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Il racket della NATO in Italia… Un ponte troppo lontano

di  Finian Cunningham

l catastrofico crollo del ponte in Italia ha provocato proteste sulle infrastrutture fatiscenti del Paese e su come mettano a rischio la vita delle persone. Ma la domanda che il pubblico in Italia e in Europa dovrebbe porsi è: perché i loro governi spendono decine di miliardi di dollari sul militarismo della NATO, trascurando le infrastrutture civili vitali?
Quando l’iconico viadotto dell’Autostrada Morandi è crollato questa settimana a Genova, con un bilancio di 41 vittime, il consenso tra i media e pubblico italiani è che il ponte fu un disastro annunciato. Quasi 200 metri della sezione sopraelevata dell’autostrada che attraversa un fiume, case e un’area industriale crollò mentre decine di auto e camion passavano.

Testimoni scioccati descrissero la scena come “apocalittica” mentre i veicoli precipitavano per 40 metri insieme a cemento e ferro sul terreno sottostante. All’assenza della dovuta manutenzione viene attribuita il crollo del ponte. Le condizioni meteorologiche al momento erano indicate come piogge torrenziali e fulmini. Ma difficilmente spiegano perché un intero viadotto autostradale sia oscillato e schiantato.
Il Ponte Morandi fu costruito 51 anni fa, nel 1967. Due anni fa un professore d’ingegneria dell’Università di Genova avvertì che il viadotto doveva essere completamente sostituito poiché la struttura era seriamente deteriorata. Ci sono pochi dubbi sul fatto che il disastro avrebbe potuto essere evitato se le autorità avessero intrapreso azioni adeguate, piuttosto che svolgere lavori di riparazione frammentari negli anni.

I resoconti dei media italiani dicono che l’ultimo è il quinto crollo di ponte nel paese negli ultimi cinque anni, secondo la BBC. Ora il governo italiano chiede un’indagine nazionale su strade, tunnel, ponti e viadotti per valutare la sicurezza pubblica, tra i timori che altre infrastrutture siano soggette a crolli mortali.
Quello che dovrebbe essere questione di urgenza pubblica è il motivo per cui l’Italia aumenta la spesa nazionale per gli aggiornamenti e gli appalti militari invece delle rirorse civili. Come tutti i membri europei dell’alleanza NATO, l’Italia è sotto pressione degli Stati Uniti per aumentare le spese militari. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto del bilancio della NATO una priorità, arringando gli Stati europei ad aumentare le loro militari al 2% del prodotto interno lordo (PIL). Trump ha addirittura raddoppiato la cifra al 4%.

Ministra Trenta con Stoltenberg e Mattis

La domanda di Washington agli alleati europei precede Trump. In un vertice della NATO nel 2015, quando Barack Obama era presidente, tutti i membri dell’alleanza accettarono la pressione degli Stati Uniti per una maggiore allocazione dei budget per raggiungere l’obiettivo del 2%. La presunta minaccia dell’aggressione russa fu citata più e più volte come ragione principale per l’aumento delle spese per la NATO.

Le cifre mostrano che l’Italia, come con altri Paesi europei, ha aumentato drasticamente la spesa militare annuale dal vertice del 2015. La tendenza al rialzo inverte un declino decennale. Attualmente l’Italia spende circa 28 miliardi di dollari all’anno in ambito militare. Ciò equivale solo all’1,15 per cento del PIL, molto al di sotto dell’obiettivo richiesto dagli Stati Uniti del 2 per cento del PIL.
Ma la cosa inquietante è che la ministra della Difesa italiano Elisabetta Trenta avrebbe dato assicurazioni al consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, John Bolton, che il suo governo era impegnato a raggiungere l’obiettivo NATO nei prossimi anni. Gli attuali dati si traducono approssimativamente nel raddoppio del bilancio militare annuale dell’Italia.

Protesta contro le guerre della NATO

Nel frattempo, il pubblico italiano ha dovuto sopportare anni di austerità economica, di tagli alle spese sociali e alle infrastrutture civili. Il nuovo governo di coalizione di Roma che comprende Lega e Movimento cinque stelle ha chiesto un’inversione nelle politiche di austerità e promesso di aumentare gli investimenti pubblici. I suoi leader, come il viceprimo ministro Matteo Salvini, hanno anche espresso, a volte, una visione tiepida della NATO. Dopo il disastro del ponte, il governo della coalizione populista ha rinnovato la richiesta per maggiori investimenti nei servizi pubblici.
Tuttavia, perché la ministra della Difesa italiana assicura che il Paese aderirà alle richieste di Washington di aumentare il budget della NATO? La ministra Trenta, del Movimento cinque stelle, afferma che il suo governo rimane impegnato ad acquistare 90 aerei da combattimento F35 di nuova generazione statunitense.
Le cifre aggregate mostrano che l’Italia ha speso circa 300 miliardi negli ultimi dieci anni in campo militare. L’esborso del decennio precedente fu ancora più alto in dollari, prima del crollo finanziario del 2008. Eppure il governo italiano, nonostante l’appello populista, pianifica ancora più risorse alle forze armate nei prossimi anni per soddisfare l’ultimatum di Washington dell’obiettivo del 2% del PIL della NATO.

Una cifra che sembra del tutto arbitraria e aborrente alla luce dei bisogni sociali urgenti e delle infrastrutture pubbliche trascurate. Se i ponti autostradali italiani collassano, il futuro della sicurezza pubblica appare ancora più cupo quando la maggior parte dell’economia del Paese viene deviata per soddisfare le pretese della NATO guidata dagli Stati Uniti. Inoltre, tale dilemma non si limita all’Italia. Tutti i membri europei della NATO sono stati messi in riga da Washington per espandere in modo significativo i bilanci militari. Il presidente Trump ha scioccato gli Stati europei come “opportunisti” che campano della “protezione americana”.

Trump molestava la Germania affinché aumenti il budget militare. Dopo tutto ciò, anche gli europei sembrano reagire. Al summit annuale della NATO tenutosi il mese scorso a Bruxelles, il segretario generale norvegese Jens Stoltenberg affermava che i membri non statunitensi avevano aumentato i bilanci militari nazionali del totale di 40 miliardi di dollari in un anno. La crudele ironia è che lo scorso anno i pianificatori della NATO si lamentarono del fatto che le infrastrutture europee, strade, tunnel e ponti necessitavano di aggiornamenti significativi per facilitare il trasporto delle forze militari in caso di guerra con la Russia.

L’implicazione era che i governi europei avrebbero dovuto aumentare le spese nazionali per le reti dei trasporti civili proprio per facilitare i requisiti militari della NATO. Ciò equivale a un parassita che brama altro sangue dall’ospite. Le infrastrutture europee sono già in rovina in gran parte a causa dell’austerità economica imposta dalla sproporzionata spesa per il militarismo della NATO. In un momento in cui il bisogno pubblico di investimenti sociali è acuto, i governi europei obbediscono agli ordini di Washington di aumentare le spese finanziarie per sovvenzionare il complesso militare-industriale statunitense. Si suppone che tale folle spesa mantenga i cittadini europei al sicuro dalle minacce russe.
Chiaramente, tuttavia, la vera minaccia per i cittadini europei è il modo in cui Washington e il suo racket della NATO dissanguano l’Europa delle risorse finanziarie, che invece dovrebbero essere spese per costruire strade, ponti e altre infrastrutture sicuri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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  1. Pippo 4 settimane fa

    Se esci dal “club” poi le armi che produciamo dove ce le mettiamo?

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  2. Mardunolbo 4 settimane fa

    Articolo di perfetta logica ! Condivido in pieno. la ministra Trenta vada a fare trentuno imparando a fare i conti insieme con il resto del governo, senza promettere cose che NON si possono mantenere a scapito della intera comunità nazionale !
    Ancora una volta rimango stupefatto ed indignato che venga messa una donna al ministero della Guerra ,ops m’è scappato, della Difesa….
    Difesa da chi ? Dalla Russia ? Ma non diciamo e pensiamo fesserie !

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    1. giannetto 4 settimane fa

      Magari sta minestra è come la Thatcher, e userà le armi nazionali per riconquistare la Corsica , così sti francesazzi, con Attali nei panni di Dart Feder, la finiranno di metter bombe sui piloni dei nostri ponti (questa è l’ultima diagnosi del “Complotto del Capro Espiatorio”, di una probabilità sconcertante, scavalcati oramai i bersagli Junker e Merkel).
      Per uscir dai rotocalchi vi cito Mauro Bottarelli, dal “Sussidiario” :
      ” In questo Paese, quando si tratta di opere pubbliche e appalti, si ruba a livello di Paesi centroafricani. ….. Perché, signori miei, pur essendo anni luce distante dal giustizialismo manettaro, certe discrepanze fra quanto ottenuto dall’Ue, stanziato dallo Stato e la qualità dei servizi erogati o il numero di progetti cantierati e portati a termine (senza parlare dello sforamento dei tempi e dei costi), si spiega solo in un modo: i soldi spariscono, prendono altre vie. É matematica, non nostalgia di Mani Pulite”. 

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  3. Silvia 4 settimane fa

    L ‘Italia spende tanti soldi per la NATO per il semplice motivo che in realta’ si tratta di un tributo alla Potenza vincitrice e occupante.

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  4. max 4 settimane fa

    Italia è una spa, noi appena nati siamo registrati
    con un codice fiscale a barre. Quindi siamo merce, prossimamente
    I nostri figli avranno il chip sottopelle così saremo totalmente controllati.
    Vogliamo vivere da Leoni o come un gregge di pecorino,che accetta tutto passivamente.

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  5. giannetto 4 settimane fa

    1. Chiaro che tutto è interconnesso, dunque anche la relazione dell’austerità con l’aumento delle spese Nato. Sono due fattori che interagiscono nella nostra economia della miseria pubblica, ma non sono i soli e non possono essere formulati in una relazione esclusiva di causa-effetto.
    2.Io torno a fatti incontestabili: “Due anni fa un professore d’ingegneria dell’Università di Genova avvertì che il viadotto doveva essere completamente sostituito poiché la struttura era seriamente deteriorata. Ci sono pochi dubbi sul fatto che il disastro avrebbe potuto essere evitato se le autorità avessero intrapreso azioni adeguate, piuttosto che svolgere lavori di riparazione frammentari negli anni”(cit). Se eran le spese Nato che ci impedivano “azioni adeguate”, non restava altro che chiudere la circolazione, per forza maggiore. Abbiamo letto che due anni fa ci fu pure un’interpellanza parlamentare, che il Ministro ignorò. Colpa della Nato? … Qui ognuno sta avanzando i suoi teoremi, come fossero il prezzemolo universale. Nello stesso tempo, in troppi stanno scaricando il barile sugli alieni, tipico vizio della psiche umana cui la razza nostra è particolarmente incline.
    3. L’articolista si domanda: “perché i loro governi spendono decine di miliardi di dollari sul militarismo della NATO, trascurando le infrastrutture civili vitali?” (cit.). Chissà – dico io – se anche perché i miliardi di dollari per incrementare il militarismo della Nato sono meno soggetti a bustarelle per “privatizzazioni”, quando invece sarebbero “magnati” quasi per intero per mantenimento di strutture civili. Si può tirare avanti con un’autostrada in rovina, ma non con una base americana inefficiente, perdio!
    4. Si possono delineare tutte le possibili interferenze e contingenze lontane, ma secondo me i PRIMI responsabili di ogni situazione restano i loro primi gestori.
    5. Chi vi assicura che, aboliti i miliardi per la Nato, quella cifra verrebbe impiegata in opere civili, in un paese come questo? La mia sfiducia a questo proposito è totale. Più probabile che con quei soldi raddoppierebbero i forestali in Sicilia e istituirebbero un nuovo “ordine della giarrettiera” per paraculi di Stato.. Questo probabile rischio è ipotizzabile da corposissimi indizi, altrimenti gli sgovernanti non avrebbero mantenuto e non continuerebbero a mantenere, IN PARALLELO CON le spese Nato, privilegi principeschi per i soliti noti, mazzette miliardarie per gli amici degli amici, e centinaia di enti inutili. Storie vecchie vecchissime dell’Italia Unita consociativa.

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    1. Silvia 4 settimane fa

      Ma le altre spese inutili non tolgono che anche le spese per la NATO per noi, almeno dopo la caduta dell’URSS, sono del tutto inutili

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      1. giannetto 4 settimane fa

        Sono inutilità IN PARALLELO. – Intanto, potresti eliminare la “parallela” che in teoria è più facile eliminare, ossia quella di casa nostra. Dalla quale eliminazione sarebbero risultati ad abundantiam i soldini per rifare tutto il Morandi in acciaio, pur continuando a foraggiare la Nato. Ma questi miei son discorsi allo stesso tempo ovvi e inutili. Più produttivo quel che fate voi: scovar sempre, dalle parti sbagliate, il capro espiatorio, preferibilmente alieno — (a livello nazionale, invece, è il Berlusca che mantiene la pole-position). – Poi, riflettendoci un poco, scopro che anche dopo sta tregenda è impossibile, in partibus fidelium, eliminare la parallela di nome “ciuccia a man salva”….
        Esempiuzzo.: Forse D’Alema non occupa più quel famoso appartamento ner centro de Roma, di quelli riservati ai dipendenti dello Stato. Ma lo occupò per lustri interi, infischiandosene der poppppolo. Insomma fu dura schiodare il baffetto velista da quel privilegio, ammesso che schiodato fu, e che compensato non fu.

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        1. Mardunolbo 4 settimane fa

          Giannetto, quanto rilevato è vero e quanto ipotizzato verosimile…Dal momento che non si riesce ad ottenere un sano dittatore alla Mussolini, alla Franco, o alla Salazar,(ripudio quelli alla Stalin o Mao)bisogna rassegnarsi ad avere un duo Salvini-Di Maio che cerchi di proteggere la nazione al meglio possibile, circondandosi (come fece Salvini,non Di Maio) di persone competenti in economia.
          Ma, ahimè, le persone competenti in economia non devono essere necessariamente competenti in “psicologia dei popoli” quindi sono sempre ed ossessionatamente “democratici”…
          Ovvero ripudiano la forza nella gestione delle cose pubbliche, fosse anche per la salvezza nazionale, essendo cresciuti tutti a pane,sport,nutella e Coca-Cola !
          Soltanto altre scosse drammatiche possono svegliare un popolo mezzo addormentato x chiedere finalmente lo spodestamento degli ignavi o dei collusi ovunque, nello Stato, e l’instaurazione di un governo duro e dittatoriale, con al centro il bene nazionale , che ricostruisca in decenni, quanto è stato distrutto e venduto all’estero ! Può darsi succeda, non pongo limiti alla storia dei popoli dato che accadono cose incredibili, come la manifestazione di milioni di polacchi a recitare il rosario indifesa dei “sacri” loro confini !
          C’è Qualcun Altro che gestisce la Storia; non sono soltanto i finanzieri apolidi ed i loro servetti diffusi ovunque nelle nazioni.

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          1. giannetto 4 settimane fa

            Qualsiasi esagitato che tentasse una dittatura di qualsiasi colore annegherebbe subito nel menefreghismo di questo poppppolo bovino e pecorino. Non capisco proprio, dopo esperienze decennali puntualmente rinnovate, la carica di wishful thinking che ancora pervade manipoli di italioti, esagitati come me, ma molto più “ottimisti” di me. Infatti io sono esagitato sì, ma pessimista… Rivoluzione?! Ah!! ah!! … Dittatura?! Ah!! ahh!! Come se fosse facile tenere a bacchetta mucchi di molluschi senza scheletro né carapace!
            Ma non vi han insegnato nulla le reazioni di popppolo dal giorno della tragedia in qua? INESISTENTI!!! – Sfido io che in questo bel clima ogni faccia da culo stia rialzando la cresta e la tragedia serva per rilanciare alla grande un attacco contro…. i piddini?.. Ma no!! …contro Salvini! –
            Datemi retta, una buona volta! Sto poppolo bovino e pecorino vale molto meno degli animali da cui prende metafora.

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