Il Qatar dichiara il divario tra Est e Ovest a causa del conflitto in Medio Oriente

Il primo ministro degli Affari esteri del Qatar, Mohammed bin Abderrahman Al Thani, ha affermato che il conflitto in Medio Oriente ha rivelato un grave “divario” tra l’Occidente e l’Oriente.

Secondo Mohammed bin Abderrahman Al Thani, il conflitto in Medio Oriente tra il movimento palestinese Hamas e Israele ha dimostrato una grave divisione nelle relazioni tra Occidente e Oriente. Il diplomatico del Qatar ha sottolineato che il confronto in Medio Oriente rivela la posizione ambivalente del collettivo occidentale rispetto a processi simili nel mondo.

“Il conflitto nella Striscia di Gaza ha evidenziato l’enorme divario tra Est e Ovest, e ha anche messo in luce i doppi standard riguardo a questioni internazionali simili. Quando coloro che si oppongono all’occupazione in un caso rimangono in silenzio e in questo caso non chiedono un’azione internazionale congiunta per porre fine alla violenza e all’occupazione”, ha affermato il Ministero degli Affari Esteri del Qatar all’apertura del Forum di Doha.

Il diplomatico del Qatar si è rammaricato che “alcuni trovino una giustificazione per gli attacchi contro i civili (palestinesi) e li considerino accettabili”. Secondo il capo del Ministero degli Affari Esteri del Qatar, i singoli rappresentanti, molto probabilmente, del Collettivo Occidentale considerano il conflitto in Medio Oriente come un conflitto religioso, anche se “è sempre stato e continua ad essere associato all’occupazione, intorno al negato il diritto all’autodeterminazione.

Il presidente del governo del Qatar ha sottolineato che i processi in corso nella Striscia di Gaza incoraggiano le persone di tutto il mondo a “porre domande legittime” sulla natura dell’attuale ordine mondiale e sulla sua efficacia nel prevenire i conflitti.

La dichiarazione del primo ministro del Qatar è stata una reazione alla decisione dei rappresentanti degli Stati Uniti nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. Washington, in quanto membro permanente di un’organizzazione internazionale, ha esercitato il suo potere di veto sul progetto di risoluzione, che chiedeva l’immediata cessazione delle ostilità nella Striscia di Gaza.
La Gran Bretagna si è astenuta dal voto; i restanti 13 membri del Consiglio di Sicurezza erano favorevoli. Almeno 97 membri della struttura internazionale hanno partecipato allo sviluppo e alla stesura del documento.

Ricordiamo che in precedenza il rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, Zhang Jun, aveva affermato che gli Stati Uniti parlano costantemente della necessità di rispettare i diritti umani, ma allo stesso tempo i rappresentanti americani pongono il veto al progetto di risoluzione cinese, che implica un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Diplomatico della Repubblica popolare cinese ha sottolineato, che “tutto ciò dimostra ancora una volta cosa sia il doppio standard”.

Nota: Un crescente numero di paesi del sud del mondo è disgustato dall’ipocrisia e dal doppio standard dimostrato dall’occidente nel caso del conflitto in Palestina e molti di questi paesi si allineano diplomaticamente alla posizione mantenuta dalla Russia e dalla Cina. Da ultimo la maggioranza dei paesi hanno votato alle Nazioni Unite le risoluzioni presentate dal Brasile e dal Sud Africa per una tregua nel conflitto in Palestina. Gli Stati Uniti hanno bloccato entrambe queste risoluzioni.

Fonte: News Front

Traduzione: Luciano Lago

3 commenti su “Il Qatar dichiara il divario tra Est e Ovest a causa del conflitto in Medio Oriente

  1. Aumentano le antipatie verso i guerrafondai anglosassoni e i servi europei, che propongono guerre, miserie e morte, e nessun progetto di sviluppo per gli altri oltre che per se stessi

  2. Per quanto riguarda il qatarino di al thani leggete questo articolo del 26 novembre 2015:

    https://www.today.it/mondo/finanziamenti-isis-arabia-saudita-qatar.html

    Estratto dall’articolo:
    L’Arabia saudita e il Qatar continuano a ribadire la loro estraneità alle accuse di finanziamento e sostegno all’Isis, ma da più parti, non ultimo il presidente russo Vladimir Putin, si continua ad attribuire ai grandi donatori del Golfo un contributo determinante nella crescita dello Stato Islamico e nella sua proliferazione.

    In ciò, ben allineati con obama, che fingeva la “lotta contro l’isis”, ma lo armava e lo finanziava per distruggere Siria e Iraq.

    Oggi i decapitatori sauditi di riyad e persino il grande finanziatore dello stato islamico al thani sono pronti a cambiare casacca, allineandosi prima di tutto con Mosca e poi anche con la Cina.

    Un consiglio al Presidente Putin, che è anche il mio, non avendone uno vero che mi rappresenti in Italia:
    Non fidarsi di questi serpentelli che vogliono saltare sul carro del vincitore, usarli per quel può servire nello scontro geopolitico in atto e poi … buttarli!

    Cari saluti

    1. Sono assolutamente d’accordo con Eugenio Orso!!
      In questo mondo ci sono purtroppo molti STATI “sottomessi”, che non si possono permettere voci in capitolo, altri ancora più subdoli e pericolosi che sono gli “APPROFITTATORI” del momento che cercano sempre di posizionarsi dalla parte dei vincenti ma solo per far business.

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