Il Punto di Svolta è arrivato: Putin ha riconosciuto le Repubbliche del Donbass

di Luciano Lago

Quello che era il prevedibile sbocco della crisi ucraina puntualmente è arrivato: il presidente Vladimir Putin ha riconosciuto ufficialmente le due repubbliche del Donbass e tale riconoscimento non poteva che accadere dopo le provocazioni del governo di Kiev e l’ostinato rifiuto di questo nel riconoscere l’autonomia delle repubbliche e il rispetto degli accordi di Minsk.
Questo il punto fondamentale che le fonti occidentali hanno sempre disconosciuto: gli accordi di Minsk sono stati rifiutati dall’Ucraina, non da Mosca. Il riconoscimento delle Repubbliche pone fine alla ambiguità di questi accordi, sempre invocati e mai rispettati.
L’Europa e gli eurocrati della UE hanno sempre ignorato il mancato rispetto di Kiev ed hanno sempre gettato la colpa sulla Russia mentre nel frattempo gli USA e la NATO istigavano l’Ucraina ad attaccare il Donbass e sbarcavano negli aeroporti ucraini centinaia di tonnellate di armi letali. Un fattore che ha dato ai nazionalisti ucraini un senso di falsa sicurezza nel provocare la Russia e ne sono la prova gli attacchi sul territorio russo effettuato negli ultimi giorni dalle forze ucraine.
Si possono prevedere gli sviluppi di questa situazione che sono in corso: inizio di una operazione di “pace keeping” da parte dell’Esercito russo che entrerà a momenti nel Donbass per mettere sotto protezione le regioni di Donetsk e di Lugansk e le rispettive popolazioni che da anni sono sottoposte a bombardamenti continui.

Quello che accadrà dopo sarà strettamente collegato alla reazione dell’Ucraina e della NATO.
Se l’Ucraina si opporrà alle forze russe e scatenerà un tentativo di reazione, utilizzando le tante armi ricevute dall’occidente, allora sarà la sua fine perchè le forze russe ne prenderanno il controllo in pochi giorni provocando gravi perdite e distruzioni materiali.
Sarebbe un suicidio per l’Ucraina tentare di ingaggiare una guerra con la Russia, ne pagherebbe duramente le conseguenze.
Tuttavia questo è uno scenario poco probabile perchè una buona parte del personale militare ucraino è demotivato e poco propenso a battersi con i russi, visto l’alto numero di diserzioni che aumenterebbe in misura esponenziale nel caso di una guerra.

Forze russe entrano nel Donbass

Facile immaginare piuttosto un “”si salvi chi può” della dirigenza ucraina che rischierebbe di finire sopra un banco di tribunale russo per essere giudicata per i suoi suoi crimini.
La NATO e gli Stati Uniti, possiamo facilmente prevedere, che non si muoveranno a difesa dell’Ucraina, dopo aver istigato la guerra ma rimarranno a guardare ed a decretare sanzioni che saranno deleterie e fatali per l’Europa ma che consentiranno agli USA di mantenere la completa subordinazione del vecchio continente alle sue direttive ed ai suoi interessi.

Finalmente Washington potrà ordinare alla Germania di smantellare e bloccare definitivamente il gasdotto Nord Stream 2 e obbligherà Berlino ed altri paesi europei ad acquistare il suo gas scisto al prezzo da loro indicato (oltre il doppio di quello russo) e annuncerà questo come una “grande dono” dell’alleato americano all’Europa.

L’ingresso della Russia nel conflitto ucraino era un primo obiettivo che l’Amministrazione Biden perseguiva da tempo ed ha raggiunto. D’altra parte la situazione di conflitto era arrivata ad un punto tale che non consentiva a Putin di tirarsi indietro, stretto anche dalle pressioni interne. Il presidente russo è consapevole che questa potrebbe essere una trappola ma cercherà di tirarsene fuori nel migliore dei modi lasciando gli altri con il cerino in mano. Questa la nostra previsione.

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