulmano mentre agli Ebrei 4 scimmie levantine dalnaso aduco tutto e’ concesso

    • atlas
      20 Novembre 2019

      un vero musulmano non viene a vivere quì nè in america. Quelli che sono quì sono quasi tutti sinistri, antifascisti e giudeizzati, non devono avere nessun parlamento. Come i giudei del resto

Inserisci un Commento

*

code