Il sistema dei media controllati dall’oligarchia tecno-finanziaria. Indifferente per i “grillini”

di  Luciano Lago

Mentre tutti i poteri forti si stavano gradualmente pronunciando a favore di governo 5 Stelle-PD, rimasti spiazzati dal no del PD e dai risultati delle elezioni in Friuli, intervengono gli esponenti del potere mediatico a dire la loro sulla intricata situazione politica italiana.

«Qualunque sarà il governo noi saremo i cani da guardia della democrazia»: parola di Marco De Benedetti, presidente del Gruppo GEDI, la più grande concentrazione editorial-finanziaria esistente in Italia (la Repubblica, Il Secolo XIX, la Stampa, l’Espresso, Radio Deejay, Radio Capital, ecc. ecc.).

In realtà più che “cani da guardia della democrazia” i giornalisti del sistema mediatico dominante sembrano piuttosto “cani al servizio di un solo padrone”: il regime della oligarchia tecno-finanziaria.


Sono questi «cani da guardia» pronti a sbranare chiunque s’azzardi a dissentire dal Pensiero Unico o che osi insidiare le posizioni di dominio informativo che i media prostituiti al potere considerano esclusivamente «cosa loro». Possiamo constatare come questi cani da guardia, come ogni altro cane, proteggono solo chi li nutre, offre loro posizioni ben pagate e promettenti carriere.

Lo aveva rivelato anche il povero giornalista tedesco, corrispondente esteri per il prestigioso quotidiano Frankfurt Allgemeine Zetung il quale aveva rivelato: “…per diciasette anni sono stato pagato dalla CIA, io e altre centinaia di colleghi abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca e, nel suo libro pubblicato, “Giornalisti comprati”, aveva gettato luce descrivendo il controllo dei media tedeschi ed occidentali in genere attraverso una fitta rete di corruzione e di pressioni esercitate da parte degli americani mediante apparati di intelligence, ambasciate USA, fondazioni, lobby e istituzioni atlantiste. Il tutto per far scrivere, ai giornalisti ed opinionisti della stampa e delle TV, secondo una interpretazione degli avvenimenti internazionali unilaterale e compiacente verso Washington. Il giornalista è poi morto in circostanze misteriose ed il suo libro risulta introvabile, scomparso dal circuito ufficiale delle liberie. Chissà perchè….. Vedi: i giornalisti comprati l’Impero Atlantico della menzogna.

Udo Ulfkotte, coraggioso giornalista tedesco

Alla luce di questi fatti non è difficile capire che la vera funzione dei media, nel sistema politico attuale, è quella di manipolatori dell’opinione pubblica quando non falsificatori. Innumerevoli sono gli esempi e le prove di questa loro attitudine.
Scendendo nella palude della politica italiana, la questione del controllo mediatico dei grandi gruppi economici e finanziari, non esiste per i grillini, i finti rivoluzionari travestiti, candidatisi adesso al governo, si sono ben guardati dall’inserire tra i punti del loro programma un tema così delicato e spinoso come la lotta ai monopoli mediatici.

Secondo di Maio e soci, esiste un solo «conflitto d’interesse»: Silvio Berlusconi e Mediaset. Nessun altro.. Non si pronunciano sul più grosso conglomertato informativo presente nella penisola, invece, quello che fa capo alle famiglie De Benedetti-Elkann, collegato con centrali finanziarie transnazionali. Su questo non manifestano alcuna preclusione. Come se non esistesse.

Il sistema travestito da democraiza finge di dare a tutti lo spazio per esprimersi liberamente. Si pretende di sancire la libertà di parola, quando in verità, la classe dirigente, che è al servizio dei grandi potentati finanziari e regolamenta tutto, permette ai media di presentare solo i punti di vista che servono gli interessi della elite dominate. Non potrebbe essere altrimenti in un governo le cui persone sono eterodirette dall’esterno e motivati dal tutelare gli interessi delle lobby che li hanno fatti eleggere.
Che lo si voglia o no, sarà tuttavia questo fattore ineludibile per chiunque voglia dare una svolta alle sorti di questo paese che, mentre l’orchestra suona allegramente sul ponte, è in procinto di affondare con l’intero carico dei suoi ignari passeggeri

7 Commenti

  • Cristina Agnello
    30 aprile 2018

    Concordo totalmente. C’è un grande lavoro di aggregazione da fare. I giornalisti con la schiena dritta,
    non sono così pochi, non devono mollare mai. E comunque grazie di cuore a questo sito.

  • robyt
    30 aprile 2018

    con tutti i numeri che hanno perso però si può dire che gli affari non gli girino proprio bene. hanno dimezzato le copie dal 2007.
    https://www.blitzquotidiano.it/media/vendite-giornali-gennaio-2018-2845646/

    ormai le opinioni pubbliche si formano sempre più attraverso i social network.

  • The roman
    30 aprile 2018

    ILconglomersto mediatico che l”autore evidenzia , è il più classico esempio di monopolio ebraico dell’ informazione che costituisce l”architrave della costruzione ideologica imperante . Tale monopolio è una costante in tutte le società cosi#dette democratiche , dovunque nel mondo. Il totale contrpllo dei media da parte delle elites ebraiche e’ fondamentsle per il controllo delle dinamiche sociali e per la formazione dell’ opinione pubblica.Quando l’oligarca ebreo Marcp di benedetti, figlio del più noto Carlo , ladro protetto e coccolato dal sistema, dichiara che salvaguardera’ la democrazia , sputa letteralmente in faccia agli italiani , insulta la loro intelligenza e calpesta la verità. A questa gentaglia importa solo conservare ed estendere i loro privilegi , e credono di poter controllare la narrativa grazie al monopolio dell’ informazione. E’ necessario affrontare il problema della concentraxione dell’informazione e della politicizzazione della magistratura , altrimenti non sarà possibile attusre nesuna politica veramente rappresentativa della volontà popolsre.

  • Eugenio Orso
    1 maggio 2018

    In una ipotetica, futura riscossa di natura rivoluzionaria, oltre a freddare con un colpo alla testa i collaborazionisti subpolitici
    dei poteri esterni, sarà di vitale importanza porre fine spietatamente alla disinformazione delle presstitute (o collaborazionisti)
    mediatici, agendo con altrettanta spietatezza e sana, catartica violenza …

    Cari saluti

    • Giannik
      1 maggio 2018

      5 STELLE CHI SONO REALMENTE
      L’articolo è assai ben fatto, impossibile dissentire, i miei complimenti.
      Se si guarda in dietro si vede subito che i partiti simil rivoluzionari, sono espressione dello stesso padrone che con questi partiti danno un innocuo contenitore per il dissenso.

      RIFONDAZIONE COMUNISTA ad esempio è un esempio eclatante di come funziona il meccanismo, i grandi rivoluzionari si sono dimostrati tra i peggiori va ricordato che è grazie a loro se siamo in Europa, che sta distruggendo l’Italia.

      I 5 STELLE sono rifondazione comunista con un altro nome, un innocuo contenitore per gli scontenti. I grandi proclami del passato ora che sono cresciuti spariti, da vomitare

      Io nella scheda elettorale metto una fetta di salame

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