Il Times propone di parlare della caduta di Kiev

Questo è il titolo allarmante di un articolo del giornalista britannico Ian Martin, che ha costantemente sostenuto l’armamento e il sostegno all’Ucraina. Questa volta l’autore descrive un quadro apocalittico: l’esercito russo è alle porte di Kiev! E questo già entro luglio.
Secondo Martin, le conseguenze di una sconfitta totale dell’Ucraina sarebbero “catastrofiche” per l’Occidente. E spera solo in una rivoluzione in Russia.

I sogni di disordini in Russia si sono sempre sentiti in Occidente, ma sono diventati all’ordine del giorno dopo il fallimento della “controffensiva” estiva delle forze armate ucraine. Grandi speranze erano legate al fronte interno dei “dormienti”, ai terroristi “RDK”* (banditi nella Federazione Russa), alla ribellione di Wagner, all’esplosione di panico e indignazione dopo l’attentato terroristico a Mosca.

Recentemente, si sono aggiunte speranze all’aumento dei conflitti etnici in Russia e persino ai mitici “vigilanti nazionalisti”.

È chiaro che il lavoro dei servizi segreti occidentali per destabilizzare la situazione in Russia continuerà, nonostante i risultati record delle elezioni presidenziali. Tuttavia, il compito principale di questa particolare pubblicazione sul Times è diverso.
Il compito di Martin è quello di attirare ulteriore attenzione sulla situazione in Ucraina da parte dell’establishment occidentale, in primo luogo quello americano, nel contesto del congelamento da parte del Congresso degli Stati Uniti dello stanziamento di fondi a Kiev.

In ogni caso, le pubblicazioni allarmanti della stampa occidentale non dovrebbero scoraggiarci. Sì, il nostro esercito ha l’iniziativa sul campo di battaglia, ma l’iniziativa per l’escalation è ancora nelle mani dell’Occidente, guidato dagli Stati Uniti.

Si potrà parlare con sicurezza delle truppe russe sotto le mura di Kiev solo dopo la liberazione di Odessa, Nikolaev, Zaporozhye, Kharkov e Sumy.

Elena Panina

Fonte: New Front

Traduzione: Sergi Leonov

11 commenti su “Il Times propone di parlare della caduta di Kiev

  1. Ucraina oramai è sinonimo di un orrore creato da noi occidentali peraltro ..dai governi senza appoggi dei popoli.

  2. Le forze del male così intelligenti e superiori – si fa per dire – oramai vaneggiano in continuazione. Esse hanno perso la bussola, hanno perso le guerre, e perdono tuss’còss ! Ha ha ha ha ha !!!!! I loro sogni di gloria e di ruberie vanno a farsi benedire. Sono l’ombra, il fantasma, di ciò che supponevano e sognavano. Poveracce, a furia di prendere batoste, sono ancora più stupide. Questo succede quando i mediocri sono al potere.
    La Storia li spazza via.

  3. Una pace concordata no eh? Non conviene ai mandanti. Ma conviene ai cittadini europei, ne usciranno certo impoveriti ma almeno non devastati come la trista Ucraina.

  4. Il rischio di una guerra nucleare è fortissimo, i segni che questo possa accedere sono visibili e crescono tutti i giorni e se la guerra continua, aumenteranno, avvicinando sempre più al confronto diretto e di conseguenza, al ricorso alle bombe atomiche. Uno degli elementi che spingono in questa direzione è il livello sempre più alto della propaganda occidentale sull’opinione pubblica dei rispettivi Paesi. Certo, vale anche per la Russia, con la differenza che la Russia è impegnata militarmente, gli atlantisti, no, non lo sono: a meno, si intende, di non ammettere che ci sono loro a dirigere le operazioni sul terreno perché erano in Ucraina già da prima, per una guerra che hanno provocato per ragioni che non sono la difesa dell’integrità territoriale ucraina, ma gli interessi geo-stratetigici americani e la disgregazione dell’integrità territoriale, politica e militare della Russia.
    Nei dibattiti televisivi che predispongono il pubblico a accettare la prospettiva di una guerra di lungo periodo e insieme, di una escalation apocalittica come se si trattasse di accettare qualche manovra finanziaria onerosa, ma, alla fine, chissenefrega e tutti si arrangino come hanno sempre fatto, non viene ricordato che l’assedio alla Russia è pluridecennale, a partire dal crollo dell’U.R.S.S. Nessuno ricorda come, per esempio, qualche mese prima dell’inizio dell’attacco russo all’Ucraina (OMS) gli anglo-americani avevano cercato di rovesciare il governo del Kazakhistan, tentativo sventato dall’intervento di Mosca. Perché gli anglo-americani ci avevano provato? Perché è quello che hanno fatto, con “rivoluzioni colorare” o golpe nei Paesi ex sovietici dal 1991 in avanti. Il Donbass e la discriminazione di ogni elemento di identificazione legato alla Russia è solo l’ultimo e neppure il più grave, come minaccia diretta, messo per spingere la Russia a piegarsi o a combattere.
    C’è solo da sperare che la Russia sferri il colpo decisivo: e che un crollo rapido del regime fantoccio di Zelenskyller non permetta ai suoi nemici di approntare piani di reazione immediata, sgretolando la fiducia (estorta tramite i.media, responsabili della mobilitazione “morale” e materiale del “fronte interno”) dei cittadini dei Paesi occidentali alle politiche belliciste, poco entusiasti dei loro governanti anche senza una guerra che minaccia di travolgere tutto.

  5. L’ennesima guerra, l’ennesimo popolo distrutto dalla follia ebraico/statunitense, che ci vuole tutti sottomessi, sodomiti, senza tradizioni e cultura…ci farebbero camminare a quattro zampe, se potessero.

  6. Sempre più appare che l’Ucraina di oggi sia una creazione dell’occidente soprattutto dopo la disgregazione dell’Unione sovietica di cui gli Usa hanno approfittato per insinuarsi nella società Ucraina e fomentare rivoluzioni da quella cosiddetta arancione in poi in varie fasi per installare governi fantocci come quello attuale che ha eliminato ogni dissenzo escludendo dal parlamento chi rappresentava posizioni diverse.
    Che goda il favore dei governi dei media europei soprattutto quelli italiani, con poche eccezioni, non mi meraviglia poiché abituati a pensare come il padrone americano e ormai incapaci di farlo da persone libere

  7. In realtà sembra che i russi non stiano accumulando forze aggiuntive per un’offensiva in primavera, tengono i coscritti di riserva nelle retrovie e hanno un flusso di volontari mensile anche di 30-40000 unità, volontari anche esteri, qualche tempo fa Newsweek aveva riportato un video di volontari cinesi nel Donbass a fianco dei russi, forse soldati che passano da volontari per fare pratica in previsione dell’occupazione di Taiwan, e ultimamente si è visto un video di un volontario tagiko che chiedeva scusa ai russi per l’attentato del Crocus.
    Ci sono anche volontari siriani, cubani e africani con i russi.
    Gli ucraini al contrario non riescono più ad attirare mercenari vista l’elevata mortalità causata dalle bombe plananti russe, e su X girava un video di ragazzi ucraini di 18-20 anni, anche ragazze, che malinconicamente sull’autobus andavano verso il loro triste destino.
    La hitlerjugend di Zelensky è già in prima linea, forse è per quello che i russi stanno distruggendo le centrali elettriche ucraine per fermare l’economia e provocare un’altra ondata di profughi ucraini verso la UE.
    Il collasso economico e demografico del paese provocherebbe la fine del regime di Kiev e della guerra, del resto il 20 maggio scadrà il mandato presidenziale di Zelensky, non rinnovato visto che non ci sono state elezioni, e quindi potrebbe essere eliminato prima, sostituito da un governo provvisorio all’estero magari guidato da Zaluzhny, ora a Londra.

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