Il turismo internazionale si prepara e prenota destinazioni in Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, Cipro e Malta ma snobba l’Italia del G. Pass


di Luciano Lago

Come ogni anno le agenzie e i tour operator di tutto il mondo, già in questo periodo, registrano una forte richiesta di prenotazioni per soggiorni nei paesi del Mediterraneo e la stagione primavera/estate si preannuncia ricca, dopo la fase del covid dell’anno passato.
Ricca per quei paesi che si sono organizzati ed hanno tolto tutte le restrizioni sugli spostamenti, per l’ingresso nei locali, hotel, ristoranti, negozi, musei, teatri, ecc., in modo da favorire l’arrivo dei turisti e le attività economiche legate al settore del turismo e ristorazione.
Fa eccezione l’Italia del “Draghistan/Speranzistan” dove sono state stabilite le misure più rigorose e demenziali di tutta Europa (e del mondo) in modo da penalizzare le attività turistiche con l’obbligo del passaporto verde (green Pass) per entrare in qualsiasi posto, inclusi i treni veloci e regionali, le metro ed i trasporti locali. Un capolavoro di autolesionismo realizzato dal “super banchiere” e dal “super scienziato” al Ministero della Sanità, spalleggiato dai sui esperti del CTS.
Questo ha portato i tour operator e le agenzie viaggi a snobbare l’Italia quale paese “problematico” ed a dirottare le richieste verso paesi del Mediterraneo più lungimiranti ed aperti , come la Spagna, la Grecia, il Portogallo e gli altri.

Difficile però farlo capire a coloro che vogliono fermamente la distruzione del tessuto imprenditoriale del bel paese per poi svendere il patrimonio gestito da queste imprese (dagli hotel alle spiagge) alle grandi multinazionali di Francia Germania e Olanda. Il pretesto è sempre quello di “favorire la concorrenza” ed il libero mercato, come richiedono con insistenza gli eurocrati di Bruxelles.
Si comprende facilmente che proprio quello è il loro obiettivo e lavorano ancora con la finta copertura delle misure di prevenzione sanitaria, quando ormai tutti hanno chiaro (tranne gli imbecilli) che il “green pass” non ha nulla di sanitario ma è una misura politica e di controllo sociale. Questo tanto più che siamo nella fase in cui ogni altro paese toglie le restrizioni e si adegua alla nuova fase di circolazione aperta, visto l’affievoliorsi del virus e dei contagi.

Qualche esponente del governo, in questo caso il ministro del turismo, il leghista Garavaglia, se pur in forte ritardo, mostra sintomi di risveglio e si attenta nel lanciare proposte di rimuovere G.P. e restrizioni varie come i tamponi per far ripartire le imprese turistiche che sono per lo più in ginocchio a seguito di tali misure. I dati sono impressionanti e dimostrano che i pernottamenti nelle città d’arte sono calati dell’80% e in media fra il 35/40%, oltre alle località termali come Fiuggi, Chianciano Montecatini, ecc., che sono ormai sull’orlo del fallimento. Il dato degli oltre 450 alberghi a Roma che rischiano la chiusura e di portare i libri contabili in Tribunale è significativo ed altrettanto accade a Firenze, Venezia, Siena e altre città d’arte, una volta mete ambite del turismo internazionale. Lo attesta la Federalberghi che dimostra come da tempo Italia non si vedono i turisti stranieri, mancano i congressi ed è quasi scomparso il turismo d’affari.
D’altra parte per il turista straniero che proviene dai paesi della UE, per entrare in Italia occorre avere il “super g.pass” o essere vaccinato con 2 dosi o guarito o sottoporsi ad un tampone (entro 72 ore prima) a meno che non si voglia sottoporre ad una quarantena fiduciaria di 5 giorni in isolamento e seguito poi da un test molecolare o antigenico. Difficile pensare che un turista prediliga un paese con tali complicazioni, sembra un espediente fatto apposta per tenere lontani tutti.

Per la verità stanno scappando dall’Italia anche molti italiani che non vogliono più vivere in un paese ridotto a regime totalitario e intollerante e fra questi troviamo molti imprenditori, investitori e persone di livello sociale elevato che dispongono dei mezzi per spostare la propria residenza ed attività in paesi più tolleranti ed accoglienti che non l’Italia del “Draghistan/Speranzistan”. Ce lo segnalano vari conoscenti dal Portogallo, alle Canarie ed anche dalla Romania e altri paesi. L’Italia è ormai diventata, fra misure sanitarie, tasse e costi alle stelle, un paese da incubo.
In ogni caso, che la lamentela su come è stato ridotto il comparto turistico e della ristorazione provenga da uno degli esponenti della Lega che è stata ed è uno dei pilastri del governo del super banchiere e, come tale, ha sottoscritto tutti i decreti del governo dimostra l’ipocrisia e la doppiezza di questi personaggi.
Una classe politica alla Salvini, Brunetta, Di Maio e Letta che sembra più adatta all’avanspettacolo che non a governare un paese come l’Italia. Le conseguenze si vedono…..

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