Il presidente ucraino Zelensky pronto a lasciare gli accordi di Minsk. La risposta del ministro degli esteri della DNR Nikonorova

di Eliseo Bertolasi

Gli Accordi di Minsk, nonostante le promesse di una loro implementazione da parte ucraina nelle varie riunioni del “Formato Normanno”, di fatto, sono fermi. Le buone intenzioni del presidente Zelensky soprattutto espresse in campagna elettorale relativamente al desiderio di risolvere pacificamente la guerra civile in Ucraina orientale segnano il passo.
Difficile capire, quindi, le intenzioni del presidente ucraino che, mentre da una parte si dice intenzionato a risolvere il conflitto, dall’altra, in concreto, poi non si vedono progressi; anzi in una recente dichiarazione al “The Guardian” lo stesso Zelensky ha minacciato addirittura di abbandonare tali colloqui.
https://www.theguardian.com/world/2020/mar/06/ukraine-president-volodymyr-zelenskiy-gives-putin-one-year-strike-deal-end-war
A meno che Kiev desideri riprendere le ostilità su vasta scala contro le Repubbliche del Donbass (magari eccitato dal fatto che decine di migliaia di soldati americani e della NATO in questi giorni si stanno ammassando a ridosso dei confini russi in Polonia e nelle Repubbliche Baltiche per prendere parte alle manovre “Defender-Europe 20”), il punto focale è che, al momento, non esistono altre possibilità di risolvere pacificamente il conflitto se non mediante l’applicazione degli Accordi di Minsk.

Natalia Nikonorova, ministro degli esteri della DNR (Repubblica Popolare di Donetsk, nella foto in alto), ha commentato la dichiarazione del presidente ucraino Vladimir Zelensky pronto a lasciare il processo di Minsk:

“Il presidente dell’Ucraina continua a manifestare non solo nello spazio mediatico nazionale, ma anche nei confronti della comunità internazionale, il modo in cui, in maniera originale, intende i suoi obblighi in base ai documenti approvati dai Paesi garanti e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In particolare, il signor Zelensky riconosce, quasi con orgoglio, il fatto di essere pronto, semplicemente, a rinunciare all’esecuzione del Complesso di misure (degli accordi di Minsk ndr.), che rappresentano un atto di diritto internazionale, dal momento che, pare, non voglia trascorrere tutti i 5 anni del suo mandato presidenziale alla loro attuazione. Allo stesso tempo, è difficile capire cosa, secondo l’opinione del leader ucraino, possa essere più importante del ripristino della pace.

Esercito Repubblica di Donetsk


Tuttavia, spetta al presidente dell’Ucraina decidere come costruire le sue attività di alto livello. Se Zelensky vuole davvero portare la pace, ha questa opportunità: deve solo smettere di trovare pretesti ridicoli e finalmente, coscienziosamente, senza riserve, chiaramente e letteralmente, iniziare ad attuare gli accordi di Minsk in accordo con i rappresentanti delle Repubbliche. In particolare, la base per l’attuazione di questi accordi è il lavoro sugli aspetti giuridici dello status speciale del Donbass, incluso il suo inserimento nella costituzione, com’è stato personalmente confermato da Zelensky al vertice dei leader del “Quartetto Normanno”.
Tuttavia, se l’attuale presidente è più vicino alla via dello scontro armato e alla retorica aggressiva del suo predecessore Poroshenko, che ha sempre cercato di rappresentare la Federazione Russa come parte del conflitto per non comunicare con le Repubbliche, siamo pronti anche a questa opzione.

Solo che, in questo caso, Kiev dovrebbe già da ora rendersi conto delle conseguenze e prepararsi: in primo luogo, sul fatto che le Repubbliche (del Donbass ndr.,) saranno in grado di rispondere a qualsiasi provocazione dell’Ucraina in modo simmetrico, in secondo luogo, per l’inevitabile onere della responsabilità nei confronti dei Paesi garanti per l’affossamento del Processo di Minsk. Al contrario, noi ci muoveremo lungo il percorso che è stato scelto dal popolo del Donbass e che da 6 anni viene attivamente realizzato”.

http://dnr-news.com/oficialno/52750-kommentariy-natali-nikonorovoy-k-vyskazyvaniyam-prezidenta-ukrainy-o-gotovnosti-vyyti-iz-minskogo-processa.html

Fonte: DNR- news
Traduzione e nota: Eliseo Bertolasi

3 Commenti

  • Mardunolbo
    11 Marzo 2020

    Beh,certo che se parla una così, come si fa a non ascoltarla ? Le si dà ragione mettendosi in ginocchio come un cagnolino….;-)
    P.S. perchè Luciano Lago provoca con queste foto ? Non si poteva trovarne un’altra in cui lei era tutta scaruffata ?

    • atlas
      11 Marzo 2020

      bionde, fredde e bianche come maiali. Con il rispetto per le Repubbliche di Donetsk e Lugansk, quì si tratta di gusti e di sdrammatizzare … non ci rimane altro

      mi chiedo per quanti giorni ancora la gente ce la farà a non avere malattie psichiche di tipo claustrofobico altro che virus …

  • eusebio
    12 Marzo 2020

    Il premier sionista sta per finire sotto processo e per salvarsi gli serve una bella guerra, tanto se crepano i goym a lui che gli frega.
    Per cui un attacco NATO a Kaliningrad, uno ucraino nel Donbass, uno turco a Idlib, oppure una provocazione USA in Irak dove invece di andarsene stanno portando le loro inutili batterie patriot che come l’iron dome israelita non servono a niente e difatti le milizie sciite continuano a lanciare missili sulle basi USA, tutto può servire per salvare il vecchio criminale di guerra dalla galera atteggiandosi a eroe sionista e predestinato da Eloh.
    Si, a pigliare un Kalibr nel…….

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