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Il regime di Israele ed i paesi del Golfo Persico sono i responsabili del grave attentato terrorista attuato il Sabato contro l’Iran.

L’analista Pablo Jofré Leal, un esperto di geopolitica, in na intervista concessa al network Hispan Tv , parlando dal Cile, ha esaminato i possibili obiettivi e i probabili autori e mandanti dell’attentato terrorista attuato contro una sfilata militare nelal città di Ahvaz (nel sud este dell’Iran), che ha presentato un bilancio di 29 vittime e 60 feriti, fra i quali donne e bambini che assistevano alla sfilata.
“Bisogna qui indicare chiaramente che sono i responsabili e mandanti dei questi attentati e questi sono chiaramente identificabili in Israele, nell’Arabia Saudita e nelle Monarchie del Golfo Persico“, ha sostenuto l’analista Jofré Leal .

Nello stesso tempo Leal ha sotolineato che il regime sionista opera contro tutta la civilizzazione e si trova dietro tutti gli attentati commessi contro la nazione persiana.


Secondo l’analista internazionale, la monarchia dell’Arabia Saudita e la casa dei Saudi “sono i responsabili diretti” di questo ripo di attacchi terroristici.
Di seguito l’analista sostiene che gli obiettivi degli estremisti che hanno effettuato questo attentato sono gli stessi che perseguono i patrocinatori del terrorismo, ovvero destabilizzare l’Iran e continuiare a fare pressioni sulla Repubblica Islamica dell’Iran.

Produrre un clima di paura, di incertezza, realizzare atti di terorrismo e creare insicurezza nel paese persiano sono le altre finalità di tali terroristi, secondo Jofré Leal, e dietro queste azioni si trovano gli Stati Uniti che da tempo hanno dichiarato una guerra sotterranea contro l’Iran.

L’attentato del Sabato è stato rivendicato dalò gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) che, come è ormai noto, è una creazione dei servizi di intelligence USA e sauditi e che riceve finanziamenti ed armamento dall’Arabia Saudita. Tuttavia risulta che in un primo momento il portavoce del gruppo terrorista Al-Ahvaziya, appoggiato dall’Arabia Sauddita, si era attribuito la paternità dell’attacco nel corso di una intervista concessa all’agenzia britannica Reuters.

Ahvaz attacco terrorista

Convocati dal Ministero degli Esteri dell’Iran i rappresentanit di vari paesi

L’Iran ha convocato l’incaricato d’affari degli Emirati Arabi Uniti per dichiarazioni “idiote” fatte da un alto funzionario degli Emirati su un attacco terroristico che ha provocato 25 morti sabato, ha detto domenica il portavoce del ministero degli Esteri Bahram Qassemi. La convocazione è dovuta alla forte protesta espressa dalla Repubblica islamica dell’Iran “contro le osservazioni irresponsabili e offensive sono state trasmesse da tale funzionario “, ha detto Qassemi.

“All’incontro, l’incaricato d’affari degli Emirati è stato avvertito che, per il palese appoggio agli atti terroristici da parte di un individuo affiliato alle agenzie ufficiali degli Emirati, il governo degli Emirati Arabi Uniti  sarà ritenuto responsabile per  e l’indifferenza non sarà accettabile”, ha aggiunto.
L’accusa delle autorità iraniane è arrivata dopo che Abdulkhaleq Abdulla, consigliere politico del principe ereditario degli Emirati, Mohammed bin Zayed, ha detto che l’attacco ad Ahvaz era giustificato e che “attaccare un obiettivo militare non è un atto terroristico”.
“Spostare la battaglia più in profondità all’interno dell’Iran è un’opzione dichiarata e aumenterà durante la fase successiva”, ha aggiunto.
Dichiarazioni simili sono arrivate anche da funzionari governativi dell’Arabia Saudita.

Le autorità iraniane hanno anche convocato ambasciatori di Paesi Bassi e Danimarca e incaricati d’affari dell’ambasciata britannica a Teheran dopo la sparatoria durante una parata militare.
Qassemi ha detto che i tre diplomatici sono stati convocati separatamente sabato per dichiarare la forte protesta di Teheran al ruolo svolto dai loro paesi agli  elementi di supporto del gruppo terroristico che ha compiuto l’attacco terroristico. Come noto la Gran Bretagna appoggia e sostiene questi gruppi terroristici con l’obiettivo di un cambio di regime a Teheran.

L’attacco è stato condannato da tutta una serie di autorità e governi, tra cui il capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres, Russia, Francia, Regno Unito, Germania, Austria, Spagna, Turchia, Qatar, Egitto, Kuwait e Oman.
Persino il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha emesso una denuncia piuttosto tardiva dell’incidente, ma l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Bahrain si sono astenuti dal condannarlo.
Il gruppo terroristico al-Ahvaziya, le cui reclute si ritiene siano sparpagliate in diversi paesi europei, compresi Paesi Bassi e Danimarca, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.

L’organizzazione del terrore, che è sostenuta dall’Arabia Saudita, ha un record di atti di sabotaggio nella provincia khuzestana dell’Iran, che comprende Ahvaz e alcune altre città con presenza di popolazione araba.
“La risposta schiacciante attende i terroristi”

Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Mohammad Baqeri, ha detto oggi che i paesi regionali ostili all’Iran devono “rettificare il loro comportamento ostile” e scusarsi con il popolo iraniano.

“Altrimenti, le Forze Armate Iraniane si riservano il diritto di dare una risposta schiacciante nel momento e nel luogo in cui riterranno opportuno per contrastare l’attacco contro la nazione iraniana e perseguitare i criminali in ogni angolo del mondo”, ha aggiunto.

Anche il ministro della Difesa iraniano, il generale di brigata Amir Hatami, ha detto che i terroristi devono attendersi una risposta “schiacciante e sorprendente” .
“L’atto cieco ha indicato ancora una volta la debolezza e l’abbassamento dell’arroganza globale e dei suoi alleati su scala regionale” perché questi non sono in grado di affrontare direttamente le forze della Repubblica islamica dell’Iran e ricorrono al terrorismo contro la popolazione civile”, ha affermato.

Hatami ha assicurato al popolo iraniano e le forze di difesa del paese non si fermeranno fino a quando non sradicheranno il “fenomeno abominevole” del terrorismo.

Fonte: Press Tv

Traduzione: Luciano Lago

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