Il Totalitarismo è sempre quello degli altri


di Paolo Sensini

La forza ipnotizzante del sistema attuale risiede in questo: aver creato un modello iconico di totalitarismo fatto di baffetti, mascelloni, passo dell’oca e fez. Un modello imposto ovunque tramite la martellante cinematografia hollywoodiana, l’imposizione di tale quadretto interpretativo in tutti i programmi scolastici e universitari e con un’editoria di massa totalmente appiattita su quest’unico schema. Una volta isolato questo modello ideale, tutto il resto viene escluso per postulato come non rispondente a quei “sacri” parametri stabiliti.
Che poi oggi superstati come l’Unione Europea, la Cina, Stati Uniti, Russia abbiano poteri enormemente superiori a quanto raggiunto negli anni ’30 o ’40 del Novecento poco importa. Ciò che conta, nella vulgata corrente, è che il totalitarsmo sia solo e unicamente quella roba là, mentre il presente viva come in una sorta di bolla fuori dal tempo e dallo spazio.

Non sarà facile rimediare a tale strabismo, anche perché quasi tutta la pubblicistica esistente concorre a creare un simile stravolgimento della realtà. Ma è necessario uscire da questa stortura mentale cercando di cogliere gli elementi fondamentali del problema.
Che sono in sintesi la centralizzazione economica, il controllo fiscale e polizesco della società, la destrutturazione etnica di ogni contesto sociale, ma anche la ferrea direzione di ogni aspetto della comunicazione tradizionale e social.
Una volta chiari questi elementi basilari avremo la cartina di tornasole della situazione in corso. E 2+2 tornerà a fare quattro!

Fonte: Paolo Sensini

Il generale Pinochet con Henry Kissinger. La Storia ci insegna che ogni dittatura ha i suoi sponsor……

Brevi considerazioni

di Luciano Lago

In questo periodo abbiamo assistito ad una sperimentazione massiccia dei sistemi di tracciamento e digitalizzazione applicati a tutta la popolazione con il pretesto del controllo sanitario del Covid. Si va dalla didattica digitale integrata alla digitalizzazione bancaria, al telelavoro, ai programmi di pagamento, ai sistemi di rilevazione biometrica con termorilevatori, fino ai droni di rilevazione, con il naturale sbocco verso l’identità digitale obbligatoria. Tutto questo fa parte di un preciso programma dove le persone, anche per l’espletazione dei più elementari diritti e doveri sono subordinate all’obbligo di registrazione su una qualche piattaforma digitale che priva l’individuo di ogni privacy, di sovranità su se stesso e di dignità personale.

L’imposizione del passaporto verde obbligatorio, denominato “green pass”, fa parte di questi sistemi, anzi ne costituisce al momento quello più importante. Per capire quale possa essere un domani l’applicazione di questi sistemi, è molto istruttivo seguire quello che sta accadendo in Canada.
In quel paese, una democrazia “liberal progressista”, a seguito della rivolta dei camionisti che ha paralizzato Ottawa ed alcune delle arterie principali di comunicazione del paese, il governo ha già comunicato che provvederà a bloccare i conti bancari dei camionisti partecipanti alle proteste (identificati con i sistemi di tracciamento digitale). Inoltre il governo sospenderà le licenze di guida e bloccherà la loro assicurazione, oltre a irrorare una sanzione pecuniaria. A questo punto la protesta sarà repressa senza dover ricorrere ai vecchi mezzi di coercizione, quelli a cui ricorreva un qualsiasi Pinochet in Chile o Ceausescu in Romania, per intenderci.

Ceausescu in Romania

In modo progressivo e soft si sta realizzando un mondo distopico che non ha paragone con i vecchi sistemi totalitari ma questo nel silenzio più assoluto di chi dovrebbe garantire i diritti fondamentali dei cittadini sacrificati in nome del nuovo sistema globale. Come ha detto qualcuno:” la sovranià degli stati è morta, i problemi globali richiedono soluzioni globali”. L’identità digitale obbligatoria ed il controllo sociale della popolazione è una di queste soluzioni. Tutto è già stato previsto e non serve meravigliarsi.

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