Il Re di Giordania mette in guardia Israele contro un’ulteriore provocazione ad Al-Aqsa

Il re di Giordania ha avvertito il governo israeliano lunedì che ogni ulteriore “provocazione” a Gerusalemme (al-Quds ) potrà danneggiare i rapporti tra i due paesi, il giorno dopo che le forze di occupazione hanno preso d’assalto la moschea di al-Aqsa e aggredito i fedeli palestinesi che si trovavano all’interno.

“Qualsiasi altra provocazione a Gerusalemme influenzerà i rapporti tra Giordania e Israele” che hanno un accordo di pace del 1994, ha detto il re Abdullah II in seguito a un secondo giorno di scontri nel sito sacro che costituisce il punto più infiammabile nell’annessa Gerusalemme est.

“La Giordania non avrà altra scelta purtroppo che intraprendere azioni di ritorsione, “, ha detto ai giornalisti in inglese dopo i colloqui con il primo ministro britannico David Cameron.

Il regno, che detiene i diritti di custodia sul complesso della moschea di Al-Aqsa, luogo sacro per la religione mussulmana, ha condannato domenica l’attacco israeliano sul sito sacro.

Domenica scorsa, il ministro israeliano dell’agricoltura Uri Ariel, sostenuto da decine di coloni israeliani e altre dozzine di forze di difesa israeliane (NDF), ha preso d’assalto la sacra moschea poco dopo l’alba per celebrare il cosiddetto “Capodanno ebraico”.

L’IDF ha costretto i fedeli palestinesi a uscire dal complesso sacro, distruggendo le finestre della moschea di al-Qibli.

Dozzine di persone sono rimaste ferite quando l’IDF ha sparato proiettili rivestiti di gomma e granate stordenti sui fedeli pacifici .

Il re di Giordania era stato oggetto di numerose critiche per la sua passività di fronte alle frequenti violazioni fatte dai militari israeliani alla sacralità del luoghi santi di Gerusalemme.
Tuttavia il monarca, che è da molti anni considerato un alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha iniziato a prendere le distanze dalle aggressive politiche lanciate dall’Amministrazione Trump a favore di Israele ed a detrimento dei diritti della popolazione palestinese.

Re Abdullah di Giordania

Il Re, Abdullah II bin Al-Hussein di Giordania, si era infatti opposto all’annessione di Gerusalemme est attuata da Israele con l’appoggio del presidente Trump che ne aveva disposto il trasferimento dell’ambasciata.
Un improvviso slancio di dignità ha fatto ricordare al re di Giordania quale sia la sua funzione di garante dei luoghi sacri di Gerusalemme e questi non ha potuto rimanere in silenzio di fronte alle sfacciate sopraffazioni fatte dai fanatici gruppi ultrasionisti che aspettano il momento di distruggere la Moschea di Al Quds e ricostruire il fantomatico Tempio di Gerusalemme.

Lo status speciale di Gerusalemme era stato riconosciuto da una precisa risoluzione delle Nazioni Unite che aveva stabilito che la città sacra doveva essere sottoposta ad una giurisdizione internazionale. Israele sta cercando di far accettare l’annessione di fatto di Gerusalemme est con l’espulsione dei redidenti palestinesi e il riconoscimento dei Gerusalemme come capitale. Rivendicazione unilaterale condannata e rifiutata alle Nazioni Unite dalla stragrande maggioranza del paesi del mondo (128 paesi contro 9) nel Dicembre del 2017.

Fonte: Al Masdar News

Traduzione e nota. Sergei Leonov

3 Commenti

  • atlas
    21 ottobre 2018

    lontani i tempi in cui Giordania, Siria ed Egitto unite combattevano il male assoluto

  • avatar
    21 ottobre 2018

    un leccaculo non e che puo diventare di colpo un eroe……

  • Horus
    22 ottobre 2018

    La Giordania non ha mai fatto niente per i palestinesi.
    Altrimenti Israele non avrebbe fatto nulla contro al Aqsa di cui i giordani dovrebbero essere i “protettori” contro i sionisti. Che cosabhanno vuto in cambioni i giordani dai sionisti?
    Mettere in guardia i sionisti ora,da parte dei giordani,e’ ridicolo. La cisgiordania e’territorio palestinese di fatto degli israeliani, ma i giordani non fanno nulla.Il territorio era stato dato proprio dagli hashmiti per uno stato palestinese, Ma pare se ne siamo scordati o fanno finta.

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