Il Venezuela reagisce alle Sanzioni di Trump

Migliaia di persone sono scese in piazza a Caracas per manifestare la protesta della popolazione venezolana contro le ingiuste sanzioni dell’Amministrazione Trump che pregiudicano la vita e la salute di larga parte delle persone nel paese Latino Americano. Nel contempo il Governo bolivariano ha deciso di non inviare la sua delegazione alle riunioni per il dialogo previste per l’8 e 9 di agosto alle Barbados, come ha annunciato il vicepresidente per le Comunicazioni, Turismo e cultura, Jorgue Rodriguez questo mercoledì.

E’ stato infatti deciso dalla Presidenza della Repubblica di non inviare in questa occasione la propria delegazione dopo la grave e brutale aggressione contro il Venezuela attuata dalla amministrazione Trump. Il Venezuela è stato infatti sottoposto ad un blocco illegale che impedisce di realizzare le attività economiche, commerciali e finanziarie e che impedisce l’acquisto dall’estero di alimenti, medicinali ed il pagamento dei saldi internazionali pregiudicando il libero commercio fra le nazioni in flagrante violazione della carta dell’ONU.

Segue il comunicato ufficiale:

Il Venezuela è stato oggetto di un tentativo di colpo di Stato e di cambio di regime mediante una azione concertata dal Dipartimento di Stato USA che ha riconosciuto come “presidente legittimo” un certo Juan Guaidò, ex presidente dell’Assemblea nazionale il quale, sceso in una piazza di Caracas, si è proclamato Presidente in sostituzione dell’attuale presidente Nicolas Maduro. Tuttavia la autoproclamazione non ha avuto effetti pratici in quanto sia i militari che la maggiornaza della popolazione non ha dato credito a tale personaggio considerato come un “fantoccio” di Washington.

Da allora l’Amministrazione USA ha proclamato una sorta di guerra ibrida contro il Venezuela sobillando manifestazioni, disordini ed attacchi contro le sedi istituzionali per costringere il Govenrno a dimettersi. Non essendo riuscita nell’intento, Washington è ricorsa alle sanzioni sempre più dure fino al blocco navale del paese. Di fronte a tale azione hanno reagito paesi conme la Russia, la Cina, il Messico, la Turchia ed altri che hanno proclamato la loro soliderietà alla nazione latinoamericana. I paesi del blocco NATO hanno invece riconosciuto l’auto proclamato presidente ma hanno richiesto alle parti di riprendere il dialogo.

Fonte: Resumen Latino Americano

Traduzione: Luciano Lago

4 Commenti

  • atlas
    8 Agosto 2019

    questi sono gli articoli che piacciono a me, dove si vede reazione Sociale e Nazionale. E donne sud americane, tutto sommato le migliori del mondo, non solo nel corpo

  • Mardunolbo
    9 Agosto 2019

    Come spaccano le balle ovunque questi americojons ! Ho letto che il presidente Duterte (Filippine) ha dichiarato che i missili americani, nucleari, non saranno installati mai nelle Filippine per non irritare la Cina. Inoltre ha scambiato insulti con un sindaco filippino, accusandolo di non essere neanche filippino; infatti il mezzo bianco è figlio di ebreo americano !
    Uomini come Duterte mancano in Europa ed in Italia !

    • atlas
      9 Agosto 2019

      sì, ma non lo dire a sed che a lui non piacciono i giudei

      a sed Duterte non piace, è un ‘dittatore comunista’

  • Tamira
    10 Agosto 2019

    In nome di tutte quelle donne buone di cuore….ringranzio a tutti i vostri commenti.

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