Il Telegraph: l’euro-golpe sta mettendo in pericolo l’Italia

Le élite italiane favorevoli all’euro si sono spinte troppo in avanti. Il presidente Sergio Mattarella ha creato lo straordinario precedente che nessun movimento politico, o coalizione di partiti, potrà mai prendere il potere se sfida l’ortodossia dell’Unione Monetaria. Senza rendersene conto, ha inquadrato gli eventi come se fossero una battaglia tra il popolo italiano e un’eterna “casta” fedele ad interessi stranieri, facendo il gioco dei ribelli grillini e dei nazionalisti antieuro della Lega.

Per giustificare il suo veto all’euroscetticismo ha incautamente invocato lo spettro dei mercati finanziari ma, nell’insieme, le sue azioni hanno reso la situazione infinitamente peggiore. Lo spread sulle obbligazioni italiane a 10 anni è salito di quasi 30 punti base, fino al massimo di 235 (lunedì), quando gli investitori si sono resi conto delle terribili implicazioni dello spasmo costituzionale: una crisi che durerà tutta l’estate e che potrà concludersi solo con nuove elezioni, che non risolveranno nulla.

Negli ultimi giorni si è fatto molto per ridurre il calo delle azioni bancarie, ma queste stanno ora cedendo in modo ancora più forte. Banca Generali è scesa del 7,2% e Unicredit del 5%.

Che si tratti o meno di un “morbido colpo di Stato”, il territorio resta comunque assai pericoloso. Il presidente Mattarella ha apertamente dichiarato di non poter accettare come ministro delle finanze Paolo Savona, perché le sue passate critiche alla moneta unica “potrebbero provocare l’uscita dell’Italia dall’euro” e portare ad una crisi finanziaria. In un certo senso questo veto poteva essere previsto. Anche il governo Berlusconi fu rovesciato nel 2011 da Bruxelles e dalla Banca Centrale Europea. Qualche “informatore” ha rivelato di aver manipolato gli spread sui bond per poter esercitare la massima pressione. L’Ue aveva persino provato a reclutare Washington, che però si rifiutò d’intervenire. «Non possiamo sporcare di sangue le nostre mani», dichiarò il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Tim Geithner. La novità è che la santità dell’euro dovrebbe amaramente essere formalizzata come imperativo costituzionale italiano!

«Abbiamo un problema di democrazia, perché gli italiani sono sovrani e non possono essere governati dallo spread», ha detto Matteo Salvini, l’uomo forte della Lega, in forte ascesa. «È una questione molto seria il fatto che Mattarella abbia scelto i mercati e le regole dell’Unione Europea invece degli interessi del popolo italiano». «Perché non diciamo semplicemente che in questo paese il voto è inutile, visto che sono le agenzie di rating e le lobby finanziarie a decidere i governi?», ha dichiarato Luigi di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle. La Costituzione italiana concede al presidente Mattarella alcuni poteri, per lo più non sperimentati e comunque posti in una zona grigia. Potrebbe anche sostenere che il blitz fiscale Lega-Grillini violi l’art. 80 della Costituzione e che comunque egli ha il dovere di salvaguardare i trattati dell’Ue. Tuttavia, non ha alcun mandato diretto conferito dal popolo. Egli fu scelto come compromesso di basso profilo nell’ambito di un accordo preso dietro le quinte. Non ha l’autorità per bloccare in eterno l’Italia nell’euro.

L’onorevole Di Maio sta ora facendo richiesta d’impeachment, ai sensi dell’articolo 90. «Voglio che il presidente sia processato, voglio che questa crisi istituzionale venga risolta dal Parlamento per evitare che il malcontento popolare sfugga di mano», ha dichiarato. I ribelli, in effetti, hanno voti sufficienti per poterlo rimuovere. Ciò che è degno di nota è che le élite pro-euro hanno agito in modo veramente rozzo, spingendo la situazione verso un’impasse pericolosa. Il ministro delle finanze proposto, Paolo Savona, non è un testa calda. E’ stato funzionario della Banca d’Italia, ministro e presidente di Confindustria, oltre che direttore di un hedge-fund londinese. Aveva fatto dichiarazioni concilianti, lasciando cadere la suggestione che l’euro sia una “gabbia tedesca”. Aveva insistito sul fatto che il suo “Piano B” per uscire dalla moneta unica (2015) non era più Paolo Savonaoperativo e che il suo vero obiettivo era tornare ad un euro più equo, radicato nell’art. 3 del Trattato di Lisbona, che prevede crescita economica, creazione di posti di lavoro e solidarietà. Le sue argomentazioni legali erano impeccabili.

Con un po’ di furbizia, i “poteri forti” e i “mandarini” italiani avrebbero potuto collaborare con il signor Savona e trovare un modo per attenuare le posizioni della Lega e dei grillini. La spinta ad escluderlo del tutto – per cercare di soffocare la ribellione euroscettica, come avevano già fatto con Syriza in Grecia – proveniva da Berlino, Bruxelles e dalla struttura di potere dell’Ue. Il tempo dirà se hanno preso una cantonata, cadendo in una trappola. «In un certo senso sono molto felice perché abbiamo finalmente sgombrato il tavolo dalle str…ate», ha dichiarato Claudio Borghi, portavoce per l’economia della Lega. «Ora sappiamo che si tratta di una scelta fra democrazia e spread. Devi giurare fedeltà al dio dell’euro per poter avere una vita politica, in Italia. E’ peggio di una religione. Quello che stiamo vedendo costituisce il problema fondamentale dell’Eurozona: non si può avere un governo che dispiaccia ai mercati o al ‘club dello spread’, la Bce e l’Eurogruppo li utilizzerebbero per annientare la vostra economia. Siete molto fortunati, nel Regno Unito, perché vivete ancora in un paese libero», ha aggiunto.

Il presidente Mattarella ha scelto Carlo Cottarelli – veterano del Fmi e simbolo d’austerità – per formare un governo tecnico. Questo tentativo disperato non ha alcuna possibilità di ottenere un voto di fiducia nel Parlamento italiano. Sopravviverà in un limbo costituzionale. «È incredibile che stiano comunque cercando di farlo. Porterà a rivolte e a proteste politiche di massa. Alla stragrande maggioranza degli italiani non gliene frega niente dello spread», ha concluso Borghi. Il calcolo di coloro che circondano il presidente è che gli italiani da loro umiliati, davanti all’abisso finanziario e politico, possano cambiare idea e rinunciare all’insurrezione. La scommessa è che l’attrito politico possa ridisegnare il paesaggio entro ottobre, considerato il mese più probabile per un nuovo voto. Questo gioco può anche riuscire, ma è in ogni caso una supposizione pericolosa.

La Lega di Matteo Salvini ha già guadagnato otto punti nei sondaggi, dopo le ultime elezioni. Si è impadronita degli eventi delle ultime 24 ore per capitalizzare l’umore nazionalista, come Gabriele d’Annunzio a Fiume nel 1919. «Non saremo mai servi e schiavi dell’Europa», ha detto Salvini. Ha già proclamato che il prossimo voto sarà un plebiscito sulla sovranità italiana e un Cottarelliatto di resistenza nazionale contro «Merkel, Macron e i mercati finanziari». Ma c’è un altro pericolo. La fuga di capitali ha una sua logica implacabile. È visibile nel crescente tasso di cambio con il franco svizzero. Esiste il rischio che i flussi in uscita accelerino e spingano gli squilibri interni Target2 della Bce verso il punto di rottura. I crediti Target2 della Bundesbank tedesca sono già a 923 miliardi di euro. È probabile che arriveranno ad 1 trilione di euro in breve tempo, provocando forti richieste da parte di Berlino perché siano congelati.

L’Istituto Ifo, in Germania, ha già avvertito che devono esserci dei limiti. Ma qualsiasi mossa per limitare i flussi di liquidità significherebbe che la Germania è vicina a staccare la spina dell’Unione Monetaria e questo scatenerebbe un’inarrestabile reazione a catena. Il signor Mattarella affronterà un’estate estenuante. Rischia di andare a sbattere, fra quattro mesi, con la stessa alleanza Lega-Grillini, ma con una maggioranza ancora più ampia e un fragoroso mandato a favore del loro “governo del cambiamento”. Potrebbe seguire la strada del presidente legittimista francese Patrice de MacMahon che, sotto la Terza Repubblica, tentò d’imporre il suo “ordine morale” ad un’ostile Camera dei Deputati, negli anni ‘70 dell’Ottocento, invocando i suoi teorici poteri. Il tentativo fallì. Il Parlamento lo affrontò presentandogli un ultimatum: “Sottomettersi o dimettersi”. Prevalse la democrazia.

(Ambrose Evans-Pritchard, “Il colpo di Stato europeo contro l’Italia segna uno spartiacque”, dal “Telegraph” del 28 maggio 2018; articolo tradotto da “Franco” per “Come Don Chisciotte”).

9 Commenti

  • Nicholas
    30 Maggio 2018

    Spero tanto che crolli tutto…..Prima avviene ciò , meglio sarà per tutti noi.Anche, se ci sarà un periodo buoi e di incertezze.

  • Eugenio Orso
    30 Maggio 2018

    La drammatica vicenda italiana ha un solo aspetto positivo: ha fatto emergere due verità incontrovertibili, fino ad ora nascoste alla maggioranza della popolazione.

    1) La democrazia avanzata occidentale, di matrice liberale, è lo strumento di dominazione politica dell’Alta Finanza assolutista sui popoli, che devono votare, replicando il rito del voto democratico, solo nel senso desiderato dai mercati, come ha detto in modo fin troppo chiaro il commissario ue al bilancio Oettinger, ovviamente crucco. I mercati imporranno il voto nel senso voluto agli italiani e questa è la realtà democratica, al netto delle fantasie per gonzi propinate da politici e media al popolino. La questione è emersa in modo chiarissimo, in occasione della crisi italiana, grazie anche alle dichiarazioni pubbliche del commissario europeo.

    2) Lega e 5S, più per l’effetto delle circostanze eccezionali e caotiche, in parte involontariamente, hanno finalmente fatto emergere le vere ragioni della profonda crisi italiana, ormai decennale, che sono l’appartenenza alla ue e lo strangolamento derivante dai suoi trattati e regole, l’euro come moneta straniera, privata e a debito, la mancanza di sovranità per poter decidere politiche radicalmente diverse da quelle recessive europoidi. Davanti a temi di simile portata, finiscono in ombra le questioni di dettaglio, come i vitalizi dei politici da tagliare. Con ciò, anche se involontariamente in qualche misura, 5S e Lega si sono rivelate forze “proto-rivoluzionarie”, che potrebbero anticipare una futura fase rivoluzionaria propriamente detta.

    Cari saluti

  • Mardunolbo
    30 Maggio 2018

    Inutile ascoltare i commenti del furbetto del momento: Matteo Salvini.
    Al 25 aprile aveva proclamato a gran voce la sua solidarieta’ con la brigata ebraica…
    Al terribile epilogo del governo di maggioranza e di accordo col M5S, aveva detto “ci devo pensare”…
    Poi, non avendo mai avuto, ne’ lui, ne’ Di Maio, sprovveduti giovani politici, un piano d’emergenza dalla crisi imposta dal Mattarella, si sono divisi sull’impeachment.
    Salvini pensa di fare il piu’ furbo negandosi alle sospensioni di potere di Mattarella ed arriva a dire che chi scrive parole oltraggiose su questo ,non e’ in linea con la Lega !
    Si vuole dare il ruolo del Berlusconi ultimo atto(legalitario,”democratico” ed istituzionale) e non si rende conto che il momento e’ terribilmente grave ed i giochini furbi della politica bisogna lasciarli da parte…
    Hanno gia’ svenduto tutta la grande industria all’estero, da decenni, ora stanno dilapidando il risparmio italiano privato di 3000 miliardi di euro a suon di tasse. L’immobiliare gia’ e’ stato attaccato …quando porteranno via anche le case si sveglieranno gli italiani senza politici di polso e di sapienza ?
    L’altro giorno era il momento di scendere in piazza ad animo caldo. Si fara’ il 2 giugno , dato che gia’ il Viminale teme insurrezione popolare, ovvia a questo punto, e si stanno presidiando i “centri sensibili” ?
    Dubito molto ! La cecita’ italiota e’ molto alta…

    • Mardunolbo
      30 Maggio 2018

      Salvini sulla brigata ebraica, il 25 aprile

      • Anonimo
        30 Maggio 2018

        Ecco il vero motivo del suo astio e dei suoi commenti contro Salvini. Non ha insultato la brigata Ebraica.

  • Anonimo
    30 Maggio 2018

    La situazione attuale e’ messa in modo di prender tempo,non si sa in vista di che, ma e’ solo che attendono qualcosa o che qualcuno si inventi qualcosa…di eclatante. Ovvio che un popolo spremuto in tutte le maniere non fa altro che ribellarsi contro i fautori di simili sconcerie,o va allo scontro.
    Cercare di contenere questa rabbia nessuno l ha mai fatto,mercati finanza o altri.

  • Horus
    30 Maggio 2018

    Stanno solo cercando di prender tempo.Non si sa in vidta di che cosa.
    Il populismo adesso se lo devono tenere.

  • Paolo
    30 Maggio 2018

    Le strade italiane sono già presidiate
    dall’esercito, forze del disordine in
    massima allerta. (alle porte di Roma, stranamente ci sono esercitazioni)
    Salvini annuncia che non vuole uscire
    dall’euro (quando almeno una decina di
    video, anche recenti dimostrano il
    contrario) e si arruffiana Mattarella sconfessando l’alleato di governo non ancora partorito
    Se non è un paese di cialtroni questo…

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