Il Regime Sanitario annaspa nelle sue bugie mentre si prospetta il blocco dei porti, dei trasporti e delle aziende


di Luciano Lago
La presa di posizione netta e intransigente dei portuali di Trieste e di Genova ha di colpo stracciato tutta la propaganda, le storture e le menzogne che hanno caratterizzato la svolta autoritaria del governo contro i diritti dei lavoratori per l’instaurazione di un sistema di controllo sociale con il pretesto del green Pass.
I portuali, in particolare a Trieste, hanno dimostrato con il loro comunicato di farsi carico loro di quella difesa dei diritti contro ogni discriminazione che i sindacati di regime hanno del tutto messo in soffittta allineandosi di fatto con il governo dei banchieri e con l’oligarchia di Bruxelles.
Oltre a questo, i lavoratori dei porti hanno risvegliato le coscienze di molti altri lavoratori che, pur essendo in possesso del famigerato lascia-passare(green pass), hanno preannunciato lo sciopero in solidarietà con i loro colleghi e compagni che, essendone sprovvisti, rischiano la sospensione dal lavoro e la prospettiva di essere buttati in mezzo alla strada.
Un vero pronunciamento autentico di solidarietà sociale, quella che il governo e i falsi media, con la loro propaganda e manipolazione, hanno cercato di rompere mettendo gli uni contro gli altri. I portuali non ci sono cascati ed il loro comunicato è stato molto chiaro:


“Buon giorno a tutti,
dopo la manifestazione di ieri, 11/10/2021, ribadiamo che come già preannunciato in precedenza, il giorno 15 ottobre ci sarà il blocco delle operazioni all’interno del porto di Trieste.
Siamo venuti a conoscenza che il Governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste, e che si paventano da parte del Presidente Zeno D’Agostino le dimissioni.

Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti fino a quando non sarà tolto l’obbligo del green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori.

Ricordiamo al presidente D’Agostino che nel momento in cui lo Stato ha colpito i suoi portuali lo hanno difeso a spada tratta.
Ora che i portuali hanno deciso di difendere loro stessi e le altre categorie di lavoratori con le sue dimissioni dimostra di non voler lottare al loro fianco.
Gli auguriamo buon lavoro e gli porgiamo i più cordiali saluti”.


I lavoratori del porto non si sono fatti comprare con l’offerta dei tamponi gratis e proseguono nella lotta in difesa del diritto al lavoro (garantito dalla Costituzione) e del principio della non discriminazione ne hanno fatto una bandiera. Un vero schiaffo ai sindacati collaborazionisti di regime che intanto si baloccano nel riesumare lo spettro del fascismo a scopo di distrazione.
I fiduciari della finanza apolide e promotori del nuovo regime sanitario e scientista di controllo si illudevano di aver seppellito le lotte operaie ma queste stanno ritornando fuori alla luce del sole.
Inoltre lo stesso Stefano Puzzer, portavoce del CLPT, per questa vicenda ha dichiarato all’Huffington Post:

“L’unica apertura nei nostri confronti è togliere il Green pass. Il blocco di venerdì è confermato, oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Anche quello di Genova? Non mi fermerei a quello di Genova, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma.
Inoltre:
Il danno economico che verrebbe causato dal blocco del porto di Trieste, se ci sarà, sarà causato dalla testardaggine del solo Governo italiano a mantenere questa misura criminale. Speriamo che in giro per l’Europa vengano tutti a tirare le orecchie al Governo italiano affinché tolga questo decreto.


Adesso iniziano a preoccuparsi anche i governatori del Veneto e del Friuli mentre quello dell’Italia diventa un caso unco in Europa che può avere grosse conseguenza in buona parte d’Europa, nei paesi che utilizzano l’export attraverso i porti ed il sistema di trasporto italiano.
In definitiva gli operai di Trieste e di Genova danno una lezione a tutti: la resistenza non nasce da interessi individuali o corporativi, ma da un problema di principio che, in questo caso, ha per oggetto il green pass nel suo significato discriminatorio e la difesa delle comunità.
Una lezione morale per i sostenitori del neoliberismo e delle sue derive antioperaie che sono dettate dai sostenitori della società del consumo e dell’individualismo sfrenato.

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