Il rilascio della Silvia Romano, un grande successo mediatico per i terroristi della al-Shabaab

Ci corre l’obbligo di commentare la vicenda della giovane Silvia Romano, sequestrata da un commando della Jihad Islamica e ritornata in libertà grazie all’opera dei servizi italiani che hanno pagato il riscatto e trasferito la ragazza in Italia.
Gli autori del sequestro sono gli jihadisti dell’organizzazione al-Shabaab che opera in Somalia con frequenti incursioni anche in Kenia. Una organizzazione di ideologia wahabita/salafita, ispirata e finanziata dall’Arabia Saudita al fine di estendere l’influenza di questo paese nell’Africa ed ottenere il controllo e la conversione della masse africane al fanatismo salafita, una distorsione estremista della religione islamica sconfessata e condannata dalle fonti ufficiali del modo islamico.
Il riscatto pagato e il clamore mediatico conseguente alla liberazione della ragazza ha reso un enorme favore e una grande pubblicità in tutto il mondo a questi fanatici estremisti jihadisti. Un vero successo per la al-Shabaab che può rivendicare una accresciuta influenza nel paese africano ed un apporto finanziario che consente acquisto di armi, attrezzature per espandere i loro attacchi contro popolazioni civili e distruzione delle comunità pacifiche di quel paese.

Silvia Romano plagiata dagli Jihadisti


Nel caso della disgraziata ragazza, convertitasi anche all’Islam wahabita grazie all’opera dei suoi carcerieri, non si può commentare altro se non stigmatizzare il suo comportamento irresponsabile attuatosi con la complicità della ONG che la ha inviata in Africa, ben sapendo i rischi a cui era esposta. Inutile prendersela con lei, la Silvia, in quanto affetta dalla chiara sindrome di Stoccolma, innamoratasi dei suoi carcerieri. La ONG che ha assoldato la Silvia dovrebbe essere perseguita dalla magistratura in quanto responsabile indirettamente di vari reati.
Al contrario per il governo italiano questa vicenda si concretizza in una caduta di prestigio per un servizio reso ai terroristi della al-Shabaab che hanno ottenuto, oltre ai milioni, una legittimazione politica per aver trattato con il governo italiano, sia pure sottobanco.

Questo espone altri cittadini italiani a possibili sequestri e ad essere considerati prede ambite da parte di tutti i gruppi fanatici che infestano Africa e Medio Oriente.

Terroristi dello al-Shaaab in Somalia


Soltanto la superficialità e l’ignoranza del ministro Di Maio potevano arrivare a concludere un pasticcio di questa portata che renderà l’Italia come paese sempre più inaffidabile per quei paesi che combattono sul serio il terrorismo jihadista, come la Siria, come il Libano, come l’Iraq e come la Russia di Putin. Sono quelli paesi seri che non trattano con i terroristi jihadisti ma che li affrontano con le armi in pugno e li colpiscono nei loro covi, annientandoli prima ancora che possano fare danni.
Ma queste sono cose che Luigino Di Maio non può neanche comprendere nella sua superficialità ed ignoranza della geopolitica.

Da questa vicenda si dimostra quale sia il danno all’immagine dell’Italia che può arrecare una compagine di arruffoni e incompetenti come quella capitanata dal premier Conte al governo del paese.


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