di Pepe Escobar
I chihuahua della guerra continueranno ad abbaiare mentre l’SMO continuerà a rotolare.
Il “piano di pace” in 28 punti del direttore del circo per l’Ucraina potrebbe essere visto come una foca domestica che sguazza in uno stagno per intrattenere le gallerie. E ora passiamo a un’altra attrazione.
Eppure, se preso sul serio – e per farlo non serve un pizzico ma un barile di sale – è come un gemello del “piano” del direttore del circo per Gaza, questa volta con l’obiettivo di strappare una pietosa “vittoria” dalle fauci della sconfitta strategica di fatto dell’Impero del Caos.
Diamo un’occhiata alle reazioni. Qui troverete l’analisi di Larry Johnson – che condivido – ma soprattutto il video della straordinaria intervista di due ore che abbiamo avuto a metà settimana a Mosca con la straordinaria Maria Zakharova, la portavoce del Ministero degli Esteri più eloquente del pianeta.
Ciò che la signora Zakharova ci ha detto in sostanza è che a metà settimana non c’era stata alcuna reazione russa perché Mosca non aveva ricevuto nulla di concreto: “Quando abbiamo delle informazioni ufficiali, quando le riceviamo tramite un canale pertinente, naturalmente, saremo sempre disponibili a collaborare”.
Lo stesso vale per il Cremlino. Il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov: “No, non abbiamo ricevuto nulla di ufficiale. Vediamo alcune innovazioni. Ma ufficialmente non abbiamo ricevuto nulla. E non c’è stata alcuna discussione sostanziale su questi punti”.
La prima vera e concisa risposta del presidente Putin è stata sorprendentemente grafica: in mimetica, ha visitato un centro di comando e ha sottolineato che l’organizzazione di Kiev non può più essere descritta come una “leadership politica” perché è semplicemente “un’organizzazione criminale”.
Dopo alcuni giorni frenetici sepolti da uno tsunami di propaganda architettata dai media mainstream del NATOstan, a sostegno ma sostanzialmente contrari ai 28 punti, qualcuno a Washington – e non necessariamente l’intermediario russo Kirill Dmitriev – potrebbe averla consegnata ufficialmente al Cremlino.
Venerdì scorso abbiamo finalmente avuto la risposta del Presidente Putin , durante una sessione dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza russo.
È importante sottolineare i punti chiave di Putin:
Alaska: “Il punto principale del vertice in Alaska, il suo scopo principale, era che durante i colloqui ad Anchorage abbiamo confermato che, nonostante alcune questioni difficili e complesse, eravamo comunque d’accordo con queste proposte ed eravamo pronti a dimostrare la flessibilità richiesta.”
Reazione del Sud del mondo: “Abbiamo fornito informazioni dettagliate a tutti i nostri amici e partner del Sud del mondo su queste questioni, tra cui Cina, India, RPDC, Sudafrica, Brasile, molti altri paesi e, naturalmente, gli stati dell’Organizzazione per la Sicurezza Nazionale (CSTO). Tutti i nostri amici e partner, e voglio sottolinearlo, senza eccezioni, hanno sostenuto questi potenziali accordi”.
Mancata risposta degli Stati Uniti: “Tuttavia, dopo i negoziati in Alaska, abbiamo assistito a una certa pausa da parte degli Stati Uniti, e sappiamo che ciò è dovuto al rifiuto di fatto dell’Ucraina di accettare il piano di pace proposto dal presidente Trump. Credo che sia proprio per questo che è emersa una nuova versione, essenzialmente un piano aggiornato composto da 28 punti”. Si noti che “aggiornato” è la parola chiave qui, come in un’estensione dell’Alaska.
Cosa significa realmente il punto 28: “Abbiamo il testo. Lo abbiamo ricevuto attraverso i nostri canali di comunicazione esistenti con l’amministrazione statunitense. Credo che anch’esso potrebbe costituire la base di un accordo di pace definitivo, ma questo testo non è stato discusso con noi nella sostanza. E posso suggerire il perché.
Il motivo, credo, rimane lo stesso: l’amministrazione statunitense non riesce ancora a ottenere il consenso dell’Ucraina, che lo rifiuta.
Evidentemente, l’Ucraina e i suoi alleati europei continuano a nutrire illusioni e a sognare di infliggere una sconfitta strategica alla Russia sul campo di battaglia. Credo che questa posizione non sia tanto dovuta a una mancanza di competenza – tralascio per ora questo argomento – quanto piuttosto all’assenza di informazioni oggettive sulla reale situazione sul campo.
Approfondendo l’argomento UE e Ucraina: “Tutto sommato, né l’Ucraina né l’Europa comprendono le conseguenze di questo percorso. Solo un esempio molto recente: Kupyansk. Non molto tempo fa, il 4 novembre – appena due settimane fa – i funzionari di Kiev hanno dichiarato pubblicamente che non più di 60 militari russi erano presenti in città e che entro i prossimi giorni, come sostenevano, le forze ucraine l’avrebbero completamente sbloccata.
Ma vorrei informarvi che già in quel momento, il 4 novembre, la città di Kupyansk era praticamente completamente messa in sicurezza dalle Forze Armate russe. I nostri ragazzi stavano, come si suol dire, semplicemente finendo il lavoro: sgomberando le strade e i quartieri rimanenti. Il destino della città era già stato completamente deciso.
Cosa ci dice questo? O i leader di Kiev non hanno informazioni oggettive sulla situazione al fronte, oppure, pur avendole, non sono semplicemente in grado di valutarla in modo obiettivo.”
L’SMO prosegue: “Se Kiev non vuole discutere le proposte del presidente Trump e le respinge, allora loro – e i loro istigatori di guerra europei – devono capire che la situazione di Kupyansk si ripeterà inevitabilmente su altri settori chiave del fronte. Forse non così rapidamente come vorremmo, ma il risultato si ripeterà inevitabilmente”.
L’inevitabile conclusione: “Nel complesso, questo è accettabile per noi, poiché porta al raggiungimento degli obiettivi dell’operazione militare speciale con mezzi militari. Ma, come ho già detto più volte, siamo anche pronti per i negoziati di pace e per la risoluzione dei problemi con mezzi pacifici. Tuttavia, ciò richiede una discussione sostanziale di tutti i dettagli del piano proposto. Siamo pronti a questo”.
Decostruire un miscuglio incoerente
Eccoci finalmente tornati all’essenziale, a ciò che chiunque abbia un QI superiore alla temperatura ambiente dopo la guerra per procura imperiale contro la Russia in Ucraina sa già: la Russia è pronta per la pace, ma, per usare le parole di Putin, “è anche soddisfatta dell’attuale dinamica dell’SMO”. Perché questo sta portando – lentamente ma inesorabilmente – “al raggiungimento dei suoi obiettivi” sul campo di battaglia.

Qualunque fosse la vera storia dietro il puntatore 28 – supponendo che fossero Dmtriev e Witkoff rintanati a Miami per tre giorni; e poi l’umile neo-con Marco Rubio e il nullatenente Jared Kushner (!) che interviene – il “piano” disordinato e persino infantile che si atteggia a Egemone in Controllo e prende in giro i BRICS/SCO è completamente impraticabile.
E se fosse stato progettato proprio per questo?
La nuova, frenetica versione dei fatti è che la felpa sudata di Kiev ha ricevuto un ultimatum da Trump 2.0: secondo una nuova “linea temporale aggressiva”, deve salire a bordo. O peggio.
I sostenitori di Kiev – il proverbiale assortimento di chihuahua composto dall’UE, dalla Commissione europea (CE) e dai “leader” di alcune capitali – hanno respinto la proposta da 28 punti, e così ha fatto anche Kiev, fin dall’inizio.
Il candidato a 28 punti riesce davvero nell’impresa di assemblare un miscuglio incoerente, inapplicabile non solo per la Russia, ma anche per l’alleanza UE/NATO. Alcuni esempi:
Punto 4: “Sarà avviato un dialogo tra Russia e NATO mediato dagli Stati Uniti per risolvere le questioni di sicurezza e promuovere la cooperazione”. La NATO è un’idea dell’Impero del Caos. Non “coopererà” mai con la “minaccia esistenziale” Russia.
Punto 9: “I caccia europei saranno di stanza in Polonia”. Ciò significa che la NATO è ancora pronta ad attaccare il territorio russo.
Punto 10. “La garanzia di sicurezza degli Stati Uniti [all’Ucraina] è soggetta a delle condizioni: – Gli Stati Uniti ricevono un risarcimento”. Questa è pura “offerta che non si può rifiutare” in territorio mafioso.
Punto 13: “La Russia sarà reintegrata nell’economia globale:
- Graduale revoca delle sanzioni
- Cooperazione economica a lungo termine tra Stati Uniti e Russia
- Joint venture nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’energia, delle infrastrutture, delle terre rare e dell’estrazione nell’Artico
- La Russia rientra nel G8”
Ecco di cosa si tratta, secondo lo stesso direttore del circo: accaparrarsi le risorse naturali russe. Inoltre, la Russia non ha bisogno del G8: l’attenzione di Mosca è rivolta ai BRICS/SCO.
Punto 14: “I beni russi congelati saranno assegnati come segue:
- 100 miliardi di dollari utilizzati per ricostruire l’Ucraina (gestito dagli Stati Uniti)
- Gli Stati Uniti ricevono il 50% dei profitti dagli investimenti nella ricostruzione
- L’Europa contribuisce con altri 100 miliardi di dollari
- I restanti beni congelati confluiscono in un veicolo di investimento congiunto tra Stati Uniti e Russia per rafforzare i legami economici”.

Negoziati per l’Ucraina
uesto è il massimo del teatro dell’assurdo: non solo gli americani vogliono usare i fondi russi per ricostruire l’Ucraina, che hanno contribuito a distruggere, ma il loro “10 per cento per il Grande Capo” si rivela essere un sostanzioso 50%.
Punto 17: “Gli Stati Uniti e la Russia estenderanno i trattati sul controllo degli armamenti nucleari, incluso il New START”. Un punto fermo: Mosca ha sottolineato senza sosta che i trattati sul controllo degli armamenti non saranno negoziati in relazione allo SMO.
Punto 21: “Disposizioni territoriali:
- La Crimea, Donetsk e Lugansk sono riconosciute come di fatto russe, anche dagli Stati Uniti
- Parti di Kherson e Zaporozhye diventano zone di “linea di contatto” congelate (anche questo riconoscimento di fatto)
- La Russia rinuncia ad altre aree concordate
- L’Ucraina si ritira dalle restanti parti di Donetsk; la zona diventa una zona cuscinetto neutrale riconosciuta dalla Russia
- Le forze russe non possono entrare nella zona cuscinetto.”
Un fallimento totale, e non solo per la coppia UE/NATO-Kiev. Kherson e Zaporozhye, costituzionalmente, sono ora interamente russe e saranno liberate sul campo di battaglia.
Punto 26: “Amnistia totale per tutte le parti per tutte le azioni intraprese durante la guerra: nessun procedimento penale, nessuna accusa per crimini di guerra”. Un fallimento totale: Kiev ha imposto nella bozza del documento di usare il termine “amnistia” invece di “verifica”. Mosca non si accontenterà di niente di meno che il pieno perseguimento dei membri dell'”organizzazione criminale”. Sì, ci sarà un tribunale per i crimini di guerra.
Punto 27: ” L’accordo sarà giuridicamente vincolante e applicato da un Consiglio di Pace presieduto da Donald J. Trump”. È una replica di Gaza. Come se Putin e il Consiglio di Sicurezza russo accettassero un “Consiglio di Pace” presieduto da un direttore di circo la cui scadenza si avvicina rapidamente, per non parlare della sua subordinazione ai perdenti in una feroce guerra per procura.

A proposito di un spunto davvero intrigante
Una conclusione plausibile del punto 28 è che l’oligarchia selezionata che gestisce l’Impero del Caos continua a gestire un racket della protezione e l’unico modo per salvare la sconfitta strategica di fatto nel paese 404 è fare soldi facili.
Un’altra conclusione più intrigante e plausibile è che il 28-pointer non avrebbe mai dovuto essere accettato dal duo UE-Kiev. È tutta una questione di strategia di uscita del direttore del circo dal disastro in Novorossiya.
Trump sta già preparando il terreno – nel senso che ho provato di tutto, ma Zelensky non si arrende. Quindi ora è solo un problema suo – e della sua banda – a fianco dei chihuahua dell’UE. Prossimo passo: un immediato cambio di narrazione. Cos’altro? L’Impero del Caos non può gestire la realtà, solo le narrazioni.
Trump 2.0 potrebbe iniziare a lavorare per migliorare le relazioni tra Stati Uniti e Russia, mentre la colpa del fallimento del “processo di pace” viene attribuita al duo UE-Kiev. L’ottica dell’operazione di pubbliche relazioni in 28 punti è tutto: confezionata com’è, chiede a Mosca di raggiungere un compromesso, anche se la Russia sta vincendo sul campo di battaglia, assicurandosi al contempo che “l’organizzazione criminale” di Kiev non possa accettare le disposizioni principali.
Finale provvisorio: i chihuahua della guerra continueranno ad abbaiare mentre l’SMO continuerà a rotolare.
(Ripubblicato dalla Strategic Culture Foundation con il permesso dell’autore o del rappresentante)
Fonte: Unz Review
Traduzione: Luciano Lago

8 commenti su “Il teatro dell’Assurdo in 28 punti”
Un punto veramente inaccettabile è il 14 ,che effettivamente è sfacciatamente grottesco ; ma anche il 21 è sulla stessa linea, ma molto più subliminale, perché apparentemente digeribile, in realtà altrettanto pericoloso del 14, solo più subdolo ; ad esempio di non secondaria importanza è il “di fatto” riguardo a Crimea e Donbas, che non dà alcuna legittimità giuridica alla Russia su questi territori ; ciò spiega la questione sull’affitto che i russi avrebbero dovuto pagare per il Donbas orientale, di cui parlava il Telegraph, che mi sembrava un’assurdita totale solo perché non avevo colto la sottigliezza degli americani. Il resto dei punti,invece, non sembrano oggettivamente questioni irrisolvibili. Ma questo piano è ormai preistoria, il neocon Rubio a Ginevra sembra sia venuto incontro ai piagnistei europei e ucraini, il ministro degli esteri tedesco Wadephul ha annunciato che non ci sono più veti pregiudiziali per un’eventuale futura entrata dell’Ucraina nella Nato( credo che le tre esercitazioni congiunte Nato-ucraine del 2021 abbiano avuto un peso determinante nell’indagine russa del 2022),ed altri cambiamenti sono previsti. Quando i russi gli rideranno in faccia, daranno in pasto all’opinione pubblica europea che ” Putin non vuole la pace”….
“…nell’invasione russa del 2022…”
Alla redazione chiedo cosa è successo dopo l’incontro tra Rubbio e Kiev e gli europei: sembra che la bozza di accordo sia passato da 28 a 19 punti, a vantaggio di kiev…
Sembrerebbe che i 28 punti del “pacificatore” trump (o di chi per lui) siano diventati 19 … Come sempre, quando c’è di mezzo il commerciante trump, con il suo “cast” all’amministrazione federale e i potenti ebrei/ neocon/ sionisti nel “backstage” a controllare, si naviga a vista e non v’è certezza! Non è vero ciò che doveva essere vero e ciò che era ieri oggi non è più tale! Si tratta di commercio e imbrogli o di strategia geopolitica? “Quién sabe?” come nei vecchi filmetti spaghetti-western.
Tuttavia, ironie a parte, ritengo che i russi dovranno fingere interesse per questo “piano di pace” truffaldino e farlocco come quello per Gaza, in cui continua il genocidio e gli assassini ebrei imperversano ancora, i russi dovranno fare melina, allungare a dismisura i tempi delle trattative, fare qualche controproposta su singoli punti (28 o 19 che siano!), per prendere tempo, e intanto continuare con più vigore militare la SVO e i bombardamenti in ukronazia … Chissà che non riescano a raggiungere i loro obbiettivi prima che si raggiunga un’intesa fra le parti?
Cari saluti
P.S.: Sempre valido il simpatico brasiliano Pepe Escobar.
Se qualcuno si fosse preso la briga di leggere il contropiano della UE, il quale prevede il reintegro dell’Ucraina nei confini del 1991 con la sua completa adesione ad UE e NATO, e il costo della ricostruzione del paese a spese della Russia, con la restituzione dei fantomatici bambini rapiti dai russi, si capisce come questa guerra sia stata voluta unicamente per avere la resa completa della Russia, la sua dissoluzione e il totale saccheggio delle sue risorse.
Si è trattato di una vendetta molto postuma della vecchia oligarchia ebraica post sovietica emigrata a fine anni Novanta dopo il saccheggio della Russia e ormai quasi scomparsa sia sul piano anagrafico che demografico, visto che in Palestina gli ebrei askenaziti sono una minoranza in diminuzione, in Europa sono rimaste poche entinaia di migliaia di anziani ebrei molto ricchi e negli USA sta crollando pure la comunità ebraica di New York, in fuga dal pericolo Mamdani.
L’unica comunità ebraica al mondo in crescita è quella dei pensionati della Florida, il che dice tutto.
Se questo è contenuto di 28 punti… accordo da respingere in toto… sempre tuttavia considerando… che ogni trattato patto o accordo concluso con Impero del Caos… risulta sempre del tutto ignorato o aggirato da questi inaffidabili contraenti. No abbiamo motivo dubitare pure russi si siano convinti di ciò e si comporteranno di conseguenza. Resa senza condizioni… niente di meno!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Sig. Orso, lei mi sembra totalmente confuso!! Ma quale accordo, quali punti, ma quale melina!! Mi sembra che i russi ed i cinesi abbiano dato il via libera alla “pacificazione” di Gaza e non si astenga dall’ affermarlo a chiare lettere invece di girarci intorno per timore di mettere in cattiva luce la reputazione, già alquanto compromessa sul tema, del Presidente Putin. Non faccia come il lotto quando afferma che lì, in Palestina, è tutto finito e di quello stato in futuro non si parlerà mai più. Ma come vi siete ridotti con la vostra realpolitik d’annata? Già vi vedo, alla prossima tornata di proteste, innalzare convinti lo striscione con su riportato lo slogan “No Palestine”. A presto.
Non concordo con l’ articolo sul punto che, l’ Europa vuole proseguire la guerra perché non possiede dati reali del conflitto. In un mondo cosiddetto satellitare cio’ non e’ praticamente possibile. I dati corretti ce l’ hanno eccome. A mio avviso gli UE vogliono la prosecuzione della guerra per una serie di motivi. Il principale, la natura progettuale espansionistica. Un altro e’ che i settori principali dell’ economia sono tutti in crisi, fatta eccezione per quello bellico, pertanto una sconfitta pesante in Ucraina decreterebbe il fallimento sul nascere delle ambizioni di crescita e mercato, delle nascenti multinazionali belliche europee. Stanno inoltre investendo molto a Kiev, quindi confidano in un futuro ritorno di privilegi esclusivi come sfruttamenti, contrattuali e commerciali, di vario genere. Credo siano questi i motivi per cui la UE abbia deciso di suicidarsi a sostenere una nazione ormai monca.