Il sovranismo della serva Italia


di Marco Della Luna


Nell’800 l’Italia unitaria è nata serva al servizio di potenze dominanti, per loro volere e intervento. Con le guerre coloniali e con l’inopportuna partecipazione alla I GM ha cercato invano di affrancarsi e di parificarsi a Francia, Germania, Regno Unito. Poi ci ha provato Mussolini.

Successivamente, nel secondo dopoguerra, in diversi modi, grandi personaggi hanno tentato di difendere gli interessi nazionali dal predominio e dall’ingerenza degli interessi stranieri: Mattei, Moro, Craxi, Berlusconi; i primi due stati neutralizzati da criminali, il terzo dalla giustizia, il quarto di nuovo dalla giustizia in collaborazione con lo spread (Draghi-Merkel). Gli spavaldi economisti che prospetta(va)no una facile e vantaggiosa uscita dell’Italia dall’Euro per sottrarsi al rigorismo recessivo, forse non tenevano presente
E’ stato provato che l’Italia è inserita, da poteri tecno-finanziari esterni ad essa e contrari ai suoi interessi, in un certo programma europeo o atlantico, che comprende il suo spolpamento e la cessione dei suoi assets a controllo straniero. L’euro e le sue regole sono uno strumento essenziale a questo fine (vedi i miei Euroschiavi, Tecnoschiavi, Cimiteuro, Traditori al Governo, Oligarchia per popoli superflui).

L’Italia neanche se unita e neanche se guidata da autentici statisti -quali oggi non esistono né in Italia né altrove in Occidente- potrebbe battere il liberal-capitalismo finanziario imperante, e affrancarsi da tale programma: gli strumenti finanziari, monetari, mediatici e giudiziari in mano agli interessi dominanti sono troppo forti; prima bisognerebbe che il loro apparato di potenza fosse abbattuto da un rivolgimento perlomeno continentale. Soprattutto sotto leaders modesti come Salvini, Di Maio, Renzi, con certezza non si raggiunge la libertà. I tentativi di affrancamento, come quello, vago e timido, del governo gialloverde, non possono che fallire e ricadere in danno agli italiani.
Dai tempi dell’occupazione longobarda, e poi franca, normanna, francese, spagnola, austriaca, la gran parte dei politici italiani aspira a collaborare coi padroni stranieri aiutandoli a sfruttare l’Italia, perché aiutandoli si eleva verso di essi e sopra i comuni italiani.

E’ un tratto culturale storicamente consolidato. In Italia, fare il Quisling non è un titolo di demerito, ma all’opposto di nobiltà; questo va ricordato a coloro che hanno dato del Quisling al Quirinale: non è un vilipendio, è un encomio.
Da tutto quanto sopra consegue che agli italiani conviene un governo non ribelle agli interessi stranieri, specificamente franco-tedeschi, piuttosto che uno ribellista ma impotente, che attira ritorsioni su di loro. Un governo sottomesso ma dialogante, che attenui la violenza del processo di spolpamento, espropriazione ed invasione afroislamica, e lo diluisca nel tempo, dando modo alla popolazione generale di vivere decentemente qualche anno in più, e alla parte più valida di essa di emigrare e trasferire aziende e patrimonio all’estero.
Agli intellettuali antisistema non conviene farsi partito politico, sia perché non vi è spazio per l’azione politica, sia perché verrebbero attaccatati dai magistrati politici e dall’apparato mediatico.
L’azione antisistema, di critica e controproposta al regime tecnofinanziario, sebbene impossibile sul piano governativo, potrebbe invece parallelamente continuare sul piano culturale e informativo: la critica intelligente e competente potrebbe costituire un’associazione internazionale di ricerca scientifica socio-economica, geostrategica e storica, meglio se con sede all’estero (fuori della portata della giustizia nostrana), indipendente da ogni ente pubblico e dal capitale privato, avente lo scopo di mettere in luce la verità, gli inganni e i meccanismi monetari-finanziari che essi nascondono.
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Ora qualche nota sulla crisi di governo in atto.
Salvini l’ha aperta in un momento scelto razionalmente, forse non il migliore, ma verosimilmente l’ultimo possibile (non voglio pensare l’abbia aperta confidando nelle assicurazioni di Zingaretti, che non si sarebbe alleato coi grillini ma avrebbe spinto per le elezioni: se Salvini si fosse fidato di tali dichiarazioni, ignorerebbe l’abc della politica, ossia che menzogna e dissimulazione sono parte essenziale del metodo politico). Poi l’ha gestita male, con tentennamenti, incertezze, contraddizioni, e scarse analisi economico-giuridiche. Al Senato non si è difeso efficacemente dalle stroncature di Conte: ha replicato usando argomenti deboli mentre ne aveva a disposizione di ben più forti; non ha ribattuto sul piano giuridico-costituzionale; è apparso in pallone, impacciato, patetico nei suoi appelli alla Madonna e nel suo offrirsi come bersaglio.

La sua difesa è stata fatta molto meglio dalla sen. Bernini di Forza Italia, che ha smascherato l’ipocrisia e le contraddizioni di Conte. Salvini è un buon comunicatore, ha un buon fiuto, non è stupido, è ben sopra la media dei politici nostrani, ma adesso tutti hanno potuto vedere che non ha la saldezza né la preparazione culturale dello statista. E’ o è stato un leader carismatico, e i leaders carismatici perdono il carisma allorché appaiono perdenti. Però Salvini può ancora rinquartarsi e recuperare, specialmente se la Lega va all’opposizione e fa opposizione dura e aggressiva nelle piazze, o anche se ricuce con il partito della Casaleggio & Associati, perlomeno al fine di proteggersi dagli attacchi giudiziari stando al governo. Però in ogni caso dovrebbe colmare le sue lacune in diritto costituzionale ed economia internazionale.
Ad ogni modo, la carica sovranista e antisistema dei capi grillini e leghisti era da tempo andata scemando e riducendosi a poche banalità pressoché inoffensive e a denunce sterili.

Beppe Grillo con Di Battista e Di Maio


Ben diversamente, Grillo era partito, prima che fosse fondato il M5S, da una vera critica antisistema, che metteva in luce il fattore centrale del potere e dell’iniquità, che spoglia della loro sovranità i popoli: la privatizzazione della sovranità monetaria, il monopolio privato della produzione e allocazione della moneta e del credito. Poi, divenendo capo di una formazione partitica assieme alla Casaleggio e Associati, aveva smesso di parlare di queste cose, troppo autenticamente disturbanti per il sistema, e si era giustificato, ad usum imbecillium, asserendo che si tratterebbe di cose che la gente non capisce. Era passato alla dottrina del vaffa, più alla portata della classe cui si rivolgeva, e ben tollerabile per il sistema.
Tuttavia, ancora nei due anni precedenti le elezioni politiche del 2018, alcuni esponenti grillini, segnatamente Villarosa (attuale sottosegretario alle finanze), Pesco e Sibilia, si erano interessati e avevano approfondito con impegno la materia monetaria e bancaria, richiedendo e ricevendo la collaborazione mia e di altri studiosi di questo campo, organizzando eventi pubblici e promettendo iniziative concrete una volta al governo. Ma, al contrario, una volta accomodatisi sulle poltrone governative, i predetti non solo non hanno preso alcuna concreta e visibile iniziativa, ma hanno addirittura rifiutato ulteriori contatti con noi. Evidentemente avevano ricevuto ordini di scuderia e calcolato la loro convenienza.

Si sono allineati al sistema, con tutto il Movimento, il quale si è rivelato e confermato uno strumento per raccogliere il dissenso antisistema e poi neutralizzarlo, anzi portarlo al sistema convertendolo in consenso ad esso, a braccetto col partito dei finanzieri detto PD, e con la risibile mascheratura di contentini demagogici, rumorosi e dannosi come il c.d. reddito di cittadinanza, il salario minimo, una riforma giacobina e incompetente del processo penale. E dopo hanno votato Ursula von der Leyen, falco finanziario germano-rigorista, gettando completamente la maschera: servono interessi opposti a quelli dichiarati. Ancor prima, Movimento e Lega erano entrambi passati da posizioni critiche verso l’Euro, spavaldamente contemplanti la possibilità di uscirne senza danno (Borghi, Bagnai) in caso di rifiuto di opportune e strutturali riforme dell’apparato europeo, a posizioni di definitiva accettazione dell’Euro e di arrendevolezza a Bruxelles. Ma ciò non è bastato ad evitare l’isolamento e la marginalizzazione dell’Italia in sede europea, né a ottenere più margini di spesa pubblica.
Insomma, come governo antisistema il governo gialloverde era fallito prima di cadere, o più precisamente prima di nascere. Non abbiamo perso molto. Anzi, abbiamo guadagnato in chiarezza.

Fonte: Marco Della Luna

8 Commenti

  • Eugenio Orso
    26 Agosto 2019

    1) L’atteggiamento incerto di salvini fa nascere dei sospetti: che lui e, in primo luogo, il suo stratega e “creatore” giorgetti (liberista proveniente dalle banche) abbiano ricevuto un input “esterno”, dai potentati finanziari globalisti e giudaici che effettivamente governano l’Italia, per far finire l'”esperienza” giallo verde …
    2) Conviene a salvini non partecipare alla prossima manovra “lacrime e sangue”, imposta da troika e “regole europee”, di almeno 30 miliardi, sottratti al paese e al popolo per conto dei criminali internazionali finanz-globalisti-ebrei.
    3) Facendo opposizione dentro il sistema democratico, notariamente la puttana politica del libero mercato senza limiti, salvini guadagnerà qualche consenso e qualche voto … naturalmente se la voto politico – concesso dai poteri esterni- ci arriverà prima di sgonfiarsi come un palloncino.

    Cari saluti

  • nicholas
    26 Agosto 2019

    Ho saputo da amici che vivono e lavorano in USA, che la lockheed martin ha fatto pressioni a washington per far onorare l’acquisti degli aerei miltarii F-35.
    Un bel insieme di situazioni a fatto traboccare il debole goveno gialoverde

  • Mardunolbo
    27 Agosto 2019

    Salvini si è comportato in modo coerente se fossimo un paese libero. Si è comportato da servo degli Usa, in realtà poichè essi erano stati disturbati dall’apertura del M%s, alla Cina. Non sono poche le informazioni che citano come lo stesso ambasciatore Usa abbia più volte fatto pressioni per ottenere quanto volevano o per far sciogliere l’alleanza.
    Salvini, checchè venga detto furbo, ha agito in modo stupido ed ha danneggiato l’Italia mettendo a gravissimo rischio l’economia con un governo Pidioti/5stalle. E’ evidente che la sua azione è stata pilotata dall’estero e risulta logico che sia stata pilotata proprio da quelli che non comprendono nulla di storia europea e di mentalità europea, ma comprendono solo il valore del loro denaro.
    Se il popolo italiano non potrà avvalersi di elezioni per ottobre, causa l’insorgere di un governicchio presidenziale, la colpa sarà di Salvini per aver adempiuto agli ordini cretini provenienti dall’estero !

    • atlas
      27 Agosto 2019

      ma insomma, si è comportato in modo coerente o da stupido

      pari un’intellettuale, ma sei un gran maestro in confusione

      preparati piuttosto all’invasione totale di negri per la maggior parte musulmani peso minimo 100kg

      ” ero forestiero, sono venuto a spacciare ai vs. figli minorenni e mi avete anche accolto ” dal vangelo secondo me

      questo sito del pd però non tratta nemmeno del perché quando ci sono stranieri che commettono reati non si contesti almeno l’associazione per delinquere, mentre se fossero stati salentini gli autori uscirebbero dopo 20anni. Quei negri arrestati l’anno scorso dopo energie spese per mesi dalla polizia sono già in libertà per il terrore dei ns. figli minorenni. Discriminazione razziale contro gli europei da combattere

      http://gallipoli.lecceprima.it/blitz-var-bay-bis-droga-gallipoli-27-agosto-2019.html?fbclid=IwAR1OWuFYpnnZFUpNGYEWD07EKLGx20JEK7DO8oxQ1q0oklOGmxYjzdndbk8

  • Mardunolbo
    28 Agosto 2019

    Per capire cosa si dice in italiano bisogna conoscere bene la lingua. Non basta la conoscenza del Corano !

    • atlas
      29 Agosto 2019

      io credo di conoscere abbastanza bene il toscano. O lingua fiorentina, con cui comunico con altri piemontesizzati che non conoscono le mie lingue, il Napolitano e il Siciliano. Da dove viene fuori questa lingua ‘italiana’, dall’italia ? Continui a dare retta a pochi massoni giudei che inquinano tutto inventandosi paesi nuovi, popoli nuovi e lingue nuove, ma non mi sorprende che un cristiano ami la menzogna. Daltronde la ‘teoria’ trinitario/incarnazionista ve la importò quel tal Paolo di Tarso, giudeo dei più folli

      faresti meglio a leggerlo il Corano, anche se a te difficilmente ti riuscirei a capire, anche se tu parlassi in arabo

  • The roman
    28 Agosto 2019

    Condivido gran parte dell’analisi di Della Luna , che pero’ omette la specifica natura dei 5 stelle, che e’ quella di sterilizzzatori del dissenso , cosi’ come appositamente concepiti dai soci di Casaleggio, L’Italia sta falllendo una altra prova storica per via della sua disomogeneita’ etnica e per il condizionamento culturale impostole da decenni. La speranza e’ nel risveglio degli altri popoli europei in primis la Germania. IL genocidio dei popoli di etnia euripide e’ in fase avanzata e solamente una forte reazione dei tedeschi , con l’emersione della verita’ puo’ arrestarlo. La prossima generazione sara’ chiamata ad una impresa titanica. Quanto alla situazione politica italiana , a mio parere, i 5 stelle verranno ridotti ad una piccola appendice della sinistra , mentre la componente piu’ conservatrice e piccolo borghese rappresentata da Di Maio sparira’ del tutto. Gli italiani dovranno decidere se affrontare i loro oppressori o fuggire alla si salvi chi puo’. Ma non dipendera’ da loro , e qui concordo in pieno con il sempre lucido autore dell’articolo, ma dal tanto atteso sconvolgimento esterno. Quello sconvolgimento che puo’ avvenire solamente con quella forza che l’ Italietta non ha mai avuto ne mai avra’. Non l’ ha la Francia , non l’ha piu’ l’ Inghilterra e neanche la grande America. Forse la Germania , con l’aiuto della Russia , puo’ dare alla luce quella verita’ che ci rendera’ liberi.

    • atlas
      28 Agosto 2019

      disomogeneità etnica ? Siamo proprio razze diverse: Mediterranei e alpini. Mare e monti. Necessità ed esigenze diverse.

      ” l’italia ” è una è ‘indivisibile’. Infatti si può dividere ciò che è stato già unito. E Duo Siciliani e piemontesizzati non lo sono mai stati se non forse per un ventennio, quello del Governo Fascista. Uniti e fratelli poi, lo saranno solo i massoni, io non solo non ne faccio parte, ma li aborro

      soluzioni pratiche oltre al discutere sul sito ? costituire comitati popolari Duo Siciliani presso l’assessorato alla cultura di ogni Comune delle Due Sicilie e la Bandiera delle Due Sicilie esposta vicina alle altre. Dai comitati popolari, frequentati da più anime di diverse idealità politiche, ma accomunati all’interesse Nazionale Duo Siciliano, verranno fuori indirizzi univoci

      degli altri non m’interessa, sono sempre stati stranieri, ci ridiano l’oro che è nostro al 73%, ma c’è chi sostiene all’85%, che non scade come i biscotti, poi, finchè non interferiscono con i nostri interessi, facciano un pò quel che gli pare

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