Il valore pedagogico della paura


di Federica Florio

E’ del 17 dicembre scorso la notizia del ritrovamento a 100 chilometri dal centro di Imlil, in Marocco, dei cadaveri delle due studentesse scandinave brutalmente stuprate e uccise per decapitazione. Si chiamavano Maren Ueland e Louisa Vesterager Jespersen, rispettivamente di 28 e 24 anni, norvegese la prima, danese la seconda.

La pista che è stata immediatamente seguita è stata quella dell’estremismo islamico, culminata in seguito con l’arresto e l’immediata esecuzione dei tre responsabili. Attualmente sarebbe in stato di arresto un quarto uomo, un maghrebino con cittadinanza svizzera, radicalizzatosi negli ultimi anni e che parrebbe legato ai tre assassini.

Ma perché Maren e Louisa si trovavano lì? Le due giovani donne avevano deciso di avventurarsi da sole, zaino in spalla, sulla catena montuosa dell’Atlante, una meta piuttosto ricercata dagli amanti del trekking, ma ad attenderle invece di una divertente escursione naturalistica hanno trovato la morte.

Turiste scandinave assassinate in Marocco

Non solo sarebbe assolutamente inutile e ridicolo commentare questo tremendo fatto di cronaca utilizzando il registro del razzismo tout court, come hanno prontamente fatto molte testate giornalistiche, ma sarebbe anche fuorviante: il punto della questione non è il maggiore o minore pericolo cui si potrebbe andare incontro in Marocco, a Londra, a Roma o New York, ma è piuttosto l’assoluta mancanza di prudenza manifestata, oggi più che mai, dalle giovani generazioni, le stesse cresciute a pane ed “Erasmus”.

La colpa, se di colpa si può parlare, non è solamente di chi ha spezzato due vite innocenti nel modo più feroce possibile, ma anche di chi ha alimentato la propaganda globalista #noborders secondo cui non solo non esistono confini, ma il mondo è un grande parco divertimenti da esplorare in solitudine per “arricchire” il proprio bagaglio culturale e abbattere i pregiudizi (“il razzismo si cura viaggiando”cit.); gli altri sono tuoi fratelli, amici, compagni di viaggio ( anche se a volte stuprano e decapitano, ma questi sono dettagli).

Ciò che manca è fondamentalmente il valore pedagogico della paura, andato perso nel frastuono delle sirene liberal-progressiste: il mondo non è Gardaland, ma un luogo pericoloso e potenzialmente ostile, a tutte le latitudini; l’essere umano è di base malvagio e se può scegliere tra il fare il bene o il male, sceglierà più spesso il secondo, perché è più facile; gli altri non sono tuoi amici, ma possibili predatori, a maggior ragione se sei una donna (il motto “le strade sicure le fanno le donne che le attraversano” probabilmente era stato fatto proprio anche dalla due vittime, due icone del progressismo liberale).

Spiace umanamente, ma queste due, come del resto anche Antonio Megalizzi, altra vittima della narrazione liberale, hanno pagato il prezzo più caro di un cancro chiamato “globalizzazione” e se vogliamo continuare a sopravvivere dobbiamo insegnare a noi stessi e ai nostri figli a misurare i nostri passi alla luce di quel sacro timore che dovrebbe sempre guidarli.

Meglio essere poco “moderni”, ma vivi, che “cool” sotto terra.

Federica Florio 
Fonte: Il Pensiero Forte
http://www.ilpensieroforte.it/dibattiti/1660-il-valore-pedagogico-della-paura

7 Commenti

  • atlas
    4 Gennaio 2019

    perché ” l’essere umano è di base malvagio ” … ? Mica tutti sono giudei

    per la cronaca gli autori del delitto sono stati prontamente arrestati e condannati a morte, proprio come qui eh ?

  • Brancaleone
    4 Gennaio 2019

    Saranno anche condannati a morte ma se erano mie figlie non ne avrei tratto consolazione. La realta’ e’ che il mondo e’ diviso in diversi gradi di consapevolezza ed evoluzione che non si risolvono con gli slogan. Fino a qualche anno fa i poteri hanno perseguito la strada dell’esclusione e dell’abbandono della maggior parte della terra ovviamente per sfruttarla e cio’ e’ durato secoli, ora cambiano i piani e si pubblicizza il villaggio globale a spese dell’incommensurabile ingenuita’, senza alcuno scrupolo si elude il piccolo dettaglio che l’integrazione autentica impone sforzi almeno pluridecennali. Le mentalita’ di interi continenti non si cambiano con uno schiocco di dita e chi lo vuol far credere e’ in malafede.

  • Filippo
    4 Gennaio 2019

    L’essere umano è di base malvagio? Falso. La società che l’uomo ha costruito crea esseri umani di base malvagi.
    L’uomo è un animale e, come tutti gli animali, portato naturalmente all’empatia (questioni di sopravvivenza a parte).
    Vabbè

  • Max Tuanton
    4 Gennaio 2019

    Non voglio passare per razzista ma questi marocchini soon sempre stati delle bbestie ora sorprendersi che facciano stupri e altro su 2 ragazze bionde e’ ridicolo, questa gente durante LA guerra e’ venuta in Italia a fare le famose ” marocchinate” in ciociaria si inculavano tutto quello che incontravano bastava che respirasse vecchie preti cani capre mucche galline ecc adesso che I nuovi marocchini non abbiano preso un po dai Loro avi che devastarono l’italia central mi sembra pura illusions,le tare ataviche Della razza di queste bestie di marocchini ritornano e come se ritornano ,io a quei marocchini non gliene farei neanche piu di tanto una colpa soon bestie e’ universalmente risaputo ,da delle bestie ci so puo solo aspettare atti bestiali

  • Monk
    5 Gennaio 2019

    La notizia dell’altro eroe scomparso in Africa a fare il volontario in vacanza? Babbei zecconi, giusto che vi caghiate sotto dalla paura.

    • atlas
      5 Gennaio 2019

      chissà che cosa ci è andato a fare. Se si fosse rapportato con donne belle come ho sempre fatto io in vent’anni di Tunisia magari sarebbe stato lontano dai guai …

  • Max Tuanton
    6 Gennaio 2019

    Mi immagino le tunisine che si e’ fatto atlas e mi immagino pure I Nomi Ali abudullah Mohammed abdul ecc al Massimo le posso credere se mi dice che ha visto del gran pelo si dei bei baffi e Barbe su quello ci credo , atlas I’ll Giulio Verne le fa una Pippa in quanto a immaginazione ,lei atlas scriva pure 20000 seghe sotto l’etna Sara’ un successone

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